Banchisa polare

Nessun riferimento al suolo, nessuna altura, solo una distesa a perdita d’occhio di ghiaccio, spessa un paio di metri, che galleggia sopra l’Oceano Artico.  Per distinguere le sottili sfumature nella topografia del ghiaccio marino dovrei rinascere esquimese. Questo è il Polo Nord, ad indicarlo, il display del GPS che segna 90° Latitudine Nord.

Tra i tanti ricordi, il miglior senso reale della Calotta artica è rappresentato dalla muta di cani siberiani che ci accompagna nel viaggio, unica componente del gruppo che mostra un’autentica consonanza e intimità con il pack e i venti polari.

Nelle immagini: spedizione Polo Nord aprile 2001

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