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Clima che cambia, montagna che cambia

martedì, 11 Ottobre 2016

Venerdì 4 novembre, presso l’aula magna dell’Università degli Studi di Milano, nell’ambito della manifestazione CIME a MILANO, parteciperò alla tavola rotonda-dibattito dal titolo: “Clima che cambia, montagna che cambia”.

Locandina della sessione: cime_sessione_clima_locandina-1

Tema trattato: montagne che cambiano e nuove necessità d’adattamento per gli alpinisti.

Nella foto: le ombre della sera disegnano sul ghiacciaio il profilo della “Corda Molla” al Disgrazia

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Rocce

sabato, 1 Ottobre 2016

La parete ideale non esiste. Ogni roccia diventa interessante, dalla big wall al piccolo masso in giardino, per la sua diversità, perché sta lì da innumerevoli millenni e il solo pensare alla sua origine è motivo di curiosità. Scalare su roccia è un piccolo viaggio, di scoperta e stupore, su ogni parete. Tutti i sensi  sono tesi a percepire gli appigli (non ne esistono due uguali) ognuno modellato nel corso del tempo. Così l’arrampicata si libera dal “grado”, dalla salita forzata, da schemi motori replicati inseguendo nastri colorati incollati sulla roccia e strisce di magnesio che indicano la presa.

Nella foto: imponenti concrezioni carbonatiche ricoprono le pareti che bordano la Shaksgam Valley (Karakorum cinese giugno 2004).

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Abbigliamento e materiali in montagna

martedì, 27 Settembre 2016

Sempre di più abbigliamento tecnico e materiali indicano l’alpinista, anche se probabilmente il giusto materiale non basta mai se le gambe non sono all’altezza.

Nella foto: donne malenche trasportano viveri ai rifugi (anni ’50 del secolo scorso).

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Luci abbacinanti sull’altopiano di Fellaria

domenica, 25 Settembre 2016

Tutte le volte che ho attraversato il vasto deserto bianco del plateau di Fellaria, oltre i 3500 m,  mi sono sempre chiesto quanti metri di neve e di ghiaccio potessero esserci sotto i piedi. Il profilo delle pareti rocciose che bordano questo importante bacino d’accumulo in quota, preziosa riserva d’oro blu, fanno ipotizzare spessori consistenti. Con le indagini condotte dal Servizio Glaciologico Lombardo attraverso l’impiego del georadar presto potremo avere dati più precisi.

Il baratto ineguale dell’heliski

lunedì, 19 Settembre 2016

Ogni giorno nel mondo milioni di escursionisti lasciano le città in cerca di pace, per ritrovare un contatto meno urticante con il mondo in cui vivono e lasciarsi alle spalle il rumore per ritrovare tranquillità.
Il silenzio è merce preziosa, ormai accerchiato da ogni parte, diventa sempre più una rarità e acquista valore commerciale all’interno delle politiche di promozione turistica.
Aziende e agenzie di pubblicità colgono l’utilità della valorizzazione del silenzio dentro una vita quotidiana fatta di rumore.
Il prezzo del silenzio sale ogni giorno e attiva atteggiamenti volti a preservarlo.
Nell’accettare la proliferazione dell’heliski nei luoghi alti e sacrificare la propria riserva di silenzio per scarsi benefici economici, tutti da dimostrare e di brevissimo respiro, montanari, guide ed albergatori si mostrano come i “selvaggi” nativi americani, truffati dal baratto ineguale dei furbi avventurieri sbarcati nel Nuovo mondo, che cominciarono a scambiare con gli “indigeni” oggetti di scarsissimo valore con pregiate pelli di lontra e i propri vestiti rabberciati destinati alla pattumiera con le stupende pelli di castoro faticosamente procurate dagli “indiani”….

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Valmalenco: un inverno da Apocalipse Now

lunedì, 19 Settembre 2016

Neanche il tempo d’archiviare l’estate che un’overdose di proposte sciistiche invernali elitrasportate invade il web con un fitto calendario in Valmalenco. A questo punto manca solo il tenente colonnello William “Bill” Kilgore, il comandante della “cavalleria dell’aria” di Apocalipse Now e la celeberrima Cavalcata delle Valchirie di Wagner per galvanizzare il morale dei freeriders, svendere ancor di più questi residui brandelli di montagna autentica, affossare ogni pratica turistica consapevole e prenotare la prossima bandiera nera di Legambiente!

Articolo su La Provincia
Heliguides Group:
12.-15.01.2017
26.-29.01.2017
09.-12.02.2017
24.-27.02.2017
02.-05.03.2017
09.-12.03.2017
23.-26.03.2017
Flory Kern
Lombaheli 1: 24.02. – 28.02.2017
Lombaheli 2: 28.02. – 04.03.2017
Lombaheli 3: 03.03. – 08.03.2017
Senza dimenticare gli austriaci di Yellowtravel, che hanno tolto il riferimento esplicito alla Valmalenco, ma non la foto di presentazione..

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Piccole esperienze sul campo, per tentar di decifrare l’enigmatica gestione del rischio in montagna

domenica, 4 Settembre 2016

Nelle ultime settimane ho trascorso tante belle giornate in montagna. Continuo a stupirmi di fronte alla possibilità di calarmi in questo mondo, compenetrarmi nella natura e mettermi in contatto (con i miei compagni di cordata) con un universo che rimane inaccessibile alle normali modalità di conoscenza. Ancora una volta ho visto quanto l’ambiente naturale sia intriso di pericoli, non sempre noti e con rischi difficilmente valutabili, la cui percezione non si può affidare unicamente alle abilità tecniche e alle attrezzature.

Essere coscienti che l’imprevedibilità è una condizione ineliminabile di questi ambienti, forse suggerisce che non basta imparare a fare la manovra giusta, può sempre presentarsi una situazione che, per qualche fattore, anche piccolo, porterà a favorire il verificarsi di una circostanza imprevista. Per questo sono sempre più convinto che accanto all’abilità tecnica sia necessario trovare e sviluppare la propria sensibilità, un proprio equilibrio, per migliorare la consapevolezza e la relazione verso l’ambiente mutevole che ci sta attorno, senza pretesa di certezze s’intende…

Questo vale soprattutto per gli itinerari classici, nei tratti da salire di “conserva”, che non offrono molte possibilità di protezione. Se penso ai primi salitori, armati solo di pesanti corde di canapa, alpenstock e accetta, gli attuali ramponi, picche e corde sono un adeguamento tecnologico più che sufficiente al terreno da affrontare, il resto forse va cercato dentro di noi.

Nella foto: la guida Isacco Dell’Avo avvolge la corda nel sole della sera presso il rifugio Marinelli dopo una salita nel gruppo del Bernina (anni ’40).

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Montagna che cura

giovedì, 11 Agosto 2016

Ci sono luoghi che per via della vastità, dell’energia e dell’assoluta differenza da ciò che si trova al piano, esercitano un’azione benefica, forse addirittura capace di curare le nostre parti ferite. Mi piace pensare a questi spazi come un aiuto prezioso per riordinare le nostre ambizioni, riscoprire interessi e trarne giovamento, fisico e interiore. Vasto è l’elenco di “ascensioni terapeutiche”, con escursioni e scalate scelte con cui trattarci bene, dove ogni meta raggiunta con le nostre gambe potrà sorreggere ansie, limare timidezze, ridurre egoismi o più semplicemente aiutarci a pensare.

 

Alba alla Fourcla Prevlusa

martedì, 28 Giugno 2016

Appena la neve in quota si assesterà potremo di nuovo raggiungere la Fourcla Prevlusa 3430 m per poi seguire il filo della Crastalva sino alla vetta del Bernina. Dopo la partenza notturna, questo è il momento in cui sorge il sole e la scalata si fa luminosa ed entusiasmante.  Esser “guida d’esperienze”, non solo esperto di contenuti, è la miglior chiave d’accesso verso l’alto, per facilitare la salita e trasformarla in fonte d’apprendimento dell’intera cordata. Arrampicando ci si vede all’opera e con curiosità si può riflettere su ciò che si è riusciti a fare.

Foto: Giancarlo Crenna

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Mappe del racconto all’Alpe Ventina

lunedì, 23 Maggio 2016

Con i ragazzi della scuola Steiner-Walford di Latina mettiamo presto da parte la carta topografica, assai precisa e basata sulla geometria della griglia, che celebra la precisione, ma rinuncia al contatto e alla sensazione. Per questo andiamo a sostituirla con la “mappa del racconto”, per lasciar spazio allo stupore.

Questa è una cartografia fatta di persona, fondata su immagini vive, create da una prospettiva personale che si accorda con i ritmi, le caratteristiche dei luoghi e nasce con l’esperienza ed attenzione. Una mappa che prende forma dalle rupi, da larici contorti, ghiacciai e torrenti spumeggianti di primavera, che esalta la relazione con questo mondo e, alla fine, indica la via.