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Fascinazione tecnologica Vs Percezione e capacità di decidere

sabato, 21 Dicembre 2019

E’ noto che un numero sorprendente di persone travolte dalle valanghe sono esperte o si accompagnano con esperti al momento dell’incidente.

Siamo a conoscenza di una vasta serie di errori umani che ci mettono nei guai, ma questo non pare essere accompagnato da un aumento comparabile delle conoscenze su come evitare questi errori.

Nonostante la maggior parte degli incidenti sia ricollegabile ad un problema “umano”, riconducibile a decisioni e comportamenti errati, la pressoché totalità delle azioni di studio e prevenzione si interessa alle scienze della neve, ai dispositivi e alle tecniche di autosoccorso.

L’esperienza nella valutazione della stabilità del manto nevoso o la rapidità e preparazione nelle procedure di salvataggio può essere estesa in pari competenza nella capacità di prendere decisioni?

Perché l’apprendimento di “come prendere decisioni” è pressoché ignorato?

Sulla base di queste domande ho “postato” su facebook due approfondimenti relativi ai processi decisionali difficili negli ambienti naturali, agli inganni del cervello e le trappole in cui ci possiamo facilmente infilare.

Ho successivamente pubblicato un testo bislacco, un micuglio confuso di proposte tecniche di autosoccorso in voga, completato con minuzie e tecnicismi stravaganti.

Tutti i testi erano corredati da immagini sulla neve similari.

Difficile dire quale dei contributi abbia destato maggiore interesse, ma il banale conteggio dei “like” ha sentenziato l’attrazione immediata verso il post dedicato agli strumenti, alle soluzioni tecniche e tecnologiche, nonostante le indicazioni stravaganti, come l’indagine delle interferenze degli apparecchi ARTVA con “pacemaker”, l’esplosione di zaini airbag, la “valutazione della CO2 deviata” durante prove di respiro con boccaglio o l’analisi delle ergonomie nelle “maniglie di sgancio”…

Siamo sicuri che i progressi in termini di attrezzature, popolarità, fitness e allenamento, uniti gli effetti dei nuovi media, oltre a portare un apprendimento più veloce per competenza, portano a un analogo miglioramento nella percezione e capacità di decisione?

Monte Spondascia 2867m

lunedì, 16 Dicembre 2019

La partenza notturna aiuta ad affinare lo sguardo. Ombre, luna, stelle cadenti, aurora e i primi raggi di sole svelano ogni piega della montagna.

La cornice di neve sporge sopra il ripido canale che precipita verso la val Poschiavina, colpa del vento che trasporta e rimaneggia di continuo i cristalli e indurisce la superficie bianca trasformandola a volte in una crosta insidiosa.

Passiamo da una piccola scoperta all’altra: rocce affioranti pieghettate in vetta, i grandi spazi del Bernina, mani gelate, curve trabocchetto che ingoiano gli sci sotto la scorza bianca lavorata dal vento, slalom tra i larici e soffici atterraggi.

Prime esplorazioni fuori dai tracciati

lunedì, 9 Dicembre 2019

Attraversiamo stranezze. All’ombra la neve è come farina, a tratti la superficie è ricoperta di grossi cristalli di brina, mentre nei versanti assolati più ripidi compare la prima “crosta”, dovuta a fusione e rigelo.

Mettiamo in movimento i pensieri, alimentati dal gusto di questa prima esplorazione fuori dai tracciati.

Le informazioni tecniche supportano il percorrere la neve con gli sci, ancora tutta da decifrare e da scoprire.

Nessuna verità, ma tante domande ci portano più lontano di qualsiasi sapere.

Reticoli e ricami sulla neve

giovedì, 21 Novembre 2019

La pioggia ricama reticoli sulla superficie della neve, geometrie che ricordano sistemi vascolari, oppure grandi organismi viventi che si organizzano liberamente.

A volte i disegni assumono fisionomie particolari: curve, linee uncinate, piumate, a pettine, a candelabro…

Attraverso i luoghi abitati da personaggi leggendari

mercoledì, 17 Aprile 2019

[…] sotto il pizzo Scalino viveva un uomo chiamato Napoleone da tutti, la sua arma era un Mauser della prima guerra mondiale, le sue prede preferite le poche marmotte e qualche camoscio […] Si pagava tabacco e cartine scambiando pernici bianche con i contrabbandieri nella Val Poschiavina, mi diceva sarebbe morto se l’avessero obbligato a scendere al piano […] Napoleone diceva che il freddo bisognava abolirlo cantando, la sua voce baritonale scacciava lo spirito del ghiaccio.

di Giuseppe Galimberti – La Provincia di Sondrio lunedì 15 aprile 2019

Bianco totale

martedì, 16 Aprile 2019

Tra neve, nuvole e turbini di fiocchi, occorrerebbe un lessico da esquimese per cogliere tutte le sfumature di bianco attraversate.

Nel bianco totale la vista serve a poco, per questo val la pena provare ad eliminarla per allenare tutti gli altri sensi.

Percorrere la montagna senza troppo badare alla direzione

lunedì, 8 Aprile 2019

Percorrere la montagna senza troppo badare alla direzione, lasciandosi guidare dai pendii che meglio si prestano alla risalita con le pelli in una giornata grigia, fa incappare in un sacco di cose interessanti.

Qui le nuvole basse non lasciano spazio alla noia. Si passa di sorpresa in sorpresa: impronte di gallo forcello, il dormitorio del picchio, rocce brune per arrampicare, larici solitari, turbini di fiocchi di neve, licheni “fluo” agrappati a tronchi secolari, white out totale e una neve prima crostosa poi fradicia che non ci fa fare una curva ma insegna un sacco di cose.

 

Piccoli esploratori dell’inaspettato tra la Vadret Pers e la Vadret da Morteratsch

lunedì, 1 Aprile 2019

Turista della neve è chi segue piste delimitate e controllate, prive di ogni sorpresa.

Turisti sono pure gli atleti formidabili dello skialp che fra pochi giorni si potranno ammirare dalle apposite tribune allestite ai 3000 m del Passo Presena, accompagnati da un “incredibile spettacolo pirotecnico”.

Noi ci accontentiamo d’essere piccoli esploratori dell’inaspettato, senza la necessità di riempire la giornata in base ad un programma, liberi di muoverci entro percorsi non codificati.

 

Montagne nate dal fuoco e dal mare

lunedì, 25 Marzo 2019

Puntiamo alla depressione all’inizio della cresta NNE della Cima di Vazzeda, nei pressi di un obelisco di rocce chiare che sovrasta il bacino del Forno.

Sciare lungo il Plattè di Vazzeda va oltre l’esecuzione di belle curve, significa scivolare al cospetto di montagne nate dal fuoco e dal mare.

Qui gli scuri basalti del Monte del Forno si accostano al granito dello spigolo Gervasutti alla Valbona, in contatto diretto con i marmi calcarei e dolomitici della Cima di Vazzeda…

Quanto siamo fortunati a sperimentare così intensamente il mondo fisico? Di avere tempo di indugiare e farsi delle domande per cogliere gli aspetti più sottili di ciò che ci circonda?

Disegnare la natura

giovedì, 21 Marzo 2019

Siglare la neve con linee e curve che si adattano alle forme della montagna significa disegnare ciò che appassiona. Così la spigolosa traccia di salita merita d’esser lasciata intatta, non intersecata dagli archi di curva della discesa che s’allargano ad abbracciare l’immacolato alto bacino del ghiacciaio del Ventina.