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Quale guida? #4

sabato, 10 Dicembre 2022

Si può stare al di fuori dal turismo d’avventura pre-confezionato? Evitare “esperienze adrenaliniche” forzate?

Forse è ancora possibile fare un’esperienza in montagna alla propria misura e muoversi secondo quel che sentiamo, dove  c’è da scoprire più che da imparare.

Come?

stabiliamo un contatto diretto e sensibile con l’ambiente naturale

con un reale apprezzamento dei luoghi attraversati, dove le energie si sprigionano liberamente

promuoviamo la consapevolezza di quel che accade, piuttosto che dire cosa occorre fare

proviamo ad usare mezzi più semplici possibili, per render l’esperienza ancor più ricca

si può abbassare il tenore delle salite, guadagnando in qualità

tutti dappertutto non ci interessa

l’avventura si svolge nell’avvenire, nella sua ambiguità, grande e piccola

non è gioco e non è serietà, sta nell’istante imprevedibile che viene

si trova su grandi pareti ma anche in un semplice bosco dimenticato o su una piccola rupe

la percezione della nostra esperienza è la nostra priorità

per ritrovare se stessi

per respirare liberamente (no paesaggi mozzafiato!!!)

per togliere condizionamenti e sensazioni superficiali

liberi di salire oltre il limite degli alberi

guardiamo in alto

abitiamo la montagna

se mi dici chi sei ti dico cosa possiamo fare assieme

E’ possibile evitare torture forzate?
Cambiamo musica?

La rincorsa delle “cose”

lunedì, 14 Novembre 2022

Il 2022 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia dall’invenzione del termometro, gli sconvolgimenti economici e sociali in corso sempre di più ci mostrano come il semplice concetto di “stazione climatica” sia una risorsa formidabile, dove basta un fazzoletto di bosco, un torrente, un sasso dove sedersi, un cuscino di muschio, per godersi la frescura, guardarsi attorno, ascoltare, leggere un libro… anche solo per tirare il fiato.

Eppure prosperano folli progetti per nuove infrastrutture sciistiche un po’ ovunque sulle montagne lombarde, incluse quelle arroventate dal sole e a quote non propriamente elevate.

Pazzie e insensatezze a parte, anche quando si inizia a percepire un necessario cambio di rotta, per fuggire ad una monocultura spompata, non per scelta, ma perché il clima ci presenta il conto, si replica lo stesso approccio separato dalla montagna vera, l’unica che ci appartiene e rappresenta.

In Valmalenco è in arrivo la ciclovia, con allargamento e “lisciatura”  di antiche vie e pure una luccicante nuova ferrata, mai vista prima da queste parti, sulle ombrose rupi del Castel.

Un perverso incantesimo per fare “cose”, con la rincorsa a trasformare ogni spazio naturale integro, dove far combaciare il tempo libero con quello del consumo.

Megaprogetti e nuovi passatempi, seppur a scale diverse, mostrano quanto siamo stretti all’angolo, immobilizzati e incapaci di mutare atteggiamento e ancorati a schemi di pensiero disintegrati dalla realtà.

Rinunciare ad accogliere i nostri limiti e non accettare la meravigliosa imperfezione di sentieri, rocce, boschi e pascoli, che poi sono la vera e autentica ricchezza, significa perdere la possibilità di trovare un senso, relazioni ed esperienza con le nostre montagne.

Ancora questa splendida Valle, seppur maltrattata, ci fa vivere bene e accoglie tanti viaggiatori ed ospiti, attratti non dagli orpelli, ma dalla qualità ambientale delle nostre montagne, dall’identità ancora in parte conservata, dall’accoglienza a volte ispida ma sincera!

Scassare l’impervio per adattarlo alle due ruote, assieme alla posa di cavi e metalli non cambiano di una virgola, non educano, non migliorano le condizioni di vita di chi vive in Valmalenco.

L’unico turismo che ci appartiene parte dalla consapevolezza della bellezza delle nostre montagne a cui non serve il puntello di alcuna infrastruttura.

Quando arriverà il tempo di sostituire le “cose” con i “significati”? Mollare i cantieri costosi per il divertimento effimero di breve durata e raccontare (bene e con cognizione di causa) quel che abbiamo? Quando scopriremo che da qui nasce il desiderio, da qui il modo sano e durevole di stare al mondo, per vivere quassù e della montagna?

Profumo di fieno e calzettone strausato

giovedì, 25 Agosto 2022

Quest’anno non vi è più traccia di neve residua sino alle creste più alte dei giganti del Bernina. La fine dell’estate si annuncia con l’ingiallire dei pascoli. Un segno distintivo dell’avvicinarsi all’equinozio è il potente profumo forse sprigionato dall’Anthyllis vulneraria a fine fioritura. A metà tra il profumo di fieno e calzettone strausato, arriva dritto al naso, segna il tempo e l’arrivo delle lunghe ombre dell’autunno. Naso a terra provate a rintracciarla.

Bipedi o quadrupedi?

domenica, 14 Agosto 2022

Siamo bipedi o quadrupedi? Di fronte al dilagare dell’utilizzo in cammino, non sempre giustificato, dei bastoncini da trekking la risposta pare scontata..

Eppure sta nella nostra natura muoverci su due sole “zampe”.

Salvo per supplire a problemi articolari o per gestire discese interminabili con zaini pesanti, l’uso dei bastoncini è sovente superfluo e in tanti casi addirittura controproducente.

Usati male, a casaccio, portati semplicemente a spasso, sono solo elementi di distrazione, che ci distolgono dall’attenzione, ci allontanano dall’equilibrio e dalla naturale percezione dell’appoggio.

Il fastidio di riporli nello zaino li rende d’intralcio nei tratti dove occorrono braccia e mani, per equilibrarsi, aggrapparsi e aiutarsi…

Darli in mano a bambini e ragazzi è diseducativo e inutile.

Radicamento

sabato, 30 Luglio 2022

Uno dei migliori momenti delle salite alpine è l’attesa della sera, seduti fuori dal rifugio, godendo del calar del sole, pregustando la scalata del mattino dopo…
In questi attimi vien naturale condividere con il compagno di cordata ciò che è davvero essenziale per la buona riuscita dell’ascensione ovvero il radicamento.
Radicarsi significa liberarsi da tutte le distrazioni collegate ad oggetti, materiali ed illusioni che, per abitudine o convenzione, ci portiamo quassù.
Ecco allora che iniziamo a mettere un piede avanti all’altro e con qualche semplice esercizio proviamo a percepire quanto è importante e salvifico tenere il passo saldo e fermo.
In fondo la nostra maggior protezione sta proprio qui, nel sentire e sentirsi ben poggiati, dai sentieri, alle rupi, ai pendii di neve e ghiaccio.
Capire in anticipo adesione e tenuta del passo è la miglior garanzia di buona riuscita della nostra salita.
Da un buon radicamento nascono indimenticabili avventure.

La capanna del Disgrazia

mercoledì, 27 Luglio 2022

Sulla capanna del Disgrazia di allora solo poche parole: la piccolissima e semplice baracca, costruite tra le rocce appena 5m sotto la e a sud della Punta Siber Gysi*, si chiamava capanna Maria e fu eretta nell’anno 1884 da ingegneri italiani che effettuavano misure topografiche sulla vicina vetta del Disgrazia. Il semplice assito misurava circa 3m di lunghezza e aveva una larghezza di meno di 2m.

Resti della capanna nei pressi della vetta

Verso monte era stato posto un tavolato di 4 posti. L’arredamento consisteva in 4 coperte, un fornelletto a spirito con un recipiente, 4 tazze, e qualche cucchiaio. Alla fine dei lavori topografici la capanna venne donata al C.A.I. La resistenza effimera alle intemperie di costruzioni poste a quell’altezza è dimostrata dal fatto che solo due anni dopo trovai la capanna distrutta.

Tracce del ricovero a picco sopra la valle di Preda Rossa

Christian Klucker Memorie di una guida alpina. La mia prima salita al Disgrazia agosto 1886. Ed Tararà 1999

*L’anticima ovest del Monte Disgrazia era un tempo così inutilmente denominata perchè un tale Siber Gysi vi si era dovuto arrestare senza poter raggiungere la vicina vetta.

Evitare il ponte al ghiacciaio di Fellaria

venerdì, 24 Giugno 2022

Di fronte all’assalto al ghiacciaio di Fellaria, la semplice eliminazione del ponte sul torrente ablatore consentirebbe il recupero dell’ostacolo naturale e quindi di un accesso sensato.

Pensieri ed azioni irrealizzabili…

Lasciamolo dunque…..per conservare il miglior ricordo della nostra visita al ghiacciaio troviamo assai più interessante ignorarlo bellamente per affrontare il guado poco più a monte.

Nuovi comportamenti

sabato, 11 Giugno 2022

Dopo una primavera rovente occorre muoversi anzitempo per le salite in quota. Salvo improbabili nevicate estive, con crollo delle temperature, fra poche settimane andar per ghiacciai potrebbe essere assai problematico…

Siamo resistenti ai cambiamenti, ma nuovi comportamenti nell’andar per monti sono necessari:  partenze notturne, inseguendo le ore più fresche della giornata, valutazione continua delle condizioni ambientali, disponibilità alla modifica di percorsi e programmi, alla rinuncia, alla fuga sulla solida roccia….

Piz Zupò 3996m e Piz Argent 3942m osservati dalla Crast’Agüzza 3869m

L’albicocco

mercoledì, 8 Giugno 2022

Ricordi sparsi.

Nel Nord arido del Pakistan non esistono villaggi non contornati da albicocchi.
Il frutteto si trova vicino ai campi e alle case.

Dal profumo della fioritura, prima che dalla vista, si capisce quando si è in prossimità dell’oasi.

Dell’albicocco non si butta nulla: frutti essiccati per inverno e occasioni speciali, olio estratto dai noccioli, rami pregiati da ardere, foglie come concime…

Domande

domenica, 22 Maggio 2022

21 maggio, 2400m, esposizione Nord Ovest, calura del solleone….

L’inarrestabile fusione cancella la scarsa neve residua dell’inverno.

La stagione alpinistica in quota non è ancora cominciata, di questo passo terminerà assai presto? Con il rapido passaggio da neve “marcia” a ghiaccio “nero” e detriti?

Forse ci occorrono più lenti per guardare le cose?

Come possiamo continuare ad “abitare” le cime, ma non solo quelle, di fronte a questi stravolgimenti?