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Solo con l’energia dei propri muscoli

martedì, 8 Dicembre 2015

Anche se si tratta di un video ad uso pubblicitario, il simpatico esperimento non fa che confermare come la fatica evapora di fronte al piacere e coinvolgimento che scaturisce da un’azione bella e stimolante.

Migliaia di strade e impianti di risalita esistenti sparsi ovunque sulle Alpi già costituiscono uno splendido e forse eccessivo aiuto per portarci in quota. Oltre, nei residui spazi dove si respira liberi, il nostro passo verso l’alto è solo musica, certamente migliore di ogni aiuto motorizzato che, messo a confronto con il nostro cammino, non può che risultare fastidioso, dissonante e inutile! (Così come l’elitrasporto dalla cima del Monte Bianco dei protagonisti del mediocre “feuilleton televisivo” andato in onda negli ultimi tempi…).

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Montagna da piccolo schermo

mercoledì, 4 Novembre 2015

Simone Moro nell’intervista d’esordio del nuovo reality ambientato in alta quota sostiene correttamente che la montagna “è l’unico luogo di libertà rimasto”, aggiungendo che è “di tutti e per tutti”, forse dimenticando di ricordare che la montagna però richiede comportamenti e misure specifiche nel rispetto della sua diversità. Mi par assai rischioso, per analogia come percorrere una parete himalayana sotto un seracco pensile, darla in pasto al sottoprodotto della tv, dove si fatica a non vederla ridotta a piccolo scenario di “imprese” umane, troppo umane. Lo stesso Simone sostiene che la trasmissione non “vuole snaturare quel che è la montagna e l’alpinismo” anche se l’agghiacciante trailer del programma pare il preludio di avventure alpestri non propriamente in sintonia con il carattere “alto”, appartato e selvatico delle vette.

A questo punto non ci resta che una buona (?) visione.

Cattura

Un piccolo masso sotto al K2

domenica, 25 Ottobre 2015

Era un piccolo masso di marmo chiaro, alto pochi metri, posto nel mezzo e trasportato dal ghiacciaio che si estende a settentrione per decine di chilometri dalle pendici del K2. Un luogo speciale, sovrastato da tre chilometri di ghiaccio e di rocce, a partire dalla Sella Savoia, all’incredibile spigolo nord del Chogorì 8611m, sino allo Skyang Kangri 7544m. La grande montagna aveva ricacciato in basso ogni tentativo di scalata sin dai primi metri, troppa neve e troppe bufere per dei piccoli uomini. Rientrando dal campo deposito sotto la parete verso il campo base, questo piccolo parallelepipedo bianco ci attirò come una calamita. Stanchi e frustrati dalle interminabili attese del bel tempo, che mai arrivò, quel piccolo insignificante masso si fece salire e ci rese felici d’esser in uno dei luoghi più formidabili della Terra.

Montagna? Non pervenuta

giovedì, 22 Ottobre 2015

Ho fra le mani una rivista che si dichiara ispirata dalle montagne. Trasuda di primizie, di crisi d’astinenza, di meravigliose foto d’autore.

La reclame è imponente, glamour, patinata e debordante. Report di performance agonistiche si mischiano a gadget hi-tech, collezioni powder, l’immancabile ridondanza del termine “mozzafiato”, interviste a uomini d’acciaio e ripetitive indicazioni in grassetto di distanze e dislivelli mostruosi percorsi. Non mancano i 10 punti di tendenza per l’inverno che verrà: dai tagli abbondanti e colori più vivaci, allo zaino airbag anche per il touring.

E la montagna dov’è?

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Bocchetta e ghiacciaio di Caspoggio nel gruppo del Bernina in una foto primaverile (anni ’30 del secolo scorso).

Desidero consapevolmente essere non sicuro!

venerdì, 2 Ottobre 2015

Rieccoci, con l’affacciarsi dell’inverno riparte la rassicurante campagna ad uso del consumatore. Nulla di male, se non fosse che la ricerca della sicurezza in questi ambiti, spesso dovuta e pretesa ad ogni costo come nei luoghi di lavoro codificati e circoscritti, si scontra con la mutevole, severa o più semplicemente naturale, realtà dell’ambiente.

Un paio di esempi, pescati a caso da internet.

Tralascio ogni commento relativo al testo contradditorio, dove si denuncia l’impatto, ma si auspica una pratica regolamentata purché non impattante(!?), mi soffermo su questa frase: “tale attività vada svolta sempre con il coinvolgimento di guide alpine in grado di valutare la stabilità del manto nevoso e di garantire, di conseguenza, l’esercizio in sicurezza dell’attività sportiva”.

Rendere un’attività sicura significa rimuovere pericoli, dubbi e difficoltà. Parrebbe ovvio come le attività alpinistiche, l’arrampicata e il fuoripista non possono e non debbono essere rese sicure, pena lo snaturamento dell’attività. Resta naturalmente valida e fondamentale l’adozione di idonei comportamenti, inclusi splendidi materiali, per aumentare il grado di “protezione” nello svolgimento di tali attività, ma mai si potrà parlare di sicurezza (che qualcuno si azzarda a definire garantita!). Va da sé che la “messa in protezione” si raggiuge attraverso molteplici aiuti, per attivare la miglior percezione dei pericoli e rischi in montagna che permangono e mai potranno essere eliminati…

 

 

 

 

 

Signorina Felicita alla Capanna Marinelli al Bernina

giovedì, 23 Luglio 2015

Felicita, meglio nota come zia Cici, raccontava spesso delle estati trascorsi alla Marinelli ad accogliere alpinisti ed avventori a cavallo tra le due guerre. Cuoca raffinata e lavoratrice instancabile, da ragazza era addetta al trasporto dell’acqua che un tempo era prelevata dalla scaturigine alimentata dalla fusione delle nevi, posta tra le pietraie molto più a valle del rifugio. Acqua che veniva trasportata a spalla, per mezzo del “bagiul”, un arnese di legno con due ganci alle estremità che serviva per portare sulla spalla in perfetto equilibrio due secchi di acqua insieme…

Millevoci alla radio

venerdì, 26 Giugno 2015

26 giugno 2015, partecipazione mattutina alla trasmissione radiofonica Millevoci della radio svizzera italiana con Enrico Martinet (giornalista e scrittore), Fosco Spinedi (climatologo) e Arno Camenisch (scrittore).

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Fresche acque di un torrente alpino

lunedì, 8 Giugno 2015

L’acqua del Mallero è gelida e spumeggiante, alimentata dal potente disgelo delle nevi in quota di questi giorni. Isacco non sembra risentirne e si immerge con naturalezza da orso polare nella grande pozza dai riflessi verdi. Grandi massi perfettamente levigati testimoniano la millenaria azione erosiva dell’acqua, hanno forme curiose come poltrone, scivoli, gronde e prominenze sinuose. Tra le rocce una piccola spiaggia di rena fine diventa il campo base per giocare con i rami contorti dalle forme più strane trasportati dalla corrente, arrampicare tra massi, lanciare ciottoli e godersi insoliti bagni d’acqua e di sole.

Bernina expone

sabato, 6 Giugno 2015

A volte accade che una fresca pubblicazione internazionale dedicata al tour del Bernina, concomitante con l’esposizione universale, suggerisca ai tenutari della scienza turistica che esistono pure alte montagne, uniche e inimitabili, che possono esser presentate al mondo e non serve null’altro, basta percorrerle…

 

Solstizio d’estate

venerdì, 22 Maggio 2015

Le giornate si fanno lunghe e luminose ed è un peccato non approfittarne, fra un mese inizieranno lentamente a riaccorciarsi. Cogliere il piccolo privilegio d’arrampicare o camminare in quota sino a quando il sole scompare a sera inoltrata dietro le creste si tramuta in un’esperienza da ricordare!

Qualche suggerimento di stagione:

-Pizzo Rachele 2998m sperone Est-Nord-Est, la più bella salita su roccia della Valmalenco (con bivacco en plein air per godere del tramonto).

-Pizzo Cassandra 3226 parete Nord, classica ripida su ghiaccio da cogliere prima dell’estate.

Nelle foto: bouldering sugli incredibili massi di serpentino nei pascoli della piana d’Airale nei pressi del rifugio Bosio e cordata sulla nord del Cassandra.