Archivi per la categoria ‘alpinismo’

Vadret da Tschierva

mercoledì, 6 Luglio 2016

Ci fermiamo poco sotto la breccia ad oltre tremilaquattrocento metri che prende il nome romancio di prevlusa (pericolosa), stamane le gambe del mio amico e compagno di cordata non girano affatto.  Mancano ancora settecento metri di dislivello per arrivare in cima al Bernina, inclusi i tratti in cresta tecnicamente più impegnativi, resi più difficili dall’aria “sottile” dei quattromila. Decidiamo quindi di scendere, non senza aver approfittato dell’alba magnifica per farci un insolito tour glaciale, lungo l’imponente Vadret da Tschierva, traversando verso la nord dello Scerscen e del Roseg. La “delusione” della ritirata presto scompare, osservando le lame di luce che rasentano la Crastalva al sorgere del sole e i mille particolari che sempre sfuggono nella concitata partenza notturna verso la vetta.

Alba alla Fourcla Prevlusa

martedì, 28 Giugno 2016

Appena la neve in quota si assesterà potremo di nuovo raggiungere la Fourcla Prevlusa 3430 m per poi seguire il filo della Crastalva sino alla vetta del Bernina. Dopo la partenza notturna, questo è il momento in cui sorge il sole e la scalata si fa luminosa ed entusiasmante.  Esser “guida d’esperienze”, non solo esperto di contenuti, è la miglior chiave d’accesso verso l’alto, per facilitare la salita e trasformarla in fonte d’apprendimento dell’intera cordata. Arrampicando ci si vede all’opera e con curiosità si può riflettere su ciò che si è riusciti a fare.

Foto: Giancarlo Crenna

IGM-1925 (800x449)

 

 

 

 

 

Facilitare l’esperienza, rincorrendo la selvaticità.

sabato, 14 Maggio 2016

Cari amici,

l’unico corso che mi piacerebbe saper fare in montagna è quello di “selvaticità”, ma solo un camoscio potrebbe autorevolmente tenerlo.

Mi limiterò quindi ad accompagnarvi dove vorrete voi, senza troppo pensare alla corsa alla vetta, alla difficoltà e al piccolo primato personale.

Saliremo in alto per fissare la Vostra esperienza, autentica e personale, non per la preminenza della guida, che sempre di più si tramuterà in un invisibile custode e semplice facilitatore della vostra sperimentazione, conoscenza e saggezza in parete. Forse così in montagna potremo concentrarci unicamente sul nostro prossimo passo, trovando un bilanciamento alla fretta, al rumore e magari a qualche dubbio e difficoltà del quotidiano.

A presto, sulla via dei monti. Michele

Nella foto: mio nonno Isacco con clienti alla corda Molla al Disgrazia (anni ’30 del 900).

04Pannello5

Nuove esplorazioni

venerdì, 25 Marzo 2016

Con l’avvio della stagione dell’arrampicata su roccia e con l’approssimarsi di quella alpinistica estiva, vorrei privilegiare il naturale ed esuberante desiderio di esplorazione verticale insito in ognuno di noi, lasciando a casa le preoccupazioni ansiose per il risultato. Fin dall’asilo l’insegnamento mostra un interesse pressoché esclusivo per l’obiettivo, dalla capacità di allacciarsi le scarpe sino all’ammissione ad università prestigiose…

La tensione continua verso il risultato finisce però per indurre inconsapevolezza persino nell’andar per monti. Per toglierci completamente il dubbio d’essere inadeguati al traguardo, proveremo a percepire pienamente ogni passo verso l’alto e tutto quello che ci sta attorno, concentrandoci, appunto, sul “processo”.

Il nostro orientamento mirerà a obiettivi provvisori, adatti a tutti e soggetti a una revisione continua, dove non esiste l’insuccesso, ma solo una soluzione inefficace. Così forse potremo percepire le mille sfumature e variabili di questi ambienti, che troppe volte ci sfuggono se ci troviamo ossessivamente protesi, con il capo chino e il fiato corto, verso la vetta.

sasso dell'alpe 1 (768x1024)

 

Panorami dalla Cima Fontana 3070m

mercoledì, 30 Dicembre 2015

Questa cima panoramica, marginale e poco battuta è un bell’esempio di territorio di confine che sopravvive incurante della presenza umana. Si raggiunge senza particolari difficoltà tecniche a partire dal lago di Alpe Gera transitando dal mimetico alpeggio dell’Alpe Gembrè. Un po’ di neve autunnale si è conservata sui versanti ombrosi oltre i 3000m, con una crosta irregolare, portante e ghiacciata solo a tratti. Dalla vetta osserviamo verso nord la seraccata imponente del Fellaria e la curiosa fascia di granito chiaro che la separa dal Piz Varuna, costituito da scisti bruni tagliati orizzontalmente da filoni chiari di rocce magmatiche ipoabissali. I “quasi 4000” Zupò e Argent mostrano l’aerea traversata sommitale, contro il cielo si staglia il lungo e avventuroso spigolo Negri alla Sud-est dell’Argent e in lontananza svetta l’elegante piramide scura del Piz Roseg. La montagna autentica resiste alle condizioni meteo decisamente anomale e sorprende il visitatore per la sua eccezionalità.

 

 

Silenzio “ghiacciato” ai Corni di Airale

lunedì, 14 Dicembre 2015

Senza neve né vento il silenzio è decisamente “ghiacciato”, così come i ruscelli e le zone umide attorno al rifugio Bosio alla piana di Airale. Al sole si arrampica piacevolmente senza guanti, su un serpentino compatto e rugoso, a tratti tempestato di neri cristalli sporgenti di magnetite. Saliamo senza percorso obbligato verso il Corno più occidentale, osservati a distanza da un bell’esemplare di camoscio di vedetta. Bastano poche ore di cammino dal fondovalle per trovarsi in uno degli angoli più appartati del gruppo del Disgrazia, tra sterminate pietraie ricche di minerali rari, torrioni e piccoli laghi gelati.

 

 

Dicembre luminoso

lunedì, 7 Dicembre 2015

In alto, lontani dall’aria malata dal cocktail di inquinanti della pianura e dalle tristi strisce di neve programmata, ci sono tante montagne da scalare. L’aria frizzante agevola l’avvicinamento alla Cima Occidentale di Musella (3094m), con poca neve e temperature miti per la stagione la salita è assai divertente. Oltrepassato il confine geologico della Bocchetta delle Forbici, che segna il termine di affioramento della serpentinite, si risale la cresta irregolare fatta di blocchi di gneiss, con residui lembi di neve nei tratti ombrosi segnati dalle impronte della pernice bianca. Poco oltre si supera una sottile fascia di pochi metri di marmi chiari, che più a ovest acquistano spessori assai maggiori a costituire l’intera sommità del Tremoggia (3436m), sino ad afferrare i più solidi appigli di granito delle Cime di Musella.

Esperienze d’inverno

mercoledì, 2 Dicembre 2015

Ammetto d’esser ormai inadeguato a compilare programmi di salite o discese di stagione, soprattutto quando la variabilità climatica impone adattamenti continui, lontani da primizie di neve garantita o patinate proposte d’avventure seriali.

Tralascio quindi l’uso di inutili inglesismi ed evito di infilarmi in fascinazioni collettive più adatte a “prodotti” di tendenza e ricordo ai potenziali compagni di cordata la splendida possibilità d’affrontare la “barriera della fatica” percorrendo la montagna d’inverno. Poco importa se avverrà a piedi, arrampicando su roccia, ghiaccio o scivolando con due legni sotto i piedi.

Nell’immediato, vista l’alta pressione e le insolite miti temperature in quota, non sono da escludere salite alpinistiche normalmente affrontate in estate… Contattatemi per suggerimenti di percorso.

Nella foto: salita invernale al Bernina

01Pannello4

Grandi spazi del Bernina sud

venerdì, 14 Agosto 2015

La crepaccia terminale sopra il plateau di Fellaria è una voragine, ma con qualche acrobazia riusciamo a scavalcarla puntando dritti al colletto che separa il Palù occidentale dal centrale, per poi raggiungere in breve la vetta. La traversata lungo i vasti e selvaggi apparati glaciali del Bernina sud è sempre avventurosa e solitaria, a tratti il percorso si fa labirintico nel dedalo di crepacci che si aprono a “fisarmonica” ad ogni leggero cambio di pendenza. Poi è la volta del Bernina, lungo la cresta ormai ininterrotta di diorite, graffiata dai ramponi nel corso di innumerevoli passaggi..

Disgrazia express

domenica, 9 Agosto 2015

In montagna ragiono a dislivelli, quasi mai penso ai chilometri fatti. Per questo mi ha incuriosito leggere il “contatore” di Andrea che indicava 30260 passi pari a 25,35 Km. E la distanza in andata e ritorno tra Preda Rossa e la sommità del Disgrazia, raggiunta ieri mattina direttamente dal fondovalle con una bella cavalcata notturna, nelle uniche ore che danno un po’ di respiro anche in quota, in questa estate rovente.