Archive del 2020

Vallone di Scerscen: scalate di ampio respiro

domenica, 20 Settembre 2020

Davanti il Bernina.

Sotto il vallone, scavato nel corso dei millenni dalle acque di fusione dei ghiacciai.

C’è odore di nebbia, che sale sospinta da una brezza ancora estiva. Si alterna a quello di erba secca, foglie di rododendro e di ginepro.

Un bel viaggio tra pilastri, canali, diedri, cenge, strapiombi, placche, fessure…

(Sasso Nero, versante Est, via “Nives” apritori Augusto Rossi e compagni 2017, 11 lunghezze 6b)

Pizzo Cengalo 3369m passando per lo spigolo Vinci

lunedì, 14 Settembre 2020

Ogni cosa arriva mentre si sale, nulla è predeterminato. Ci sorprendono i primi raggi che illuminano il pilastro arancione sommitale, la diversa temperatura degli appigli a cavallo dello spigolo, il granito perfetto della “schiena di mulo”, le piccole protuberanze di anfibolite lungo il “diedro nero”.

Al termine delle difficoltà, raggiunta la Punta Angela, non terminano le sorprese. Forse il bello inizia proprio da qui.

Nuova geografia del disgelo

lunedì, 31 Agosto 2020

Nevicate abbondanti di primavera e fresche temperature d’inizio d’estate hanno per un po’ mascherato l’inarrestabile disgregazione degli apparati glaciali.

A fine agosto una nuova geografia del disgelo è ormai sorprendente realtà.

Possiamo decretare la scomparsa della Nord del Disgrazia, intesa come salita su ghiaccio.

E’ una montagna che cambia pelle, sempre più povera di ghiaccio e instabile, da interpretare e salire in modo diverso dal passato.

Foto di Laura Cirillo che ringrazio per la gentile concessione.

Geo Alpinismo: Pizzo Tremoggia 3441m – cresta SW via Klucker

sabato, 22 Agosto 2020

Iniziamo la discesa calpestando i marmi chiari della vetta, davanti a noi quarzoscisti scuri disegnano la sagoma slanciata del Pizzo Malenco.

L’estesa muraglia di micascisti e gneiss che si estende tra il Piz Glüschaint e il Piz Sella separa il ghiacciai di Scerscen inferiore e superiore, in lontananza la diorite del Roseg e del Bernina raggiunge le quote più alte del massiccio.

Com’è possibile ritrovare in cima alle montagne depositi marini di origine carbonatica e silicea? Quali forze colossali hanno sollevato queste rocce e tuttora continuano a muoverle? Questi movimenti sfuggono alla nostra percezione a causa della brevità infinitesimale della nostra esistenza.

Percorrere la selvaggia cresta Sud Ovest del Piz Tremoggia aiuta a trovare qualche risposta, a toccare con mano e scoprire un grande libro di pietra.

Assieme alla traversata Cima di Vazzeda-Cima di Rosso, questa salita rappresenta un album petrografico di rara bellezza, da conoscere arrampicando, dove afferriamo gneiss, micascisti, quarzoscisti, calcescisti, marmi dolomitici…

Entrambi le salite furono affrontate per la prima volta a fine ‘800 da Christian Klucker, l’audace e sensibile guida alpina nativo della Val di Fex, che osserviamo dall’alto lungo l’intera salita.

Vuoi unire alpinismo e scoperta dei misteri della Terra? Assieme possiamo interpretare le forme della montagna durante la scalata. E’ la migliore occasione per cogliere la varietà degli elementi geologici (rocce, minerali, fossili) le loro relazioni e le proprietà che li caratterizzano, le infinite connessioni con gli organismi viventi, la presenza umana e il patrimonio culturale di ogni vallata…Contattami per saperne di più.

Geo Turismo & Geo Alpinismo

martedì, 18 Agosto 2020

Per visitare luoghi autenticamente selvaggi, sconfinati ed isolati, incuranti della presenza umana.

Per scoprire le meraviglie geologiche nel luogo in cui si trovano e la particolare combinazione che si crea tra risorse naturali e umane che rendono il luogo unico e irripetibile.

Per afferrare rocce nate dal fuoco o dal mare.

Per unire alpinismo e conoscenza della Terra.

Selezione di salite scelte: Passo Vazzeda e Cima di Valbona, Cima di Vazzeda, antiche cave di pietra ollare (“preda soprafina”) in Val Giumellino, Pizzo Tremoggia, traversata Passo Tremoggia, Forcola Fex-Scerscen, ex Rifugio Scerscen.

Riserva di silenzio

mercoledì, 12 Agosto 2020

Le faticose vie di accesso (da sud) alle cime del Bernina conducono ad autentiche riserve di silenzio, solitudine e ampi spazi.

Se eliminassimo la scocciatura della partenza notturna, le lunghe ore di cammino, la schiena sudata e il dedalo di crepacci da decifrare al chiarore della frontale…proveremmo lo stesso stupore al sorgere del sole?

Libro del rifugio e social network

venerdì, 31 Luglio 2020

Il libro del rifugio di un tempo era una sorta di social network ante litteram, in grado di costruire piccole reti che muovevano spiriti e persone, capaci di creare un comune sentire, al quale molti alpinisti non si sono sottratti…

Non erano infrequenti banalità e retorica di regime, ma alcuni passaggi sono davvero interessanti, non solo tra le relazioni alpinistiche e resoconti di salita, ma anche attraverso testimonianze di vita reale, come queste pregevoli note grafiche rintracciate sul libro del rifugio Porro all’Alpe Ventina datate 14 aprile 1940 di un giovane, sciatore ed alpinista. Quale sarà stato il suo destino, tre mesi dopo, con l’entrata in guerra dell’Italia?

Montagne o trofei?

mercoledì, 29 Luglio 2020

Che si tratti di portare a casa una vetta, una raccolta di porcini, una fotografia, la logica del trofeo quasi sempre condiziona il nostro muoversi in montagna. Una sorta di prelevamento immediato, in grado di darci sollievo e soddisfazione.

Può esistere una via alternativa meno scontata e superficiale? Saper guardare, imporsi dei limiti, ma anche ricercare nuovi percorsi e significati?

Esplorare le rocce lungo la via abbandonata da decenni che conduce al rifugo più alto di Lombardia (3609m) ha un diverso valore rispetto al raggiungimento della vetta del Bernina districandosi tra le cordate?

Inseguire ed osservare i ciuffi di ranuncoli che per poche settimane fioriscono in luoghi tanto impervi da concedersi in visione soltanto a pochi è forse meno interessante rispetto al selfie sulla cima? Questi fiori aggrappati alle rocce a grandi altezze non rappresentano un’immagine di bellezza, qualcosa di irreale nell’atmosfera un po’ rarefatta delle altitudini?

Cresta Güzza o Crast’Agüzza 3869m

giovedì, 23 Luglio 2020

Pochi prestano caso all’ombra proiettata sul ghiacciaio di Scerscen Superiore al sorgere del sole. E’ la sagoma inconfondibile della montagna più ariosa e panoramica del Gruppo del Bernina.

La sua salita è un’immersione nell’aria e nella luce.

Ottocento metri di vuoto ci separano dalla distesa bianca sottostante, ricamata dalle morene mediane che si allungano parallele verso sud.

Davanti a noi tutti i giganti delle Retiche: lo scivolo della Nord del Roseg, la grande muraglia trapezoidale di diorite dello Scerscen, percorsa da tre rampe sovrapposte inclinate verso Est, il Bernina e la sua spalla nevosa incisa delle processioni di alpinisti diretti alla vetta, la lucente sella nevosa che collega Zupò e Argent…

Punta Biella o Cima Centrale di Musella 3088m

venerdì, 17 Luglio 2020

Ai giovani aspiranti scalatori occorrono immediatezza e montagne luminose. Le poco note Cime di Musella nascondono un piccolo concentrato d’alpinismo non distante dal rifugio.

Non a caso queste piccole ma interessanti vette furono la “palestra” ideale della “Scuola di Ghiaccio e Roccia” con base al Rifugio Marinelli negli anni ’30 del secolo scorso, dove le Guide del Bernina dispensavano lezioni pratiche di: “marcia senza ramponi su pendii ghiacciati e taglio di gradini, marcia in cordata su ghiacciai, crestini e mezzi moderni di assicurazione, ascensio­ni di ghiaccio, ascensioni miste….”.