Privilegio accordato

14 Novembre 2021

Alcuni luoghi e situazioni hanno il dono di far star bene. Attraversarli significa dissolvere ogni amarezza e sperimentare una sospensione del tempo.

Non è sufficiente farsi centinaia di metri di scalata, occorre avvertire con lucidità la propria presenza tra le rocce. In fondo la serenità di un luogo, la sua bellezza, è soprattutto un fatto di sguardo, un privilegio accordato in una mattina d’autunno, con le foglie da soffiare via dagli appigli, con la pioggia è in arrivo.

Calcare solare delle Prealpi

5 Novembre 2021

Il calcare solare delle Prealpi inizia a svelarsi nel tardo autunno, finalmente libero dal caldo, dall’umidità e dal groviglio vegetale che l’assale d’estate.

Mentre il freddo ristagna giù in basso, possiamo dedicarci senza fretta al piacere della scalata, al recupero di un “sapere istintivo”, senza l’obbligo di riporre ogni fiducia nel cervello, negli schemi motori e nel ferrame che ci portiamo addosso.

Contattatemi per saperne di più.

Ascoltare la montagna

31 Ottobre 2021

Se si sospende l’azione degli altri sensi, i suoni della montagna scavalcano gli ostacoli e si fanno sentire!

Le orecchie sono sempre aperte e possiamo udire giorno e notte e, in un ascolto continuo, continuamente apprendere.

Per intendere i suoni della montagna e allenare la sensibilità acustica esploriamo i acqui cuèrci, infiliamo la testa tra i blocchi della “ganda” glaciale millenaria e restiamo in ascolto….

Sasa dël gaiùm

27 Ottobre 2021

La parete è assai bella, piacevole iniziazione alle più impegnative salite in quota,  con una magnifica vista sui ghiacciai, il Disgrazia e le montagne attorno. Chiamarlo Torrione pareva però un filo esagerato, d’altronde pure una vecchia guida d’arrampicata lo definiva torrone…

Il nome originario ël Castèl o Sasa dël gaiùm, ritrovato nelle pagine ingiallite dell’inventario dei toponimi locali, non è forse più appropriato?

“Castèl (ël), punta rocciosa, a SO del lago Pirola. E’ pure detto: la sasa dël gaiùm. Ritenuta innominata è stata (erroneamente!) ribattezzata da alpinisti Torrione Porro (e il CAI anziché correggere, ratifica).”

Inventario dei toponimi valtellinesi e valchiavennaschi. A. MASA – G. DE SIMONI (a cura), Comune di Chiesa Valmalenco, Sondrio 1976.

Nelle immagini: la sasa dël gaiùm, il Bajkal della Valmalenco (lago Pirola) e il Patriarca millenario pronto ad affrontare un nuovo inverno.

Val di Mello classic – Grand Tour

25 Ottobre 2021

Ancora pochi giorni, poi le ombre torneranno a stendersi lunghe sul fondovalle. Tra i faggi che ormai inghiottono la luce d’autunno, si nascondono le strutture che custodiscono le prime vie della Val di Mello, pareti dove è nata una delle stagioni più intense e creative dell’arrampicata su granito in Italia.

Il Grand Tour classico è un viaggio tra quelle origini. Una combinazione di vie che attraversano tutti gli stili e le sfumature dell’arrampicata mellica, su un granito perfetto, ancora libero da spit.
Un percorso che permette di conoscere davvero la Valle, non solo con le mani e i piedi, ma con lo spirito giusto di chi si affida alla roccia, ai compagni e alla propria capacità di leggere la parete.

Un filo che unisce sei vie storiche —Stomaco peloso (1976), Alba del Nirvana (1976), Risposte di Bakunin (1978), la Crepa del Bamba (1978), o per chi preferisce un passo più lieve Tunnel diagonale (1976), Cunicolo Acuto (1975) e Mixomiceto (1977).

Un mosaico di nomi, epoche e intuizioni che raccontano il momento in cui la Val di Mello iniziò a parlare un linguaggio tutto suo — fatto di libertà, leggerezza e rispetto per la roccia.

Un invito con la curiosità di chi vuole ascoltare le voci della valle e i silenzi sospesi sopra i boschi.

Consenso informato

14 Ottobre 2021

Dichiaro/a di essere stato/a informato/a in modo comprensibile ed esauriente rispetto al fatto che:

– andare in montagna significa attraversare spazi densi di pericoli, non sempre noti e con rischi difficilmente valutabili, ma che anche una volta individuati non sono unicamente risolvibili attraverso abilità tecniche e attrezzature;

la consapevolezza che l’imprevedibilità è una condizione ineliminabile di questi ambienti suggerisce che non basta imparare a fare la cosa giusta in ogni circostanza.  Può sempre presentarsi una situazione che, per qualche fattore, anche piccolo, porterà a favorire il verificarsi di una circostanza imprevista;

la guida NON è il garante della sicurezza, ma il gestore del rischio;

l’itinerario può attraversare spazi non coperti da rete cellulare, l’assenza di segnale fa parte dell’esperienza, consapevolmente NON adottiamo sistemi di comunicazione satellitare d’emergenza, ma ci richiamiamo all’ intelligente cautela, al rispetto dei pericoli e pure al prepararsi agli imprevisti.

Invito al viaggio

8 Ottobre 2021

Abbiamo esplorato un mondo naturale mai prevedibile.

Abbiamo incontrato diversi dubbi e iniziato a comprendere quanto possono essere paralizzanti oppure vitali.

Ci siamo immersi nella bellezza di questi luoghi, fissandoli nella nostra memoria, senza la necessità di esibirli come trofei

Ecco alcune note dal campo..

L’invito al viaggio continua…per tutto  l’autunno e la primavera 2022.

Scrivetemi per saperne di più.

Requisiti: abitudine per diverse ore di cammino fuori dai sentieri, assoluta padronanza del passo, assenza di vertigini e capacità di muoversi in scioltezza su passi di I e II grado. Per le notti all’aria aperta servono spirito d’avventura, adattamento e spirito di squadra.

Il massimo dell’eccezionale? Beni o esperienze?

30 Settembre 2021

Non c’è oggetto o bene di consumo capace di resistere nel tempo.

Il deterioramento, la ruggine, nuove forme e perfezionamenti continui portano inevitabilmente ad abbandonare il vecchio per il nuovo.

Beni a volte assai costosi, ma sempre meno durevoli….

Poche cose durano nel tempo, ad esempio i ricordi di una salita in montagna.

Sono memorie indelebili, in grado d’esser tramandate,  assieme desiderio di tornare a percorrere creste e ghiacciai.

Cieli stellati, nuvole, rocce e imprevisti mantengono il ricordo, forse ancor più della vetta.

Così si conserva una memoria condivisa, fondata su un luogo reale, scandagliato con tutti i nostri sensi nel corso della scalata.

Perché dunque non rinunciare a un bene di consumo costoso e deperibile per qualcosa in grado di durare per sempre?

Pensateci e scrivetemi per un suggerimento di percorso, un regalo prezioso, un’esperienza che non si dimentica più.

Porsi domande

15 Settembre 2021

Le nostre avventure in montagna sono solo frivolezze? O possono fornire intuizioni di cui possiamo aver bisogno per gestire le avversità del quotidiano?

Scalare è un ottimo fitness “adrenalinico” all’aperto? Oppure può orientare a sviluppare la capacità di prendersi cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiente?

In montagna prendiamo continuamente decisioni in risposta alle possibili conseguenze dovute all’esposizione a luoghi intrisi di pericoli? Con consapevolezza o ci affidiamo al caos e al caso?

La consapevolezza di quel che accade dentro e attorno a noi sta alla base del processo decisionale?

Come facciamo a sapere se facciamo buone scelte anche se la giornata è andata bene? (Ci è andata di “culo” o se siamo stati bravi?)

Siamo sempre in grado di agire ispirati e con grazia o siamo più spesso mossi dall’arroganza basata sull’ego?

Può essere utile comprendere più a fondo le decisioni che prendiamo?

Arrampicata sulla Sentinella della vergine, Valmalenco SO

La consegna del silenzio

2 Settembre 2021

Quando si è in cima, la consegna del silenzio per qualche minuto è d’obbligo.

Anche se si è pochi metri di distanza, uniti ancora dalla corda, ognuno sceglie un posto e un modo che gli piace, si mette in ascolto, osserva ciò che lo circonda, tira il fiato, pensa a nulla o a tutto… forse inizia a chiedersi: cosa ho visto? Cosa ho scoperto? Come è stato?

Con grande piacere vi accompagnerò per vette solitarie, pareti nascoste, sentieri dimenticati, dove saremo quasi certi di trovare tempo e silenzio.

ph Vale