Archivi per la categoria ‘racconti-articoli-commenti’

Valmalenco: un inverno da Apocalipse Now

lunedì, 19 Settembre 2016

Neanche il tempo d’archiviare l’estate che un’overdose di proposte sciistiche invernali elitrasportate invade il web con un fitto calendario in Valmalenco. A questo punto manca solo il tenente colonnello William “Bill” Kilgore, il comandante della “cavalleria dell’aria” di Apocalipse Now e la celeberrima Cavalcata delle Valchirie di Wagner per galvanizzare il morale dei freeriders, svendere ancor di più questi residui brandelli di montagna autentica, affossare ogni pratica turistica consapevole e prenotare la prossima bandiera nera di Legambiente!

Articolo su La Provincia
Heliguides Group:
12.-15.01.2017
26.-29.01.2017
09.-12.02.2017
24.-27.02.2017
02.-05.03.2017
09.-12.03.2017
23.-26.03.2017
Flory Kern
Lombaheli 1: 24.02. – 28.02.2017
Lombaheli 2: 28.02. – 04.03.2017
Lombaheli 3: 03.03. – 08.03.2017
Senza dimenticare gli austriaci di Yellowtravel, che hanno tolto il riferimento esplicito alla Valmalenco, ma non la foto di presentazione..

apoc

Piccole esperienze sul campo, per tentar di decifrare l’enigmatica gestione del rischio in montagna

domenica, 4 Settembre 2016

Nelle ultime settimane ho trascorso tante belle giornate in montagna. Continuo a stupirmi di fronte alla possibilità di calarmi in questo mondo, compenetrarmi nella natura e mettermi in contatto (con i miei compagni di cordata) con un universo che rimane inaccessibile alle normali modalità di conoscenza. Ancora una volta ho visto quanto l’ambiente naturale sia intriso di pericoli, non sempre noti e con rischi difficilmente valutabili, la cui percezione non si può affidare unicamente alle abilità tecniche e alle attrezzature.

Essere coscienti che l’imprevedibilità è una condizione ineliminabile di questi ambienti, forse suggerisce che non basta imparare a fare la manovra giusta, può sempre presentarsi una situazione che, per qualche fattore, anche piccolo, porterà a favorire il verificarsi di una circostanza imprevista. Per questo sono sempre più convinto che accanto all’abilità tecnica sia necessario trovare e sviluppare la propria sensibilità, un proprio equilibrio, per migliorare la consapevolezza e la relazione verso l’ambiente mutevole che ci sta attorno, senza pretesa di certezze s’intende…

Questo vale soprattutto per gli itinerari classici, nei tratti da salire di “conserva”, che non offrono molte possibilità di protezione. Se penso ai primi salitori, armati solo di pesanti corde di canapa, alpenstock e accetta, gli attuali ramponi, picche e corde sono un adeguamento tecnologico più che sufficiente al terreno da affrontare, il resto forse va cercato dentro di noi.

Nella foto: la guida Isacco Dell’Avo avvolge la corda nel sole della sera presso il rifugio Marinelli dopo una salita nel gruppo del Bernina (anni ’40).

isacco marinelli anni 40 (800x600)

Montagna che cura

giovedì, 11 Agosto 2016

Ci sono luoghi che per via della vastità, dell’energia e dell’assoluta differenza da ciò che si trova al piano, esercitano un’azione benefica, forse addirittura capace di curare le nostre parti ferite. Mi piace pensare a questi spazi come un aiuto prezioso per riordinare le nostre ambizioni, riscoprire interessi e trarne giovamento, fisico e interiore. Vasto è l’elenco di “ascensioni terapeutiche”, con escursioni e scalate scelte con cui trattarci bene, dove ogni meta raggiunta con le nostre gambe potrà sorreggere ansie, limare timidezze, ridurre egoismi o più semplicemente aiutarci a pensare.

 

Alba alla Fourcla Prevlusa

martedì, 28 Giugno 2016

Appena la neve in quota si assesterà potremo di nuovo raggiungere la Fourcla Prevlusa 3430 m per poi seguire il filo della Crastalva sino alla vetta del Bernina. Dopo la partenza notturna, questo è il momento in cui sorge il sole e la scalata si fa luminosa ed entusiasmante.  Esser “guida d’esperienze”, non solo esperto di contenuti, è la miglior chiave d’accesso verso l’alto, per facilitare la salita e trasformarla in fonte d’apprendimento dell’intera cordata. Arrampicando ci si vede all’opera e con curiosità si può riflettere su ciò che si è riusciti a fare.

Foto: Giancarlo Crenna

IGM-1925 (800x449)

 

 

 

 

 

Mappe del racconto all’Alpe Ventina

lunedì, 23 Maggio 2016

Con i ragazzi della scuola Steiner-Walford di Latina mettiamo presto da parte la carta topografica, assai precisa e basata sulla geometria della griglia, che celebra la precisione, ma rinuncia al contatto e alla sensazione. Per questo andiamo a sostituirla con la “mappa del racconto”, per lasciar spazio allo stupore.

Questa è una cartografia fatta di persona, fondata su immagini vive, create da una prospettiva personale che si accorda con i ritmi, le caratteristiche dei luoghi e nasce con l’esperienza ed attenzione. Una mappa che prende forma dalle rupi, da larici contorti, ghiacciai e torrenti spumeggianti di primavera, che esalta la relazione con questo mondo e, alla fine, indica la via.

Facilitare l’esperienza, rincorrendo la selvaticità.

sabato, 14 Maggio 2016

Cari amici,

l’unico corso che mi piacerebbe saper fare in montagna è quello di “selvaticità”, ma solo un camoscio potrebbe autorevolmente tenerlo.

Mi limiterò quindi ad accompagnarvi dove vorrete voi, senza troppo pensare alla corsa alla vetta, alla difficoltà e al piccolo primato personale.

Saliremo in alto per fissare la Vostra esperienza, autentica e personale, non per la preminenza della guida, che sempre di più si tramuterà in un invisibile custode e semplice facilitatore della vostra sperimentazione, conoscenza e saggezza in parete. Forse così in montagna potremo concentrarci unicamente sul nostro prossimo passo, trovando un bilanciamento alla fretta, al rumore e magari a qualche dubbio e difficoltà del quotidiano.

A presto, sulla via dei monti. Michele

Nella foto: mio nonno Isacco con clienti alla corda Molla al Disgrazia (anni ’30 del 900).

04Pannello5

Foto d’autore

mercoledì, 27 Aprile 2016

Alpeggio Campascio (Valmalenco) – Baite
Arno Hammacher, data della ripresa 30/06/1976

harno

 

 

 

 

 

Le gracchie del Bernina

lunedì, 25 Aprile 2016

Quando si attende la sera, acquattati fuori, ai piedi della vecchia Capanna Marco e Rosa guardando il tramonto, sempre ci si imbatte nelle le incredibili evoluzioni dei gracchi alpini.

Mentre li osservo, appoggiato alle assi di larice ormai simile a pietra della parete del vecchio rifugio, a picco sopra il ghiacciaio di Scerscen superiore, il pensiero va ad una delle migliori descrizioni di questi acrobati dell’aria che abbia mai letto: “Rieccola, dal nulla. Viene su dal versante svizzero, con un colpo d’ali, aiutata dal refolo di vento leggero che scala la parete. Ci guardiamo, l’immoto pesante sacco di carne ed ossa che faticosamente è giunto fin lì ed il pugno di nere penne che d’un subito può andare e venire in verticale.” (Le gracchie del Bernina – 1956 | Racconto tratto da “C’è sempre per ognuno una Montagna” di Giancarlo Bregani.

Alberto Bregani è un grande fotografo di montagna, specialista del bianco e nero. Tra i progetti futuri ha intenzione di far rivivere il racconti del padre Giancarlo attraverso nuove fotografie, sostituendo le foto di allora e riproponendo il racconto con nuovi scatti lungo le tappe dei luoghi narrati. Buon lavoro Alberto!

L’importante è esagerare

venerdì, 15 Aprile 2016

Nel racconto delle esperienze condotte in montagna (e altrove) dilaga il ricorso all’ uso dei superlativi o degli aggettivi che esprimono estrema gradevolezza e forza, condizioni “fantastiche”, “top”, “super” e “sensazionali” a corredo di esperienze irrinunciabili. Con questo flusso ininterrotto di aggettivi, che quasi forzatamente esprimono il massimo grado di una qualità, vien quasi voglia di un po’ di cielo grigio, neve marcia, roccia bagnata e pure umana debolezza, per trascorrere comunque qualche bella giornata all’aria aperta.

Pizzo Roseg tra le nebbie

roseg (1024x768)
 

 

 

Poster Melloblocco 2016

martedì, 5 Aprile 2016

Altro anno, altro poster. Ad ogni edizione un piccolo fermo immagine di un mondo di granito. Esordio nel 2004 con una classica inquadratura “sassista” di Andrea Gallo, che ritrae uno dei passaggi storici (il nipote di Goldrake) dell’area Remenno affrontato da Marzio Nardi E il Mello va.. Seguono il bianco e nero pulito e muscolare del Malpe con Simone Pedeferri allo Scivolo, l’attimo di concentrazione, l’occhio determinato di Giulia Giammarco e il “volo” di Rudy Colli immortalati da Claudio Piscina. Poi gli equilibri sorprendenti di Christian Brenna all’uscita di un blocco simbolo come “Unità di Produzione”, l’icona del bouldering Mauro Calibani e l’alieno Adam Ondra, ritratti da Giulio Malfer. La dedica a Chloé Graftiaux sulle rocce del Masino di Diego Neonati e la “visione” di Claudio Piscina precedono l’edizione numero dieci, dedicata alla copertina del volume fotografico del decennale. Negli anni a seguire l’acquerello di Kim Sommerschield allarga lo sguardo sino al Precipizio degli Asteroidi che sovrasta la Val di Mello e le formiche di Fabio Vettori raccontano le forme, i luoghi e la vita di una Valle intera. Nel 2016 ritroviamo l’essenza del raduno: il granito e un’impronta di magnesite presto cancellata dalla pioggia (Claudio Piscina).

mano dipinta sul masso1