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Il segreto è creare il bisogno, anche quando non serve

martedì, 14 Ottobre 2014

Ecco che puntualmente il supermercato della sicurezza dovuta e pretesa ad ogni costo propina al consumatore la soluzione.

Eccellenti gingilli tecnologici di indiscutibile valore intrinseco, che potrebbero trovare qualche applicazione al termine di un lungo percorso di conoscenza, attirano le mosche sul miele, ora illuse d’esser adeguate (e uniformate) alla montagna. Mic

 

Un secolo di Corda Molla al Disgrazia

venerdì, 22 Agosto 2014

Le mani di Ignazio dell’Andrino, guida alpina di Valmalenco, parlano da sé. Le immagino afferrare sicure gli appigli rugosi, sulla rossa cresta di serpentino che si diparte dall’alto del bacino glaciale del Ventina e punta dritta alla vetta. Le immagino impugnare con forza la piccozza ad intagliare innumerevoli gradini nel ghiaccio della ripida cresta sottile e sinuosa che conduce ai piedi dell’ultimo risalto roccioso. Mani forgiate dal lavoro e dalla vita in montagna, che hanno condotto con fiuto e maestria in un giorno d’agosto del 1914 l’avvocato Braccio de Ferrari lungo una nuova via in cima al Disgrazia. Una linea di salita perfetta, elegante ed esposta, in bilico sulla vertiginosa nord che si staglia proprio in fronte. Un luogo selvaggio, uno dei pochi rimasti, splendido e feroce, che sopravvive incurante della presenza umana. Questa è la Valmalenco che mi piace, che ci ricorda che la natura, a dispetto delle devastazioni subite, regna ancora sovrana in quest’angolo di montagna, isolata ed elementare, a cui non serve nulla se non il desiderio di percorrerla verso l’alto. Mic

Altre foto storiche consultabili nel pregevole archivo Corti del CAI Valtellinese

Montagna monotona con il maltempo?

lunedì, 11 Agosto 2014

Elenco sintetico e parziale di incontri ravvicinati nel corso di una breve e facile escursione di bassa quota con i bimbi: fragoline di bosco, finferli, lamponi, frutti di sambuco, una vecchia pioda sottile recuperata al Giuel (utile per arrostire la salsiccia sul fuoco), vipera aspis e il coloratissimo lepidottero della foto (Tyria jacobaeae, Arctiidae?)…Mic

tyria (1024x768)

 

Edelweiss

giovedì, 7 Agosto 2014

La stella alpina non è tra i miei fiori preferiti di montagna. E’ certamente un fiore raro e famosissimo, che sa però di una certa retorica di lotta con l’alpe, vecchio grasso di scarpone e coro alpino. Ciò nonostante di fronte alla valanga di finta-modernità, d’iniziative “fashion”, di “massaggi shiatzu” alpestri, di “bike park pump truck” d’alta quota, “fly emotion” attraverso le valli e di un’osannata “clientela glamour” delle vette, l’edelweiss ritrova una straordinaria freschezza e modernità, certamente superiore a tutte le illusioni sopra elencate. Nelle rupi del gruppo del Bernina si possono osservare solo a ridosso delle ridotte coperture sedimentarie strizzate entro le rocce cristalline del massiccio, aggrappate sulle pareti di marmi piegati nel corso di milioni di anni..Mic

Cinquanta sfumature di grigio in Valmalenco

giovedì, 17 Luglio 2014

Non mi riferisco al “polpettone” feuilleton erotico che ha venduto cento milioni di copie in tutto il mondo, né ad un nuovo slogan pubblicitario di alcuni voraci cavatori della Valmalenco che invocano la semplificazione autorizzativa svizzera (assai comoda da mischiare con il fai da te all’italiana, senza esser accompagnata dalla “regola d’arte” che vige in terra elvetica..). E’ un piccolo elogio all’utilizzo meno distruttivo della nobile pietra di Valmalenco, da percorrere a piedi o toccare con mano mentre si stringe un appiglio color grigio-verde cangiante, sovente accostato a nere macchie di magnetite. Una roccia che colpisce per la sua mutevolezza: dal grigio-verde, al grigio perla brillante, per passare al rosso in tutte le sue sfumature, toccando persino il bianco, il giallo e il nero. Mic

 

 

La pineta di Primolo

venerdì, 7 Febbraio 2014

La pineta di Primolo è in realtà un lariceto, ma questo non cambia il suo essere speciale. D’estate è il giardino di questo villaggio, una sorta di Portofino delle Alpi. In inverno ci vanno in pochi, soprattutto nelle giornate di cattivo tempo, ma è forse in queste occasioni che meglio si fa apprezzare. Chi propone turismo spesso cade nell’omologazione e nella rincorsa infinita di proposte patinate, fatte di finzione, dimenticando la semplice efficacia che passa attraverso la conoscenza della diversità che abbiamo davanti a casa.

Valmalenco: la pietra vera da scoprire

martedì, 4 Febbraio 2014

In questi ultimi giorni, i più freddi dell’anno secondo il calendario, piove sin verso i 2000m. Nevi bagnate, pesanti come cemento, sconsigliano qualsiasi uscita con gli sci. Curiosare tra i boschi dimenticati di fondovalle, alla ricerca di rocce da scalare a primavera, è un piacevole diversivo. Ecco allora spuntare nuovi blocchi di gneiss a strapiombo venati di quarzo, sparsi tra gli antichi terrazzi sostenuti da muri a secco, ora invasi dalla vegetazione, oppure incastonati tra quel che rimane di antiche dimore agricole, perfettamente mimetizzate tra le rocce. Mic

L’odore della neve, il respiro degli sci

mercoledì, 18 Dicembre 2013

Bimbi e bouldering d’autunno: a tu per tu con la mantide

domenica, 17 Novembre 2013

Un paio d’alberi di “riscaldamento” son quello che ci vuole per iniziare. Tommaso parte su un grosso ciliegio mentre Isacco si aggrappa deciso al ramo di una quercia nodosa che affonda le radici direttamente entro le fessure della roccia. Siamo a 1250m sul dorso di un promontorio roccioso panoramico che sovrasta Sondrio e la Valmalenco, non lontano dalla splendida contrada fantasma di Marsciana. Le paretine di solido gneiss invitano alla scalata e segnano nettamente il confine tra il solare versante meridionale e il tetro lato nord che cade a picco sopra la valle del Mallero. Lungo lo spigolo una grossa mantide si scalda con l’ultimo sole della stagione, forse allungherà di un poco la sua sopravvivenza in vista dell’approssimarsi dell’inverno. Mic

Sasso di Remenno

domenica, 20 Ottobre 2013

Quando l’esploratore ottocentesco inglese Douglas William Freshfield si affacciò sulla linea di cresta dei pizzi del Ferro, tra Bregaglia e Valtellina,  scorse verso sud nel fondovalle una forma imponente, così grande da scambiarla per una grande costruzione, addirittura un grand’hotel. Invece di un grand’albergo era il Remenno, un masso gigantesco, una sorta di enorme cubo alto una cinquantina di metri, risultato di antiche ciclopiche frane. Il Remenno è ora conosciuto come uno dei più grandi monoliti d’Europa, un vero e proprio monumento naturale che vale una visita, anche per chi arrampicatore non è. Mic