Se non batti traccia non stai facendo scialpinismo

19 Gennaio 2024

Se non batti traccia non stai facendo scialpinismo.

Ogni volta che si distende la gamba per far scivolare lo sci nella neve intatta si ha la netta sensazione di esplorare qualcosa di nuovo.

Una traccia armonica non è troppo ripida né troppo piana, con una pendenza il più possibile costante. Si insinua nelle pieghe del versante, contorna dossi, avvallamenti e rocce. Predilige le dorsali e mira ai larici pionieri, che si tramutano in piccoli fari assai utili alla navigazione.

Rovinare la traccia in discesa da quasi un senso di fastidio.

Sarà il vento, il sole o una nuova nevicata a cancellarne il segno.

La rivincita della montagna non irregimentata

14 Gennaio 2024

Il nostro piccolo viaggio nella neve parte dal fondovalle, dalle latifoglie, con sci portati a spalla per vecchi sentieri che salgono ai monti.

In marcia si incrociano meraviglie, gli abeti che si fanno via via più imbiancati e il suono del Turéc che sta finalmente iniziando a gelare.

Il viaggiatore della neve non ha fretta.

Assaporiamo le ultime luci con l’aria fredda che pizzica il naso mentre rispolveriamo un po’ di tecnica di discesa zigzagando tra larici radi e i morbidi prati di Ciàasc.

Il nostro rifugio sicuro è un rustico locale in una cà de munt, inalterata dagli anni ’30 del ‘900, con stufa, branda e candela.

La zuppa, preparata con acqua di fusione, accompagnata con pane e formaggio, si trasforma in una cena sontuosa.

Presto il  gelo di gennaio ricama di ghiaccio i piccoli vetri della finestra, siamo stanchi abbastanza da rendere i nostri giacigli assai comodi.

Lo stupore esplode a più riprese quando, usciti dal bosco verso la luce, incrociamo i primi raggi di sole verso i Ciàn di Camàni e poi su, verso il Sass Biànch.

E’ la rivincita della montagna non  irregimentata.

Qui si impara ad esser veri viaggiatori, non turisti da resort.

Ci lasciamo scivolare, inebriati nella neve zuccherosa, con le ombre lunghe di Zana che danno spessore al silenzio.

Ripelliamo verso la Bosio e i Rài, in una traversata di paesaggi, con il sole che va scomparendo e un’armonia che ci portiamo a casa.

P.s da gennaio a marzo si organizzano viaggi nella neve nei campi da sci di Arcoglio e Zana, contattatemi per saperne di più.

Grazie a Paolo per le foto!

Riposare faticando

1 Gennaio 2024

Il cielo blu di quest’ultima ascensione dell’anno funziona come un nascondiglio nella foresta.

E’ un buon rifugio per trovare pacificazione e accoglienza nel silenzio, un regalo nell’isolamento, con la neve indurita dal vento che ricopre e livella tutte le irregolarità, un piccolo universo sospeso dove è possibile riposare faticando.

Scavalcare le Alpi con gli sci

31 Dicembre 2023

Scavalcare le Alpi con gli sci nel pieno dell’inverno è il miglior modo per esplorarne l’invisibile geografia profonda, senza nessun umano intorno.

Ogni grande spazio che andiamo ad incontrare vive dentro di noi mentre lo attraversiamo.

Scivoliamo sopra sastrugi di ogni tipo, formati dall’erosione della neve con i venti tempestosi degli ultimi giorni e sopra blocchi di grandi valanghe duri come pietre. Avvistiamo branchi di camosci e un grande gipeto che volteggia sopra la linea immaginaria del confine.

E’ il festival della luce, in tutte le tonalità e colori, da quella calda e abbacinante del Sud, alla tenue del tramonto che illumina la torre belvedere del Passo del Maloja, sino alla fredda e blu della sterminata distesa glaciale del Forno incastonata tra le pareti di granito.

Scialpinismo e sorprese: polvere, Tribulàun, Dolomieu

10 Dicembre 2023

Far la guida a chilometro zero è ciò che prediligo e che pratico abitualmente, con qualche eccezione, solo con fidati compagni, felici di condividere un’ispirazione e uno spazio da esplorare. Poi ci si  lascia condurre dalla curiosità, dall’interpretazione dei versanti, sino a comporre escursioni inaspettate.

E’ il caso della bella uscita alla ricerca della neve tra le Retiche orientali, su una cima luminosa, la Wetterspitze e una discesa polverosa sotto lo sguardo di un gigantesco totem di pietra: il Tribulàun.

Proprio ai piedi di questa grande piramide di dolomia, nel 1790 il giovane Déodat Dolomieu raccolse alcuni campioni che rassomigliavano al calcare ma, al contatto con l’acido cloridrico non producevano la stessa reazione. Le successive analisi condotte da Nicolas de Sassure (figlio del celebre primo salitore del Monte Bianco) confermarono essere un minerale nuovo rispetto alla comune calcite, cui venne dato il nome di dolomia, in onore del giovane Déodat.

SKIALP & SAFETY CAMP

28 Novembre 2023

Ecco i principali contenuti e temi affrontati nel mio personale “skialp & safety camp” che potremo esplorare nel corso delle uscite sulla neve.

Cosa significa la mancanza di paura?

I nostri meccanismi di emulazione per far parte della tribù quanto ci condizionano?

Facciamo quel che è saggio e realistico affrontare o quello che desidera il nostro ego o quel che desiderano amici o clienti?

I nostri comportamenti sono sempre coscienti?

Qual è il coraggio utile alle nostre uscite fuori dai tracciati? Quello in linea con le leggi della natura? Capace di farci dire onestamente ciò che ci spaventa?

Quanto è efficace ascoltare da chi porta più medaglie appuntate che ha paura? Di ammettere che anche con decenni di esperienza che si conosce sempre troppo poco della neve e delle sue infinite trasformazioni?

Ps: ma tu li fai i corsi ARTVA mi chiedono in tanti? Certo rispondo, ma solo dopo aver messo a fuoco alcuni aspetti del muoversi nella neve condizionanti. Con questo non voglio sminuire l’importanza delle dotazioni d’autosoccorso, ma solo ricordare che entrano in gioco solo quando si è commesso qualche grave errore. Errore riconducibile quasi certamente alla percezione sbagliata della situazione in cui ci si trova, a conseguenti decisioni avventate e direzioni che ci hanno messo nei guai. Indagare i meccanismi che condizionano i comportamenti, da cui nasce l’errore, credo sia la priorità d’ogni approfondimento orientato a proteggerci meglio nelle nostre uscite di scialpinismo. E alla fine vediamo pure come funziona il kit d’autosoccorso con annessa esercitazione pratica…

Montagna senza coscienza

9 Novembre 2023

Se le donne e uomini jet riusciranno a gareggiare nei prossimi giorni sotto al Cervino sarà solo per una gran botta di “culo”.

Dopo l’annullamento, per mancanza di neve e pioggia dello scorso anno, quali sono le probabilità di poter disputare una discesa libera a novembre, con partenza a oltre 3700m, con buona visibilità e assenza di vento in quota?

Qualsiasi abitante delle Alpi dotato di materia grigia conosce la risposta.

Risposta rimossa dalla FIS, dai comitati organizzatori e promotori, albergatori, dagli atleti e, ancor peggio, da guide e maestri di sci che, dissociati dall’atmosfera in cui vivono, negano e dimenticano le interdipendenze con quel che accade nel cielo in montagna.

Sul dorso dello stegosauro

29 Ottobre 2023

Tra nubi sfilacciate e scrosci d’acqua percorriamo gli strati calcarei verticalizzati che sovrastano laghi, fiumi e la pianura operosa. Par di risalire il dorso di uno stegosauro.

La vetta si perde tra le nebbie, grandi faggi ci accolgono e ci fanno da ombrello.

Programmi invernali e variabilità delle precipitazioni

25 Ottobre 2023

Gli studiosi del clima sulel Alpi confermano la crescente variabilità delle precipitazioni da un inverno all’altro, nonché all’interno dello stesso inverno, con mesi molto secchi alternati a mesi molto umidi.

Con questi scenari, associati a un generale aumento delle temperature, pensare di calendarizzare con largo anticipo le uscite su neve o ghiaccio ha davvero poco senso.

Per questo non programmo nulla di specifico.

Semplicemente si esplora la montagna così come si presenta, in funzione delle fluttuanti condizioni meteo-climatiche, per sciare su una polvere meravigliosa, salire un flusso gelato, scalare come lucertole al sole o ancora affrontare qualche salita in quota.

La salita più armonica della stagione

8 Ottobre 2023

Saliamo al Badile dal fondovalle, come il reverendo Coolidge nel corso della prima ascensione, in una mite giornata d’autunno, senza la luce sfacciata dell’estate.

Mi trasformo da guida a guidato, a semplice supporto del capocordata, alla sua prima esperienza di conduzione autonoma della salita di una grande parete, senz’alcun umano intorno.

Un’immersione di bellezza, che fa da contrappeso ad ogni fatica, che ci aiuta a fare un po’ di chiarezza su che cosa sia scalare le montagne, qualcosa di diverso da tutto quello che ci viene proposto o raccontato.

La scalata migliore si adatta agli scopi, ai luoghi, al senso della nostra diversità del momento.