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Il segno del destino che spazza via il trova e porta via

lunedì, 22 Maggio 2023

Ieri ho incontrato un palco di cervo tra i piedi.

Il trofeo serve all’animale negli scontri d’amore per mostrare il proprio rango.

L’umano lo trasforma in complemento d’arredo.

Il trofeo è finito nello zaino.

In vetta l’ho estratto e appoggiato a terra per togliere giacca e borraccia.

Un’ora dopo, in discesa, mi sono accorto d’averlo scordato lassù.

Un bel segno del destino che spazza via il trova e porta via.

Un bel messaggio che alleggerisce da facili appropriazioni, invasioni, certificati e prove del “successo”.

Scalare nella nebbia 2

venerdì, 19 Maggio 2023

la nebbia aiuta ad ascoltare quel che ci circonda

sfoca contorni e colori

sospende e dilata il tempo

la nebbia fa sgranare gli occhi, focalizza l’attenzione

ha un sapore diverso man mano si sale

è bello scalare nella nebbia

Scalare nella nebbia 1

Quanti pensieri nascono mentre cammino lungo un’antica via?

giovedì, 11 Maggio 2023

Se immaginiamo un sentiero di grazia di fondovalle, perfettamente conservato, percorso abitualmente e ad ogni ora da camminatori, podisti, flâneur, cani, ciclisti, nonni e bambini…questo è il vecchio sentiero di collegamento tra Chiesa e Primolo.

Un percorso che conserva-va i segni del tempo nei massi irregolari che lastricano la via, nei gradini di serpentino levigati, attorniati da fiori, tappeti di muschio e possenti radici di larice che penetrano nella montagna.

Quanti pensieri nascono mentre cammino lungo un’antica via?

Quante cose abbiamo appreso mettendo un passo avanti l’altro su queste pietre storte?

Purtroppo quando i luoghi sono resi muti dalla cecità e dall’abitudine diventa facile annientarli.

Così nelle ultime ore è comparso il miniescavatore d’ordinanza, arnese irrinunciabile per l’illusione della ciclovia, a smuovere terra, intasare di fango le irregolarità, spostare pietre, smussare gradini, estirpare i cespugli.

Un colpo basso, un colpo al cuore.

Pare restino ancora tante meraviglie da seviziare lungo la tratta Primolo San Giuseppe, Canciano-Muretto e alpe Prabello- Piazzo Cavalli.

Per pietà, fermiamoci,  paghiamo piuttosto le ditte incaricate dei lavori perché non facciano più nulla, non tocchino una radice, non smuovano un sasso.

I nostri figli ne saranno grati.

P.s. dove sta il senso di togliere spazio a chi percorre ampiamente la mulattiera (è una delle più utilizzate) per creare potenziali conflitti?

Com’era…

Capanne di vetta

giovedì, 4 Maggio 2023

Leggo ora dell’interdizione, causa rifacimento milionario, del glorioso rifugio Carrel alla Gran Becca. Premesso che l’unica volta che ho salito la montagna perfetta dell’immaginario, nonchè santuario dell’alpinismo, son partito dal basso, per terrore del pernotto asfissiante e dell’assalto mattutino alla corda della sveglia…mi chiedo quando avremo il coraggio di rimuovere i rifugi ormai decadenti e a fine vita in altissima quota anziché ricostruirli?

In tal modo il Matterhorn, ma vale anche per tante altre montagne servite da altissime capanne (Bernina incluso), potrà respirare e scrollarsi di dosso le processioni d’assalto alla cima.
E chi se ne frega, quando non avrò più gambe e fiato per condurre compagni di cordata partendo da quote più ragionevoli sarà il momento di andare altrove.

Torri, pinnacoli, nuvole a pesce e gracchi

mercoledì, 26 Aprile 2023

L’alba luminosa è presto oscurata da una grande nuvola a forma di pesce che avvolge torri, guglie e pinnacoli.

A pochi chilometri di distanza la conurbazione padana si estende a perdita d’occhio. Dall’alto mi piace immaginare la valle dell’Adda ancora invasa dal possente ghiacciaio abduano che, durante la glaciazione Würm, arrivava sino alla pianura.

Sul calcare della Grigna è possibile praticare un concentrato d’alpinismo immediato difficilmente eguagliabile altrove. Forse è una scalata démodé, con gradi bassi (rispetto ai canoni dell’arrampicata sportiva), ma che riserva ancora grandi avventure.

Il miglior dono

lunedì, 3 Aprile 2023

Il miglior dono che porta la scalata non è affatto vincere la difficoltà, ma è quello di distogliere dal pensiero che rotola continuamente tra passato e futuro, rendendo il presente sbiadito e abbandonato.

Scalare ci impone d’esser presenti a noi stessi e in strettissimo contatto con l’ambiente che ci circonda.

Nelle immagini: luci, betulla e ginepri, ali d’aquila illuminate, gneiss, Orobie innevate.

Il risveglio del colubro liscio

mercoledì, 15 Marzo 2023

Dopo una lunga siccità partiamo a piedi sotto una fitta nevicata. La perturbazione è veloce, esce il sole e i pochi centimetri di neve al suolo spariscono a vista d’occhio.

Il tepore risveglia la schiva Coronella austriaca. Si muove lenta, mimetizzandosi tra le filladi spaccate del versante.

Cosa racconta questo risveglio precoce a 1900 metri in Valfurva ancora in inverno?

Perché animali e piante si adattano mentre gli umani si ostinano?

Un premio nobel a Chiareggio

martedì, 28 Febbraio 2023

Le montagne e i ghiacciai della Valmalenco esercitano da sempre un fascino particolare per viaggiatori attenti, in cerca di quiete e di luoghi ricchi di particolari identità del paesaggio.

Nelle estati degli anni ’50, un appartato e piccolo edificio ai confini del bosco, si trasforma in residenza estiva di Palmiro Togliatti, noto deputato del Partito Comunista Italiano.

Togliatti, riservato e schivo, ama la serenità dei luoghi e alcune testimonianze lo ricordano intento a passeggiare lungo l’antica “cavallera” del Muretto, oppure in compagnia di Nilde Jotti, lungo il Mallero, in vista del Vazzeda e delle tante vette circostanti.

Questa piccola dimora alpina, costruita in solida pietra grigia locale, in “ghiandone “del Sissone, per alcuni prende il nome di “casa in rosso”.

Purtroppo oggi è ormai dimenticata nessuna targa la identifica come luogo storico.

Pochi sanno che un altro illustre personaggio frequenta Chiareggio in quegli anni.

Si tratta nientemeno che di James Watson, biologo americano, premio Nobel per la medicina nel 1962.

Insieme a Crick e Wilkins, è uno dei maggiori scienziati del ‘900, la sua scoperta della struttura del DNA ha cambiato la biologia ed è entrata nella vita quotidiana dell’intera umanità.

La notizia del premio Nobel  a Chiareggio si trova il volume “Double Helix”, Pubblicato da Simon & Schuster  ed è la biografia scritta da James Watson, curata da Alexander Gann e Jan Witkowski, due redattori indipendenti, una testimonianza importantissima, chiara e appassionante di un momento cruciale della storia della scienza, e non solo.

Watson ai piedi del Ghiacciaio del Disgrazia
James D. Watson Collection at Cold Spring Harbor Laboratory Library & Archives

L’edizione annotata e illustrata “The annotated and illustrated double helix”, pubblicata negli Stati Uniti, in occasione del 50° anniversario della scoperta della struttura del DNA, riporta un capitolo, sino al 2013 sconosciuto, sull’avventura a Chiareggio di Watson.

La storia è interessante, divertente e fuori dal comune.

Descrive l’ambiente delle università inglesi del dopoguerra fra povertà, passioni e grande lavoro.

Una straordinaria comunità di biologi, fisici, chimici, medici, radiologi, appassionati dei loro studi, ma anche giovani, allegri e per nulla conformisti.

La guerra era appena finita e il mondo stava per dividersi in due blocchi. La loro vicenda ricorda quella dei fisici italiani di via Panisperna a Roma: Fermi, Pontecorvo, Amaldi e altri.

Nell’agosto 1952, James Watson va in vacanza nelle Alpi italiane a Chiareggio, insieme al biologo Joe Bertani che con la sua famiglia da diversi anni passava la vacanza là, in uno “small unpretentious hotel”.

E racconta: “In agosto ho smesso per un po’ di dare la caccia al DNA. Paula, una giovane ragazza italiana, era l’oggetto più attraente nel villaggio di Chiareggio. Ero lì con Joe Bertani, un ricercatore che studia i fagi, di ritorno in Europa per il meeting di Royaumont. Ogni agosto la famiglia di Joe soggiornava in un piccolo albergo senza pretese, dove quest’anno c’era una stanza prenotata per me. Nonostante i due mesi a Napoli, il mio italiano era inesistente, ma all’inizio non è stato un problema. Quasi ogni giorno Joe, suo fratello Alberto e io salivamo sul sentiero che portava verso i ripidi ghiacciai che cadevano giù dal monte ‘Disgracia’, il picco innevato e insidioso che domina Chiareggio”.

Watson a Chiareggio nel 1952 (James D. Watson Collection)

Il racconto di questa vacanza è breve, ma appassionante, con una foto, scattata sui pascoli dell’all’Alpe Ventina, ai piedi del Disgrazia, che Watson, sbagliando, scrive con la c invece della z (nessuno è perfetto).

La James D. Watson Collection è un’ampia raccolta che si trova in rete che documenta la vita e la carriera di James D. Watson: co-destinatario del premio Nobel per la fisiologia e la medicina nel 1962 per la scoperta della struttura a doppia elica del DNA, direttore (e poi presidente e cancelliere) di Cold Spring Harbor Laboratory e il primo direttore del National Center for Human Genome Research. La collezione comprende fotografie, corrispondenza, manoscritti, quaderni di laboratorio, documenti amministrativi, fascicoli didattici, cimeli, ristampe e vari altri documenti. Oltre a belle immagini ho scovato alcune note che raccontano dei tredici giorni di vacanza dello scienziato, un testo goliardico scritto a mano che rappresenta il clima gioviale e spensierato del gruppo di giovani con cui Watson ha, evidentemente, stretto amicizia.

Tra i firmatari del documento si riconosce la firma di Nello Corti, figlio di Alfredo (scienziato tra i maggiori esploratori delle montagne Valtellinesi) che assieme a mio nonno Isacco Dell’Avo salì nel 1939 la Nord del Piz Palù occidentale per due diverse nuove vie.

Ogni volta che pernotto al Rifugio Porro Gerli, diretto alle cime, scorro la sera le pagine ingiallite dei libri dei visitatori del tempo, conservati nella preziosa boiserie della piccola sala da pranzo, rivestita di gembro profumato, cercando traccia dello scopritore della doppia elica e della misteriosa Paola.

Chissà chi era questa affascinante ragazza, che per almeno qualche giorno ha distolto quel ragazzone strambo e allampanato dalla sua caccia alla doppia elica!

Paula and Gabriella 1952 Alpe Ventina (tratta da Double Helix)

Watson aveva solo 23 anni quando fece la scoperta che lo avrebbe portato a Stoccolma.

In tempi assai più recenti, ormai in età avanzata, anche Watson ha preso qualche scivolone, con più di una gaffe a sostegno di un presunto gap genetico tra bianchi e neri, a testimonianza che anche i grandi scienziati non sono alieni dal cadere preda di distorsioni cognitive.

Questo ci fa capire che gli scienziati sono difettosi come tutti gli esseri umani, che a volte parlano e agiscono prima di pensare.

La serie di sparate gli è costata l’eliminazione di diverse le cariche onorifiche collezionate nel corso di una lunghissima attività di ricerca e la messa all’asta nel 2014, per problemi economici, la medagli d’oro del Nobel…

Articolo pubblicato su L’Ordine il 13 marzo 2022.

Scrutare l’abisso

mercoledì, 22 Giugno 2022

Scalare il Bernina nel giorno del solstizio d’estate è un’esplosione di luce. Felicitazioni! Potremmo eccedere con foto luccicanti, volti umani compiaciuti, gaudenti, autocentrati…

L’unica immagine che, forse, val la pena di mostrare è invece quella ripresa all’alba del ghiacciaio sofferente di Scerscen superiore.

Unico modo per scrutare l’abisso. Anno dopo anno migliaia di passi calpestano per la prima volta rocce e detriti liberati e movimentati dai ghiacci ad un ritmo sempre più impressionante, rocce che non hanno mai visto la suola di uno scarpone.

Eppure non si rallenta.

Quale realtà?

martedì, 7 Dicembre 2021

L’inverno non è ancora cominciato e la cronaca già riporta i primi tristi resoconti degli incidenti in valanga.

La prima cosa da non fare è rilasciare impressioni, valutazioni e giudizi. Se non si è testimoni diretti degli accadimenti, considerata l’estrema variabilità della neve, nel tempo e nello spazio, ogni osservazione può essere fuorviante.

Possiamo però ricordarci che non è infrequente cadere nelle trappole, indipendentemente dal grado di preparazione o competenza e, senza accorgercene, inoltrarci oltre misura rispetto alle nostre capacità del momento.

Percepiamo la realtà? O quello che ci fa comodo vedere?