Dopo aver scalato sei lunghezze di corda, dalla sommità della prima struttura si percorre una vallecola scavata dal ghiacciaio, bordata su un lato da una paretina a strapiombo, costellata da curiose erosioni circolari simili a tafoni.
A distanza regolare, di pochi passi, incrociamo una selva di ragnatele tese a perpendicolo tra la roccia e il pascolo pietroso. Come le vele di un brigantino, intercettano il vento da Sud Ovest che si infila tra le rocce.
Al centro dei ricami decine di ragni attendono e si avvinghiano fulminei sull’insetto alato che finisce dentro la trappola.
Poco più avanti, un piccolo lago, contornato da eriofori, invita a proseguire la scalata.
Saliamo altri centocinquanta metri di roccia magnifica, con un singolare condensato di stili d’arrampicata, tra placche e strapiombi, sino al balcone sommitale rivolto verso le montagne del Bernina avvolte dalle nuvole.
10 lunghezze tra il V e il VII, quota tra 2100 e 2400 circa, esposizione Ovest, Nord Ovest, discesa a piedi per roccette, pascoli e rododendri


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