w la ferrata

Corre voce che una nuova ferrata potrebbe solcare le balze di serpentino della “Sassa” sopra i ruderi medievali del castello Malenco in quel di Caspoggio in Valmalenco.

Inutile tentar di convincere i sostenitori delle giostre in montagna a cambiare idea.

Sono talmente convinti che attrezzare una parete con sequenze di cavi e scale possa rappresentare la migliore possibilità per avvicinarsi alla verticalità, che non prendono nemmeno in considerazione il fatto che l’addomesticamento artificiale non può che allontanare dall’esperienza autentica dell’andar per crode.

Inutile far presente il carattere diseducativo, le mille perplessità di carattere ambientale e culturale che nuovi cavi e metalli andrebbero ad introdurre in una zona che fino ad oggi è stata risparmiata da girandole di infissi…

Inconcludente sperare che possa essere valutata la possibilità di comprendere che l’infrastrutturazione della montagna non può che banalizzare l’esperienza, oltre  che invadere i sempre più rari spazi naturali, fisici e mentali, che ci rimangono…

Vano far presente che ogni ulteriore opera di antropizzazione dei luoghi naturali pone sempre di più gravi problemi di manutenzione e responsabilità (vedi la “discesa mozzafiato” sospesa nelle gole dello Scerscen,  attrezzata da pochi anni, pronta per fare il “pieno di turisti” e ora interdetta con cancello DIVIETO DI ACCESSO!).

Non ci resta che tifare per questa nuova, seppur costosa, posa di ferrame in montagna.

Vien da dire che ogni “outdoorista” disposto a farsi un giro di giostra “adrenalinico” passando attraverso il centro di raccolta differenziata di rifiuti che sta alla base delle pareti almeno non ce lo ritroveremo in giro per sentieri e altri luoghi di grazia.

W la ferrata.

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