Il meteo decisamente bizzarro delle ultime settimane ha stravolto tanti programmi alpinistici che solitamente si affidano all’alta pressione delle Azzorre che pare non esser più protagonista delle estati del Mediterraneo…La mancanza delle consuete giornate di “beau fixe” non ha però impedito di raggiungere la vetta del Bernina, aspra e innevata come non accadeva da decenni, ma con luci ed atmosfere da autentica cartolina! Complimenti ad Emanuele e Francesco per aver affrontato con decisione la cresta sommitale in puro “winter style” ed essersi prestati ad una variante avventurosa del tour delle Belleviste lungo la discesa diretta dai Sassi Rossi. Mic
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Pizzo Bernina e giro delle Belleviste: luci inconsuete di un’estate turbolenta.
martedì, 26 Agosto 2014Jimi Hendrix e caos geologico sulla Cima di Vazzeda 3301m
venerdì, 1 Agosto 2014Una leggera pioggia e il vento a tratti burrascoso da nord rendono l’avvicinamento al rifugio Del Grande Camerini quasi piacevole, non si suda e l’aria profuma di larice e dei mille fiori delle pasture d’alta quota dell’alpe Vazzeda. Il rifugio è appollaiato sopra la Val Sissone, proprio di fronte alla nord del Disgrazia: un luogo incredibile, meglio di un hotel pentastellato. Siamo gli unici ospiti, ben accolti da Giovanna e Stefano, simpatici e gentili gestori volontari che a turno presidiano la capanna. La serata è allietata dai racconti appassionati di Stefano, testimone oculare delle performance musicali di Jimi Hendrix al Piper di Milano nella sua unica esibizione italiana del ’68 e dei leggendari raduni “Re Nudo Pop Festival” di woostockiana memoria dei primi anni settanta al Parco Lambro…Il giorno successivo all’alba puntiamo verso la nord-est del Vazzeda, per un’incursione d’autentica archeologia alpina su una parete pochissimo percorsa dove regna un vero e proprio caos geologico, un album petrografico a cielo aperto difficilmente eguagliabile. Scisti scuri, graniti a fenocristalli chiari e marmi dolomitici si alternano ad ogni metro, tagliati da sciami di filoni aplitici e metasomatici. Questa gran varietà litologica nasconde però una certa fragilità della roccia, che tradotto in termini alpinistici significa “marcio” assicurato! E’ un terreno assolutamente demodé, privo di difficoltà tecniche se confrontato con gli standard odierni, ma che richiede delicatezza e gran fiuto nello scovare la linea migliore. Il nostro girovagare avventuroso tra paretine, cengie detritiche e filoni si arresta sotto la bianca torre sommitale, meglio conservare attenzione ed energie per individuare la via del rientro verso il più solido sperone sud est, via comune alla montagna..Alla fine, non senza qualche acrobazia, scavalchiamo la crepa terminale e rimettiamo i piedi sull’ampio ghiacciaio sottostante detto Platté di Vazzeda…Mic
Capanna Marco e Rosa 3609m tra le nubi
martedì, 29 Luglio 2014La finestra di bel tempo prevista per domenica non arriva o meglio arriva con qualche ora di ritardo.. Nel frattempo in cordata con il tenace Andrea raggiungiamo il più alto tra i rifugi di Lombardia nel bel mezzo di una tormenta. La via ferrata lungo le rocce è ricamata di ghiaccio e l’unica via di salita passa ora lungo l’erto canale di Cresta Guzza. Saliamo in condizioni di whiteout quasi totale affondando nella neve profonda gettata di continuo dal vento, tenendo come rotta di riferimento la linea scura delle rocce che bordano il couloir, confortati dalla conoscenza quasi millimetrica del canale e dall’accoglienza che da lì a breve il Bianco (gestore del rifugio) saprà, al solito, riservarci.
Anche in condizioni così difficili la montagna sa dispensare grandi emozioni, o forse è proprio in questi casi che meglio si percepisce questa natura così potente. Non dimentichiamo però che le uscite in alta quota vanno gestite con estrema attenzione, mentre per le escursioni più in basso un po’ di pioggia non impedisce di certo di portare a termine l’escursione ed apprezzarne aspetti inconsueti, anche con il brutto tempo! Alla faccia dei turisti da salotto meteoropatici scaraventati in montagna, incapaci di accettarne la variabilità climatica e dei folli che intendono denunciare i previsori per eccesso di pessimismo o che accusano il meteo di allontanar i turisti…Mic
Piz Palù
lunedì, 21 Luglio 2014Durante l’avvicinamento notturno alla grande distesa di ghiaccio della Vadret da Pers già si distingue l’inconfondibile mole dei tre celebri speroni del Piz Palù. Nel lontano 1835 Gian Marchet Colani, cacciatore di camosci e primo salitore della montagna, sarà stato spinto verso la vetta dall’inseguimento di un ignaro ungulato o dalla curiosità di raggiungere il punto culminante dell’allora spaventosa e terrifica montagna? Mic
Piz d’Arlas 3375 m
martedì, 8 Luglio 2014Superata la stazione d’arrivo della funivia del Diavolezza e le comitive di turisti giapponesi intenti a fotografare le cose più impensabili, in pochi miuti ci si immerge in uno dei più grandiosi scenari d’alta montagna che si possano immaginare. L’immediatezza della progressione sul ghiacciaio unita all’ aria “sottile” rendono le salite al Cambrena e al vicino Piz d’Arlas un’ottima possibilità d’azione, magari in vista di salite più lunghe e impegnative in quota. Mic
Pizzo Cassandra e dintorni
venerdì, 4 Luglio 2014Il ghiacciaio del Ventina è ancora ricoperto da una spessa coltre di neve primaverile residua. Per un lungo tratto la superficia indurita dal gelo notturno è completamente irregolare e a “buchi” a causa dell’azione di fusione in parte accelerata dagli acquazzoni degli ultimi giorni. Il sole illumina la vetta del Cassandra mentre risaliamo i pendii sempre più ripidi verso la sua parete nord orientale. E’ una giornata di allenamento in vista di future salite. In cordata con Gianni sperimentiamo la progressione su ghiacciaio e terreno ripido innevato per poi passare ad una piacevole arrampicata sulle paretine ben esposte al sole che bordano il ghiacciaio. Nessun alpinista avvistato in zona, a parte un veloce camoscio solitario che in pochi minuti ha raggiunto il passo Cassandra risalendo per intero il ghiacciao! Mic
Alpinismo invernale
mercoledì, 11 Dicembre 2013Alta pressione stabile e splendide giornate di sole amplificano l’effetto di inversione termica che invade la pianura di nebbia e di smog mentre rende tiepide e luminose le vette. E’ un’occasione speciale per ritagliarsi una salita alpinistica d’inverno. Mic
Anteprima d’inverno
domenica, 24 Novembre 2013La neve arriva oltre il ginocchio, è inconsistente, zuccherosa, sufficientemente leggera da lasciarsi attraversare senza troppa fatica. E’ la prima neve che ricopre il fondo roccioso del Monte Spondascia, proprio dirimpetto alla nota piramide dello Scalino. Spesso il passo affonda sino a grattare il fondo fatto di serpentino a placche e blocchi irregolari, per questo non è possibile calzare gli sci..Poco importa, la salita si trasforma in un curioso viaggio panoramico, che insegue la neve e la traccia migliore, schivando gli accumuli e scrutando con attenzione le forme, per trovare l’appoggio più saldo sulle invisibili rocce sottostanti.
Monte Disgrazia – canalone Schenatti e cresta Ovest nord ovest (via normale)
sabato, 28 Settembre 2013Grazie al perfetto tempismo dell’amico Giuliano martedì 27 settembre abbiamo centrato una delle migliori salite della stagione, cogliendo la salita al Picco Glorioso in una giornata incredibile. Aria tersa e il cielo blu autunnali, conditi con una coltre di neve recente ben assestata lungo il ghiacciaio e le creste, il gelo notturno che “cementa” alcuni tratti di rocce rotte e una mite temperatura diurna, senza vento. Insomma un mix difficilmente ripetibile! Piacevole come sempre la compagni di Giuliano in parete che, seppur senza dislivelli significativi nelle gambe, ha stretto i denti in salita e dato prova di posseder un passo agile e leggero nei passaggi più tecnici e, cosa non comune, nei tratti esposti in discesa, per cui siamo serenamente rientrati alla Ponti per il pranzo. La giornata si è conclusa con il rientro lungo la valle di Preda Rossa, ormai colorata d’autunno, con un pediluvio rigenerante nell’acqua gelida del torrente che ricama con favolosi meandri la piana terminale. Mic
Monte Disgrazia sulla copertina dell’ultimo Alpine Journal
venerdì, 27 Settembre 2013Nel lontano 1863 il primo articolo dell’allora nuova e prima rivista di alpinismo al mondo (l’Alpine Journal) riportò il racconto della salita al Disgrazia. Sull’ultimo numero della medesima rivista, del più antico ed autorevole sodalizio alpinistico al mondo (l’Alpine Club britannico), al Picco Glorioso viene ora dedicata l’intera copertina con un dipinto di Kim Sommerschield e un vasto resoconto nelle pagine interne. Mic









































