Forse non tutti sanno che la ricerca della wilderness non necessariamente deve portarci in luoghi remoti o esotici. L’escursione familiare autunnale ai maggenghi del Pirlo e Pramezz, raggiungibili in un paio d’ore di cammino da Chiesa Valmalenco, ne è l’esempio lampante. Qui troviamo boschi, ampie radure, un piccolo lago, freschi ruscelli e alcune vecchie baite. Uno spuntino cucinato sul fuoco e giochi liberi tra i massi di serpentino rossastro disseminati nei prati sono quel che serve per farci sentire piccoli emuli e discepoli di John Muir e Henry David Tureau! Mic
Mentre dai freddi siderali dell’Artico giungevano le correnti polari che avrebbero posto fine a questa estate piacevolmente prolungata, ricompariva in Val di Mello Elena, la vera Ragazza del West, prototipo della donna che riesce sempre a risolvere le situazioni più dure, nelle quali, con un rametto di follia si infila spesso con grande predisposizione. Dopo la brillante salita di Cochise terminata con una veloce uscita per Kundalini, con una vera e propria sculacciata morale alle cordate concorrenti, il passo successivo non poteva essere che Luna Nascente che, non mi stancherò mai di dirlo, é una delle vie più belle del mondo. Con potenti bracciate, manco dovesse attraversare il Lago di Como a nuoto, Elena ha avuto la meglio delle splendide fessure che incidono il bordo levantino dello Scoglio della Metamorfosi, con una arrampicata veloce ed energica. Complimenti ad Elena e alla sua generosa sorella, la splendida Tizzi che, finanziando l’infame Masescu, le ha fatto un bellissimo regalo di compleanno. Masescu
Estate dalla coda lunghissima, che si è protratta con giornate eccezionali fino all’inizio di ottobre. Val di Mello nel massimo splendore con le sue grandi classiche in “overbooking” durante i week-end. E allora come si fa ad arrampicare evitando le snervanti code sulle vie che irritano a dismisura l’irascibile Masescu ?!? Semplice: si va su Patabang, una classica dei tempi d’oro, che sale su ripide placche lavorate come un mare di granito pietrificato. Per arrivarci bisogna salire le Placche del Giardino, infilarsi in un bel canale alberato ricco di funghi ed attaccare la via nei pressi di un acero appoggiato alla roccia. Sabato 2 ottobre in compagnia dell’Esimio Dott.Clara (Sandrino per le donne) e della Bellissima Laura, abbiamo salito questo piccolo grande gioiello di 150 metri, con nessun chiodo di protezione nei due lunghi tiri di 75 metri l’uno, fatto quest’ ultimo, che rende la via pochissimo frequentata. Tolto il golfino che la proteggeva dall’aria frizzante del mattino, Laura ha “lucidato gli ottoni” esibendo il suo trionfale decoltè degno di essere conservato al Museo Internazionale dei Pesi e delle Misure, assistita amorevolmente da Sandrino, l’unico scalatore non professionista a vantare ben due salite di questa via dal tracciato perfetto. Ma non è tutto: tre giorni prima, in un luminoso giorno infrasettimanale, quell’ impenitente edonista di Sandrino si era portato a casa Kundalini, assaporando il gusto di una Val di Mello tutta a sua disposizione e rivelandosi, tra l’altro, un fessuriano di talento. Masescu Chi vuole arrampicare con me può telefonarmi senza indugio al 347/3205499
Prima che alla vista la parete si percepisce dall’olfatto. Ogni pietra ha un profumo, che attiva una memoria longeva, indelebile, che dura nel tempo. Si rafforza con la preda umida di rugiada la mattina presto o quando gronda d’acqua dopo un temporale estivo. Inconfondibile è l’odore del granito o, all’opposto, quello del calcare. Nel mezzo una miriade di sfumature, tra rocce metamorfiche, sedimentarie e vulcaniche, ognuna con il suo “marchio” olfattivo. Mic
Continua a soffiare il piacevole venticello femminile su questa stagione che sta per finire (rima!). Camilla è il prototipo della bellezza scandinava: alta, bionda, sportiva, tutte le Guide Alpine farebbero la corsa pur di accompagnarla in cima a qualsiasi montagna. Grande sciatrice, amante della corsa e sollevatrice di pesi, è costantemente nella splendida forma che le ha permesso di raggiungere, in due limpide giornate di metà settembre, le vette dei Pizzi Palù e Bernina. Stimolata dai mitici e un po’ terrifici racconti di suo marito Paolo, che ha scalato il Pizzo Bernina lo scorso anno con l’amico Giuseppe, zitta zitta Camilla ha voluto dimostrare che anche il gentil sesso ha le carte in regola per le avventure più impegnative. Veloce, silenziosa e commovente nell’eseguire all’istante ogni suggerimento dell’ortica Masescu, questo bel fiorellino svedese è entrata nel magico mondo dell’alta quota con la tranquillità e lo stile di una veterana, pur essendo alla sua primissima esperienza alpina. Infine, l’enorme emozione che ha provato sulla vetta del Bernina é riuscita a scalfire, per un attimo, anche il cuore cinico e rude dell’infame Masescu. Bellezza, sensibilità, “fluent english” e perfetta conoscenza della lingua italiana (idiomi lombardi compresi), hanno rappresentato una bellissima e piacevole compagnia per la chiusura della stagione in alta quota. Masescu Chi vuole arrampicare con me non tergiversi, chiami al 347/3205499
Salita di fine estate al Bernina in cordata con Roberto, giovane alpinista pavese ben preparato. Questa volta siamo saliti direttamente alla Marco e Rosa dal fondovalle: una lunga cavalcata di sette ore. Una volta lassù, al tramonto, vi consiglio una visita alla vecchia e minuscola Capanna appollaiata sul bordo delle rocce. Costruita ormai 100 anni fa è ancora ben solida, con le nere travature in larice indurite come la pietra dall’aria rarefatta dei 4000. Al suo interno, dalla piccola finestra in legno, lo sguardo spazia senza confini verso sud ovest a precipizio sul sottostante ghiacciaio di Scerscen superiore. Mic
Ogni momento trascorso in alta montagna merita di essere ricordato. Ripercorrere con la mente gli spazi aperti, la pietra e il ghiaccio è un toccasana dello spirito, specie dopo una salita come quella di sabato in cordata con il formidabile Arch. Carlo Crippa classe 1935. Da oltre mezzo secolo Carlo aspirava all’ascesa dello Spigolo Nord, da quando, ancora ragazzo, saltellava lungo i picchi del Masino in cordata con Giulio Fiorelli, la celebre guida di S. Martino, con il quale aprì nell’ottobre del 1954 una nuova via allo spigolo nord-est della Sfinge poi divenuta una classica (la Fiorelli). Con la stessa energia ed entusiasmo, Carlo ha stupito le numerose cordate in parete mostrando un’eleganza e leggerezza nell’arrampicata fuori dal comune. Quattr’ore e mezzo dopo aver attaccato siamo arrivati in vetta, felici, tra le nebbie. Mic
Due sono le grandi tradizioni di Lecco: “ tiraa el ferr” (lavorare il ferro) e andare in montagna. La prima ha origini nell’industria ottocentesca delle ferriere, mentre la seconda trova la sua culla nella Grigna e nella sua grande Scuola Alpinistica, di cui cito solo il capostipite: Riccardo Cassin. Il Poli, un cinquantino dal carattere tollerante, vive entrambe le tradizioni: come professione fa il venditore di ferro, mentre passa la gran parte del suo tempo libero a sciare (ottimo discesista) con la moglie Elena (bellissimi occhi blu) e i tre figli maschi, oppure ad andare in montagna. Tra i festeggiamenti del suo cinquantesimo compleanno ha voluto togliersi lo sfizio di salire la Biancograt al Bernina, così, col “pasìn de vaca straca” (passetto della vacca stanca), lento ma inesorabile, domenica 28 agosto abbiamo raggiunto la vetta del Bernina distanziando di svariate parasanghe una lunga serie di cordate “Monturate”*, di gente apparentemente più gagliarda di noi. Avendo perso la possibilità di rientrare al Diavolezza per la funivia causa sosta obbligata in Marco e Rosa (Chez Biancò), ci siamo sciroppati l’interminabile discesa fino alla stazione del Morterasch, giungendovi provati, ma ancora vivi, verso le otto di sera. Una bella sgamellata alla quale, né io né il Poli, eravamo più abituati! Masescu 347-3205499
*Monturato/i: neologismo che definisce gli alpinisti abbigliati dalla pur ottima ma triste casa di abbigliamento” Montura”
Tutti i componenti della famiglia Pozzi sono grandi appassionati di montagna: ottimi sciatori sulle piste invernali del Palù, trascorrono le vacanze estive sulle montagne della Val Malenco camminando ed arrampicando. Andrea, quindici anni, dimostra una naturale predisposizione all’arrampicata, mettendo a frutto il suo straordinario rapporto peso/potenza. Per questo l’ho invitato ad abbandonare, per un giorno, gli usuali strapiombi e a provare l’ebbrezza dell’ arrampicata in aderenza e le manovre di una via “multipitch”: soste, calate etc… In compagnia della mamma Claudia, anch’essa conquistata dal virus arrampicatorio, abbiamo salito le placche del Pesgunfi, mentre il resto della Family :Augusto (il papà) e Margherita(la sorella) scalavano a “moulinette” i primi tiri della struttura. E’ stata una giornata piacevole e di una cosa sono certo: Andrea ha dentro il fuoco dell’arrampicata e diventerà un ottimo scalatore. Masescu 347-3205499
La comitiva degli aspiranti primi salitori al Disgrazia, composta dagli inglesi Edward Shirley Kennedy, Leslie Stephen e Thomas Cox con la guida svizzera Melchior Anderegg, giunse in Valmalenco nel lontano agosto 1862 e si dedicò immediatamente all’osservazione preventiva della montagna dalla cima del Sasso Nero 2921m, che fronteggia il massiccio. L’astuto Melchior escluse da subito un attacco frontale, direttamente da Chiesa Valmalenco, per l’erta presenza di pareti e pinnacoli di rocce rosse allora giudicate invincibili. Fu così che optarono per l’aggiramento lungo la Val di Chiareggio che li condusse ad un passo dalla vetta, poi raggiunta nel corso di un secondo tentativo dall’adiacente Val Masino: percorso confermatosi come il più semplice e diretto alla vetta. Dopo la prima salita la montagna è stata percorsa in ogni suo anfratto, tranne un solitario sperone collocato là dove gli inglesi preferirono non avventurarsi per via della complessità della montagna. In quest’angolo remoto, domenica 21 agosto, in cordata con gli amici Popi Miotti, Luca Maspes e Stefano Mogavero, abbiamo scovato una linea di ampio respiro, di stampo classico, che supera il bel pilastro che fiancheggia il tormentato ghiacciaio di Cassandra. L’idea dell’ascensione è nata preparando il volume illustrativo sul Monte Disgrazia, che sarà una delle diverse iniziative studiate per celebrare il 150° anniversario della prima salita. Nel nome, “Via del 149°”, si è voluto appunto ricordare che da ora inizia il conto alla rovescia….Mic
Scheda tecnica: dislivello di 680 m per uno sviluppo di circa 800 m. In genere la scalata si è svolta su roccia da buona a ottima con difficoltà massime attorno al VII-.
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