Archivi per la categoria ‘racconti-articoli-commenti’

Il bello non abita lontano

mercoledì, 21 Febbraio 2024

Svolgo la quasi totalità dell’attività di Guida sulle montagne di casa, principalmente nei gruppi Bernina, Disgrazia, Scalino e Masino-Bregaglia.

Nel raggio 30 chilometri da casa incontro una tal varietà di ambienti e uno sterminato numero di cime da esplorare, più o meno verticali, che non basta una vita per conoscerle davvero.

Muoversi tra le montagne dove si dimora abitualmente acuisce una sensibilità e intimità con gli spazi attraversati, che lontano richiederebbe mesi, se non anni, per essere acquisita.

Mi onoro di far da interprete a chi desidera dialogare con questi terreni d’avventura ancora selvaggi e favorire la ricerca di una conoscenza non di superficie, attraverso l’incontro autentico con la neve, il ghiaccio e le rocce. Qualcosa che sempre di più si fatica a sviluppare e non esiste su nessun libro o catalogo di viaggio.

Un invito a ritrovare il senso del reale, con la sua complessità, senza inseguire scenografie innaturali o generiche, o rincorrere come criceti forme di intrattenimento sempre nuove, ridotte ad “esperienze” da acquistare e consumare in fretta.

Nuova vita per i campi da Ski dello Scalino

venerdì, 9 Febbraio 2024

Per tutto il mese di febbraio la strada d’accesso che sale ai 2000m di Campo Moro resterà chiusa per via di una frana e relativi interventi di sistemazione.

Un’occasione per riappropriarsi dei pendii innevati dello Scalino così come li videro i pionieri dello ski.

Così la piramide del Pizzo Scalino 3323m, magicamente allontanata, può trovare un nuovo senso e rinnovato interesse.

Un’opportunità rara, utile a farci avvolgere dalla montagna silenziosa e deserta.

Giorno 1 salita dal fondovalle da Tornadri o traversata da San Giuseppe per passo Campolungo, arrivo al Rifugio Zoia.

Giorno 2 giornata di ski allo Scalino.

Contattatemi per saperne di più.

Montagna senza coscienza

giovedì, 9 Novembre 2023

Se le donne e uomini jet riusciranno a gareggiare nei prossimi giorni sotto al Cervino sarà solo per una gran botta di “culo”.

Dopo l’annullamento, per mancanza di neve e pioggia dello scorso anno, quali sono le probabilità di poter disputare una discesa libera a novembre, con partenza a oltre 3700m, con buona visibilità e assenza di vento in quota?

Qualsiasi abitante delle Alpi dotato di materia grigia conosce la risposta.

Risposta rimossa dalla FIS, dai comitati organizzatori e promotori, albergatori, dagli atleti e, ancor peggio, da guide e maestri di sci che, dissociati dall’atmosfera in cui vivono, negano e dimenticano le interdipendenze con quel che accade nel cielo in montagna.

Programmi invernali e variabilità delle precipitazioni

mercoledì, 25 Ottobre 2023

Gli studiosi del clima sulel Alpi confermano la crescente variabilità delle precipitazioni da un inverno all’altro, nonché all’interno dello stesso inverno, con mesi molto secchi alternati a mesi molto umidi.

Con questi scenari, associati a un generale aumento delle temperature, pensare di calendarizzare con largo anticipo le nostre uscite su neve o ghiaccio ha davvero poco senso.

Per questo non programmo nulla di specifico.

Semplicemente esploreremo la montagna così come si presenterà, in funzione delle fluttuanti condizioni del momento, potremo tranquillamente sciare su una polvere meravigliosa, salire un flusso gelato, scalare come lucertole al sole o ancora affrontare qualche salita in quota.

C’è più pensiero, incanto, passione, significato e meraviglia…

lunedì, 4 Settembre 2023

C’è più pensiero (ep.1), incanto, passione, significato e meraviglia nei segni del trapinèe nel prato appena libero dalla neve che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.2) incanto, passione, significato e meraviglia in questi cerchi d’erba nuova che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.3) incanto, passione, significato e meraviglia là dove scorre il fiume che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.4) incanto, passione, significato e meraviglia nelle impronte del gracchio alpino su limo glaciale che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.5) incanto, passione, significato e meraviglia in una polla d’acqua sorgiva che smuove la fine sabbia silicea che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina

C’è più pensiero (ep.6) incanto, passione, significato e meraviglia nel volo potente, con battiti d’ala lenti e profondi, di una coppia di aironi cenerini nel cielo delle Alpi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.7) incanto, passione, significato e meraviglia nelle piccole coppelle incise sul bordo di una marmitta glaciale invasa dai rovi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.8) incanto, passione, significato e meraviglia nei semi delle piante “autostoppiste” che si attaccano alle brache che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.9) incanto, passione, significato e meraviglia nei segni lasciati dai denti del cervo sui giovani frassini che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.10) incanto, passione, significato e meraviglia nell’accoppiamento di questa piccola falena tossica che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.11) incanto, passione, significato e meraviglia in questo fungo del genere Phallus che emana un caratteristico e pungente odore cadaverico, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.12) incanto, passione, significato e meraviglia nella tessitura muraria di questi vecchi muri storti che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.13) incanto, passione, significato e meraviglia nell’incontro sotto la pioggia con il magico e timido anfibio, a metà strada tra creature d’acqua e di terra, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.14) incanto, passione, significato e meraviglia nei funghi a mensola che crescono sui tronchi di betulla, trasportati infilati su strisce di pelle 5300 anni fa da Ötzi e forse utilizzati come medicamento, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.15) incanto, passione, significato e meraviglia nello sguardo lungo la Linea Insubrica con l’azione dei ghiacciai e dei fiumi che hanno plasmato le forme e colmato la piana con enormi volumi di depositi e disegnato i conoidi perfetti allo sbocco delle valli confluenti, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.16) incanto, passione, significato e meraviglia nel sass de la sbrisega, gioco dei bambini (chissà se antica pietra rituale e scivolo della fertilità?), che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

La menzogna delle nostre avventure

lunedì, 6 Marzo 2023

Nei post del lunedì tutto è straripante, colmo e stipato.

Riempiamo i social di prove fotografiche del troppo.

Se ti fermi sei inadeguato.

L’esperienza autentica s’arricchisce quando riusciamo a liberarci dalla bugia del tutto?

Forse così è possibile vedere con più chiarezza le cose?

Essere mancanti può diventare un dono e una risorsa?

I millenni e le acque di fusione dei ghiacciai del Bernina scolpiscono le rocce.

Emozioni

lunedì, 23 Gennaio 2023

Emozioni (enciclopedia Treccani)

Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’e. si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti ‘espressivi’ (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).

In risposta alle e. si verificano modifiche fisiologiche, che sono adattive in quanto permettono di mobilizzare le energie in maniera rapida e di far fronte a una situazione di emergenza.

In situazioni difficili, dove occorrono decisioni e azioni immediate, non c’è tempo per reazioni pensate e ragionate, ricorrere alla riflessione ci rende troppo lenti.

Per questo, in risposta ad una percezione sensoriale, che modifica il nostro equilibrio interiore, entrano in gioco nuovi messaggeri (le emozioni) che ci recapitano tempestivamente le informazioni che ci servono.

Le emozioni sono un campanello interiore, un prezioso alleato in grado di percepire le modificazioni ambientali e attivare una variazione comportamentale immediata, indispensabile in situazioni che richiedono tempi decisionali assai brevi.

Negli spazi d’avventura mai codificabili come la montagna, lo “stato di vigilanza” legato alle emozioni è una risorsa fondamentale.

Eppure l’ascolto degli stimoli interni o esterni naturali che generano emozioni e che possono “prendere il controllo” è del tutto ignorato o quasi.

A cosa serve insegnare complicatissime tecniche se poi quando ci si trova in situazioni critiche si va in affanno o ci si trova a chiudere gli occhi?

Quanto siamo consapevoli che le emozioni rendono più o meno efficace la reazione a una situazione inattesa?

Quanto occorre governarle in modo funzionale per non creare danni?

Scalare sul ghiaccio è un concentrato di sensazioni ed emozioni.

Come possiamo descrivere il gelo se non salendo una cascata?

Un’esperienza che si vive, si prova e si sente.

Non si spiega eppure si capisce.

Ogni giorno qualcosa di meno, non qualcosa di più: sbarazzati di ciò che non è essenziale. Bruce Lee

Quale guida? #4

sabato, 10 Dicembre 2022

Si può stare al di fuori dal turismo d’avventura pre-confezionato? Evitare “esperienze adrenaliniche” forzate?

Forse è ancora possibile fare un’esperienza in montagna alla propria misura e muoversi secondo quel che sentiamo, dove  c’è da scoprire più che da imparare.

Come?

stabiliamo un contatto diretto e sensibile con l’ambiente naturale

con un reale apprezzamento dei luoghi attraversati, dove le energie si sprigionano liberamente

promuoviamo la consapevolezza di quel che accade, piuttosto che dire cosa occorre fare

proviamo ad usare mezzi più semplici possibili, per render l’esperienza ancor più ricca

si può abbassare il tenore delle salite, guadagnando in qualità

tutti dappertutto non ci interessa

l’avventura si svolge nell’avvenire, nella sua ambiguità, grande e piccola

non è gioco e non è serietà, sta nell’istante imprevedibile che viene

si trova su grandi pareti ma anche in un semplice bosco dimenticato o su una piccola rupe

la percezione della nostra esperienza è la nostra priorità

per ritrovare se stessi

per respirare liberamente (no paesaggi mozzafiato!!!)

per togliere condizionamenti e sensazioni superficiali

liberi di salire oltre il limite degli alberi

guardiamo in alto

abitiamo la montagna

se mi dici chi sei ti dico cosa possiamo fare assieme

E’ possibile evitare torture forzate?
Cambiamo musica?

La rincorsa delle “cose”

lunedì, 14 Novembre 2022

Il 2022 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia dall’invenzione del termometro, gli sconvolgimenti economici e sociali in corso sempre di più ci mostrano come il semplice concetto di “stazione climatica” sia una risorsa formidabile, dove basta un fazzoletto di bosco, un torrente, un sasso dove sedersi, un cuscino di muschio, per godersi la frescura, guardarsi attorno, ascoltare, leggere un libro… anche solo per tirare il fiato.

Eppure prosperano folli progetti per nuove infrastrutture sciistiche un po’ ovunque sulle montagne lombarde, incluse quelle arroventate dal sole e a quote non propriamente elevate.

Pazzie e insensatezze a parte, anche quando si inizia a percepire un necessario cambio di rotta, per fuggire ad una monocultura spompata, non per scelta, ma perché il clima ci presenta il conto, si replica lo stesso approccio separato dalla montagna vera, l’unica che ci appartiene e rappresenta.

In Valmalenco è in arrivo la ciclovia, con allargamento e “lisciatura”  di antiche vie e pure una luccicante nuova ferrata, mai vista prima da queste parti, sulle ombrose rupi del Castel.

Un perverso incantesimo per fare “cose”, con la rincorsa a trasformare ogni spazio naturale integro, dove far combaciare il tempo libero con quello del consumo.

Megaprogetti e nuovi passatempi, seppur a scale diverse, mostrano quanto siamo stretti all’angolo, immobilizzati e incapaci di mutare atteggiamento e ancorati a schemi di pensiero disintegrati dalla realtà.

Rinunciare ad accogliere i nostri limiti e non accettare la meravigliosa imperfezione di sentieri, rocce, boschi e pascoli, che poi sono la vera e autentica ricchezza, significa perdere la possibilità di trovare un senso, relazioni ed esperienza con le nostre montagne.

Ancora questa splendida Valle, seppur maltrattata, ci fa vivere bene e accoglie tanti viaggiatori ed ospiti, attratti non dagli orpelli, ma dalla qualità ambientale delle nostre montagne, dall’identità ancora in parte conservata, dall’accoglienza a volte ispida ma sincera!

Scassare l’impervio per adattarlo alle due ruote, assieme alla posa di cavi e metalli non cambiano di una virgola, non educano, non migliorano le condizioni di vita di chi vive in Valmalenco.

L’unico turismo che ci appartiene parte dalla consapevolezza della bellezza delle nostre montagne a cui non serve il puntello di alcuna infrastruttura.

Quando arriverà il tempo di sostituire le “cose” con i “significati”? Mollare i cantieri costosi per il divertimento effimero di breve durata e raccontare (bene e con cognizione di causa) quel che abbiamo? Quando scopriremo che da qui nasce il desiderio, da qui il modo sano e durevole di stare al mondo, per vivere quassù e della montagna?

Profumo di fieno e calzettone strausato

giovedì, 25 Agosto 2022

Quest’anno non vi è più traccia di neve residua sino alle creste più alte dei giganti del Bernina. La fine dell’estate si annuncia con l’ingiallire dei pascoli. Un segno distintivo dell’avvicinarsi all’equinozio è il potente profumo forse sprigionato dall’Anthyllis vulneraria a fine fioritura. A metà tra il profumo di fieno e calzettone strausato, arriva dritto al naso, segna il tempo e l’arrivo delle lunghe ombre dell’autunno. Naso a terra provate a rintracciarla.