Archivi per la categoria ‘racconti-articoli-commenti’

Consenso informato

giovedì, 14 Ottobre 2021

Dichiaro/a di essere stato/a informato/a in modo comprensibile ed esauriente rispetto al fatto che:

– andare in montagna significa attraversare spazi densi di pericoli, non sempre noti e con rischi difficilmente valutabili, ma che anche una volta individuati non sono unicamente risolvibili attraverso abilità tecniche e attrezzature;

la consapevolezza che l’imprevedibilità è una condizione ineliminabile di questi ambienti suggerisce che non basta imparare a fare la cosa giusta in ogni circostanza.  Può sempre presentarsi una situazione che, per qualche fattore, anche piccolo, porterà a favorire il verificarsi di una circostanza imprevista;

la guida NON è il garante della sicurezza, ma il gestore del rischio;

l’itinerario può attraversare spazi non coperti da rete cellulare, l’assenza di segnale fa parte dell’esperienza, consapevolmente NON adottiamo sistemi di comunicazione satellitare d’emergenza, ma ci richiamiamo all’ intelligente cautela, al rispetto dei pericoli e pure al prepararsi agli imprevisti.

Il massimo dell’eccezionale? Beni o esperienze?

giovedì, 30 Settembre 2021

Non c’è oggetto o bene di consumo capace di resistere nel tempo.

Il deterioramento, la ruggine, nuove forme e perfezionamenti continui portano inevitabilmente ad abbandonare il vecchio per il nuovo.

Beni a volte assai costosi, ma sempre meno durevoli….

Poche cose durano nel tempo, ad esempio i ricordi di una salita in montagna.

Sono memorie indelebili, in grado d’esser tramandate,  assieme desiderio di tornare a percorrere creste e ghiacciai.

Cieli stellati, nuvole, rocce e imprevisti mantengono il ricordo, forse ancor più della vetta.

Così si conserva una memoria condivisa, fondata su un luogo reale, scandagliato con tutti i nostri sensi nel corso della scalata.

Perché dunque non rinunciare a un bene di consumo costoso e deperibile per qualcosa in grado di durare per sempre?

Pensateci e scrivetemi per un suggerimento di percorso, un regalo prezioso, un’esperienza che non si dimentica più.

Porsi domande

mercoledì, 15 Settembre 2021

Le nostre avventure in montagna sono solo frivolezze? O possono fornire intuizioni di cui possiamo aver bisogno per gestire le avversità del quotidiano?

Scalare è un ottimo fitness “adrenalinico” all’aperto? Oppure può orientare a sviluppare la capacità di prendersi cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiente?

In montagna prendiamo continuamente decisioni in risposta alle possibili conseguenze dovute all’esposizione a luoghi intrisi di pericoli? Con consapevolezza o ci affidiamo al caos e al caso?

La consapevolezza di quel che accade dentro e attorno a noi sta alla base del processo decisionale?

Come facciamo a sapere se facciamo buone scelte anche se la giornata è andata bene? (Ci è andata di “culo” o se siamo stati bravi?)

Siamo sempre in grado di agire ispirati e con grazia o siamo più spesso mossi dall’arroganza basata sull’ego?

Può essere utile comprendere più a fondo le decisioni che prendiamo?

Arrampicata sulla Sentinella della vergine, Valmalenco SO

La consegna del silenzio

giovedì, 2 Settembre 2021

Quando si è in cima, la consegna del silenzio per qualche minuto è d’obbligo.

Anche se si è pochi metri di distanza, uniti ancora dalla corda, ognuno sceglie un posto e un modo che gli piace, si mette in ascolto, osserva ciò che lo circonda, tira il fiato, pensa a nulla o a tutto… forse inizia a chiedersi: cosa ho visto? Cosa ho scoperto? Come è stato?

Con grande piacere vi accompagnerò per vette solitarie, pareti nascoste, sentieri dimenticati, dove saremo quasi certi di trovare tempo e silenzio.

ph Vale

Ghiacciaio di Fellaria e la maledizione di Instagram

venerdì, 20 Agosto 2021

Dopo l’assalto alle “Maldive di Milano”della Val Verzasca, la balneazione permanente e coatta nelle pozze smeraldo della Val di Mello e l’assembramento perenne al lago di Braies, il nuovo Eldorado per i cacciatori di selfie è diventato il ghiacciaio di Fellaria in Valmalenco (SO).

A confronto con la maledizione di Instagram il climate change è solletico per gigante di ghiaccio.

Una processione perenne attraversa convulsa gli alti pascoli e morene per mettersi riva lago, sotto la grotta di ghiaccio, in attesa dei crolli, pronta ad alimentare la sterminata galleria d’esibizioni: selfie, posa sull’iceberg, posa yoga, posa in bici, barboncino in posa, torso nudo, piedi a bagno, corpo a bagno, quattro bracciate, immersione, aperitivi, brindisi, selfie in abito lungo, salto sull’iceberg, selfie con neonato, baci e abbracci…

Per non parlare di esibizioni “musicali” di vario genere che sfruttano il fondale di ghiaccio come mero scenario di assai dubbie emissioni sonore…

Per sensibilizzare i visitatori, informarli dei pericoli ed invitarli ad assumere comportamenti più consapevoli, il Servizio Glaciologico Lombardo ha predisposto dei chiari cartelli informativi lungo il tracciato. Le semplici note dissuasive, che invitano ad esempio a non avvicinarsi alla grotta interessata da continui crolli di ghiaccio, non hanno però ottenuto nessun effetto restrittivo.

Anzi, par di assistere ad una gara a chi colleziona l’immagine più spinta e sensazionale, in un turbine di spettacolarizzazione perenne. Insomma i cartelli sortiscono lo stesso effetto nullo delle etichette deterrenti sui pacchetti di sigarette.

Al pari della foto della trachea bucata o del polmone nero, le informazioni dei cartelli, non solo non solo non riescono a distogliere dal fumo, ma in fondo incoraggiano i fumatori ad accendersi una sigaretta o nel nostro caso a piazzarsi beati sotto i crolli di ghiaccio. Per fortuna ad oggi non sono capitati grossi guai, anche se si registrano diverse chiamate giornaliere al soccorso alpino per piccoli incidenti o smarrimenti…

Prima di arrivare a sconvenienti numeri chiusi, ticket, controlli o, peggio, recinzioni a delimitare il lago, sarebbe assai bello e utile iniziare a riflettere sul l’abusato termine “valorizzazione”.

Valorizzare significa prima di tutto conservare.

Non è possibile conservare spazi e natura così delicati con flussi di questo tipo.

Che fare dunque? Ristabilire ad esempio il semplice ostacolo naturale costituito dal torrente ablatore del Fellaria Ovest eliminando il ponte che lo scavalca.

Ma indietro non si torna! Dirà qualcuno…Pechè no? Perchè non avere il coraggio di ristabilire quel che era sino a pochi anni fa?

Ma è discriminatorio! Diranno altri….E’ naturale rispondo io, e nemmeno estremo, guadare un torrente di montagna richiede solo un minimo di consapevolezza, esperienza e prudenza. Così si ristabilirebbe un equilibrio nella frequentazione nell’ultimo tratto, senza peraltro inficiare la bellezza dell’esperienza del cammino che comunque andrebbe a raggiungere un’area periglaciale di grande fascino (come avveniva in precedenza).

Tutti dappertutto in montagna è un concetto insano.

A me piacerebbe un sacco immergermi negli abissi marini.

Ma non ne sono capace.

Mi accontento di metter la testa sotto il pelo dell’acqua…

photo credit MC

Senza fronzoli

domenica, 8 Agosto 2021

Ascensioni principali nei Gruppi Bernina-Disgrazia-Scalino

Dalle Capanne Marinelli 2813m e Marco e Rosa 3609m
Pizzo Bernina 4050m
Pizzo Roseg 3963m
Traversata Scerscen 3971m Bernina 4050m
Cresta Guzza 3869m
Pizzo Argent 3945m
Pizzo Zupò 3996m
Pizzo Bellavista 3922m
Traversata Argent-Zupò-Bellavista
Giro delle Belleviste
Pizzo Palù 3906m
Pizzo Sella 3511m

Dai Rifugi Bignami 2401m, Carate 2636m
Sasso Moro 3108m
Cime di Musella 3068m
Cima di Caspoggio 3138m
Pizzo Varuna 3453m
Pizzo Palù 3906m

Dal Rifugio Longoni 2417m
Pizzo Tremogge 3442m
Traversata Entova 3331m, Malenco 3438m, Tremogge 3442m
Piz Gluschaint 3594m
Sassa di Fora 3366m

Dai Rifugi Porro 1960m e Ventina 1965m
Monte Disgrazia3678m per Cordamolla
Pizzo Cassandra 3226m
Punta Kennedy 3295m
Punta Kennedy per cresta Est
Pizzo Ventina 3261m
Torrione Porro 2432m
Dalla Capanna Ponti 2559m
Monte Disgrazia 3678m via Normale
Dai Rifugi Zoia 2021m, Cà Runcasc 2170m, Cristina 2087m
Pizzo Scalino 3323m
Dal Rifugio Del Grande Camerini 2580m
Cima Vazzeda 3301m
Traversata Vazzeda Cima di Rosso 3366m
Cima di Valbona 3033m via Gervasutti

Grandi Pareti
Pizzo Bernina cresta Biancograt


w la ferrata

giovedì, 5 Agosto 2021

Corre voce che una nuova ferrata potrebbe solcare le balze di serpentino della “Sassa” sopra i ruderi medievali del castello Malenco in quel di Caspoggio in Valmalenco.

Inutile tentar di convincere i sostenitori delle giostre in montagna a cambiare idea.

Sono talmente convinti che attrezzare una parete con sequenze di cavi e scale possa rappresentare la migliore possibilità per avvicinarsi alla verticalità, che non prendono nemmeno in considerazione il fatto che l’addomesticamento artificiale non può che allontanare dall’esperienza autentica dell’andar per crode.

Inutile far presente il carattere diseducativo, le mille perplessità di carattere ambientale e culturale che nuovi cavi e metalli andrebbero ad introdurre in una zona che fino ad oggi è stata risparmiata da girandole di infissi…

Inconcludente sperare che possa essere valutata la possibilità di comprendere che l’infrastrutturazione della montagna non può che banalizzare l’esperienza, oltre  che invadere i sempre più rari spazi naturali, fisici e mentali, che ci rimangono…

Vano far presente che ogni ulteriore opera di antropizzazione dei luoghi naturali pone sempre di più gravi problemi di manutenzione e responsabilità (vedi la “discesa mozzafiato” sospesa nelle gole dello Scerscen,  attrezzata da pochi anni, pronta per fare il “pieno di turisti” e ora interdetta con cancello DIVIETO DI ACCESSO!).

Non ci resta che tifare per questa nuova, seppur costosa, posa di ferrame in montagna.

Vien da dire che ogni “outdoorista” disposto a farsi un giro di giostra “adrenalinico” passando attraverso il centro di raccolta differenziata di rifiuti che sta alla base delle pareti almeno non ce lo ritroveremo in giro per sentieri e altri luoghi di grazia.

W la ferrata.

Passo di Gembrè 3232m

mercoledì, 4 Agosto 2021

Tempo di pioggia e salta fuori questa vecchia foto, scattata al termine di una salita esplorativa su un raro e assai lontano muro di granito fessurato, nei pressi dal misterioso valico che separa i bacini della Vedretta di Palù dalla Vedretta di Fellaria. Probabilmente il passo doveva essere un tempo più frequentato di quanto lo sia attualmente, dato che la mappa storica (1870) ne riporta la traccia di accesso, forse ricordo vecchie rotte per scavalcare le Alpi antecedenti la piccola era glaciale?

Cotanta irresponsabile leggerezza

lunedì, 2 Agosto 2021

Non trascorre estate senza che un passeggiatore in brache corte e scarp del tennis fotografato sui ghiacciai del Breithorn risvegli l’indignazione collettiva di fronte a cotanta irresponsabile leggerezza, foriera di tragedia, congelamenti e morte.

Sciagurati! La montagna non è una spiaggia, non è ammissibile essere così male equipaggiati! Sono i toni (più morbidi) della reprimenda…

L’immagine diventa presto virale e il tiro al bersaglio contro l’avventato escursionista si moltiplica..

Eppure mai nessuno si spinge oltre lo scafandro mancante.

Mai un suggerimento che mostri un minimo accenno di evoluzione personale e sociale. Cosa pensa il tipo in maglietta, cosa sa, cosa lo spinge, quanto è consapevole del suo comportamento? E se fosse un novello Messner? Un Honnold delle nevi?

Abbiamo talmente forzato ogni spazio di pensiero alla nostra miserabile misura, alimentato l’ignoranza assistita e la deresponsabilizzazione sino a dimenticare ogni relazione con l’ambiente e con noi stessi.

Strumenti, tecnologia, equipaggiamento e controlli sono fondamenti del moderno pensiero dominante dell’andar per monti come al piano.

Che valore ha l’esperienza sulle cime se rinunciamo anche qui al meglio di noi stessi?

“non è dotato di abbigliamento tecnico adeguato”, né “di scarponi, ramponi, casco e corda” fonte CNSAS fb

Giudizi

venerdì, 9 Luglio 2021

Se c’è qualcosa di insopportabile è il giudizio sprezzante da parte di chi ha raggiunto qualche abilità in montagna di fronte agli errori compiuti dai neofiti delle cime.

Se noi cosiddetti “esperti” ricordassimo i nostri giorni di apprendistato infarciti di sbagli di ogni tipo, forse eviteremmo di giudicare chi fa cose stupide, così come accade a chiunque muova i primi passi nei terreni d’avventura.

Imparare dagli errori è indispensabile come la libertà di trovarsi in ambienti difficili.

Sempre che l’avventura non sia un divertimento da consumare o una semplice fuga,  ma un’occasione per comprendere le conseguenze naturali delle nostre azioni, assumendocene la responsabilità.