Vadret da Tschierva

Ci fermiamo poco sotto la breccia ad oltre tremilaquattrocento metri che prende il nome romancio di prevlusa (pericolosa), stamane le gambe del mio amico e compagno di cordata non girano affatto.  Mancano ancora settecento metri di dislivello per arrivare in cima al Bernina, inclusi i tratti in cresta tecnicamente più impegnativi, resi più difficili dall’aria “sottile” dei quattromila. Decidiamo quindi di scendere, non senza aver approfittato dell’alba magnifica per farci un insolito tour glaciale, lungo l’imponente Vadret da Tschierva, traversando verso la nord dello Scerscen e del Roseg. La “delusione” della ritirata presto scompare, osservando le lame di luce che rasentano la Crastalva al sorgere del sole e i mille particolari che sempre sfuggono nella concitata partenza notturna verso la vetta.

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