Illusioni a motore

18 luglio 2018

Dovrebbe essere scontato ripetere che il solo modo appropriato per frequentare certi spazi della montagna non ancora raggiunti da strade o impianti di risalita consiste nel percorrerle a piedi. Camminare rafforza la conoscenza e mette appetito, occasione splendida per rendere più interessante le proposte gastronomiche estive sparse un po’ ovunque sulle montagne. Muoversi con le proprie gambe accende un piccolo sforzo personale, che agevola il contatto con quello che incontriamo. Eppure ogni qual volta si stigmatizza l’utilizzo di vari mezzi a motore per divertimento, sport o svago (non per soccorso o lavoro naturalmente) si alza la cantilena dei difensori dei diritti di tutti di poter godere del piacere delle alte quote. Non serve ricordare che esistono 8214 impianti di risalita sulle Alpi che già permettono di portarsi in alto, ovunque e senza sudare. Così si dimentica che il piacere di questi luoghi scaturisce da una buona dose di solitudine, dalla fatica per raggiungerli, dal silenzio. Non comprendere il senso di questo benessere, togliendo ogni sforzo alla salita, significa nutrirsi di finzione e pura illusione, perdendo ogni senso della misura e, alla fine, una grande occasione.

 

Conoscenza di prima mano alla Est del Rachele

15 luglio 2018

Osservati dall’alto i tre laghi turchese spiccano tra le sassaie rugginose del Sassersa. Lungo la via incontriamo un solo chiodo storto, qualche gracchio, nessun umano.

Tratti di roccia ruvida e solidissima si alternano a sezioni più articolate.

Queste salite dimenticate attivano una conoscenza di prima mano, dove occorre trovare la via, darsi del tempo e sapere indugiare dentro la montagna, immedesimandosi nello spirito dei primi salitori.

Sàs di durt o la mole?

7 luglio 2018

Per gli alpigiani è il “sàs di durt”, i primi salitori all’inizio degli anni ’80 la indicarono come “la mole”. E’ la compatta parete alta circa sessanta metri solcata da una netta fessura che si affaccia sopra gli alti pascoli della Val Poschiavina.

Camminare un paio d’ore per salire poche lunghezze di corda, di difficoltà “classiche”, tutte da proteggere, con la presenza di qualche lama e spuntone mobile da maneggiare con cura, non costituisce grande richiamo per la maggior parte degli arrampicatori.

Luci, forme, stile d’arrampicata, isolamento e sguardo sui ghiacciai del Bernina restituiscono nondimeno una giornata tutta da ricordare!

p.s. al rientro fermatevi alle lillipuziane case dell’alpeggio dove potrete acquistare a buon prezzo un formaggio favoloso!

 

Grandi salite estate 2018

6 luglio 2018

Ripropongo, paro paro, lo schizzo della scorsa estate.

Unica differenza, di non poco conto, l’ascesa al Badile potrebbe riservare atmosfere di solitudine paragonabili a quelle vissute dal reverendo Coolidge durante la prima salita alla montagna. Ciò a causa della frana del Cengalo e del conseguente divieto d’accesso ai sentieri dalla Val Bondasca e chiusura del rifugio Sasc Furä….

Riempire il tempo al Torrione Porro

5 luglio 2018

Ripieghiamo al Torrione sfruttando la schiarita dopo la pioggia, non è un modo di ammazzare il tempo, ma lo riempiamo percorrendo spazi diversi, dal fondovalle, alle pareti, sino ad incontrare il più longevo abitante della montagna: il larice millenario della Valmalenco.

 

 

Caval de brunz

4 luglio 2018

Poco prima della vetta del Disgrazia si incontra un breve risalto roccioso di solido serpentino, meglio noto come “’l caval de brunz”.

Forse il nome deriva dall’istintivo richiamo di mettersi a cavalcioni dell’aereo spigolo, soprattutto per chi soffre di qualche problema di vertigine.

In realtà il passaggio è breve e ben appigliato e metterci le mani sopra significa essere ormai prossimi alla cima!

Suono del silenzio al Disgrazia 3678m

2 luglio 2018

Ogni salita alpinistica presuppone un ritorno alla quotidianità con rinnovata energia. Tra le tante sensazioni che si ricordano a lungo, richiamiamo la partenza notturna, il gelo dell’alba, i ramponi che mordono la neve, le rocce riscaldate dal sole e l’aerea cresta, ma soprattutto il suono del silenzio.

Quali montagne?

18 giugno 2018

Quante volte arrampichiamo senza distinguere se la montagna è nata dal fuoco, dal mare, oppure, come in questo caso, dalla trasformazione di una roccia preesistente? Qui le pareti di serpentinite si presentano multicolori, con forme sinuose, incredibilmente ruvide e costellate di minuti cristalli sporgenti di magnetite.

Nella foto: parete della diga in Valmalenco.

Giugno in Val Poschiavina

15 giugno 2018

A giugno le Alpi mostrano il loro volto più bello, eppure sono pressoché deserte.

Dall’alto osserviamo cime innevate, torrenti gonfi d’acqua, pasture d’alta quota verdeggianti, così lontane e diverse dai parcheggi intasati d’auto d’agosto, file di escursionisti e prati che cominciano a seccare.

Sperimentare nuovi o dimenticati equilibri

9 giugno 2018

Esplorare pascoli, rocce, boschi e torrenti è una risorsa, la più semplice, libera ed elementare del corpo.
Un rimedio sempre più assente nel nostro tempo.
Qui non è necessario fare un risultato, solo provare nuovi o dimenticati equilibri, diversi ritmi del passo, esercitare la volontà di sperimentare piacere o fatica, in una comunicazione continua tra il corpo e le sue risposte, in costante relazione con gli ambienti attraversati. #laulamiglioreèfuori