Archive del 2023

Scavalcare le Alpi con gli sci

domenica, 31 Dicembre 2023

Scavalcare le Alpi con gli sci nel pieno dell’inverno è il miglior modo per esplorarne l’invisibile geografia profonda, senza nessun umano intorno.

Ogni grande spazio che andiamo ad incontrare vive dentro di noi mentre lo attraversiamo.

Scivoliamo sopra sastrugi di ogni tipo, formati dall’erosione della neve con i venti tempestosi degli ultimi giorni e sopra blocchi di grandi valanghe duri come pietre. Avvistiamo branchi di camosci e un grande gipeto che volteggia sopra la linea immaginaria del confine.

E’ il festival della luce, in tutte le tonalità e colori, da quella calda e abbacinante del Sud, alla tenue del tramonto che illumina la torre belvedere del Passo del Maloja, sino alla fredda e blu della sterminata distesa glaciale del Forno incastonata tra le pareti di granito.

Scialpinismo e sorprese: polvere, Tribulàun, Dolomieu

domenica, 10 Dicembre 2023

Far la guida a chilometro zero è ciò che prediligo e che pratico abitualmente, con qualche eccezione, solo con fidati compagni, felici di condividere un’ispirazione e uno spazio da esplorare. Poi ci si  lascia condurre dalla curiosità, dall’interpretazione dei versanti, sino a comporre escursioni inaspettate.

E’ il caso della bella uscita alla ricerca della neve tra le Retiche orientali, su una cima luminosa, la Wetterspitze e una discesa polverosa sotto lo sguardo di un gigantesco totem di pietra: il Tribulàun.

Proprio ai piedi di questa grande piramide di dolomia, nel 1790 il giovane Déodat Dolomieu raccolse alcuni campioni che rassomigliavano al calcare ma, al contatto con l’acido cloridrico non producevano la stessa reazione. Le successive analisi condotte da Nicolas de Sassure (figlio del celebre primo salitore del Monte Bianco) confermarono essere un minerale nuovo rispetto alla comune calcite, cui venne dato il nome di dolomia, in onore del giovane Déodat.

SKIALP & SAFETY CAMP

martedì, 28 Novembre 2023

Ecco i principali contenuti e temi affrontati nel mio personale “skialp & safety camp” che potremo esplorare nel corso delle uscite sulla neve.

Cosa significa la mancanza di paura?

I nostri meccanismi di emulazione per far parte della tribù quanto ci condizionano?

Facciamo quel che è saggio e realistico affrontare o quello che desidera il nostro ego o quel che desiderano amici o clienti?

I nostri comportamenti sono sempre coscienti?

Qual è il coraggio utile alle nostre uscite fuori dai tracciati? Quello in linea con le leggi della natura? Capace di farci dire onestamente ciò che ci spaventa?

Quanto è efficace ascoltare da chi porta più medaglie appuntate che ha paura? Di ammettere che anche con decenni di esperienza che si conosce sempre troppo poco della neve e delle sue infinite trasformazioni?

Ps: ma tu li fai i corsi ARTVA mi chiedono in tanti? Certo rispondo, ma solo dopo aver messo a fuoco alcuni aspetti del muoversi nella neve condizionanti. Con questo non voglio sminuire l’importanza delle dotazioni d’autosoccorso, ma solo ricordare che entrano in gioco solo quando si è commesso qualche grave errore. Errore riconducibile quasi certamente alla percezione sbagliata della situazione in cui ci si trova, a conseguenti decisioni avventate e direzioni che ci hanno messo nei guai. Indagare i meccanismi che condizionano i comportamenti, da cui nasce l’errore, credo sia la priorità d’ogni approfondimento orientato a proteggerci meglio nelle nostre uscite di scialpinismo. E alla fine vediamo pure come funziona il kit d’autosoccorso con annessa esercitazione pratica…

Montagna senza coscienza

giovedì, 9 Novembre 2023

Se le donne e uomini jet riusciranno a gareggiare nei prossimi giorni sotto al Cervino sarà solo per una gran botta di “culo”.

Dopo l’annullamento, per mancanza di neve e pioggia dello scorso anno, quali sono le probabilità di poter disputare una discesa libera a novembre, con partenza a oltre 3700m, con buona visibilità e assenza di vento in quota?

Qualsiasi abitante delle Alpi dotato di materia grigia conosce la risposta.

Risposta rimossa dalla FIS, dai comitati organizzatori e promotori, albergatori, dagli atleti e, ancor peggio, da guide e maestri di sci che, dissociati dall’atmosfera in cui vivono, negano e dimenticano le interdipendenze con quel che accade nel cielo in montagna.

Sul dorso dello stegosauro

domenica, 29 Ottobre 2023

Tra nubi sfilacciate e scrosci d’acqua percorriamo gli strati calcarei verticalizzati che sovrastano laghi, fiumi e la pianura operosa. Par di risalire il dorso di uno stegosauro.

La vetta si perde tra le nebbie, grandi faggi ci accolgono e ci fanno da ombrello.

Programmi invernali e variabilità delle precipitazioni

mercoledì, 25 Ottobre 2023

Gli studiosi del clima sulel Alpi confermano la crescente variabilità delle precipitazioni da un inverno all’altro, nonché all’interno dello stesso inverno, con mesi molto secchi alternati a mesi molto umidi.

Con questi scenari, associati a un generale aumento delle temperature, pensare di calendarizzare con largo anticipo le uscite su neve o ghiaccio ha davvero poco senso.

Per questo non programmo nulla di specifico.

Semplicemente si esplora la montagna così come si presenta, in funzione delle fluttuanti condizioni meteo-climatiche, per sciare su una polvere meravigliosa, salire un flusso gelato, scalare come lucertole al sole o ancora affrontare qualche salita in quota.

La salita più armonica della stagione

domenica, 8 Ottobre 2023

Saliamo al Badile dal fondovalle, come il reverendo Coolidge nel corso della prima ascensione, in una mite giornata d’autunno, senza la luce sfacciata dell’estate.

Mi trasformo da guida a guidato, a semplice supporto del capocordata, alla sua prima esperienza di conduzione autonoma della salita di una grande parete, senz’alcun umano intorno.

Un’immersione di bellezza, che fa da contrappeso ad ogni fatica, che ci aiuta a fare un po’ di chiarezza su che cosa sia scalare le montagne, qualcosa di diverso da tutto quello che ci viene proposto o raccontato.

La scalata migliore si adatta agli scopi, ai luoghi, al senso della nostra diversità del momento.

C’è più pensiero, incanto, passione, significato e meraviglia…

lunedì, 4 Settembre 2023

C’è più pensiero (ep.1), incanto, passione, significato e meraviglia nei segni del trapinèe nel prato appena libero dalla neve che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.2) incanto, passione, significato e meraviglia in questi cerchi d’erba nuova che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.3) incanto, passione, significato e meraviglia là dove scorre il fiume che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.4) incanto, passione, significato e meraviglia nelle impronte del gracchio alpino su limo glaciale che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.5) incanto, passione, significato e meraviglia in una polla d’acqua sorgiva che smuove la fine sabbia silicea che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina

C’è più pensiero (ep.6) incanto, passione, significato e meraviglia nel volo potente, con battiti d’ala lenti e profondi, di una coppia di aironi cenerini nel cielo delle Alpi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.7) incanto, passione, significato e meraviglia nelle piccole coppelle incise sul bordo di una marmitta glaciale invasa dai rovi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.8) incanto, passione, significato e meraviglia nei semi delle piante “autostoppiste” che si attaccano alle brache che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.9) incanto, passione, significato e meraviglia nei segni lasciati dai denti del cervo sui giovani frassini che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.10) incanto, passione, significato e meraviglia nell’accoppiamento di questa piccola falena tossica che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.11) incanto, passione, significato e meraviglia in questo fungo del genere Phallus che emana un caratteristico e pungente odore cadaverico, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.12) incanto, passione, significato e meraviglia nella tessitura muraria di questi vecchi muri storti che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.13) incanto, passione, significato e meraviglia nell’incontro sotto la pioggia con il magico e timido anfibio, a metà strada tra creature d’acqua e di terra, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.14) incanto, passione, significato e meraviglia nei funghi a mensola che crescono sui tronchi di betulla, trasportati infilati su strisce di pelle 5300 anni fa da Ötzi e forse utilizzati come medicamento, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.15) incanto, passione, significato e meraviglia nello sguardo lungo la Linea Insubrica con l’azione dei ghiacciai e dei fiumi che hanno plasmato le forme e colmato la piana con enormi volumi di depositi e disegnato i conoidi perfetti allo sbocco delle valli confluenti, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.16) incanto, passione, significato e meraviglia nel sass de la sbrisega, gioco dei bambini (chissà se antica pietra rituale e scivolo della fertilità?), che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.17) incanto, passione, significato e meraviglia nel rituale di corteggiamento dei passeriformi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.18) incanto, passione, significato e meraviglia nell’incontro a piedi scalzi con gli steli tubiformi e flessibili del tarassaco in un prato che che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.20), incanto, passione, significato e meraviglia nell’inarrestabile ailanto che prende quota, la pianta alloctona, assai adattabile e resistente, che trova nell’incuria l’habitat perfetto, pronta a colonizzare ruderi futuri, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.21), incanto, passione, significato e meraviglia in un mucchio di pietre levigate dall’acqua alla confluenza del torrente Mallero con il fiume Adda, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.22), incanto, passione, significato e meraviglia nei nomi incisi dagli ultimi pastori sull’intonaco della casa in rovina di un maggengo abbandonato, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.23), incanto, passione, significato e meraviglia nei petali reclinati del giglio martagone, con i suoi fiori profumati a forma di turbante, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

ultimo episodio

C’è più passione, incanto, significato e meraviglia nelle fronde del ligustro cariche di neve e nei passeri che vi trovano riparo, che in tutte le opere e i progetti delle Olimpiadi senza nome della Valtellina.

Dopo aver giocato tutto nella baraonda a cinque cerchi, calata da chissà dove, resta solo da chiedersi quante occasioni abbiamo davvero lasciato scivolare via. Forse il vero premio non era là, tra fanfare e scenografie vuote, ma nelle piccole meraviglie che ci camminano accanto ogni giorno. Che, per fortuna, resteranno… per chi le vuol vedere.

Tre ore di cammino per trenta metri di dolomia

lunedì, 28 Agosto 2023

Alle prime luci del giorno siamo in vista di quest’antenna minerale che svetta isolata in uno spazio lunare.

Attraversiamo gande e pascoli, con segni d’avvallamento conici, come piccole doline carsiche, per raggiungere la base della scaglia di dolomia stretta tra graniti e micascisti,

La scalata in sé è insignificante.

L’esperienza sorprendente.

E voi cosa cercate?

martedì, 15 Agosto 2023

Dopo aver scalato sei lunghezze di corda, dalla sommità della prima struttura si percorre una vallecola scavata dal ghiacciaio, bordata su un lato da una paretina a strapiombo, costellata da curiose erosioni circolari simili a tafoni.

A distanza regolare, di pochi passi, incrociamo una selva di ragnatele tese a perpendicolo tra la roccia e il pascolo pietroso. Come le vele di un brigantino, intercettano il vento da Sud Ovest che si infila tra le rocce.

Al centro dei ricami decine di ragni attendono e si avvinghiano fulminei sull’insetto alato che finisce dentro la trappola.

Poco più avanti, un piccolo lago, contornato da eriofori, invita a proseguire la scalata.

Saliamo altri centocinquanta metri di roccia magnifica, con un singolare condensato di stili d’arrampicata, tra placche e strapiombi, sino al balcone sommitale rivolto verso le montagne del Bernina avvolte dalle nuvole.

10 lunghezze tra il V e il VII, quota tra 2100 e 2400 circa, esposizione Ovest, Nord Ovest, discesa a piedi per roccette, pascoli e rododendri