La selvaticità è lo stato della completa consapevolezza

17 Ottobre 2014

L’aver sollevato l’attenzione con il post precedente mi incoraggia ad indugiare sul tema. “La selvaticità (wildness) è lo stato della completa consapevolezza” scrive Dolores LaChapelle (citando il poeta, taglialegna e ranger del Nord Ovest degli USA Gary Snyder) nel suo libro manifesto “Polvere profonda”, un riferimento irrinunciabile per chi scivola fuoripista e più in generale chi si muove in ambienti naturali dai pericoli non sempre noti e rischi difficilmente valutabili, ma che anche valutati sono riducibili solo in parte attraverso abilità tecniche o attrezzature.

Perché quindi la “selvaticità” non è al primo posto nella lista dei pensieri e propositi della gran parte dei frequentatori della neve d’inverno? Perché non compare nei decaloghi “neve sicura”, pubblicità, safety camp, educational, safety app e tutto il resto? I commenti a volte anche irritati, che mi accusano senza mezzi termini quasi di eresia, evidenziano un prevalente rifugio nella regola, un’intossicazione dalle idee, anziché ampliare lo sguardo al più ampio sviluppo di “consapevolezze” e della “capacità di scelta nell’incertezza”.

E’ il prevalere della dimensione razionale, ma molte volte la scienza non può dare le risposte che la gente chiede. Abbiamo troppa fiducia nella scienza e non so se sia un bene o un male, forse dobbiamo tutti noi imparare a essere più responsabili, ad autoproteggerci. Questo significa attivare prima di ogni cosa il recupero di una identità corporea, del valore dell’ascolto, della relazione con l’ambiente che ci circonda come principio delle cose. Mi pare invece palese che l’attenzione prevalente si indirizza alla “quantità” delle cose, al numero di “run”, ai “gingilli tecnologici” di ultima generazione, alla fascinazione dell’ultimo “teaser hd ski freeride” e all’equipaggiamento suggerito dalla pubblicità. Come fare allora? E tremendamente difficile dare una risposta certa, so solo che è un percorso lungo e faticoso e che comunque non consente di azzerare completamente il rischio residuo.

La neve è un enigma, per cavalcarla bisogna provare a sentirla. Accedere a se stessi prima che alle tecniche, all’abilità motoria, alle tabelle di allenamento permette di riconoscere quale percorso di avvicinamento può legarsi ad ognuno di noi.

E qui i maestri d’alpinismo, inconsciamente assai ricchi nella loro “selvaticità” potrebbero attingere a piene mani, se solo riuscissero, almeno per un poco,  a ridimensionare l’aspetto tecnico-materiale della faccenda…

 

 

Il segreto è creare il bisogno, anche quando non serve

14 Ottobre 2014

Ecco che puntualmente il supermercato della sicurezza dovuta e pretesa ad ogni costo propina al consumatore la soluzione.

Eccellenti gingilli tecnologici di indiscutibile valore intrinseco, che potrebbero trovare qualche applicazione al termine di un lungo percorso di conoscenza, attirano le mosche sul miele, ora illuse d’esser adeguate (e uniformate) alla montagna. Mic

 

Pizzo Badile e le foto perdute

29 Settembre 2014

Nel turbine del “copincolla” capita che le più belle immagini del 2014 finiscano cancellate per sempre. Resta però indelebile nella memoria il ricordo di una salita fuori stagione con il rifugio ormai chiuso, una lussuosa cena all’aperto con simpatici giovani alpinisti, il giaciglio sul pavimento causa “overbooking” del locale invernale e la piacevole scalata in cordata con Andrea, alla sua prima grande parete di granito in una mite giornata d’autunno. Si salva solo un’immagine sfocata del mare di nubi che invade il fondovalle e l’intera pianura come un enorme ghiacciaio antartico, lasciando emergere solo i picchi più alti, dal Monviso al Monte Rosa..Mic

Pizzo Badile 3308m via normale

14 Settembre 2014

Salita di fine estate alla più nota vetta granitica del Masino e della Bregaglia in cordata con Gianni. Due dita di neve portata dalla tormenta notturna ricoprono e ricamano le rocce sommitali. L’arrampicata si fa delicata, ma esalta ancor di più la logica del percorso che fiancheggia la prominente cresta meridionale della parete, quattrocento metri di granito solidissimo che sovrastano la Val Porcellizzo. Mic

 

Pizzo Bernina e giro delle Belleviste: luci inconsuete di un’estate turbolenta.

26 Agosto 2014

Il meteo decisamente bizzarro delle ultime settimane ha stravolto tanti programmi alpinistici che solitamente si affidano all’alta pressione delle Azzorre che pare non esser più protagonista delle estati del Mediterraneo…La mancanza delle consuete giornate di “beau fixe” non ha però impedito di raggiungere la vetta del Bernina, aspra e innevata come non accadeva da decenni, ma con luci ed atmosfere da autentica cartolina! Complimenti ad Emanuele e Francesco per aver affrontato con decisione la cresta sommitale in puro “winter style” ed essersi prestati ad una variante avventurosa del tour delle Belleviste lungo la discesa diretta dai Sassi Rossi. Mic

Un secolo di Corda Molla al Disgrazia

22 Agosto 2014

Le mani di Ignazio dell’Andrino, guida alpina di Valmalenco, parlano da sé. Le immagino afferrare sicure gli appigli rugosi, sulla rossa cresta di serpentino che si diparte dall’alto del bacino glaciale del Ventina e punta dritta alla vetta. Le immagino impugnare con forza la piccozza ad intagliare innumerevoli gradini nel ghiaccio della ripida cresta sottile e sinuosa che conduce ai piedi dell’ultimo risalto roccioso. Mani forgiate dal lavoro e dalla vita in montagna, che hanno condotto con fiuto e maestria in un giorno d’agosto del 1914 l’avvocato Braccio de Ferrari lungo una nuova via in cima al Disgrazia. Una linea di salita perfetta, elegante ed esposta, in bilico sulla vertiginosa nord che si staglia proprio in fronte. Un luogo selvaggio, uno dei pochi rimasti, splendido e feroce, che sopravvive incurante della presenza umana. Questa è la Valmalenco che mi piace, che ci ricorda che la natura, a dispetto delle devastazioni subite, regna ancora sovrana in quest’angolo di montagna, isolata ed elementare, a cui non serve nulla se non il desiderio di percorrerla verso l’alto. Mic

Altre foto storiche consultabili nel pregevole archivo Corti del CAI Valtellinese

Patabang

19 Agosto 2014

“In pochi anni di spericolate imprese furono salite nuove, rivoluzionarie vie d’arrampicata. In caso di caduta da una di esse, un solo rumore si sarebbe potuto udire: Patabang!” recita il trailer dell’omonimo film dedicato ai Sassisti e alla Val di Mello. Ieri in cordata con Marco, appassionato collezionista delle top-vie della Valle, abbiamo percorso le alte placche melliche in completa solitudine, osservando dall’alto il trenino di escursionisti in processione lungo il sentiero di fondovalle. L’aria frizzante, insolita per la stagione e il preventivo “affinamento” del piede sulle sottostanti Placche del giardino, hanno reso la salita piacevole e al solito emozionante! Mic

 

Torrione Porro

19 Agosto 2014

Una grande nuvola a forma di pesce si allunga dall’Engadina sin sulle creste di confine portando con sé la tormenta..A poche centinaia di metri c’è il sole e assieme ad Gianni riusciamo ad infilare, in quest’estate dal meteo turbolento, la piacevole salita su roccia al Torrione Porro percorrendo la classica “Oggioni”. Mic

Montagna monotona con il maltempo?

11 Agosto 2014

Elenco sintetico e parziale di incontri ravvicinati nel corso di una breve e facile escursione di bassa quota con i bimbi: fragoline di bosco, finferli, lamponi, frutti di sambuco, una vecchia pioda sottile recuperata al Giuel (utile per arrostire la salsiccia sul fuoco), vipera aspis e il coloratissimo lepidottero della foto (Tyria jacobaeae, Arctiidae?)…Mic

tyria (1024x768)

 

Edelweiss

7 Agosto 2014

La stella alpina non è tra i miei fiori preferiti di montagna. E’ certamente un fiore raro e famosissimo, che sa però di una certa retorica di lotta con l’alpe, vecchio grasso di scarpone e coro alpino. Ciò nonostante di fronte alla valanga di finta-modernità, d’iniziative “fashion”, di “massaggi shiatzu” alpestri, di “bike park pump truck” d’alta quota, “fly emotion” attraverso le valli e di un’osannata “clientela glamour” delle vette, l’edelweiss ritrova una straordinaria freschezza e modernità, certamente superiore a tutte le illusioni sopra elencate. Nelle rupi del gruppo del Bernina si possono osservare solo a ridosso delle ridotte coperture sedimentarie strizzate entro le rocce cristalline del massiccio, aggrappate sulle pareti di marmi piegati nel corso di milioni di anni..Mic