E’ il titolo della mostra allestita in questi giorni a Chiesa Valmalenco del giovane e già affermato artista Nicola Magrin, profondo conoscitore delle montagne e genti di Valmalenco. Da incompetente totale, non vorrei avventurarmi nel terreno scivoloso dell’arte. Mi limito a cogliere l’eccezionalità di un tratto leggero, essenziale, fonte di suggestioni e sintesi perfetta del tempo e del lavoro degli uomini di montagna. Una fila di Sherpas, ritti nonostante il pesante carico, tra le nevi di un valico himalayano, sono l’immagine esemplare di Nicola che conservo con grande e geloso orgoglio. Mic
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La montagna dentro
martedì, 6 Dicembre 2011Valmalenco – Pirlo e Pramezz
mercoledì, 19 Ottobre 2011Forse non tutti sanno che la ricerca della wilderness non necessariamente deve portarci in luoghi remoti o esotici. L’escursione familiare autunnale ai maggenghi del Pirlo e Pramezz, raggiungibili in un paio d’ore di cammino da Chiesa Valmalenco, ne è l’esempio lampante. Qui troviamo boschi, ampie radure, un piccolo lago, freschi ruscelli e alcune vecchie baite. Uno spuntino cucinato sul fuoco e giochi liberi tra i massi di serpentino rossastro disseminati nei prati sono quel che serve per farci sentire piccoli emuli e discepoli di John Muir e Henry David Tureau! Mic
Odore di roccia
martedì, 4 Ottobre 2011Prima che alla vista la parete si percepisce dall’olfatto. Ogni pietra ha un profumo, che attiva una memoria longeva, indelebile, che dura nel tempo. Si rafforza con la preda umida di rugiada la mattina presto o quando gronda d’acqua dopo un temporale estivo. Inconfondibile è l’odore del granito o, all’opposto, quello del calcare. Nel mezzo una miriade di sfumature, tra rocce metamorfiche, sedimentarie e vulcaniche, ognuna con il suo “marchio” olfattivo. Mic
Val Malenco – Sardegna: alla scorperta del Supramonte
domenica, 24 Luglio 2011Dall’estate prossima, io e la mia amica Lella trasformeremo le nostre vacanze estive in un piacevole business, portando i turisti con un briciolo di senso dell’avventura dalla mollezza delle spiagge sarde alla scoperta dei tesori del Supramonte. Lella, una bionda quarantina con una solida terza (reggiseno) e votata alle PR, si occuperà del reclutamento clienti, mentre il sottoscritto, coadiuvato da Michele, esperta guida sarda, insuperabile nella conoscenza delle erbe aromatiche della macchia mediterranea, si occuperà dell’aspetto tecnico. Con grande senso dello scrupolo Lella ha voluto testare di persona il Supramonte, calandosi con disinvoltura nella bellissima grotta di Eliches Artos. Il giorno successivo ha gagliardamente affrontato, in un clima a dir poco torrido, la lunga discesa di Badde Pentumas, lo straodinario canyon che dalle pendici del monte Corrasi scende fino al piano della nuragica Valle di Lanaitto: un’esperienza riservata ai più puri e duri. Commento di Federico, in arte Friz, dieci anni: “la Lella è stata bravissima, era quasi più brava di me che di queste cose me ne intendo!” I vacanzieri della costa che va da Olbia a S.Teodoro sono avvisati: dall’anno prossimo l’avventura sul Supramonte sarà a portata di mano! Masescu
Slackline – Waterline
sabato, 25 Giugno 2011In attesa di riprendere la via delle vette non c’è nulla di meglio di una passeggiata sull’acqua dello splendido mare di Sardegna. Mic
Parco giochi sull’acqua
giovedì, 19 Maggio 2011Per conquistarsi il turista nella stagione estiva numerose stazioni di montagna si affannano per realizzare faraoniche opere artificiali destinate al divertimento. Ecco quindi che proliferano parchi avventura, giganteschi giochi gonfiabili e piste per miniquad…Per non essere secondi a nessuno e far concorrenza all’acquafan si arriva persino ad ipotizzare la realizzazione di scivoli e giochi d’acqua. Con molta semplicità, leggerezza e soprattutto a costo zero, i moderni strateghi del turismo potrebbero ispirarsi a quanto riportato su una guida alpinistico-turistica della Valmalenco degli anni ’30: “…esistono vari alberghi modesti ma molto ben tenuti, e appartamenti da affittare. Campi da tennis e una piccola spiaggia fluviale servono a completare i divertimenti offerti dalla montagna in numerose gite e ascensioni…”. Forse potrebbero metter un piede nell’acqua, camminare e giocare con i bambini sulle rocce levigate dall’acqua per rendersi conto che abbiamo già tutto quel che ci serve! Mic
Melloblocco con Chris Sharma e Adam Ondra
sabato, 7 Maggio 2011Ancora mi stupisco di come questo appuntamento possa coinvolgere migliaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo. Complice il bel tempo, quest’anno le maglie colorate del “mello” stanno tappezzando i massi e i prati dell’intera vallata nel consueto spirito del raduno fatto di tranquillità e gioco arrampicata. Mic
Faccia alla roccia
sabato, 9 Aprile 2011Sassisti
domenica, 13 Marzo 2011Quando nel 2004 inventammo il Melloblocco, come sottotitolo sulle locandine dell’evento venne scelta la frase: raduno internazionale di sassisti. Allora fu del tutto naturale associare a questa semplice formula – fatta di granito e natura potente, poi rivelatasi vincente – il richiamo ai sassisti. Perché, seppur dopo un quarto di secolo, lo spirito del neonato meeting della Val di Mello ci parve in gran sintonia con l’intuizione “sassista”.
Dare ascolto a quelle giovani generazioni, che cominciavano ad uscire in massa dalle climbing room metropolitane, utilizzando il gioco arrampicata sui massi, ci sembrò un buon motivo per spingere il collegio delle Guide lombarde a supportarne le prime tre edizioni, con la convinzione che ciò potesse costituire una sorta di viatico per attivare un contatto consapevole con la natura e le più alte montagne.
Ormai siamo vicini all’ottava edizione. In questi anni tanti ragazzi si sono avvicinati al bouldering; qualcuno ha iniziato a scalare proprio grazie ai massi, per altri è l’unico terreno di gioco verticale, altri ancora lo miscelano con sapienza alla falesia e alla montagna. Ma tornando al “sottotitolo”, quanti del giovane e colorato popolo del Melloblocco conoscono l’origine e il significato del termine sassista?
Il nome nasce dall’epopea e dalla sua storia del “Nuovo Mattino”, e in particolare all’esperienza di quell’avanguardia rappresentata da un gruppetto di giovani arrampicatori di Sondrio. Nei primi anni ’70 del secolo scorso quei ragazzi (al secolo Popi Miotti, Paolo e Gianpi Masa, Jacopo e Guido Merizzi, Antonio Boscacci, Ermanno Gugiatti, Francesco Boffini, Giovanni Pirana…) cominciarono a inanellare una serie di scalate di prim’ordine nei gruppi Badile e Bernina.
Con gran semplicità, rapidità ed efficacia e non poco spirito di avventura, andarono a ripetere le salite codificate a quel tempo come estreme. Contestualmente, poi, furono i primi a dedicarsi all’arrampicata sulle strutture di fondovalle e sui massi per il puro piacere di farlo, per la ricerca del gesto e anche del contenuto sportivo dell’arrampicata: tutte azioni assolutamente distanti dal verbo alpinistico della “conquista della vetta” in voga in quegli anni.
Tutto ciò, naturalmente, creò non poco scompiglio negli ambienti conservatori del CAI dell’epoca. Così, nel 1976, fu indetta una tavola rotonda dalla sezione Valtellinese del CAI per analizzare queste “inquietanti” derive dell’andar per monti. Fu allora che un alto esponente del Club si rivolse duramente a uno dei giovani nuovi arrampicatori presenti dicendo: “Queste cose che fate non dobbiamo farle passare per alpinismo, questo è sassismo…”.
Da allora, fieramente, i ragazzi di Sondrio si definirono i sassisti. Continuarono le loro incursioni “dissacratorie” passando dai massi, alle pareti selvagge e, curiosamente, pur disponendo di poche informazioni, rivelarono una gran somiglianza con i giovani arrampicatori di altre realtà geografiche molto distanti.
Tra il ’76 e l’ 84 i sassisti esplorarono l’intonso e sterminato parco boulder della Val Masino, salendo le linee più accessibili ed estetiche ma anche alzando l’asticella della scala delle difficoltà. Era un’esperienza del tutto nuova, una piccola grande rivoluzione che contribuì ad aprire la via a tutti i climbers del futuro…
testo: Michele Comi
vedi articolo completo di foto e dida di Popi Miotti
Pagliuzze e travi….
lunedì, 11 Ottobre 2010I nuovi e interessanti luoghi di tutela approvati di recente in vaste zone della Valtellina e non solo (SIC siti di interesse comunitario e ZPS zona di protezione speciale) sono sicuramente un passo avanti per la conservazione dei luoghi alti. Non del tutto convincente è la possibile applicazione di alcuni divieti che potrebbero interessare lo scialpinismo e l’arrampicata. Il basso impatto delle pratiche alpinistiche, paragonato a tutto il resto, non può che rafforzare il detto biblico della pagliuzza e della trave…Mic (servizio RAI 2 al minuto 23’ e 19’’)




















