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Domande

domenica, 22 Maggio 2022

21 maggio, 2400m, esposizione Nord Ovest, calura del solleone….

L’inarrestabile fusione cancella la scarsa neve residua dell’inverno.

La stagione alpinistica in quota non è ancora cominciata, di questo passo terminerà assai presto? Con il rapido passaggio da neve “marcia” a ghiaccio “nero” e detriti?

Forse ci occorrono più lenti per guardare le cose?

Come possiamo continuare ad “abitare” le cime, ma non solo quelle, di fronte a questi stravolgimenti?

Turismo d’avventura?

venerdì, 6 Maggio 2022

Il turismo d’avventura di massa è acido corrosivo? Per l’ambiente e per noi stessi?

Solo nel silenzio, in luoghi appartati, scegliendo mete distanti da quelle abusate per rimpolpare il proprio io supponente, è possibile abbandonare il peso delle abitudini?

Forse è ancora possibile rappresentarsi per quello che siamo, non per il “prodotto” che acquistiamo?

Le orme del branco, meditazione alpestre

sabato, 30 Aprile 2022

Grosse impronte di canide contornano quel che resta dello stambecco. Appena più distante si distribuiscono con una sorta di simmetria e si susseguono allineate, una dopo l’altra, ed è possibile seguirle per diverse decine di metri fino che la neve scompare e lascia posto alle pietraie.

Par proprio che i predatori siano più di uno e prima dell’attacco procedevano in fila indiana.

Lupi! Mai prima d’ora in questi luoghi delle Retiche ho avuto la possibilità di intenderne la voce!

D’incanto la montagna addomesticata, plasmata e sfruttata dagli uomini nel corso dei secoli pare svanire, per un istante scompare l’automatica esclusione e superiorità dell’uomo dal mondo animale.

L’immaginazione prova a ricostruire l’attacco al giovane ungulato da parte del branco, mentre fugge a rotta di collo in discesa tra balze e pietre, fino alla neve, al bordo del canale dove viene azzannato alla trachea, alle zampe posteriori, poi alle anteriori, fino ad atterrarlo…

Una sorta di strategia consapevole, un’imboscata tesa all’individuo isolato, in condizioni svantaggiose, debole o forse malato. Una caccia col favore del vento, un attacco mirato, con minor spreco d’energia possibile, come d’abitudine per il lupo cacciatore.

Forse lupi e preda si sono fissati per qualche istante, in uno scambio di sguardi, in una conversazione prima della fine.

Il nostro odore e il nostro incedere percepito a chilometri di distanza ha quasi certamente interrotto il pasto…

Qui sotto l’articolo completo pubblicato su L’Ordine.

Bellezza

martedì, 19 Aprile 2022

Questa bellezza è qui per tutti, nessuno può portarsi a casa un ghiacciaio.

Vagare tra i seracchi fa parte di quelle attività non solo apparentemente inutili, ma anche assai differenti da quelle orientate ad accumulare cose o collezionare trofei.

Qui la dimensione del vantaggio materiale svanisce, ma cresce la capacità di fare esperienza del mondo, di dotarsi di nuove lenti d’osservazione, di riconsiderare gli elementi naturali dotati di un grande valore intrinseco.

Kill Heidi

venerdì, 18 Febbraio 2022

Tempo fa avevo scarabocchiato i “tipi umani” individuati nella descrizione semiseria contenuta in un piccolo libro dal titolo Kill Heidi di Sergio Reolon.

Un testo illuminante, specie di questi tempi, dove opportunità e speranze del vivere in alto possono deteriorarsi assai in fretta nelle perenna rincorsa di modelli nati al piano.

Per saperne di più leggete l’ampia recensione di Luca Rota, uno che scrive (bene).

Rifiuti, crepacci e domande

mercoledì, 2 Febbraio 2022

Note degli alpinisti: 20 settembre 1975 bivacco Taveggia, quota 2845m presso il Passaggio della Vergine, alla base della cresta est della Punta Kennedy.

“Il vergognoso ed incivile deposito di rifiuti intorno e sotto al bivacco dovrebbe suggerire alle guide della Valmalenco l’opportunità di eseguire una pulizia in tutta la zona prossima al bivacco e quindi dotare il Taveggia di sacchi in polietilene tipo nettezza urbana da adibire alla raccolta e deposito della immondizia e rifiuti. Di quando in quando i sacchi neri pieni di rifiuti andrebbero poi gettati nei sottostanti grandi crepacci”.

“Le guide alpine della Valmalenco non sono degli spazzini”.

Bivacco Taveggia e i crepacci discarica

Le premesse antiecologiche del pensiero che utilizziamo anche oggi, seppur con diverse modalità, non sono forse le stesse di quasi mezzo secolo fa?

Di fronte al degrado evidente e misurabile non rinunciamo ad intervenire tuttora in modo pesante un po’ ovunque?

Allontanare i rifiuti, dai crepacci agli spazi lontani dai nostri occhi o non percepiti, è la soluzione? In un sistema chiuso come la Terra?

Per saper stare al mondo possiamo solo affidarci e sperare in soluzione tecnologiche?

Dove sono i nuovi modi di pensare?

La cultura ecologica sta solo nell’applicazione di qualche comportamento virtuoso o interpretazione tecnicistica?

Note degli alpinisti sul libro conservato al bivacco

Quante cose non siamo in grado di vedere?

domenica, 19 Dicembre 2021

Questa foto scattata in un contesto tutt’altro che naturale, in centro a Milano, pochi giorni fa, racconta quante “cose” nascoste normalmente non siamo in grado di vedere.

Un piccolo indizio che racconta quel che sarà il nostro approccio alla montagna anche per l’anno che verrà, orientato all’ esplorazione, curiosità e ricerca, dove poter sperimentare rischi, imprevisti, errori e scoperte e pure nel tentar di notare quel che non si è mai visto prima..

In fondo è bello accorgersi di non conoscere quel che si pensa di sapere e che l’esplorazione critica apre ovunque, anche in luoghi assai familiari, sterminate ispirazioni e vie di salita.

Continueremo ad allenare soprattutto i “muscoli” percettivi, gli unici in grado di governare la complessità, per  migliorare i nostri sguardi e per far emergere nuove domande utili a svelare nuove connessioni.

Proveremo ancora a perderci, per far spazio all’inaspettato, per imparare a riconoscere ancor più queste montagne e forse un po’anche a curarle.

Sciatore di montagna

lunedì, 15 Novembre 2021

L’epoca degli impianti leggeri e poco impattanti è tramontata da un pezzo. Quest’anno per la prima volta da decenni, eccezion fatta per l’ultima stagione pandemica, è molto probabile che non mi munirò di ski pass.

Farò semplicemente lo sciatore di montagna, e pure il maestro per chi lo vorrà, con risalite supportate dalla sola energia dei propri muscoli, per inseguire la “curva perfetta”, per rubare un titolo al Professor Daidola, che di sci, e non solo, se ne intende.

Sulla montagna bianca le uniche “regole” cui siamo soggetti sono quelle della natura, non quelle scritte da altri uomini. Eppure le recenti norme approvate sulla “sicurezza nelle discipline sportive invernali”, in vigore dal 1 gennaio 2022, contengono nuovi obblighi e sanzioni ed equiparano definitivamente lo sci in pista alla circolazione stradale, allontanandoci ulteriormente dal concetto di autoprotezione e assunzione di responsabilità.

Di questo passo gli spazi per scivolare liberi  (con scelte consapevoli e responsabili) verranno rimpiazzati da luoghi di transito sempre più artificiosi e delimitati da recinti…

Nell’immagine: ri-disegno del celebre Mollino tratto dal suo Introduzione al discesismo – 1950.

Ascoltare la montagna

domenica, 31 Ottobre 2021

Se si sospende l’azione degli altri sensi, i suoni della montagna scavalcano gli ostacoli e si fanno sentire!

Le orecchie sono sempre aperte e possiamo udire giorno e notte e, in un ascolto continuo, continuamente apprendere.

Per intendere i suoni della montagna e allenare la sensibilità acustica esploriamo i acqui cuèrci, infiliamo la testa tra i blocchi della “ganda” glaciale millenaria e restiamo in ascolto….

Sasa dël gaiùm

mercoledì, 27 Ottobre 2021

La parete è assai bella, piacevole iniziazione alle più impegnative salite in quota,  con una magnifica vista sui ghiacciai, il Disgrazia e le montagne attorno. Chiamarlo Torrione pareva però un filo esagerato, d’altronde pure una vecchia guida d’arrampicata lo definiva torrone…

Il nome originario ël Castèl o Sasa dël gaiùm, ritrovato nelle pagine ingiallite dell’inventario dei toponimi locali, non è forse più appropriato?

“Castèl (ël), punta rocciosa, a SO del lago Pirola. E’ pure detto: la sasa dël gaiùm. Ritenuta innominata è stata (erroneamente!) ribattezzata da alpinisti Torrione Porro (e il CAI anziché correggere, ratifica).”

Inventario dei toponimi valtellinesi e valchiavennaschi. A. MASA – G. DE SIMONI (a cura), Comune di Chiesa Valmalenco, Sondrio 1976.

Nelle immagini: la sasa dël gaiùm, il Bajkal della Valmalenco (lago Pirola) e il Patriarca millenario pronto ad affrontare un nuovo inverno.