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Solo lettere scritte a mano

giovedì, 28 Marzo 2024

Pensare a un progetto alpinistico per l’estate, una parete da salire, richiede tempo e immaginazione.

Partenze frettolose e adesioni last minute, forse assicurano convenienti “evasioni”, al pari dell’acquisto di prodotti turistici indifferenziati.

Predisporsi alla scalata ed entrare in contatto con la “grammatica” della montagna significa altro.

Per sfuggire al supermercato digitale delle “esperienze” in montagna…

Per conoscersi meglio, prendersi tempo, comprendere come, dove e perchè…

Ripropongo la possibilità di prenotare le ascensioni per l’estate attraverso la posta scritta a mano!

Possiamo ritagliarci del tempo prezioso per metter in fila pensieri e desideri, con carta e penna alla mano, scrivere, affiggere un francobollo e spedire.

L’attesa della risposta potrà accrescere il desiderio per la scalata.

Piz Bernina, Cresta Coaz

martedì, 5 Marzo 2024

13 settembre 1850, è ormai pomeriggio quando i tre agrimensori dei Grigioni capitanati da Johann Coaz raggiungono la parte terminale della magnifica cresta che conduce in vetta.

Il topografo e ingegnere forestale Coaz, assieme a Jon e Lorenz Tscharner, si sono spinti là dove mai nessun umano aveva messo piede prima, inoltrandosi nel cuore del Labyrint, il dedalo di crepacci e seracchi dell’alto bacino collettore della Vadret da Morteratsch. Puntano all’inviolata cima più alta del massiccio.

Non esiste nessuna mappa della zona, Coaz la sta disegnando in quel periodo.

L’ascesa è essai faticosa, ma l’ambiente di ghiaccio straordinario e l’avvicinarsi della cima sospingono verso l’alto i tre esploratori dell’ignoto. Sono partiti dal Bernina Suot, duemila metri di quota più in basso.

La cresta finale si diparte dai ghiacci della rilucente parete Est e mira dritta alla sommità, è la via più breve e naturale per calcare la vetta prima del buio.

Non senza qualche spavento i topografi vincono la stanchezza e l’ultimo tratto erto dove si alternano rocce rotte di diorite e ripidi scivoli di firn.

Alle 18 raggiungono l’elevazione più alta dell’intero massiccio, 4050m, prende il nome di Bernina, come l’omonimo passo poco lontano. E’ il quattromila più a Est delle Alpi.

Millecinquecento metri più in basso la lingua del Morteratsch si allunga come un enorme dorso di drago, delimitato ai lati dalle imponenti morene laterali.

I tre topografi non possono indugiare a lungo nel piccolo spazio inesteso della cima, la notte si avvicina, giusto il tempo per scrutare dall’alto la moltitudine di montagne che si stagliano intorno e si perdono all’orizzonte.

Verso Sud Est la bella piramide nevosa del Piz Zupò si avvicina per altezza al Bernina. Lo stesso Coaz nel corso dei suoi rilievi ne ha stimato l’altezza in 4001 m. Nei decenni successivi, a seguito di ulteriori rilievi, perderà qualche metro e il primato di quattromila, attestandosi a quota 3996m.

La luna rischiara la lunga discesa; alle 2 di notte, dopo venti ore di scalata e duemilacinquecento metri di dislivello, il trio è di ritorno, al sicuro può festeggiare con un paio di bicchieri di “vecchio” della Valtellina.

Restare in attesa e farsi catturare dalle cose

lunedì, 4 Marzo 2024

Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, di neve bagnata e pesante, aiutano a rinunciare alla rincorsa a “fare cose” in montagna.

Lontani da pendii e canali ci si perde nel bosco, si coltiva la disposizione a stare e in ascolto del mostrarsi dei fenomeni che accadono intorno.

Ci si lascia guidare da indizi, segni e tracce, sino a restare in attesa e farsi catturare dalle cose.

E’ l’occasione per mantenere un passo rilassato e seguire quel che accade, fino a raggiungere una radura, con al centro un grande abete, che fa da ombrello e diventa la nostra magnifica salle à manger.

Il bello non abita lontano

mercoledì, 21 Febbraio 2024

Svolgo la quasi totalità dell’attività di Guida sulle montagne di casa, principalmente nei gruppi Bernina, Disgrazia, Scalino e Masino-Bregaglia.

Nel raggio 30 chilometri da casa incontro una tal varietà di ambienti e uno sterminato numero di cime da esplorare, più o meno verticali, che non basta una vita per conoscerle davvero.

Muoversi tra le montagne dove si dimora abitualmente acuisce una sensibilità e intimità con gli spazi attraversati, che lontano richiederebbe mesi, se non anni, per essere acquisita.

Mi onoro di far da interprete a chi desidera dialogare con questi terreni d’avventura ancora selvaggi e favorire la ricerca di una conoscenza non di superficie, attraverso l’incontro autentico con la neve, il ghiaccio e le rocce. Qualcosa che sempre di più si fatica a sviluppare e non esiste su nessun libro o catalogo di viaggio.

Un invito a ritrovare il senso del reale, con la sua complessità, senza inseguire scenografie innaturali o generiche, o rincorrere come criceti forme di intrattenimento sempre nuove, ridotte ad “esperienze” da acquistare e consumare in fretta.

Nuova vita per i campi da Ski dello Scalino

venerdì, 9 Febbraio 2024

Per tutto il mese di febbraio la strada d’accesso che sale ai 2000m di Campo Moro resterà chiusa per via di una frana e relativi interventi di sistemazione.

Un’occasione per riappropriarsi dei pendii innevati dello Scalino così come li videro i pionieri dello ski.

Così la piramide del Pizzo Scalino 3323m, magicamente allontanata, può trovare un nuovo senso e rinnovato interesse.

Un’opportunità rara, utile a farci avvolgere dalla montagna silenziosa e deserta.

Giorno 1 salita dal fondovalle da Tornadri o traversata da San Giuseppe per passo Campolungo, arrivo al Rifugio Zoia.

Giorno 2 giornata di ski allo Scalino.

Contattatemi per saperne di più.

Montagna senza coscienza

giovedì, 9 Novembre 2023

Se le donne e uomini jet riusciranno a gareggiare nei prossimi giorni sotto al Cervino sarà solo per una gran botta di “culo”.

Dopo l’annullamento, per mancanza di neve e pioggia dello scorso anno, quali sono le probabilità di poter disputare una discesa libera a novembre, con partenza a oltre 3700m, con buona visibilità e assenza di vento in quota?

Qualsiasi abitante delle Alpi dotato di materia grigia conosce la risposta.

Risposta rimossa dalla FIS, dai comitati organizzatori e promotori, albergatori, dagli atleti e, ancor peggio, da guide e maestri di sci che, dissociati dall’atmosfera in cui vivono, negano e dimenticano le interdipendenze con quel che accade nel cielo in montagna.

Programmi invernali e variabilità delle precipitazioni

mercoledì, 25 Ottobre 2023

Gli studiosi del clima sulel Alpi confermano la crescente variabilità delle precipitazioni da un inverno all’altro, nonché all’interno dello stesso inverno, con mesi molto secchi alternati a mesi molto umidi.

Con questi scenari, associati a un generale aumento delle temperature, pensare di calendarizzare con largo anticipo le uscite su neve o ghiaccio ha davvero poco senso.

Per questo non programmo nulla di specifico.

Semplicemente si esplora la montagna così come si presenta, in funzione delle fluttuanti condizioni meteo-climatiche, per sciare su una polvere meravigliosa, salire un flusso gelato, scalare come lucertole al sole o ancora affrontare qualche salita in quota.

C’è più pensiero, incanto, passione, significato e meraviglia…

lunedì, 4 Settembre 2023

C’è più pensiero (ep.1), incanto, passione, significato e meraviglia nei segni del trapinèe nel prato appena libero dalla neve che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.2) incanto, passione, significato e meraviglia in questi cerchi d’erba nuova che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.3) incanto, passione, significato e meraviglia là dove scorre il fiume che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.4) incanto, passione, significato e meraviglia nelle impronte del gracchio alpino su limo glaciale che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.5) incanto, passione, significato e meraviglia in una polla d’acqua sorgiva che smuove la fine sabbia silicea che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina

C’è più pensiero (ep.6) incanto, passione, significato e meraviglia nel volo potente, con battiti d’ala lenti e profondi, di una coppia di aironi cenerini nel cielo delle Alpi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.7) incanto, passione, significato e meraviglia nelle piccole coppelle incise sul bordo di una marmitta glaciale invasa dai rovi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.8) incanto, passione, significato e meraviglia nei semi delle piante “autostoppiste” che si attaccano alle brache che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.9) incanto, passione, significato e meraviglia nei segni lasciati dai denti del cervo sui giovani frassini che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.10) incanto, passione, significato e meraviglia nell’accoppiamento di questa piccola falena tossica che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.11) incanto, passione, significato e meraviglia in questo fungo del genere Phallus che emana un caratteristico e pungente odore cadaverico, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.12) incanto, passione, significato e meraviglia nella tessitura muraria di questi vecchi muri storti che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.13) incanto, passione, significato e meraviglia nell’incontro sotto la pioggia con il magico e timido anfibio, a metà strada tra creature d’acqua e di terra, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.14) incanto, passione, significato e meraviglia nei funghi a mensola che crescono sui tronchi di betulla, trasportati infilati su strisce di pelle 5300 anni fa da Ötzi e forse utilizzati come medicamento, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.15) incanto, passione, significato e meraviglia nello sguardo lungo la Linea Insubrica con l’azione dei ghiacciai e dei fiumi che hanno plasmato le forme e colmato la piana con enormi volumi di depositi e disegnato i conoidi perfetti allo sbocco delle valli confluenti, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.16) incanto, passione, significato e meraviglia nel sass de la sbrisega, gioco dei bambini (chissà se antica pietra rituale e scivolo della fertilità?), che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.17) incanto, passione, significato e meraviglia nel rituale di corteggiamento dei passeriformi che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.18) incanto, passione, significato e meraviglia nell’incontro a piedi scalzi con gli steli tubiformi e flessibili del tarassaco in un prato che che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.20), incanto, passione, significato e meraviglia nell’inarrestabile ailanto che prende quota, la pianta alloctona, assai adattabile e resistente, che trova nell’incuria l’habitat perfetto, pronta a colonizzare ruderi futuri, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.21), incanto, passione, significato e meraviglia in un mucchio di pietre levigate dall’acqua alla confluenza del torrente Mallero con il fiume Adda, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.22), incanto, passione, significato e meraviglia nei nomi incisi dagli ultimi pastori sull’intonaco della casa in rovina di un maggengo abbandonato, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

C’è più pensiero (ep.23), incanto, passione, significato e meraviglia nei petali reclinati del giglio martagone, con i suoi fiori profumati a forma di turbante, che in tutte le opere e progetti per le Olimpiadi senza nome della Valtellina.

ultimo episodio

C’è più passione, incanto, significato e meraviglia nelle fronde del ligustro cariche di neve e nei passeri che vi trovano riparo, che in tutte le opere e i progetti delle Olimpiadi senza nome della Valtellina.

Dopo aver giocato tutto nella baraonda a cinque cerchi, calata da chissà dove, resta solo da chiedersi quante occasioni abbiamo davvero lasciato scivolare via. Forse il vero premio non era là, tra fanfare e scenografie vuote, ma nelle piccole meraviglie che ci camminano accanto ogni giorno. Che, per fortuna, resteranno… per chi le vuol vedere.

La menzogna delle nostre avventure

lunedì, 6 Marzo 2023

Nei post del lunedì tutto è straripante, colmo e stipato.

Riempiamo i social di prove fotografiche del troppo.

Se ti fermi sei inadeguato.

L’esperienza autentica s’arricchisce quando riusciamo a liberarci dalla bugia del tutto?

Forse così è possibile vedere con più chiarezza le cose?

Essere mancanti può diventare un dono e una risorsa?

I millenni e le acque di fusione dei ghiacciai del Bernina scolpiscono le rocce.

Emozioni

lunedì, 23 Gennaio 2023

Emozioni (enciclopedia Treccani)

Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’e. si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti ‘espressivi’ (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).

In risposta alle e. si verificano modifiche fisiologiche, che sono adattive in quanto permettono di mobilizzare le energie in maniera rapida e di far fronte a una situazione di emergenza.

In situazioni difficili, dove occorrono decisioni e azioni immediate, non c’è tempo per reazioni pensate e ragionate, ricorrere alla riflessione ci rende troppo lenti.

Per questo, in risposta ad una percezione sensoriale, che modifica il nostro equilibrio interiore, entrano in gioco nuovi messaggeri (le emozioni) che ci recapitano tempestivamente le informazioni che ci servono.

Le emozioni sono un campanello interiore, un prezioso alleato in grado di percepire le modificazioni ambientali e attivare una variazione comportamentale immediata, indispensabile in situazioni che richiedono tempi decisionali assai brevi.

Negli spazi d’avventura mai codificabili come la montagna, lo “stato di vigilanza” legato alle emozioni è una risorsa fondamentale.

Eppure l’ascolto degli stimoli interni o esterni naturali che generano emozioni e che possono “prendere il controllo” è del tutto ignorato o quasi.

A cosa serve insegnare complicatissime tecniche se poi quando ci si trova in situazioni critiche si va in affanno o ci si trova a chiudere gli occhi?

Quanto siamo consapevoli che le emozioni rendono più o meno efficace la reazione a una situazione inattesa?

Quanto occorre governarle in modo funzionale per non creare danni?

Scalare sul ghiaccio è un concentrato di sensazioni ed emozioni.

Come possiamo descrivere il gelo se non salendo una cascata?

Un’esperienza che si vive, si prova e si sente.

Non si spiega eppure si capisce.

Ogni giorno qualcosa di meno, non qualcosa di più: sbarazzati di ciò che non è essenziale. Bruce Lee