Quali curve?

15 dicembre 2018

Conoscere i materiali, l’abbigliamento, l’alimentazione. Apprendere le tecniche di salita e discesa, le inversioni, i tipi di curva…Utilizzare con disinvoltura gli strumenti di autosoccorso, orientarsi, distinguere i cristalli di neve…

Sono i fondamenti di ogni corso di scialpinismo.

A volte mi chiedo se quest’ approccio non assomigli però allo studiare, persino troppo, ma in maniera parziale la verità.

Prima di buttarci a capofitto nello studio della “scienza della neve”, convinti che in tal modo andremo automaticamente ad incrementare la nostra capacità di prendere delle decisioni durante le uscite in montagna pensiamoci un momento.

In un ambiente assai complesso, dove i processi decisionali si susseguono in una continua evoluzione, attraverso fattori ambientali e umani altamente mutevoli, mettere a fuoco l’incertezza della percezione individuale è importante quanto indagare le abilità di ciascuno.

In pratica il solo addestramento senza assimilare l’esperienza può persino portare a un ingannevole senso di sicurezza.

Esser consapevoli che le emozioni tracciano in modo indelebile la quantità e qualità delle informazioni, assume un’importanza paragonabile, se non superiore, alla conoscenza degli accorgimenti tecnici necessari per affrontare la nostra uscita sulla neve.

Questo non significa proporre facili alternative semplificate, ma accompagnare l’apprendimento con una buona dose di curiosità, interesse, sfida e pure diritto all’errore.

Individuare i giusti contesti può aiutare a fissare l’esperienza, dando spazio alla creatività e alla possibilità di scegliere sin dai primi passi.

Trarre insegnamento dalla sperimentazione e conoscere cosa significa conoscere non meritano di stare in cima all’elenco delle cose da imparare?

 

Quanto siamo esperti in montagna? Suggestioni e racconti per allenare l’esperienza

6 dicembre 2018

Preludio

Forse è arrivato il momento di ricominciare ad occuparsi non solo di tecnica, ma di fiducia, paura, cura, emotività e “simpatia” con i luoghi, per allenare la propria esperienza in montagna, unendo l’esplorazione di ambienti naturali significativi ad uno sguardo verso il proprio modo di attraversarli.

Cercare di comprendere quel che accade in natura, scegliere un’opzione tra quelle disponibili e decidere in pochi istanti sono tutti elementi che non possiamo delegare in toto alla tecnologia, così come è impossibile non andare a schiantarsi se prendo una curva a 200 all’ora con l’auto intelligente.

Commettere errori è un fatto normale, anche tra i professionisti altamente istruiti, capaci ed addestrati. La formazione e l’esperienza non eliminano la disposizione a sbagliare, ma possono cambiare la natura degli errori commessi e aumentano la probabilità di riuscire ad attivare compensazioni di successo.

Nessun attimo della nostra esperienza condotta negli ambienti naturali è privo di collegamento tra meccanismi di elaborazione delle informazioni e le nostre emozioni.

Oltre ad accedere all’attenzione e alla memoria, in montagna sperimentiamo di continuo delle vive sensazioni.

Quanto ascoltiamo i segnali delle nostre emozioni? Perché l’attenzione è tendenzialmente orientata al richiamo di ragguagli e insegnamenti, mentre tendiamo a trascurare o a nascondere l’altrettanto importante sfera delle emozioni?

Conferenza con immagini

Durata 90 minuti circa

Destinatari: sezioni e scuole CAI, sci-club, gruppi sciatori alpinisti e “freerider”.

Altre strade

29 novembre 2018

Per chi desidera muoversi in territori sconosciuti, accanto alle consolidate modalità di prevenzione, per muoversi “in sicurezza” sulla neve, alle giornate di autosoccorso, all’analisi dei dispositivi e al funzionamento degli ARTVA di ultima generazione….è pure possibile, con concretezza e senso della realtà, indagare le proprie capacità e i propri limiti, per apportare cambiamenti efficaci ai comportamenti che ci possono mettere nei guai.
#altrestrade
#FormazioneVendül

Meglio investire in esperienze o in attrezzi non strettamente necessari?

22 novembre 2018

Meglio investire in esperienze o nell’ultimo ritrovato tecnologico?

Farsi travolgere dallo shopping compulsivo da black friday o accontentarsi dei propri attrezzi, che in fondo hanno solo qualche anno e funzionano ancora benissimo…

Alpinismo con gli sci alla Cima di Caspoggio 3136m

19 novembre 2018

Una corazza bianca ricopre la montagna oltre i 2400 metri di quota.

Le recenti nevicate in quota e venti di burrasca da sud hanno ricamato creste e pareti.

La nostra cima in estate è un aereo belvedere sul gruppo del Bernina.

Oggi si trasforma in un bel condensato di alpinismo con gli sci, diverso dallo scialpinismo, attività ormai circoscritta al fitness entro scenari gradevoli, al mondo delle gare, alle discipline olimpiche.

Alpinismo con gli sci perché qui rimane una buona dose d’incertezza, dove ci circondano un sacco di componenti irrisolvibili e sfuggenti.

 

Preludio d’inverno

12 novembre 2018

Preludio d’inverno.
“Quindi tecnicamente parlando, lo sci d’oggi è molto più avanzato di quello di ieri. E i materiali attuali lo rendono molto più facile. Ma il vero problema è che gli sci che girano da soli non necessariamente rendono più piacevole sciare. Perchè “facile” dovrebbe significare “stimolante”, “migliore”? ”
Lito Tejada Flores RDM Dimensione Sci 1992

Alt(r)e nevi

11 novembre 2018

Se intendiamo la montagna bianca come qualcosa di diverso da un “oggetto” a disposizione ben gestito,

se muovendoci sulla neve intravediamo la possibilità di conoscere meglio alcuni elementi (neve, Terra, cielo, uomo) tra cui intercorrono relazioni assai complicate,

se dopo esserci informati e preparati ci viene il dubbio che conoscenza ed esperienza aiutano a ridurre una certa quota di rischio e di errori, ma non forniscono certezze, né risolvono tutti i problemi,

Forse è possibile ricominciare ad occuparsi non solo di tecnica, ma di fiducia, paura, cura, emotività e “simpatia” con i luoghi, per allenare la propria esperienza sulla neve, unendo l’esplorazione di ambienti naturali significativi ad uno sguardo verso il proprio modo di attraversarli.

Scegliere le curve migliori non dipende solo da quante capacità abbiamo o dagli attrezzi che indossiamo, ma da una fitta relazione di aspetti condizionanti: elementi naturali e meteorologici in continua evoluzione, tempo a disposizione per decidere, pressione psicologica, comprensione di ciò che accade, complessità organizzativa, tecnica e umana.

In tal modo proveremo a sciare mettendo a fuoco relazioni con l’ambiente circostante e sensorialità, utili a ricordare che ciò che abbiamo a disposizione non è smisurato, così da ritrovare un senso della realtà e, perché no, anche del limite.

Destinatari:

-appassionati sciatori, principianti ed esperti, ragazzi e adulti desiderosi di provare qualcosa di nuovo;

-figure di riferimento tecnico e organizzativo di scuole sci, sci-club, CAI, gruppi sciatori.

-scialpinisti e sciatori fuoripista.

Luoghi di svolgimento: comprensorio sciistico della Valmalenco (Valtellina), in pista e fuori.

Periodo inverno 2018-2019: ogni mercoledì.

Fine settimana su prenotazione.

Contattateci per saperne di più.

Monte Canale d’autunno

4 novembre 2018

Sotto di noi si estende un buon tratto della  linea insubrica che con andamento Est-Ovest “incide” la Valtellina, tra il Passo dell’Aprica e l’Alto Lario.

Salire al Monte Canale 2522m d’autunno significa sfuggire al copione che suggerisce luoghi giusti e ambienti adatti secondo le tendenze del momento.

Qui ci si muove per spazi imprecisati, solitari e, soprattutto, per terreni non circoscritti.

 

L’arte di camminare per gande

2 novembre 2018

Nuvole nere, aria satura d’umidità, muschi zuppi d’acqua.

L’ammasso di blocchi di gneiss di ogni forma e dimensione ricopre l’intero versante.

La ganda che sto calpestando è il prodotto di un’antica paleofrana.

Pioggia, foglie e i licheni colorati rendono la superficie dei massi incredibilmente scivolosa.

Camminare per gande è il miglior esercizio propedeutico per l’alpinismo.

Per questo uno dei pochi corsi che vorrei organizzare, oltre a quello di “selvaticità“, è quello “dell’arte del camminare per gande”.

Muoversi tra le pietre risveglia tutti i muscoli, richiede adattamenti immediati e continui, sensibilità, passo felpato e rapido, precisione, occhio…

Siamo diventati tutti bravi a scalare, ma assai meno abili nel raggiungere le pareti.

Destreggiarsi nel cammino tra macereti viscidi e instabili è il primo importante passo per iniziare a salire verso l’alto.

 

Indigestione di immagini

31 ottobre 2018

Come districarsi tra bike, hike e paraglide? Come sfuggire dall’esposizione di merci colorate? Tra istruttori di zumba e di pilates? Counselor, noleggio scooter, piscine e centri termali?

Sempre più spesso ricevo proposte di inserzione da portali che presentano vetrine di professionisti e servizi annessi.

Forse  l’indigestione di immagini che ci viene somministrata, tra piccozze, auto di lusso, vino, cibo, saune e biciclette….nasconde una preoccupante cecità percettiva?

Dove stanno i luoghi che ci devono ispirare? Dove si è perso il grande archivio di saperi della montagna?