C’è più pensiero, incanto, passione, significato e meraviglia…

4 Settembre 2023

C’è più pensiero (ep.1), incanto, passione, significato e meraviglia nei segni del trapinèe nel prato appena libero dalla neve che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.2) incanto, passione, significato e meraviglia in questi cerchi d’erba nuova che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.3) incanto, passione, significato e meraviglia là dove scorre il fiume che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.4) incanto, passione, significato e meraviglia nelle impronte del gracchio alpino su limo glaciale che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.5) incanto, passione, significato e meraviglia in una polla d’acqua sorgiva che smuove la fine sabbia silicea che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina

C’è più pensiero (ep.6) incanto, passione, significato e meraviglia nel volo potente, con battiti d’ala lenti e profondi, di una coppia di aironi cenerini nel cielo delle Alpi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.7) incanto, passione, significato e meraviglia nelle piccole coppelle incise sul bordo di una marmitta glaciale invasa dai rovi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.8) incanto, passione, significato e meraviglia nei semi delle piante “autostoppiste” che si attaccano alle brache che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.9) incanto, passione, significato e meraviglia nei segni lasciati dai denti del cervo sui giovani frassini che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.10) incanto, passione, significato e meraviglia nell’accoppiamento di questa piccola falena tossica che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.11) incanto, passione, significato e meraviglia in questo fungo del genere Phallus che emana un caratteristico e pungente odore cadaverico, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.12) incanto, passione, significato e meraviglia nella tessitura muraria di questi vecchi muri storti che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.13) incanto, passione, significato e meraviglia nell’incontro sotto la pioggia con il magico e timido anfibio, a metà strada tra creature d’acqua e di terra, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.14) incanto, passione, significato e meraviglia nei funghi a mensola che crescono sui tronchi di betulla, trasportati infilati su strisce di pelle 5300 anni fa da Ötzi e forse utilizzati come medicamento, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.15) incanto, passione, significato e meraviglia nello sguardo lungo la Linea Insubrica con l’azione dei ghiacciai e dei fiumi che hanno plasmato le forme e colmato la piana con enormi volumi di depositi e disegnato i conoidi perfetti allo sbocco delle valli confluenti, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.16) incanto, passione, significato e meraviglia nel sass de la sbrisega, gioco dei bambini (chissà se antica pietra rituale e scivolo della fertilità?), che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.17) incanto, passione, significato e meraviglia nel rituale di corteggiamento dei passeriformi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.18) incanto, passione, significato e meraviglia nell’incontro a piedi scalzi con gli steli tubiformi e flessibili del tarassaco in un prato che che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.20), incanto, passione, significato e meraviglia nell’inarrestabile ailanto che prende quota, la pianta alloctona, assai adattabile e resistente, che trova nell’incuria l’habitat perfetto, pronta a colonizzare ruderi futuri, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.21), incanto, passione, significato e meraviglia in un mucchio di pietre levigate dall’acqua alla confluenza del torrente Mallero con il fiume Adda, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.22), incanto, passione, significato e meraviglia nei nomi incisi dagli ultimi pastori sull’intonaco della casa in rovina di un maggengo abbandonato, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.23), incanto, passione, significato e meraviglia nei petali reclinati del giglio martagone, con i suoi fiori profumati a forma di turbante, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

ultimo episodio

C’è più passione, incanto, significato e meraviglia nelle fronde del ligustro cariche di neve e nei passeri che vi trovano riparo, che in tutte le opere e i progetti delle Olimpiadi senza nome della Valtellina.

Dopo aver giocato tutto nella baraonda a cinque cerchi, calata da chissà dove, resta solo da chiedersi quante occasioni abbiamo davvero lasciato scivolare via. Forse il vero premio non era là, tra fanfare e scenografie vuote, ma nelle piccole meraviglie che ci camminano accanto ogni giorno. Che, per fortuna, resteranno… per chi le vuol vedere.

Tre ore di cammino per trenta metri di dolomia

28 Agosto 2023

Alle prime luci del giorno siamo in vista di quest’antenna minerale che svetta isolata in uno spazio lunare.

Attraversiamo gande e pascoli, con segni d’avvallamento conici, come piccole doline carsiche, per raggiungere la base della scaglia di dolomia stretta tra graniti e micascisti,

La scalata in sé è insignificante.

L’esperienza sorprendente.

E voi cosa cercate?

15 Agosto 2023

Dopo aver scalato sei lunghezze di corda, dalla sommità della prima struttura si percorre una vallecola scavata dal ghiacciaio, bordata su un lato da una paretina a strapiombo, costellata da curiose erosioni circolari simili a tafoni.

A distanza regolare, di pochi passi, incrociamo una selva di ragnatele tese a perpendicolo tra la roccia e il pascolo pietroso. Come le vele di un brigantino, intercettano il vento da Sud Ovest che si infila tra le rocce.

Al centro dei ricami decine di ragni attendono e si avvinghiano fulminei sull’insetto alato che finisce dentro la trappola.

Poco più avanti, un piccolo lago, contornato da eriofori, invita a proseguire la scalata.

Saliamo altri centocinquanta metri di roccia magnifica, con un singolare condensato di stili d’arrampicata, tra placche e strapiombi, sino al balcone sommitale rivolto verso le montagne del Bernina avvolte dalle nuvole.

10 lunghezze tra il V e il VII, quota tra 2100 e 2400 circa, esposizione Ovest, Nord Ovest, discesa a piedi per roccette, pascoli e rododendri

Dissociati dall’atmosfera

11 Agosto 2023

Ai pianificatori e strateghi del turismo, agli accaparratori del potere, ai professionisti senza dignità professionale, alle autorità varie e sventratori olimpici, ai coltivatori di neve “tecnica”, tutti indistintamente convinti cha la montagna sia semplicemente una natura da controllare, gestire e addomesticare a piacimento.

Agli illusi sostenitori della salvifica intermediazione tecnica, del condizionamento energivoro in grado di piegare la montagna ai propri desideri fuori misura.

Per ritrovare un minimo di collegamento con l’atmosfera in cui siamo immersi, sentire sulla pelle quel che siamo e le interrelazioni con le forze della natura da cui dipendiamo.

Suggerirei di provare a salire in questi giorni d’estate la cima più popolare della Valmalenco (Alpi Retiche) il Pizzo Scalino 3323m, per l’itinerario classico di salita, dalla Vedretta dello Scalino, così descritto nell’ultima guida dei monti d’Italia del CAI del 1996: itinerario di difficoltà F (facile) dove in genere nei mesi estivi sul ghiacciaio è presente una pista ben visibile.

Raffronto 10 agosto 2023 – 15 settembre 2013
Raffronto 10 agosto 2023 – 16 luglio 2019

Geo alpinismo al Picco Glorioso

8 Luglio 2023

Il ghiacciaio è ancora candido, la grandine del temporale serale si aggiunge alla neve residua di pimavera che ancora ricopre alcuni tratti di cresta.

Il passaggio dal duro granito alla serpentinite arriva all’orecchio prima che all’occhio. In pochi metri cambia il suono dei ramponi che graffiano la roccia, si passa da qualcosa di simile al graffio della forchetta sul piatto, ad una sensazione acustica più gradevole, prodotta dalle punte in acciaio che aggiungono nuove striature sulla più morbida pietra verde della Valmalenco.

Poco prima di afferrare le rocce rotte della cresta che conducono in vetta, un ciuffo di amianto che spunta da una fessura indica la via.

Il Picco Glorioso riserva sempre nuove sorprese.

Pance, gronde e canali di pietra

26 Giugno 2023

Mentre si scala su queste rocce non è infrequente imbattersi in grandi pance perfettamente levigate, afferrare e percorrrere curiose “gronde” e canali di pietra.

Sono l’azione visibile dell’erosione operata dalla combinazione del lento flusso dei ghiacciai scomparsi, dai ciottoli e frammenti di roccia saldamente inglobati nella massa di ghiaccio e del vorticoso mulinare dei torrenti subglaciali.

Bernina classic

20 Giugno 2023

Il tour del Bernina nei giorni del Solstizio d’estate è un appuntamento irrinunciabile.

Giorni più lunghi dell’anno, aria rarefatta, luce, sfondi bianchi e puliti, rendono la cavalcata tra i ghiacci un ricordo indelebile.

Quassù, oltre i 3500m resistono gli spazi vitali del ghiacciaio.

Il segno del destino che spazza via il trova e porta via

22 Maggio 2023

Ieri ho incontrato un palco di cervo tra i piedi.

Il trofeo serve all’animale negli scontri d’amore per mostrare il proprio rango.

L’umano lo trasforma in complemento d’arredo.

Il trofeo è finito nello zaino.

In vetta l’ho estratto e appoggiato a terra per togliere giacca e borraccia.

Un’ora dopo, in discesa, mi sono accorto d’averlo scordato lassù.

Un bel segno del destino che spazza via il trova e porta via.

Un bel messaggio che alleggerisce da facili appropriazioni, invasioni, certificati e prove del “successo”.

Scalare nella nebbia 2

19 Maggio 2023

la nebbia aiuta ad ascoltare quel che ci circonda

sfoca contorni e colori

sospende e dilata il tempo

la nebbia fa sgranare gli occhi, focalizza l’attenzione

ha un sapore diverso man mano si sale

è bello scalare nella nebbia

Scalare nella nebbia 1

Quanti pensieri nascono mentre cammino lungo un’antica via?

11 Maggio 2023

Se immaginiamo un sentiero di grazia di fondovalle, perfettamente conservato, percorso abitualmente e ad ogni ora da camminatori, podisti, flâneur, cani, ciclisti, nonni e bambini…questo è il vecchio sentiero di collegamento tra Chiesa e Primolo.

Un percorso che conserva-va i segni del tempo nei massi irregolari che lastricano la via, nei gradini di serpentino levigati, attorniati da fiori, tappeti di muschio e possenti radici di larice che penetrano nella montagna.

Quanti pensieri nascono mentre cammino lungo un’antica via?

Quante cose abbiamo appreso mettendo un passo avanti l’altro su queste pietre storte?

Purtroppo quando i luoghi sono resi muti dalla cecità e dall’abitudine diventa facile annientarli.

Così nelle ultime ore è comparso il miniescavatore d’ordinanza, arnese irrinunciabile per l’illusione della ciclovia, a smuovere terra, intasare di fango le irregolarità, spostare pietre, smussare gradini, estirpare i cespugli.

Un colpo basso, un colpo al cuore.

Pare restino ancora tante meraviglie da seviziare lungo la tratta Primolo San Giuseppe, Canciano-Muretto e alpe Prabello- Piazzo Cavalli.

Per pietà, fermiamoci,  paghiamo piuttosto le ditte incaricate dei lavori perché non facciano più nulla, non tocchino una radice, non smuovano un sasso.

I nostri figli ne saranno grati.

P.s. dove sta il senso di togliere spazio a chi percorre ampiamente la mulattiera (è una delle più utilizzate) per creare potenziali conflitti?

Com’era…