Archivi per la categoria ‘scialpinismo’

Lungo il margine dell’ombra

domenica, 19 Aprile 2026

“Adesso fate voi la traccia. Tenete il margine dell’ombra proiettata dal Pizzo Giumellino sul ghiacciaio del Ventina, poi uscite al ripiano superiore.”

Non serve aggiungere altro. I ragazzi capiscono subito, si dispongono, esitano un attimo – il tempo di leggere la neve – e poi partono. C’è qualcosa di bello in questo slancio, non è solo energia fisica, è curiosità che prende forma, è desiderio di uscire da uno schema.

Sono sciatori agonisti, abituati a ritmi, pali, ripetizioni. Qui invece il gesto cambia, si allunga, si distende. La salita con le pelli diventa un esercizio nuovo, a tratti ancora da capire. Ma è lì che si apre lo spazio interessante, nell’imprecisione iniziale, nel passo che cerca un equilibrio diverso, nell’ascolto.

Seguono l’ombra come una linea naturale, tracciata dalla montagna prima ancora che da loro. Una traccia che non è imposta, ma trovata.

È fine stagione. La neve, trasformata e finalmente assestata da una notte serena, restituisce il piacere di scivolare. In discesa arrivano le curve che si adattano al pendio, ampie, strette, pulite, meno “costruite” del solito. Più vere, forse. C’è meno tecnica esibita e più relazione con il terreno.

Qualcuno è alla prima esperienza con le pelli. Si vede, nell’entusiasmo e in una forma di libertà che in pista forse non trova spazio.

È una variazione minima, eppure significativa. Uscire dalla routine dell’allenamento per entrare, anche solo per qualche ora, in un altro modo di stare sulla neve più silenzioso e meno codificato.

Ed è proprio qui che succede qualcosa, non nell’eccezionalità, ma nella variazione, nel passaggio da ciò che si ripete a ciò che accade.

Segni di un’estate già scritta

sabato, 11 Aprile 2026

Osservazioni di stagione in quota

Grandi macigni punteggiano il ghiacciaio, come cicatrici recenti. Sono ciò che resta della frana, staccata lo scorso autunno dalla parete Nord del Cassandra, un evento che lascia traccia sulla superficie bianca e nello sguardo di chi passa.

Attorno alla base dei blocchi il vento lavora in silenzio, scava, modella. Ne nascono depressioni circolari che arrivano quasi a mettere a nudo il ghiaccio vivo, là dove la neve dovrebbe ancora proteggere. È un paesaggio che si spoglia troppo presto.

C’è poca neve, troppo poca per la stagione. Qui l’inverno di solito copre tutto, quest’anno no, le superfici delle morene restano irregolari, i crepacci già si lasciano intuire, i seracchi sono esposti, scoperti, come corpi senza difesa sotto un sole che non concede tregua.

È difficile non leggerlo come un segnale, un cattivo presagio per l’estate che verrà, per chi si muoverà in alta quota. Anche se arrivassero nevicate tardive, abbondanti, quasi monsoniche, difficilmente basterebbero a invertire la tendenza. La neve fuori stagione non ha radici, si deposita, ma non fa corpo e il ghiaccio continua a fondere.

Sarà ancora lui a pagare il prezzo più alto. Il ghiaccio che si ritira, che si assottiglia, che perde continuità. E con lui cresce un’instabilità diffusa, una nuova incertezza del muoversi, del leggere il terreno, del fidarsi.

Eppure, noi continuiamo. Scivoliamo sopra questi segnali con leggerezza, tracciando curve, accumulando immagini, condividendo entusiasmo. Raccontiamo la bellezza, ma sempre più spesso senza accorgerci del contesto che la sostiene — o che la sta lentamente perdendo.

Forse non è nemmeno disattenzione. Forse è assuefazione. Una forma sottile di disconnessione che ci rende incapaci di riconoscere il limite proprio mentre questo scompare.

E intanto il ghiacciaio cambia. Non all’improvviso, ma abbastanza in fretta da non poter più fingere di non vederlo.

Neve di primavera

mercoledì, 11 Marzo 2026

La primavera non è ancora iniziata sul calendario, ma la neve non lo sa e si sta rapidamente trasformando in acqua. L’inverno arido qui al centro delle Api fa il resto, con estese porzioni di pascolo rivolti a Sud sino al limitar degli alberi già privi della coperta bianca.

L’ascesa è luminosa, segue le lingue di neve migliori, con qualche masso che spunta qua e là.

Poi arriva il momento atteso, la discesa, lungo una superficie è liscia, appena ammorbidita dal sole del mattino, una neve docile che accoglie e lascia scivolare, quasi sospesi, lungo le sue ondulazioni naturali.

Ci attende un fluttuare leggero, con poco sforzo, accompagnati dal ritmo morbido del pendio. È l’opposto felice della sciata tesa e aggressiva che impongono le piste di neve “tecnica”, o di quella faticosa necessaria per districarsi tra sastrugi e croste dure del pieno inverno. Qui il movimento diventa più semplice, quasi istintivo.

Dal bosco iniziano a salire i primi profumi della stagione nuova. Ci si lascia portare, dentro grandi toboga naturali, tra dossi e avvallamenti, adattando il gesto con leggerezza alla forma della montagna. Non per dominarla, ma per seguirla.

È bello, per qualche ora, dimenticare le regole del mondo artificiale, che qui non valgono più.

Ed è bello fermarsi un momento a salutare Ettore Castiglioni, proprio nel luogo dove terminò il suo cammino, nel marzo del 1944.

Imparare a sciare nel 2025

giovedì, 13 Marzo 2025

Damiano e Chiara hanno deciso di imparare a sciare senza usare impianti di risalita.

Hanno imparato più velocemente?

Forse no, ma è davvero necessario affrontare tutte le piste in poco tempo?

Lontani dalle folle, dall’odore di fritto, dal tunz, tunz, tunz, martellante dei ristori, ci si riappacifica con la montagna.

Il percorso di apprendimento può apparire più complicato senza l’ausilio degli impianti, ma ogni metro di discesa, guadagnato con l’energia dei propri muscoli, si trasforma in stupore e meraviglia.

Scivoliamo sulla neve per divorare migliaia di metri di discese tutte uguali? O per allargare il respiro e imparare a conoscere la montagna d’inverno?

Al via la stagione scialpinistica al Bernina

lunedì, 11 Marzo 2024

Lo sci primaverile è luminoso e le nevi, ormai trasformate, diventano più docili e meno insidiose. Con gli sci ai piedi gli avvicinamenti alle pareti risultano rapidi e piacevoli e le discese ancor più divertenti. In questo periodo le grandi classiche del Gruppo (Roseg, Bernina, Argent, Zupò, Bellavista e Palù) si presentano in tutta la loro magnificenza.

Per gli appassionati sciatori seguiremo le tracce del pioniere dello scialpinismo Marcel Kurz che in compagnia di Rudolf Staub (geologo fondatore della moderna geologia alpina) completò il primo tour scialpinistico del Bernina (1910).

Al termine di lunghe discese approderemo ad un rifugio sicuro, una storica capanna che rientra appieno nella definizione di “presidio culturale” dei luoghi alti di Valmalenco.

Periodo: a partire da fine marzo 2024, in concomitanza con l’apertura primaverile del Rifugio Marinelli Bombardieri 2813m al Bernina. Passate parola.

Ps: considerando che la Guida è anzitutto il “conoscitore dei luoghi”, vado fiero e mi diverto ad indicare alcune sci-alpinistiche confezionate “su misura”, dedicate ai grandi spazi del Bernina e ai canali innevati nascosti del Gruppo. Qui mi muovo come un Tuareg nel deserto, senza mappa, bussola, altimetro e GPS e, se proprio è necessario, anche con il brutto tempo.

Si parte dal rifugio con i primi raggi del sole che illuminano le Cime di Musella
La neve, ormai trasformata, diventa più docile e meno insidiosa
Gli avvicinamenti alle pareti risultano rapidi e piacevoli e le discese ancor più divertenti

Nuova vita per i campi da Ski dello Scalino

venerdì, 9 Febbraio 2024

Per tutto il mese di febbraio la strada d’accesso che sale ai 2000m di Campo Moro resterà chiusa per via di una frana e relativi interventi di sistemazione.

Un’occasione per riappropriarsi dei pendii innevati dello Scalino così come li videro i pionieri dello ski.

Così la piramide del Pizzo Scalino 3323m, magicamente allontanata, può trovare un nuovo senso e rinnovato interesse.

Un’opportunità rara, utile a farci avvolgere dalla montagna silenziosa e deserta.

Giorno 1 salita dal fondovalle da Tornadri o traversata da San Giuseppe per passo Campolungo, arrivo al Rifugio Zoia.

Giorno 2 giornata di ski allo Scalino.

Contattatemi per saperne di più.

Se non batti traccia non stai facendo scialpinismo

venerdì, 19 Gennaio 2024

Se non batti traccia non stai facendo scialpinismo.

Ogni volta che si distende la gamba per far scivolare lo sci nella neve intatta si ha la netta sensazione di esplorare qualcosa di nuovo.

Una traccia armonica non è troppo ripida né troppo piana, con una pendenza il più possibile costante. Si insinua nelle pieghe del versante, contorna dossi, avvallamenti e rocce. Predilige le dorsali e mira ai larici pionieri, che si tramutano in piccoli fari assai utili alla navigazione.

Rovinare la traccia in discesa da quasi un senso di fastidio.

Sarà il vento, il sole o una nuova nevicata a cancellarne il segno.

La rivincita della montagna non irregimentata

domenica, 14 Gennaio 2024

Il nostro piccolo viaggio nella neve parte dal fondovalle, dalle latifoglie, con sci portati a spalla per vecchi sentieri che salgono ai monti.

In marcia si incrociano meraviglie, gli abeti che si fanno via via più imbiancati e il suono del Turéc che sta finalmente iniziando a gelare.

Il viaggiatore della neve non ha fretta.

Assaporiamo le ultime luci con l’aria fredda che pizzica il naso mentre rispolveriamo un po’ di tecnica di discesa zigzagando tra larici radi e i morbidi prati di Ciàasc.

Il nostro rifugio sicuro è un rustico locale in una cà de munt, inalterata dagli anni ’30 del ‘900, con stufa, branda e candela.

La zuppa, preparata con acqua di fusione, accompagnata con pane e formaggio, si trasforma in una cena sontuosa.

Presto il  gelo di gennaio ricama di ghiaccio i piccoli vetri della finestra, siamo stanchi abbastanza da rendere i nostri giacigli assai comodi.

Lo stupore esplode a più riprese quando, usciti dal bosco verso la luce, incrociamo i primi raggi di sole verso i Ciàn di Camàni e poi su, verso il Sass Biànch.

E’ la rivincita della montagna non  irregimentata.

Qui si impara ad esser veri viaggiatori, non turisti da resort.

Ci lasciamo scivolare, inebriati nella neve zuccherosa, con le ombre lunghe di Zana che danno spessore al silenzio.

Ripelliamo verso la Bosio e i Rài, in una traversata di paesaggi, con il sole che va scomparendo e un’armonia che ci portiamo a casa.

P.s da gennaio a marzo si organizzano viaggi nella neve nei campi da sci di Arcoglio e Zana, contattatemi per saperne di più.

Grazie a Paolo per le foto!

Riposare faticando

lunedì, 1 Gennaio 2024

Il cielo blu di quest’ultima ascensione dell’anno funziona come un nascondiglio nella foresta.

E’ un buon rifugio per trovare pacificazione e accoglienza nel silenzio, un regalo nell’isolamento, con la neve indurita dal vento che ricopre e livella tutte le irregolarità, un piccolo universo sospeso dove è possibile riposare faticando.

Scavalcare le Alpi con gli sci

domenica, 31 Dicembre 2023

Scavalcare le Alpi con gli sci nel pieno dell’inverno è il miglior modo per esplorarne l’invisibile geografia profonda, senza nessun umano intorno.

Ogni grande spazio che andiamo ad incontrare vive dentro di noi mentre lo attraversiamo.

Scivoliamo sopra sastrugi di ogni tipo, formati dall’erosione della neve con i venti tempestosi degli ultimi giorni e sopra blocchi di grandi valanghe duri come pietre. Avvistiamo branchi di camosci e un grande gipeto che volteggia sopra la linea immaginaria del confine.

E’ il festival della luce, in tutte le tonalità e colori, da quella calda e abbacinante del Sud, alla tenue del tramonto che illumina la torre belvedere del Passo del Maloja, sino alla fredda e blu della sterminata distesa glaciale del Forno incastonata tra le pareti di granito.