Archivi per la categoria ‘sci fuoripista’

Ski dalla preistoria alla conquista delle Alpi

lunedì, 22 Novembre 2010

E’ il titolo dello splendido libro di Pierpaolo Mistri dedicato alla storia dello sci.

Dalla preistoria all’introduzione dello sci sulle Alpi il libro ripropone una moltitudine inedita di informazioni storiche sullo sci. Leggendolo si rimane colpiti dall’esaltazione del senso delle cose belle, mai banali e dalle geniali intuizioni dei pionieri: da Nansen a Zdarsky, da Arnold Lunn ad Adolfo Kind. Di prim’ordine la ricerca iconografica, con immagini uniche e stupende.

Curiosa la citazione che riguarda le montagne di casa interessate da una delle primissime esplorazioni alpine italiane calzando gli ski. Mic

E’ dunque nei primi anni del ‘900 che lo sci si diffonde in Italia….A Natale del 1901 due soci della sezione di Milano intraprendono una spedizione di una settimana sul Bernina raggiungendo la capanna Marinelli e il Passo Sella. Lo spirito e le condizioni dei due sciatori alpinisti sono quello dei pionieri: “ Il 24 dicembre i sottoscritti partirono da Milano colla ferrovia per Sondrio, e da là a Chiesa Valmalenco, ove giunsero alle due del mattino. Ripartiti alle 6 di mattina calzarono gli sci un po’ al di là di Lanzada. Tempo nebbioso e nevischio fino all’Alpe Campolungo: arrivo ivi alle 16”. Quinid 8 ore di viaggio, seguite da 4 di sonno e da 10 di marcia! “ Il giorno 29 partenza per Maloja donde partenza con gli ski lungo la strada fino a Chiavenna. Arrivo alle 4 del mattino. Stupendo viaggio rischiarato dalla luna”.

Immagini tratte da: SKI dalla preistoria alla conquista delle AlpiNuovi Sentieri Editore 2009.

Annusare la neve

mercoledì, 17 Novembre 2010

Dopo anni di bulimico consumo di migliaia e migliaia di metri di dislivello tutti uguali, lungo piste perfettamente battute, si avverte sempre più forte tra gli appassionati il desiderio di uno sci più libero e creativo.

Si comincia timidamente con qualche piccola fuga vicino ai tracciati segnalati, alla ricerca di nuove o meglio dimenticate sensazioni. Perché il fuoripista non è un’invenzione d’oggi, ma l’origine stessa dello sci da discesa, importato oltre un secolo fa dai paesi scandinavi sulle Alpi e adattato alla grande energia del rilievo delle nostre montagne.

Nei decenni lo sci è uscito dalla pratica d’elite riservata a pochi eletti, per diventare sport di massa. Impianti di risalita sempre più comodi e funzionali e piste ampie e levigate, affrontate con attrezzatura moderna, consentono oggi in tempi brevissimi al neofita di divorare i tracciati, perdendo, a volte , il contatto con la neve e riconducendo l’attività di discesa ad un mero scivolamento su un piano inclinato.

Uscire dai tracciati significa conservare il fascino originario di un mezzo di movimento privilegiato, per percorrere felicemente, in velocità e poco sforzo la montagna d’inverno. Fuoripista si riscopre quanto le montagne sono vere e belle e che è inebriante tuffarsi in lunghe discese su neve polverosa.

Siglare con le proprie tracce un pendio intonso è uno dei grandi piaceri del fuoripista: basta in questo caso anche una sola discesa per trovare appagamento e soddisfazione. Con l’aiuto dei nuovi sci extra-large non serve più un’iniziazione decennale per poter tirare un cristiania, ma da un’onesta curva a sci paralleli il passo è breve per portarsi nella neve profonda.

Non dimentichiamo però che uscire fuori significa attivare una necessaria e indispensabile azione di auto protezione! Nessuno potrà più dirci dove andare e cosa fare, per cui occorre essere consapevoli di quel che si sta facendo. Muoviamoci in silenzio, cercando di essere rispettosi di aree non frequentate, sovente rifugio di fauna selvatica e per questo molto sensibili.

Conoscere la neve e le sue trasformazioni, il terreno, i versanti e le pratiche di autosoccorso sono requisiti fondamentale per una corretta gestione del rischio. Non rincorriamo solo e unicamente l’ultimo ritrovato tecnico e tecnologico prodotto dalla fabbrica della sicurezza.

Impariamo ad annusare la neve, accontentiamoci se in qualche occasione dubbia è meglio restarsene al caldo di un rifugio mentre fuori nevica, riappropriamoci delle sensazioni utili a gestire ogni azione in un ambiente naturale soggetto a continui mutamenti e mai catalogabile come un impianto sportivo. Solo allora potremo affrontare le migliori discese. Mic

Leo Gasperl in curve successive a cristiania – Tratto da “Introduzione al Discesismo” Casa editrice mediterranea Roma 1950, Edizione anastatica Electaarchitettura 2009.

Neve e introduzione al discesismo

lunedì, 1 Febbraio 2010

Ecco un paio di libri che non possono mancare nella biblioteca di un buon discesista.

Iniziamo dal piccolo ma interessante “Turista della neve” di Charlie English, una vera e propria mappa della neve a cavallo delle longitudini, dei popoli, delle lingue, delle consuetudini degli spazi fisici e mentali.

Per palati raffinati, ma indispensabile per chi ama siglare la neve con le proprie tracce, “Introduzione al discesismo” di Carlo Mollino. Si tratta del primo testo organico prodotto in in Italia della tecnica di discesa; risale al 1950 ma contiene spunti di grande attualità! Corredato di disegni esemplari e straordinarie immagini con Zeno Colò, Leo Gasperl…

Mic

Freeride Valmalenco

lunedì, 18 Gennaio 2010

Giornata ideale quella di ieri per il fuoripista sulle nevi del Palù.

Bella polvere un po’ ovunque, solo i versanti più assolati e al riparo dai venti iniziano a trasformare con la formazione di una sottile crosta superficiale.

Grazie ad una solida impostazione sciistica di lungo corso, Carlo e Marco si sono subito adattati ai nuovi sci da freeride. Dopo un paio di piste di riscaldamento e un’introduzione  basata sulla percezione della neve e dello “spigolo”, abbiamo effettuato numerose discese su tutti i terreni. I miei compagni si sono dimostrati particolarmente curiosi del mondo “freeski”, oltre che dotati di ottima preparazione e allenamento.

Altre lunghe e piacevoli discese sono certamente alla portata delle loro gambe!

Michele

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Carlo e Marco in tenuta da fuoripista, sullo sfondo il Disgrazia 3678m.

Sci d’antan a Caspoggio

giovedì, 7 Gennaio 2010

Scivolare lungo chilometri e chilometri di piste perfettamente preparate e battute da potentissimi gatti delle nevi giova sicuramente allo sciatore in erba, ma alla lunga può, per così dire, venire a noia…

E’ difficile ritrovare uno sci più libero, più creativo e divertente, laddove le piste sono ormai tutte uguali e anche le “nere” ormai ridotte a strisce di neve programmata, prive del più piccolo ostacolo.

Caspoggio è il paese dove vennero realizzati (1959) i primi impianti di risalita della Valmalenco.

Per decenni fu centro internazionale di sci d’agonismo, poi lentamente le piste da gara non tennero il passo con la modernità e furono abbandonate.

La pista d’epoca, la mitica “Vanoni”, è però ancora percorribile.

Si tratta di un ripido e tortuoso percorso intagliato nella fitta pecceta, che vide qui impegnati negli anni ’60 i migliori liberisti in circolazione in un tracciato da cardiopalma….

Da molti anni la pista non è più battuta e tantomeno omologata, la vegetazione sta inesorabilmente riappropiandosi degli spazi e giovani ontani si infilano spesso tra le punte degli sci dei pochi discesisti che la frequentano.

Affrontare la “Vanoni” è come fare un tuffo nel passato, quando il discesismo era affare per pochi e per fare un “cristiania” occorrevano anni di iniziazione.

Oggi con i moderni “legni”, lanciati con molta meno fatica tra le gobbe di questa vecchia “nera”, si sorride pensando agli eroici pionieri, ma le emozioni sono forse le stesse e ci si riappropria della soddisfazione di una singola discesa a dispetto di tante con migliaia di metri di dislivello, ma su una neve tutta uguale…

Michele Comi

Freeride Tonale

lunedì, 21 Dicembre 2009

Terminato l’aggiornamento triennale dei Maestri di sci sulle piste del Tonale, con un manipolo di colleghi, abbiamo disceso l’intonso fuoripista sotto la funivia.

L’avvicinamento alpinistico, lungo un canale esposto, da accesso ad un fuoriposta da sogno!

Micmic