Cercatori di neve e di luce

16 Gennaio 2022

Cercatori di neve e di luce.

L’inverno arido ci trasforma in cercatori di neve e di luce.

Incontriamo pianori, gibbosità, rocce rosse, canali, campi di ghiaccio, impronte di volpe, ombre fredde, tenui e scure.

La luce che varia come la neve, fioca e languida sino a viva, sfavillante, purissima…

Sastrugi

7 Gennaio 2022

Blu terso sopra la montagna, con lo strato bianco variabile che ci separa dalle rocce affioranti.
I sastrugi sono solo un fastidio? O la loro presenza ci cattura?
Sotto gli sci suonano di vento e d’inverno, con le loro forme mutevoli e infinite.
I sastrugi usano le variazioni per vedere se sai sciare e trasformano poche ore d’uscita sulla neve in un viaggio….

L’arrampicata dell’anno nuovo inizia in discesa.

4 Gennaio 2022

L’arrampicata dell’anno nuovo inizia in discesa. Anche le vie più semplici trovano nuovi significati quando percorse non solo in salita. Abbandoniamo la consuetudine della calata, con le nostre forze esploriamo appigli ed appoggi e arrampichiamo in discesa. La roccia si espande, la cordata si rovescia, si allarga lo sguardo, si sperimentano nuove posture ed equilibri.

Montagna dimenticata, fuori dalle rotte, difesa dalle rocce

2 Gennaio 2022

Il sentiero nascosto conduce alla montagna dimenticata, fuori dalle rotte, difesa dalle rocce. A turno proviamo a scovare la via, seguire le tracce, intuire il cammino.

Ogni tanto muri e segni confermano il percorso. Esploriamo macigni, rocce, pietraie e terrazzi.

Terrazzamenti realizzati ovunque vi fosse un po’ di terra, aggrappati ai più impervi dorsi rocciosi, negli anfratti, sopra i massi. Incontriamo alberi che crescono tra i muri storti, fodere di muschio e tante vecchie case che raccontano le storie.

Con il terreno privo di neve e vegetazione spoglia ricostruiamo l’immagine della vita di un tempo sulla montagna, un tempo brulicante di vita e di lavoro.

Partiti tra i castagni, ci riposiamo, al sole, tra gli abeti.

Granito al sole

31 Dicembre 2021

Mentre la colonna d’auto dirige verso i campi di neve “tecnica”, che nulla può contro il termometro impazzito di questi giorni, troviamo rifugio sul granito precocemente riscaldato dal sole.

Scalata solare, deserta, utile a mettersi in rispettoso ascolto del clima che cambia, forse molto più in fretta rispetto ai nostri comportamenti..

Quante cose non siamo in grado di vedere?

19 Dicembre 2021

Questa foto scattata in un contesto tutt’altro che naturale, in centro a Milano, pochi giorni fa, racconta quante “cose” nascoste normalmente non siamo in grado di vedere.

Un piccolo indizio che racconta quel che sarà il nostro approccio alla montagna anche per l’anno che verrà, orientato all’ esplorazione, curiosità e ricerca, dove poter sperimentare rischi, imprevisti, errori e scoperte e pure nel tentar di notare quel che non si è mai visto prima..

In fondo è bello accorgersi di non conoscere quel che si pensa di sapere e che l’esplorazione critica apre ovunque, anche in luoghi assai familiari, sterminate ispirazioni e vie di salita.

Continueremo ad allenare soprattutto i “muscoli” percettivi, gli unici in grado di governare la complessità, per  migliorare i nostri sguardi e per far emergere nuove domande utili a svelare nuove connessioni.

Proveremo ancora a perderci, per far spazio all’inaspettato, per imparare a riconoscere ancor più queste montagne e forse un po’anche a curarle.

Sentire prima di sapere

13 Dicembre 2021

Per iniziare a muoversi fuori dalle piste battute, il miglior richiamo possibile del reale è stabilire sin da subito un contatto diretto e sensibile con la neve.

A volte vedere non è sufficiente per aver prova della realtà, infatti le migliori informazioni tattili e spaziali sono raccolte a livello del piede per poi essere convogliate all’istante al nostro cervello.

Solo al buio possiamo percepire al meglio il pendio, la traccia, le continue variazioni della neve, le oscillazioni del nostro corpo, con un contributo fondamentale alla funzione dell’equilibrio e della comprensione di quel che accade mentre ci muoviamo.

Attivare una buona funzione recettoriale vien prima di mille parole o argomentazioni tecniche brillanti, ma spesso ingannevoli…

Solo al buio ci accorgiamo che non sono solo gli altri a fare rumore e che forse l’udito è il senso dell’interiorità.

Quanto impariamo in un fazzoletto di prato muovendoci al buio? Quanto educhiamo l’orecchio mentre un vitello albino di poche settimane  si avvicina furtivo ad annusare nella neve?

Che inverno sia

8 Dicembre 2021

La prima escursione ghiacciata serve a raccordarsi con il gelo. La neve zuccherosa si scansa facilmente, mentre il suono dell’acqua sotto la cascata cambia ad ogni colpo di piccozza.

Turbini di fiocchi e profumo di resina si rincorrono.

Vien voglia di tornare.

Note per le escursioni ghiacciate:

  • si va in pochi, due, tre di rado, per apprendere il silenzio e svestirci dal rumore che ci portiamo dietro;
  • di solito con nessuno sopra la testa o attorno;
  • attrezzi e tecnica sono solo il “mezzo” utile per attraversare questi spazi nascosti, normalmente non percorribili;
  • le sensazioni sono strumenti fondamentali per esplorare il terreno ghiacciato;
  • il ghiaccio cambia in continuazione e noi con lui, il ghiaccio va vissuto in continua metamorfosi.

Contattatemi per programmare la vostra escursione ghiacciata.

Quale realtà?

7 Dicembre 2021

L’inverno non è ancora cominciato e la cronaca già riporta i primi tristi resoconti degli incidenti in valanga.

La prima cosa da non fare è rilasciare impressioni, valutazioni e giudizi. Se non si è testimoni diretti degli accadimenti, considerata l’estrema variabilità della neve, nel tempo e nello spazio, ogni osservazione può essere fuorviante.

Possiamo però ricordarci che non è infrequente cadere nelle trappole, indipendentemente dal grado di preparazione o competenza e, senza accorgercene, inoltrarci oltre misura rispetto alle nostre capacità del momento.

Percepiamo la realtà? O quello che ci fa comodo vedere?

Sciatore di montagna

15 Novembre 2021

L’epoca degli impianti leggeri e poco impattanti è tramontata da un pezzo. Quest’anno per la prima volta da decenni, eccezion fatta per l’ultima stagione pandemica, è molto probabile che non mi munirò di ski pass.

Farò semplicemente lo sciatore di montagna, e pure il maestro per chi lo vorrà, con risalite supportate dalla sola energia dei propri muscoli, per inseguire la “curva perfetta”, per rubare un titolo al Professor Daidola, che di sci, e non solo, se ne intende.

Sulla montagna bianca le uniche “regole” cui siamo soggetti sono quelle della natura, non quelle scritte da altri uomini. Eppure le recenti norme approvate sulla “sicurezza nelle discipline sportive invernali”, in vigore dal 1 gennaio 2022, contengono nuovi obblighi e sanzioni ed equiparano definitivamente lo sci in pista alla circolazione stradale, allontanandoci ulteriormente dal concetto di autoprotezione e assunzione di responsabilità.

Di questo passo gli spazi per scivolare liberi  (con scelte consapevoli e responsabili) verranno rimpiazzati da luoghi di transito sempre più artificiosi e delimitati da recinti…

Nell’immagine: ri-disegno del celebre Mollino tratto dal suo Introduzione al discesismo – 1950.