Tutti cerchiamo il sole, la splendida foto di vetta da postare. Amiamo la neve abbacinante, detestiamo la pioggia.
La nebbia no, la nebbia non se la fila nessuno, soprattutto in montagna.
Eppure la nebbia è uno strano calore.
Il mancato rigelo notturno che rende estenuante da subito la marcia lungo il ghiacciaio è dovuto alla nebbia.
Attraversare lo Scerscen superiore nella nebbia è un piccolo bagno d’umiltà. Muoversi dentro un muro di niente, sfidando una coltre spessa quanto inesistente ci riporta con i piedi per terra.

Nella nebbia non si può anticipare nulla: centrare il valico nei pressi del bivacco Parravicini, il passo Sella e l’imbocco del ripido canale che si stacca da la Vadret da Sella si trasforma in un esercizio continuo dei sensi.
Raggiungiamo 3600m, il muro bianco persiste e la cresta sommitale non si distingue dal cielo, è tempo di rientrare.






































