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Emozioni

lunedì, 23 Gennaio 2023

Emozioni (enciclopedia Treccani)

Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’e. si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti ‘espressivi’ (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).

In risposta alle e. si verificano modifiche fisiologiche, che sono adattive in quanto permettono di mobilizzare le energie in maniera rapida e di far fronte a una situazione di emergenza.

In situazioni difficili, dove occorrono decisioni e azioni immediate, non c’è tempo per reazioni pensate e ragionate, ricorrere alla riflessione ci rende troppo lenti.

Per questo, in risposta ad una percezione sensoriale, che modifica il nostro equilibrio interiore, entrano in gioco nuovi messaggeri (le emozioni) che ci recapitano tempestivamente le informazioni che ci servono.

Le emozioni sono un campanello interiore, un prezioso alleato in grado di percepire le modificazioni ambientali e attivare una variazione comportamentale immediata, indispensabile in situazioni che richiedono tempi decisionali assai brevi.

Negli spazi d’avventura mai codificabili come la montagna, lo “stato di vigilanza” legato alle emozioni è una risorsa fondamentale.

Eppure l’ascolto degli stimoli interni o esterni naturali che generano emozioni e che possono “prendere il controllo” è del tutto ignorato o quasi.

A cosa serve insegnare complicatissime tecniche se poi quando ci si trova in situazioni critiche si va in affanno o ci si trova a chiudere gli occhi?

Quanto siamo consapevoli che le emozioni rendono più o meno efficace la reazione a una situazione inattesa?

Quanto occorre governarle in modo funzionale per non creare danni?

Scalare sul ghiaccio è un concentrato di sensazioni ed emozioni.

Come possiamo descrivere il gelo se non salendo una cascata?

Un’esperienza che si vive, si prova e si sente.

Non si spiega eppure si capisce.

Ogni giorno qualcosa di meno, non qualcosa di più: sbarazzati di ciò che non è essenziale. Bruce Lee

Quale guida? #4

sabato, 10 Dicembre 2022

Si può stare al di fuori dal turismo d’avventura pre-confezionato? Evitare “esperienze adrenaliniche” forzate?

Forse è ancora possibile fare un’esperienza in montagna alla propria misura e muoversi secondo quel che sentiamo, dove  c’è da scoprire più che da imparare.

Come?

stabiliamo un contatto diretto e sensibile con l’ambiente naturale

con un reale apprezzamento dei luoghi attraversati, dove le energie si sprigionano liberamente

promuoviamo la consapevolezza di quel che accade, piuttosto che dire cosa occorre fare

proviamo ad usare mezzi più semplici possibili, per render l’esperienza ancor più ricca

si può abbassare il tenore delle salite, guadagnando in qualità

tutti dappertutto non ci interessa

l’avventura si svolge nell’avvenire, nella sua ambiguità, grande e piccola

non è gioco e non è serietà, sta nell’istante imprevedibile che viene

si trova su grandi pareti ma anche in un semplice bosco dimenticato o su una piccola rupe

la percezione della nostra esperienza è la nostra priorità

per ritrovare se stessi

per respirare liberamente (no paesaggi mozzafiato!!!)

per togliere condizionamenti e sensazioni superficiali

liberi di salire oltre il limite degli alberi

guardiamo in alto

abitiamo la montagna

se mi dici chi sei ti dico cosa possiamo fare assieme

E’ possibile evitare torture forzate?
Cambiamo musica?

Ghiaccio sempre uguale ma sempre diverso

lunedì, 21 Febbraio 2022

Il ghiaccio è sempre uguale ma sempre diverso, più o meno stabile a seconda delle continue trasformazioni.

Per qualche ora è morbido e plastico, prima di diventare completamente bianco e inconsistente per via delle alte temperature.

Per salire occorre anzitutto sintonizzare la nostra percezione con questa complessità.

La nostra ricerca si estende oltre la scalata, a partire dalla trama di luci che le nubi creano con la montagna di granito…

Onde increspate solidificate

lunedì, 24 Gennaio 2022

Saliamo lungo una grande onda increspata solidificata, stretta tra scure pareti di anfibolite.

Qui ogni gesto viene spontaneo in risposta alle condizioni del ghiaccio e non segue nessuna indicazione  o regola prefissata da altri.

Seguiamo il flusso fino alla sommità e ci caliamo, attaccati a esili ontani rupicoli. Più in basso riposiamo al sole, seduti su un’isola di paglia che emerge dalla poca neve di questo arido inverno.

Che inverno sia

mercoledì, 8 Dicembre 2021

La prima escursione ghiacciata serve a raccordarsi con il gelo. La neve zuccherosa si scansa facilmente, mentre il suono dell’acqua sotto la cascata cambia ad ogni colpo di piccozza.

Turbini di fiocchi e profumo di resina si rincorrono.

Vien voglia di tornare.

Note per le escursioni ghiacciate:

  • si va in pochi, due, tre di rado, per apprendere il silenzio e svestirci dal rumore che ci portiamo dietro;
  • di solito con nessuno sopra la testa o attorno;
  • attrezzi e tecnica sono solo il “mezzo” utile per attraversare questi spazi nascosti, normalmente non percorribili;
  • le sensazioni sono strumenti fondamentali per esplorare il terreno ghiacciato;
  • il ghiaccio cambia in continuazione e noi con lui, il ghiaccio va vissuto in continua metamorfosi.

Contattatemi per programmare la vostra escursione ghiacciata.

Assicurare l’insicurezza e pensare i pensieri

mercoledì, 13 Gennaio 2021

Scalare sul ghiaccio è un’appassionata superfluità.

Come è noto il rischio educativo dell’iperprotezione ci costringe al sicuro, evitando tutto ciò che comporta fatica, contraddizione, sforzo.

Esiste però un diritto di mettere alla prova, con giudizio e senza abbandonarsi al caso, le proprie capacità.

Illudersi di mettersi al sicuro rinunciando alla sperimentazione non fa altro che aumentare le nostre fragilità.

Arrampicare su ghiaccio è esattamente il contrario della logica imperante della vita di oggi che pretende di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Qui ad ogni passo occorre comprendere come si fa quel che si fa e cosa si pensa mentre si sale, con il risultato inaspettato di dedicare tempo vivo a sentire il ghiaccio sotto i colpi delle picche e i  processi del proprio pensiero.

Il silenzio ghiacciato va conservato

lunedì, 21 Gennaio 2019

Il valore degli spazi naturali dipende dalla possibilità dar spazio all’improvvisazione, alla curiosità, come quella di infilarsi in una piccola cavità, tra rocce e stalattiti di ghiaccio.

Tra le varie attività “verticali”, l’arrampicata su ghiaccio mal si combina con una frequentazione di gruppo e affollata. Una sola cordata in azione consente di evitare fastidiosi incroci di lame, frammenti che si staccano dall’alto e, soprattutto, conservare il silenzio “ghiacciato”.

 

Dialogo tra il corpo e le sue reazioni scalando d’inverno

lunedì, 5 Marzo 2018

Tante cose diventano più semplici da accettare quando coinvolgiamo il corpo in una attività nell’ambiente naturale. La migliore scalata su ghiaccio si ottiene quando non la si considera una prova agonistica e non si impone a fasce specifiche dei nostri muscoli una performance, ma quando si trasforma in un’esperienza che esalta la sensorialità e impegna il corpo secondo i ritmi e le possibilità di ciascuno. Si approccia come un adattamento continuo, via via con nuovi equilibri, coordinazioni e ritmi diversi.

E’ un dialogo costante tra il corpo e le sue reazioni, tra la qualità del movimento e la relazione con l’intorno ghiacciato.

“Vado e vedo” alla cascata Centrale di San Giuseppe

venerdì, 26 Gennaio 2018

“Vado e vedo” è la formula preziosa suggerita dal mio compagno di cordata, utile a trascorrere con consapevolezza diversa una giornata d’inverno in montagna. Nessuna meta finale preordinata, ma un adattamento continuo che, alla fine, ci ha portato in cima alla colata incassata tra le anfiboliti scure, consentito di sperimentare una progressione su un ghiaccio bello e vario e favorito l’incontro ravvicinato con quattro camosci.  

 

Cascata Castello

venerdì, 5 Gennaio 2018