Archivi per la categoria ‘escursioni singolari’

Sopra un masso, sotto le stelle

sabato, 15 Agosto 2026

L’Orsa Maggiore è lì, sopra di noi.

Una serie incredibile di stelle cadenti lascia la scia proprio lungo la linea che unisce Phecda e Merak, la base del Grande Carro. Continuano per un bel po’, poi le palpebre si chiudono.

Il nostro giaciglio è sopra un grande masso piatto, con la volta celeste per soffitto.

Siamo arrivati quassù nel giorno dell’eclisse, attraverso un bosco di larici contorti e segnati dal tempo, circondati da nuvole nere. Durante il temporale abbiamo trovato riparo in una vecchia stalla e aspettato che passasse.

La fine del giorno è il tempo che normalmente ci perdiamo in montagna.

Perché siamo già sulla via del ritorno, o abbiamo raggiunto un rifugio, o perchè la giornata, in qualche modo, è finita.

Solo il bivacco permette di attraversare il crepuscolo in ogni suo istante.

Si esplora lo spazio, si cerca il posto migliore per la notte, quello da cui poter guardare il cielo con il naso all’insù.

Forse cercare luoghi e istanti vale più di tante salite, di quelle che tante volte ci fanno illudere di aver viaggiato in alto per davvero.

Qui la meta non è ben definita.

Il viaggio migliore, non necessariamente lontano, forse esiste quando per un poco ci siamo privati delle nostre abitudini e siamo riusciti a separarci dal consueto.

Non c’è nulla di rassicurante che aiuti a rendere “delizioso” il soggiorno, eppure riaffiorano le sensazioni legate agli spazi attraversati, agli odori, alla luce, al temporale, al fresco della sera, alle diverse scansioni della giornata.

Forse vale la pena trattenere nella memoria ciò che abbiamo incontrato, invece di affidarci soltanto alle immagini.

Decine di fotografie scattate sono ormai una sorta di protesi del viaggiatore.

La memoria, invece, trattiene la luce che rimane dopo.

Diamo forma a quel che non si vede

domenica, 2 Agosto 2026

In fondo prendiamo coscienza di quello che ci circonda attraverso il sentire. Il sentire precede il sapere.

Le risonanze percettive sono e restano il modo più immediato per capire quel che sta accadendo attorno a noi.

In montagna ci permettono di registrare il presente e, da qui, decidere ogni nostra azione e comportamento. Immagini, suoni, profumi, contatti e sapori ci restituiscono il senso di quel che stiamo attraversando.

Ognuno si muove in un proprio universo di sensi, legato alla propria storia personale e all’educazione che ha ricevuto. C’è il bosco dell’indigeno, del bracconiere, del turista distratto, di chi si è perso. La foresta del cercatore di alberi, ma anche quella degli animali che la abitano e delle piante stesse.

Non esiste una verità del bosco, ma una moltitudine di percezioni, tutte diverse.

Così come non esiste un intorno che possa essere restituito soltanto attraverso un’immagine, dove la vista diventa il riferimento principale.

Proviamo a dare forma anche a quello che non si vede.

Leggere la montagna, un laboratorio per allenare l’attenzione.

Chiareggio, 1 agosto 2026.

Restare in attesa e farsi catturare dalle cose

lunedì, 4 Marzo 2024

Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, di neve bagnata e pesante, aiutano a rinunciare alla rincorsa a “fare cose” in montagna.

Lontani da pendii e canali ci si perde nel bosco, si coltiva la disposizione a stare e in ascolto del mostrarsi dei fenomeni che accadono intorno.

Ci si lascia guidare da indizi, segni e tracce, sino a restare in attesa e farsi catturare dalle cose.

E’ l’occasione per mantenere un passo rilassato e seguire quel che accade, fino a raggiungere una radura, con al centro un grande abete, che fa da ombrello e diventa la nostra magnifica salle à manger.

Quale guida? #4

sabato, 10 Dicembre 2022

Si può stare al di fuori dal turismo d’avventura pre-confezionato? Evitare “esperienze adrenaliniche” forzate?

Forse è ancora possibile fare un’esperienza in montagna alla propria misura e muoversi secondo quel che sentiamo, dove  c’è da scoprire più che da imparare.

Come?

stabiliamo un contatto diretto e sensibile con l’ambiente naturale

con un reale apprezzamento dei luoghi attraversati, dove le energie si sprigionano liberamente

promuoviamo la consapevolezza di quel che accade, piuttosto che dire cosa occorre fare

proviamo ad usare mezzi più semplici possibili, per render l’esperienza ancor più ricca

si può abbassare il tenore delle salite, guadagnando in qualità

tutti dappertutto non ci interessa

l’avventura si svolge nell’avvenire, nella sua ambiguità, grande e piccola

non è gioco e non è serietà, sta nell’istante imprevedibile che viene

si trova su grandi pareti ma anche in un semplice bosco dimenticato o su una piccola rupe

la percezione della nostra esperienza è la nostra priorità

per ritrovare se stessi

per respirare liberamente (no paesaggi mozzafiato!!!)

per togliere condizionamenti e sensazioni superficiali

liberi di salire oltre il limite degli alberi

guardiamo in alto

abitiamo la montagna

se mi dici chi sei ti dico cosa possiamo fare assieme

E’ possibile evitare torture forzate?
Cambiamo musica?

Geo escursione esplorativa, note dal campo.

lunedì, 14 Febbraio 2022

Percorriamo i terrazzamenti sino ai luoghi più alti. Troviamo muri costruiti ovunque vi fosse un po’ di terra per far crescere canapa, lino, orzo, granoturco, patate, segale ed erba da fieno.

Sassi e massi impilati ed aggrappati ai più impervi dorsi rocciosi, negli anfratti, persino sopra i massi più grandi. Sassi per mangiare, per abitare e per ricoverare le bestie. Sassi che sostengono scale e sentieri, che segnano i confini.

Scoviamo il maggengo dal nome esotico di Nàal e il póz che dava da bere a uomini e animali che abitavano il versante arido. Si tratta di una profonda buca sotto a un masso a cui si accede da una scaletta scavata nel gisc, contornata da un muro a secco.

Osserviamo letti che si collegano al tetto e tini di legno, usati un tempo non per il “glamping”, ma per riposare, raccogliere l’acqua e sopravvivere.

Troviamo segni e oggetti che raccontano le storie.

Saliamo ancora, fino al Scènc, ad inseguire il recinto ciclopico che delimita il prato più nascosto…

Cosa accade durante una geo ascensione esplorativa?

lunedì, 31 Gennaio 2022

Esploriamo spazi aperti dimenticati, fuori dai sentieri battuti, cerchiamo la via.

Qui possiamo comprendere la storia geologica di quel che ci circonda attraverso l’osservazione delle bellezze naturali visitate direttamente sul posto

Rinunciamo a soluzioni pronte, che illudono d’essere sicure.

Alleniamo la percezione, la consapevolezza nel muoversi in terreni in-sicuri

Indaghiamo i campanelli d’allarme che identificano i pericoli

Andiamo a scoprire ciò che si incontra.

L’assenza di un percorso prefissato favorisce la ricerca e la sorpresa.

Notiamo e apprezziamo la bellezza di ogni angolo, veduta, roccia, segno..

Facciamo po’ di fatica fisica, neanche troppa..

Geo ascensione esplorativa, note dal campo

martedì, 25 Gennaio 2022

Uno sperone di gneiss a forma di squalo o figura mascelluta emerge dalla montagna, è la porta d’ingresso agli spazi nascosti del Foppa.

La nostra esplorazione attraversa numerosi orizzonti vegetali, cambiano di continuo paesaggi, vedute ed incontri.

Percorrere un tracciato spianato da ogni ostacolo e ossessivamente segnalato significa seguire un sentiero incolore e muto.

Trovare la via che ricollega tratti di sentiero abbandonato rende invece interessante ogni sasso calpestato.

Qui occorre far di continuo piccole scelte, divagazioni, pause, azioni che rendono il percorso assai vivo e fanno dimenticare la noia e la fatica.

Nulla è certo, nemmeno quel che si incontra ad ogni passo e l’attenzione e direzione da prendere variano in base a ciò che ci incuriosisce in quel momento.

Montagna dimenticata, fuori dalle rotte, difesa dalle rocce

domenica, 2 Gennaio 2022

Il sentiero nascosto conduce alla montagna dimenticata, fuori dalle rotte, difesa dalle rocce. A turno proviamo a scovare la via, seguire le tracce, intuire il cammino.

Ogni tanto muri e segni confermano il percorso. Esploriamo macigni, rocce, pietraie e terrazzi.

Terrazzamenti realizzati ovunque vi fosse un po’ di terra, aggrappati ai più impervi dorsi rocciosi, negli anfratti, sopra i massi. Incontriamo alberi che crescono tra i muri storti, fodere di muschio e tante vecchie case che raccontano le storie.

Con il terreno privo di neve e vegetazione spoglia ricostruiamo l’immagine della vita di un tempo sulla montagna, un tempo brulicante di vita e di lavoro.

Partiti tra i castagni, ci riposiamo, al sole, tra gli abeti.

Invito al viaggio

venerdì, 8 Ottobre 2021

Abbiamo esplorato un mondo naturale mai prevedibile.

Abbiamo incontrato diversi dubbi e iniziato a comprendere quanto possono essere paralizzanti oppure vitali.

Ci siamo immersi nella bellezza di questi luoghi, fissandoli nella nostra memoria, senza la necessità di esibirli come trofei

Ecco alcune note dal campo..

L’invito al viaggio continua…per tutto  l’autunno e la primavera 2022.

Scrivetemi per saperne di più.

Requisiti: abitudine per diverse ore di cammino fuori dai sentieri, assoluta padronanza del passo, assenza di vertigini e capacità di muoversi in scioltezza su passi di I e II grado. Per le notti all’aria aperta servono spirito d’avventura, adattamento e spirito di squadra.

PAWEŁ ALTHAMER Franciszek

sabato, 10 Luglio 2021

Più che una mostra d’arte contemporanea, un cammino inusuale, dalla Valmalenco alla Val di Fex, attraverso il Passo Tremoggia, sino alla vecchia casa d’alpe trasformata in misteriosa cappella che ospita il Santo nudo di Pawel Althamer.

Photo by Marco De Scalzi – Courtesy Beatrice Trussardi Foundation

Dal 11 luglio sino al 29 agosto 2021 potremo attraversare le Alpi a piedi per incontrare i luoghi che ispirarono Segantini, Giacometti e Nietzsche.

Scavalcare le Alpi significa esplorare un continuo passaggio di frontiere minerali e vegetali, accompagnati dai cambi di luce e di orizzonte che obbligano ad alzare gli occhi e non limitarsi al movimento meccanico di un passo avanti all’altro.

Mountain Hut in Val Fex, Engadin Site of Pawel Althamer’s project for the Beatrice Trussardi Foundation 2021 Courtesy Beatrice Trussardi Foundation Photo by Marco De Scalzi

Cosa occorre: buona attitudine al cammino, scarponi ben rodati, curiosità.

Giorno 1 – Chiareggio 1612m, Passo Tremoggia 2929m, Val di Fex (Crasta) 1950m, Lej da Segl (Isola) 1810m, Maloja 1809m, Salecina 1793m. Pernottamento presso la dimora storica di Salecina.

“quello che distingue Salecina dalle case di vacanza di lusso è il numero delle stelle, sicuramente più numerose nella limpida conca di Salecina risparmiata dall’inquinamento luminoso”

Lungo la via visiteremo la ganda de Fex, dove i giuelée malenchi nei primi del ‘900 misero a frutto le loro conoscenze e abilità oltre confine ricavando tegole simili a quelle di serpentino estratte e lavorate in Valmalenco.

Val Fex

Giorno 2 -Salecina 1793m, Passo del Muretto 2560m, Chiareggio 1612m.

Passo Muretto

Contattatemi per saperne di più: ph 348-8403009 – michele.comi@stilealpino.it