Esperienze d’inverno

2 Dicembre 2015

Ammetto d’esser ormai inadeguato a compilare programmi di salite o discese di stagione, soprattutto quando la variabilità climatica impone adattamenti continui, lontani da primizie di neve garantita o patinate proposte d’avventure seriali.

Tralascio quindi l’uso di inutili inglesismi ed evito di infilarmi in fascinazioni collettive più adatte a “prodotti” di tendenza e ricordo ai potenziali compagni di cordata la splendida possibilità d’affrontare la “barriera della fatica” percorrendo la montagna d’inverno. Poco importa se avverrà a piedi, arrampicando su roccia, ghiaccio o scivolando con due legni sotto i piedi.

Nell’immediato, vista l’alta pressione e le insolite miti temperature in quota, non sono da escludere salite alpinistiche normalmente affrontate in estate… Contattatemi per suggerimenti di percorso.

Nella foto: salita invernale al Bernina

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Montagna da piccolo schermo

4 Novembre 2015

Simone Moro nell’intervista d’esordio del nuovo reality ambientato in alta quota sostiene correttamente che la montagna “è l’unico luogo di libertà rimasto”, aggiungendo che è “di tutti e per tutti”, forse dimenticando di ricordare che la montagna però richiede comportamenti e misure specifiche nel rispetto della sua diversità. Mi par assai rischioso, per analogia come percorrere una parete himalayana sotto un seracco pensile, darla in pasto al sottoprodotto della tv, dove si fatica a non vederla ridotta a piccolo scenario di “imprese” umane, troppo umane. Lo stesso Simone sostiene che la trasmissione non “vuole snaturare quel che è la montagna e l’alpinismo” anche se l’agghiacciante trailer del programma pare il preludio di avventure alpestri non propriamente in sintonia con il carattere “alto”, appartato e selvatico delle vette.

A questo punto non ci resta che una buona (?) visione.

Cattura

Un piccolo masso sotto al K2

25 Ottobre 2015

Era un piccolo masso di marmo chiaro, alto pochi metri, posto nel mezzo e trasportato dal ghiacciaio che si estende a settentrione per decine di chilometri dalle pendici del K2. Un luogo speciale, sovrastato da tre chilometri di ghiaccio e di rocce, a partire dalla Sella Savoia, all’incredibile spigolo nord del Chogorì 8611m, sino allo Skyang Kangri 7544m. La grande montagna aveva ricacciato in basso ogni tentativo di scalata sin dai primi metri, troppa neve e troppe bufere per dei piccoli uomini. Rientrando dal campo deposito sotto la parete verso il campo base, questo piccolo parallelepipedo bianco ci attirò come una calamita. Stanchi e frustrati dalle interminabili attese del bel tempo, che mai arrivò, quel piccolo insignificante masso si fece salire e ci rese felici d’esser in uno dei luoghi più formidabili della Terra.

Montagna? Non pervenuta

22 Ottobre 2015

Ho fra le mani una rivista che si dichiara ispirata dalle montagne. Trasuda di primizie, di crisi d’astinenza, di meravigliose foto d’autore.

La reclame è imponente, glamour, patinata e debordante. Report di performance agonistiche si mischiano a gadget hi-tech, collezioni powder, l’immancabile ridondanza del termine “mozzafiato”, interviste a uomini d’acciaio e ripetitive indicazioni in grassetto di distanze e dislivelli mostruosi percorsi. Non mancano i 10 punti di tendenza per l’inverno che verrà: dai tagli abbondanti e colori più vivaci, allo zaino airbag anche per il touring.

E la montagna dov’è?

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Bocchetta e ghiacciaio di Caspoggio nel gruppo del Bernina in una foto primaverile (anni ’30 del secolo scorso).

Desidero consapevolmente essere non sicuro!

2 Ottobre 2015

Rieccoci, con l’affacciarsi dell’inverno riparte la rassicurante campagna ad uso del consumatore. Nulla di male, se non fosse che la ricerca della sicurezza in questi ambiti, spesso dovuta e pretesa ad ogni costo come nei luoghi di lavoro codificati e circoscritti, si scontra con la mutevole, severa o più semplicemente naturale, realtà dell’ambiente.

Un paio di esempi, pescati a caso da internet.

Tralascio ogni commento relativo al testo contradditorio, dove si denuncia l’impatto, ma si auspica una pratica regolamentata purché non impattante(!?), mi soffermo su questa frase: “tale attività vada svolta sempre con il coinvolgimento di guide alpine in grado di valutare la stabilità del manto nevoso e di garantire, di conseguenza, l’esercizio in sicurezza dell’attività sportiva”.

Rendere un’attività sicura significa rimuovere pericoli, dubbi e difficoltà. Parrebbe ovvio come le attività alpinistiche, l’arrampicata e il fuoripista non possono e non debbono essere rese sicure, pena lo snaturamento dell’attività. Resta naturalmente valida e fondamentale l’adozione di idonei comportamenti, inclusi splendidi materiali, per aumentare il grado di “protezione” nello svolgimento di tali attività, ma mai si potrà parlare di sicurezza (che qualcuno si azzarda a definire garantita!). Va da sé che la “messa in protezione” si raggiuge attraverso molteplici aiuti, per attivare la miglior percezione dei pericoli e rischi in montagna che permangono e mai potranno essere eliminati…

 

 

 

 

 

Autunno mellico

27 Settembre 2015

Degno inizio dell’autunno mellico, la miglior stagione per l’arrampicata nella valle di granito, con la salita di Uomini e Topi con la variante Baader (Meinhof) alle poco frequentate Placche dell’Oasi. Qui si trovano le placche di granito più solitarie, intervallate da larici sospesi, con il piacevole rientro attraverso il bosco rado che sovrasta il sentiero dell’Alpe Pioda.

 

Gole dello Scerscen

18 Agosto 2015

Lo stupore di una camminata con meteo incerto, tra pioggia e schiarite, nasce dall’accentuazione dei profumi del bosco, dalle luci inconsuete e dal colore vivido di felci e muschi saturi d’acqua. Se a ciò aggiungiamo un percorso selvaggio come quello delle gole dello Scerscen ecco che ci ritroviamo in un percorso inedito e tutto da scoprire. Da Franscia (1500m) il tracciato si sviluppa in buona parte lungo un esposto saliscendi tra le rocce a picco sulla forra scavata dal torrente Scerscen, che raccoglie le acque di fusione dei ghiacciai del Bernina, attraversa boschi sospesi d’abeti degni della miglior saga dei Troll, popolati di funghi, tane e rane. Qualche passaggio d’arrampicata e un ponticello aereo conducono verso l’antico alveo “morto” del torrente, dove si continua lungo un vero e proprio canyon roccioso ormai colonizzato dalla vegetazione, fino a sbucare sulle radure che preludono alla grande spianata alluvionale di Campascio (1850m), poco sotto l’Alpe Musella (2021m).

Grandi spazi del Bernina sud

14 Agosto 2015

La crepaccia terminale sopra il plateau di Fellaria è una voragine, ma con qualche acrobazia riusciamo a scavalcarla puntando dritti al colletto che separa il Palù occidentale dal centrale, per poi raggiungere in breve la vetta. La traversata lungo i vasti e selvaggi apparati glaciali del Bernina sud è sempre avventurosa e solitaria, a tratti il percorso si fa labirintico nel dedalo di crepacci che si aprono a “fisarmonica” ad ogni leggero cambio di pendenza. Poi è la volta del Bernina, lungo la cresta ormai ininterrotta di diorite, graffiata dai ramponi nel corso di innumerevoli passaggi..

Disgrazia express

9 Agosto 2015

In montagna ragiono a dislivelli, quasi mai penso ai chilometri fatti. Per questo mi ha incuriosito leggere il “contatore” di Andrea che indicava 30260 passi pari a 25,35 Km. E la distanza in andata e ritorno tra Preda Rossa e la sommità del Disgrazia, raggiunta ieri mattina direttamente dal fondovalle con una bella cavalcata notturna, nelle uniche ore che danno un po’ di respiro anche in quota, in questa estate rovente.

Corda Molla al Disgrazia 3678m

1 Agosto 2015

Dal bivacco Oggioni la cresta percorre ondulata una serie di solidi gendarmi di serpentino rosso sino alla “scimitarra”, la cresta nevosa che porta dritta sotto le rocce di vetta!