Maestro di sci di montagna

23 Novembre 2020

Mentre il sistema implode, con il cannoneggiamento degli aridi pendii, vorrei rispolverare la casacca da maestro di sci, di montagna, con alcuni suggerimenti per l’inverno, lontani dai moderni lunapark in quota.

Il programma prevede:

-distacco dalla routine quotidiana;

-svolgimento solo con neve vera! La neve naturale è fondamentale, non la intendiamo buona solo per rendere bianco l’ambiente attorno;

-nessuna atmosfera metropolitana, nessuna attesa, tipica dei comportamenti cittadini…tram, metro, semafori;

-nessun costo di skipass;

Si impara a conoscere la montagna, la tecnica basilare per diventare uno scivolatore completo e autonomo su ogni tipo di neve e pendio.

Scaletta, spina di pesce, voltamaria, posizione base, spazzaneve, arresto…

Dopo i primi passi saremo pronti ad esplorare la montagna d’inverno con le pelli di foca.

Dotazioni ed equipaggiamento minimale, bene il maglione della nonna, tanto ci si scalda parecchio. No tute high-tech e caschi da astronauta.

Adatto a tutti: da 6 a 99 anni.

Sassaie rugginose sterminate

17 Novembre 2020

“Si percorre l’enorme e fastidiosa distesa di ganda di massi (lasciando in basso il laghetto 2400m) fino alla base dell’anfiteatro roccioso…” Così il conte Alberto Bonacossa descrive nella guida dei monti d’Italia la sterminata sassaia rugginosa del bacino superiore di Sassersa ad una distanza planimetrica di Km 2.9 dalla porta de cà.

Eppure siamo certi che questo paesaggio lunare sia veramente così scomodo e scocciante? O lo è per il frettoloso alpinista cui importa solo arrivare in cima?

L’esperienza esplorativa di questo inconsueto mare minerale forse è distante da mete mirabolanti, ma non meno straordinaria.

Attraversare il labirinto significa cogliere sfumature, forme e pieghe dei mille blocchi gettati a terra come dadi, significa coltivare lo sguardo sulle piccole cose, dagli agglomerati lamellari di biotite ai cristalli sporgenti di magnetite.

Camminare leggeri, in un gioco di equilibrio continuo, per apprendere molto di più di quel che appare…

Luna e l’incontro con il grande stambecco color bosco

3 Novembre 2020

E’ fermo, immobile, piazzato in mezzo alla ripida traccia di discesa, in un passaggio obbligato tra le balze di granito.

Non arretra, non scappa. Rivendica il suo possesso delle rupi, accenna una carica, sbuffa e muove ritmicamente le corna verso il basso.

Non è solo un magnifico stambecco color bosco, è Pan dio silvestre, il grande fecondatore, rapido nella corsa e imbattibile nei salti, amante della montagna e delle selve.

Solo lui sa danzare con le ninfe, spaventare viandanti e alpinisti incauti che attraversano i boschi.

Così dopo aver salito il celebre scoglio di granito incontriamo anche il Fauno, l’essere magico, in una splendida giornata d’autunno.

P.s. grazie al mio amico Marcello per le foto!

Quale natura?

31 Ottobre 2020

Come consideriamo questa natura? Non è utile per attività di svago, neppure buona per la conservazione ambientale in recinti ben delimitati.

Non appartiene a quella considerata cattiva, minacciosa, come terremoti, tsunami o virus.

Non fa parte di quella introvabile e acquistabile e nemmeno di quella “magazzino”, inseguita solo per essere saccheggiata.

Eppure….non si tratta forse della stessa cosa? La stessa natura?

Nell’immagine: frana Ruinon, Valfurva (SO)

In cima al Remenno

28 Ottobre 2020

Arrampicare e sostare sulla cima del Sasso di Remenno allontana dagli spazi sempre più disciplinati e messi sotto controllo.

Qui ancora posso spostarmi sul granito come meglio credo.

Le ombre indicano i passaggi e le foglie ingiallite si raccolgono nelle concavità del granito.

Sparsi attorno decine di blocchi offrono, senza nulla chiedere in cambio, libere scalate, d’ogni altezza, forma e difficoltà.

La difficoltà di prendere decisioni in montagna

5 Ottobre 2020

Qui ed ora cosa accade?

Disporre di una reale consapevolezza del quadro delle cose attorno a noi è condizione necessaria per valutare una situazione e per prendere qualsiasi decisione, non solo in montagna.

La nostra valutazione del momento e del contesto in cui ci troviamo dipende solo in parte dalle nostre conoscenze, soprattutto quando ci infiliamo nei guai e con poco tempo per operare scelte fra diverse possibilità.

Gran parte dei corsi in circolazione propongono eccelse sessioni di formazione tecnica: cosa mettere nello zaino, quali scarponi indossare, saper usare piccozza e ramponi, kit da ferrata, ARTVA pala e sonda, come pianificare la gita, le manovre di corda, arrampicata in fessura, off-width, multipitch, autosoccorso, paranchi, discensori, fare nodi, sciare, usare GPS…

Per mettere a fuoco quel complesso archivio che abbiamo in testa, fatto non solo di competenze, ma da mille sfumature personali legate al vissuto di ciascuno di noi e alle condizioni del momento, proveremo a muoverci in contesti non convenzionali, utili a farci percepire gli ambienti attorno a noi, rapportandoli alla capacità di movimento, attraverso il dono dei sensi, ancor prima di dover ricorrere a qualsiasi strumento o tecnologia.

Ecco alcune idee e “corsi” in programma per poter sperimentare nuove vie e farsi alcune domande.

L’adozione pedissequa di modelli funziona sempre?

L’assunzione di ciò che conferma l’ipotesi a noi congeniale è sempre la miglior via?

Gli stereotipi creano correlazioni reali?

Vallone di Scerscen: scalate di ampio respiro

20 Settembre 2020

Davanti il Bernina.

Sotto il vallone, scavato nel corso dei millenni dalle acque di fusione dei ghiacciai.

C’è odore di nebbia, che sale sospinta da una brezza ancora estiva. Si alterna a quello di erba secca, foglie di rododendro e di ginepro.

Un bel viaggio tra pilastri, canali, diedri, cenge, strapiombi, placche, fessure…

(Sasso Nero, versante Est, via “Nives” apritori Augusto Rossi e compagni 2017, 11 lunghezze 6b)

Pizzo Cengalo 3369m passando per lo spigolo Vinci

14 Settembre 2020

Ogni cosa arriva mentre si sale, nulla è predeterminato. Ci sorprendono i primi raggi che illuminano il pilastro arancione sommitale, la diversa temperatura degli appigli a cavallo dello spigolo, il granito perfetto della “schiena di mulo”, le piccole protuberanze di anfibolite lungo il “diedro nero”.

Al termine delle difficoltà, raggiunta la Punta Angela, non terminano le sorprese. Forse il bello inizia proprio da qui.

Nuova geografia del disgelo

31 Agosto 2020

Nevicate abbondanti di primavera e fresche temperature d’inizio d’estate hanno per un po’ mascherato l’inarrestabile disgregazione degli apparati glaciali.

A fine agosto una nuova geografia del disgelo è ormai sorprendente realtà.

Possiamo decretare la scomparsa della Nord del Disgrazia, intesa come salita su ghiaccio.

E’ una montagna che cambia pelle, sempre più povera di ghiaccio e instabile, da interpretare e salire in modo diverso dal passato.

Foto di Laura Cirillo che ringrazio per la gentile concessione.

Geo Alpinismo: Pizzo Tremoggia 3441m – cresta SW via Klucker

22 Agosto 2020

Iniziamo la discesa calpestando i marmi chiari della vetta, davanti a noi quarzoscisti scuri disegnano la sagoma slanciata del Pizzo Malenco.

L’estesa muraglia di micascisti e gneiss che si estende tra il Piz Glüschaint e il Piz Sella separa il ghiacciai di Scerscen inferiore e superiore, in lontananza la diorite del Roseg e del Bernina raggiunge le quote più alte del massiccio.

Com’è possibile ritrovare in cima alle montagne depositi marini di origine carbonatica e silicea? Quali forze colossali hanno sollevato queste rocce e tuttora continuano a muoverle? Questi movimenti sfuggono alla nostra percezione a causa della brevità infinitesimale della nostra esistenza.

Percorrere la selvaggia cresta Sud Ovest del Piz Tremoggia aiuta a trovare qualche risposta, a toccare con mano e scoprire un grande libro di pietra.

Assieme alla traversata Cima di Vazzeda-Cima di Rosso, questa salita rappresenta un album petrografico di rara bellezza, da conoscere arrampicando, dove afferriamo gneiss, micascisti, quarzoscisti, calcescisti, marmi dolomitici…

Entrambi le salite furono affrontate per la prima volta a fine ‘800 da Christian Klucker, l’audace e sensibile guida alpina nativo della Val di Fex, che osserviamo dall’alto lungo l’intera salita.