Archivi per la categoria ‘alpinismo’

Capanna Marco e Rosa 3609m tra le nubi

martedì, 29 Luglio 2014

La finestra di bel tempo prevista per domenica non arriva o meglio arriva con qualche ora di ritardo.. Nel frattempo in cordata con il tenace Andrea raggiungiamo il più alto tra i rifugi di Lombardia nel bel mezzo di una tormenta. La via ferrata lungo le rocce è ricamata di ghiaccio e l’unica via di salita passa ora lungo l’erto canale di Cresta Guzza. Saliamo in condizioni di whiteout quasi totale affondando nella neve profonda gettata di continuo dal vento, tenendo come rotta di riferimento la linea scura delle rocce che bordano il couloir, confortati dalla conoscenza quasi millimetrica del canale e dall’accoglienza che da lì a breve il Bianco (gestore del rifugio) saprà, al solito, riservarci.

Anche in condizioni così difficili la montagna sa dispensare grandi emozioni, o forse è proprio in questi casi che meglio si percepisce questa natura così potente. Non dimentichiamo però che le uscite in alta quota vanno gestite con estrema attenzione, mentre per le escursioni più in basso un po’ di pioggia non impedisce di certo di portare a termine l’escursione ed apprezzarne aspetti inconsueti, anche con il brutto tempo! Alla faccia dei turisti da salotto meteoropatici scaraventati in montagna, incapaci di accettarne la variabilità climatica e dei folli che intendono denunciare i previsori per eccesso di pessimismo o che accusano il meteo di allontanar i turisti…Mic

Piz Palù

lunedì, 21 Luglio 2014

Durante l’avvicinamento notturno alla grande distesa di ghiaccio della Vadret da Pers già si distingue l’inconfondibile mole dei tre celebri speroni del Piz Palù. Nel lontano 1835 Gian Marchet Colani, cacciatore di camosci e primo salitore della montagna, sarà stato spinto verso la vetta dall’inseguimento di un ignaro ungulato o dalla curiosità di raggiungere il punto culminante dell’allora spaventosa e terrifica montagna? Mic

Piz d’Arlas 3375 m

martedì, 8 Luglio 2014

Superata la stazione d’arrivo della funivia del Diavolezza e le comitive di turisti giapponesi intenti a fotografare le cose più impensabili, in pochi miuti ci si immerge in uno dei più grandiosi scenari d’alta montagna che si possano immaginare. L’immediatezza della progressione sul ghiacciaio unita all’ aria “sottile” rendono le salite al Cambrena e al vicino Piz d’Arlas un’ottima possibilità d’azione, magari in vista di salite più lunghe e impegnative in quota. Mic

Pizzo Cassandra e dintorni

venerdì, 4 Luglio 2014

Il ghiacciaio del Ventina è ancora ricoperto da una spessa coltre di neve primaverile residua. Per un lungo tratto la superficia indurita dal gelo notturno è completamente irregolare e a “buchi” a causa dell’azione di fusione in parte accelerata dagli acquazzoni degli ultimi giorni. Il sole illumina la vetta del Cassandra mentre risaliamo i pendii sempre più ripidi verso la sua parete nord orientale. E’ una giornata di allenamento in vista di future salite. In cordata con Gianni sperimentiamo la progressione su ghiacciaio e terreno ripido innevato per poi passare ad una piacevole arrampicata sulle paretine ben esposte al sole che bordano il ghiacciaio. Nessun alpinista avvistato in zona, a parte un veloce camoscio solitario che in pochi minuti ha raggiunto il passo Cassandra risalendo per intero il ghiacciao! Mic

Alpinismo invernale

mercoledì, 11 Dicembre 2013

Alta pressione stabile e splendide giornate di sole amplificano l’effetto di inversione termica che invade la pianura di nebbia e di smog mentre rende tiepide e luminose le vette. E’ un’occasione speciale per ritagliarsi una salita alpinistica d’inverno. Mic

 

Anteprima d’inverno

domenica, 24 Novembre 2013

La neve arriva oltre il ginocchio, è inconsistente, zuccherosa, sufficientemente leggera da lasciarsi attraversare senza troppa fatica. E’ la prima neve che ricopre il fondo roccioso del Monte Spondascia, proprio dirimpetto alla nota piramide dello Scalino. Spesso il passo affonda sino a grattare il fondo fatto di serpentino a placche e blocchi irregolari, per questo non è possibile calzare gli sci..Poco importa, la salita si trasforma in un curioso viaggio panoramico, che insegue la neve e la traccia migliore, schivando gli accumuli e scrutando con attenzione le forme, per trovare l’appoggio più saldo sulle invisibili rocce sottostanti.

Monte Disgrazia – canalone Schenatti e cresta Ovest nord ovest (via normale)

sabato, 28 Settembre 2013

Grazie al perfetto tempismo dell’amico Giuliano martedì 27 settembre abbiamo centrato una delle migliori salite della stagione, cogliendo la salita al Picco Glorioso in una giornata incredibile. Aria tersa e il cielo blu autunnali, conditi con una coltre di neve recente ben assestata lungo il ghiacciaio e le creste, il gelo notturno che “cementa” alcuni tratti di rocce rotte e una mite temperatura diurna, senza vento. Insomma un mix difficilmente ripetibile! Piacevole come sempre la compagni di Giuliano in parete che, seppur senza dislivelli significativi nelle gambe, ha stretto i denti in salita e dato prova di posseder un passo agile e leggero nei passaggi più tecnici e, cosa non comune, nei tratti esposti in discesa, per cui siamo serenamente rientrati alla Ponti per il pranzo. La giornata si è conclusa con il rientro lungo la valle di Preda Rossa, ormai colorata d’autunno, con un pediluvio rigenerante nell’acqua gelida del torrente che ricama con favolosi meandri la piana terminale. Mic

Monte Disgrazia sulla copertina dell’ultimo Alpine Journal

venerdì, 27 Settembre 2013

Nel lontano 1863 il primo articolo dell’allora nuova e prima rivista di alpinismo al mondo (l’Alpine Journal) riportò il racconto della salita al Disgrazia. Sull’ultimo numero della medesima rivista, del più antico ed autorevole sodalizio alpinistico al mondo (l’Alpine Club britannico), al Picco Glorioso viene ora dedicata l’intera copertina con un dipinto di Kim Sommerschield e un vasto resoconto nelle pagine interne. Mic

alpine journal

AlpineJournal_150Disgrazia

 

 

Pizzo Palù

mercoledì, 25 Settembre 2013

L’Albertone Schiera è ormai un compagno di avventure consolidato, che da qualche anno non manca l’appuntamento con l’arrampicata o con l’alta montagna. E’anche un buongustaio perché sceglie sempre periodi fuori stagione per godersi in solitudine la bellezza dei monti. Abbiamo iniziato sette o otto anni fa con una scalata allo Spigolo Vinci del Cenalo, poi abbiamo colto delle indimenticabili giornate autunno-primaverili in Val di Mello su Kundalini, Luna Nascente, Giardino, Patabang, Self Control……Come capita a chi vive insieme l’esperienza della montagna siamo diventati amici: a lui piace parlare della sua bella e articolata famiglia (a proposito suo figlio Luca è un emergente dell’alpinismo italiano: prima salita alla Torre Egger, spedizione estiva in Pakistan….), alla quale appartiene anche una nonnina veramente anziana, autrice di guanti di lana rossa che, per la loro bellezza, vengono passati da una generazione all’altra. Alberto ha una visione cristiana della vita, però gli piace sentire la versione delle cose dell’Anticristo Masescu. Questa volta ha scelto una bella scampagnata nell’alta quota dei Pizzi Palu’, in una giornata strappata con i denti al meteo, con una affascinante alternanza di caldo e di freddo, di scenari spettacolari e di fitte nebbie, che sono il sale e la bellezza dell’alpinismo. Masescu 347/3205499

Bernina 4050m – Biancograt

lunedì, 23 Settembre 2013

Archiviato il mese di agosto con una bella salita alla “Biancograt del Bernina” in condizioni favolose. Le nevicate dei giorni precedenti avevano steso un bel manto nevoso che ha permesso: di usare il  veloce canale che porta alla “Forcla Prevliusa”, di ammorbidire l’irritante uso dei ramponi sulle parti rocciose, di trasformare in una comoda scalinata,che si poteva fare anche senza ramponi, la ben nota “Crest’Alva”. Morale della favola, poco più di sei ore alla vetta e arrivo in Marco e Rosa alle 11 di mattino per un bell’aperitivo. Compagno di avventura Lorenzo (Laurent), gagliardo quarantino da Ginevra di origini bellunesi, appassionato sciatore alpinista d’alta quota e assiduo frequentatore dei Quattromila dell’Oberland Bernese. L’unico  limite del mio valoroso compagno è stato quello di essere astemio, ciò mi ha costretto a scolare in solitaria l’ottima bottiglia di Valgella del produttore Mottalli, prima di coricarmi nel camerone “Piz Umur” della Capanna Cerva. Sulla via del ritorno, arrivati in fondo alla “Fortezza” verso le tre del pomeriggio, un po’ rallentati dalla gran ressa di cordate, abbiamo optato per la discesa diretta sul Morterasc: è una bella mazzata perché bisogna scendere  lungo una orribile morena spaccagambe, però si evita la fastidiosa risalita al Diavolezza e l’assillo  di perdere l’ultima discesa con la funivia. Allietati dal poderoso suono di due enormi corni svizzeri siamo arrivati  alla stazione del Morteratsch poco prima delle sei di sera, con una tempistica di tutto rispetto. Masescu