La partenza notturna aiuta ad affinare lo sguardo. Ombre, luna, stelle cadenti, aurora e i primi raggi di sole svelano ogni piega della montagna.
La cornice di neve sporge sopra il ripido canale che precipita verso la val Poschiavina, colpa del vento che trasporta e rimaneggia di continuo i cristalli e indurisce la superficie bianca trasformandola a volte in una crosta insidiosa.
Passiamo da una piccola scoperta all’altra: rocce affioranti pieghettate in vetta, i grandi spazi del Bernina, mani gelate, curve trabocchetto che ingoiano gli sci sotto la scorza bianca lavorata dal vento, slalom tra i larici e soffici atterraggi.
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