Archivi per la categoria ‘arrampicata’

Dalla Val di Mello a Yosemite

mercoledì, 25 Maggio 2011

Il 25 maggio partenza per la Yosemite Valley per i consueti “fanghi granitici verticali”. Non avessi incontrato Artiglio Andrin Sommaruga avrei ormai dirottato la mia pancia verso lidi meno impegnativi, forse sarei tornato ( dopo 30 anni) alla pratica dello sci-alpinismo con una splendida Houte Route: la bella Chamonix-Zermatt, per esempio. Invece mi toccheranno tre settimane di arrampicata libera lungo le fessure yosemitiche ad assecondare i deliri arrampicatori dell’Andrin, che diventa ogni anno sempre più cattivo e determinato. Non nascondo che mi piacerebbe salire ancora una volta El Capitan così, con un po’ di sana arrampicata artificiale, riuscirei a tirare un po’il fiato. Staremo a vedere. Torno il 15 giugno pronto per accompagnarvi sulle stupende e familiari rocce delle Alpi Centrali. Prenotatevi tramite mail!!!!! A presto Masescu

Arrampicare a Chiareggio

venerdì, 13 Maggio 2011

Il villaggio alpino di Chiareggio, ben noto come crocevia alpinistico di prim’ordine, oltre che base per innumerevoli escursioni, sa riservare piccole ma piacevolissime proposte d’arrampicata. Disseminati tra i prati e nascosti in bucoliche radure tra la pecceta, vi sono massi e paretine di ottimo gneiss che offrono un’arrampicata varia, di stile boulderoso, con diedri, fessure ma anche appigli sinuosi che ricalcano le deformazioni intrinseche della roccia metamorfica. Mic

Val di Mello: Il Risveglio di Kundalini

martedì, 10 Maggio 2011

Lunedì mattina arrampicata su Kundalini con l’amico Alberto Magliano, per 15 anni compagno di grande alpinismo. Con lui ho salito le più belle e classiche vie dell’intero Arco Alpino. Elencarle tutte sarebbe quasi noioso, così mi limito a ricordare le due settimane a cavallo tra il luglio e l’agosto del 1988, durante le quali abbiamo scalato: la Vinatzer alla Sud della Marmolada, Il Pilone Centrale del Freney al Monte Bianco e il Diedro Philipp-Flamm sulla Ovest del Civetta. Il tutto ovviamente senza bivacchi in parete. Grandissimo intellettuale prestato all’alpinismo, negli ultimi anni si è dedicato alla scalata degli 8000, portandosi a casa le ambite vette dell’Everest e del Cho Oyu. Kundalini ci è scivolata tra le dita come i bei ricordi di tante avventure. Masescu

Precipizio degli Asteroidi: Amplesso complesso + Le corna non fan peso

martedì, 10 Maggio 2011

Quando entra in azione l’Artiglio Andrin Sommaruga, ogni programma di bassa macelleria viene accantonato e le attenzioni si rivolgono esclusivamente all’alta cucina arrampicatoria. Così venerdì 6 maggio abbiamo concatenato due vie che si rifanno alla più alta tradizione mellica: “Amplesso Complesso” e “Le corna non fan peso”. Di “Amplesso” avevo partecipato alla “Prima Salita” agli albori degli anni 80, mentre non avevo mai salito “le Corna”aperta da due mostri sacri della Val di Mello: Tarcisio Fazzini e Jacopo Merizzi. Di Amplesso Complesso ne ricordavo l’audacia ma non la bellezza che la colloca tra le più belle opere d’arte della Val di Mello, quindi onore e ammirazione per il vecchio “Ticone” (Olivo Tico) che ai tempi aveva risolto con grande pelo il tiro chiave. Decisamente al di sotto delle aspettative “Le Corna non fan peso”, sporca e a volte pericolosetta: non ne consiglierei la salita se non per motivi prettamente storici. Masescu

Precipizio degli Asteroidi – Piedi di Piombo

lunedì, 9 Maggio 2011

Battesimo del vuoto per la bella Laura, accompagnata dal suo Mentore alpinistico: l’esimio dott.Clara (Sandrino per le donne) La cordata si è composta sabato mattina con la Mission di recuperare un paio di scarpe, arricchite di un costoso sottopiede, dimenticate dalla Guida Masescu alla cengia del Precipizio. Quindi: piacevole e gioviale salita lungo la Val Livincina fino alla partenza della via Self Control e discesa lungo la vertiginosa linea di Piedi di Piombo. Non male come introduzione al vuoto per la neofita ma già bravissima Laura, alla quale secondo Sandrino si aggiungeranno presto altre bellissime amiche, tra cui si favoleggia di una splendida Sara. Masescu

Sasso Remenno e Coda del dinosauro

lunedì, 9 Maggio 2011

Mercoledì 5 Maggio il virus arrampicatorio è stato inoculato a dovere nelle membra di Giuseppe e di Paolo con una prima giornata sulla roccia della Val Masino. Protagonisti di una commovente (per l’entusiasmo e lo stupore) e brillante ( per la loro performance fisica) salita ai Pizzi di Palù e al Pizzo Bernina nell’estate del 2010, hanno scelto come obiettivo stagionale per l’estate 2011 Lo spigolo Nord del Pizzo Badile.L’ introduzione alle piacevolezze del solido granito è avvenuto con la salita al Sasso delle Lucciole, scalato a fine mattinata anche da primi di cordata seguita da veloce arrampicata pomeridiana alla “Coda del Dinosauro”. Ottimi sciatori, instancabili praticanti di dure corse in montagna, formidabili ciclisti sono la dimostrazione pratica che l’entusiasmo e una buona guida alpina (Masescu) possono aprire le meraviglie dell’alta montagna a tutti gli sportivi. Masescu

Val di Mello: Mixomiceto + Nuova dimensione

martedì, 19 Aprile 2011

Cris e Gra, amici prestigiosi, sono l’espressione autentica della passione per la montagna. Dal loro campo base in Val Masino, hanno percorso ogni angolo di questa splendida valle di granito e vantano una conoscenza dei luoghi da far invidia ai più ardimentosi cercatori di porcini e bracconieri incalliti! Domenica abbiamo inaugurato la primavera mellica con una bella combinazione di vie storiche: la fotogenica Mixomiceto, che corre sulla sponda sinistra idrografica della cascata del Ferro e la poco frequentata ma entusiasmante Nuova dimensione al Trapezio d’argento. Mic

Cresta OSA Moregallo

mercoledì, 19 Gennaio 2011

Pare che Leonardo Da Vinci abbia raffigurato nelle sue opere non impressioni ma immagini reali. Leonardo ben conosceva le qualità della natura del territorio lecchese, dalle rocce deformate dei picchi fantastici, ai serpeggianti specchi di acqua e non si esclude siano quelli che si trovano nei suoi disegni. Salire fuori stagione, ma con un clima primaverile, la panoramica cresta OSA al Moregallo, con la fitta nebbia che sommerge la pianura e nasconde gli sconci della modernità, esalta ancor di più quel che vide il genio toscano sul finire del ‘400. Mic

8A

sabato, 30 Ottobre 2010

Se guardiamo il livello di difficoltà raggiunto dall’arrampicata sportiva moderna, salire un 8A al giorno d’oggi è un gioco per ragazzi e fitness per signore. Sempre più numerosi baby arrampicatori raggiungono il grado otto  nell’arco di un paio di stagioni. L’ottoa a vista (salito al primo tentativo senza informazioni preventive sulla via) è il requisito minimo di chi si professa arrampicatore sportivo di alto livello… Ciò nonostante, per chi ha iniziato agli albori dello sport climbing, il fatidico 8A o X- rappresenta ancora simbolicamente il mondo dell’alta difficoltà e evoca le imprese dei vecchi guru come Gullich, Moffat, Edlinger…Ecco quindi che ci si sente felici come pischelli dopo aver assediato e salito questo bello spigolo di solido gneiss alla falesia del Valdone, all’imbocco della Valmalenco. Mic

“Monstre”

mercoledì, 27 Ottobre 2010

Ottima raccolta funghi in quel paradiso terrestre dell’arrampicata che si chiama Yosemite Valley. Breve premessa: facendo la guida, oltre ai clienti “prestigiosi”, ho avuto l’occasione di accompagnare e in un certo senso di creare un tipo di clienti della categoria “Monstre”: talmente presi e folgorati dalla montagna  che, in alcuni campi, sono diventati più bravi di me. Nonostante non mi fruttino più neppure un copeco, con tutti loro siamo rimasti amici e continuiamo a frequentarci, a cena tra famiglie  nelle feste comandate, dove ricordiamo i vecchi tempi, oppure in montagna per vicendevole diletto. L’ultimo “Monstre” della serie, che è venuto a disturbare i miei piani di una serena decadenza arrampicatoria, è senza dubbio l’Andrin Sommaruga, assicuratore in quel di Rho. Andrin ha iniziato ad arrampicare nell’autunno 2001 (bei tempi nei quali lo impressionavo divertendomi sulle vie classiche della Val di Mello) e alla seconda scalata, esattamente all’attacco di Cattoalcolisti, mi ha chiesto se in primavera saremmo potuti andare in Yosemite. “Stu chi l’è matt” pensai tra me e me facendo finta di consultare l’agenda prima di confermargli la mia disponibilità. Così nella  primavera  del 2002  mettiamo  subito in atto la prima scalata “seria”: la via Salathe al Capitan, 33 lunghi tiri che si insinuano lungo il monolite più famoso del mondo. L’Andrin arrampica da secondo sul Free Blast (la prima decina di tiri) per poi salire coi Jumar dall’Hollow Flake in su. Tutto sommato non male come introduzione alle vie d’ambiente  e prima pietra  di una escalation arrampicatoria impressionante. Il 2003 è la volta del Nose che tira da capocordata per circa un terzo, mentre nel 2004 pianta il primo chiodo della sua vita sul primo tiro di Zodiac (bella scuola) tirandosi da capocordata metà della via. Come nella grande tradizione pugilistica americana (Boom Boom Mancini, Sugar Ray Leonard, Marvin Hagler Marvelous…..) inizia la sfilza di soprannomi che gli amici cominciano ad appioppargli diventando così “Andrin testadecazz Sommaruga” da pronunciare con la dieresis sulla u. Nel 2006 saliamo la regular NW all’Half Dome in un giorno più una mezza mattinata ed ormai mi fa andare da capo solo per dare il contentino al vecchio zio. Nel 2007 mi coinvolge nell’arrampicata libera con la  salita alla Salathe-Steck sulla Sentinel Rock , un orribile susseguirsi di camini e fessure offwidth che, a parte la grande soddisfazione, hanno l’effetto di spremerti come la centrifuga di una lavatrice. Ce la giochiamo ancora più o meno alla pari, ma capisco che “l’Andrin” sta prendendo il volo. Qualche giorno dopo andiamo a rilassarci sulla “Lurking Fear” al Capitan, che saliamo in bello stile, bivaccando la prima notte su una scomoda cengetta al decimo tiro. Dormiamo così-così, ma la  strategia  ci permette di lasciare a casa l’ingombrante portaledge  e di entrare nel club dei “Faster parties”. Ormai ci si alterna da capocordata non più come nel rapporto guida-cliente, anzi è tanta la fame di roccia dell’Andrin Testadecazz che alla fine me ne lascia non più di un terzo da capocordata. Nel frattempo frequenta degli arrampicatori americani che gli insegnano i trucchi del mestiere sulle infami fessure e nei camini yosemitici. Lui beve come un morto di sete tutti gli sgami del mestiere, diventa sempre più bravo e a sto punto per gli amici il suo nome si evolve in “Andrin Testadecazz Lucumutiva Sommaruga”, per la progressione inesorabile sulle fessure. Io ormai lo seguo nei suoi deliri, sbuffando, grugnendo e soffrendo la trasformazione catartica del considerare le fessure , non più dei meravigliosi luoghi dove inserire friend e nut ai quali attaccare serenamente una staffa, ma delle nere ed ossessive vie per l’inferno da affrontare in arrampicata libera. Il mio braccione si ingrossa a dismisura su New Dimension (dove linka i tiri), Butterball,  Moratorium, English Breakfast, Crack a go-go…….. tutti gioielli della leggendaria arrampicata libera americana. Per farla breve: se l’arrampicatore medio europeo si muove al primo impatto con Yosemite su difficoltà medie di 5,8 il nostro ( un vero maestro nella veloce arte di proteggersi coi friend)  ormai si porta a casa serenamente il 5.11d  a vista, che è un grado enorme e non corrisponde mai e poi mai al grado equivalente della scala francese. E veniamo agli anni più recenti: Andrin  si è costruito una bellissima casa a Yosemite West, a mezz’ora dal Capitan e a un quarto d’ora dal  Rostrum, che ormai sale con la stessa disinvoltura di Luna Nascente. In questo modo riesce finalmente ad eliminare la fastidiosa limitazione del soggiorno in valle (contingentata a due settimane) e le penose code per prendersi un posticino a Camp 4, per dedicarsi con maggiore serenità alla cura yosemitica. Lusingandomi con false  promesse di scomodi bivacchi su dure vie in artificiale che sarebbero (ancora per poco) terreni a me più congeniali, mi invita in Yosemite a metà dello scorso settembre. La trappola scatta non appena prendo posizione nel morbido lettone dal quale domino attraverso le enormi vetrate del soppalco la Sierra Nevada.  Mi rendo conto che sarà ben difficile abbandonare le mollezze dei bivacchi al Pio Albergo Sommaruga per andare a bivaccare su qualche misera cengia.  Quindi niente Big Wall, ma un menù a base delle assurde vie scelte da quello che ormai è diventato “Andrin Testadecazz Artiglio Sommaruga”. La raccolta funghi inizia cazzeggiando su Red Zinger (5.11d prima libera di Ray Jardine) e Meatgrinder, un selvaggio diedro di 5.10c in grado di togliere il fiato a più di un nostro top climber. Complici le corde sempre più lunghe che Artiglio-Lucumutiva acquista, saliamo il Rostrum all free, linkando i primi 4 tiri in due lunghezze “monstre” da 50 metri e passa. Impietosito dallo zio, Testadecazz abbassa per un attimo il tiro e saliamo, finalmente in alternata, il Northeast Buttress dell’Higher Cathedral, 11 tiri di bellissima arrampicata (il più bel 5.9 di Yosemite) finalmente più umana.Ma la serie di polpette avvelenate è dietro l’angolo: così negli ultimi tre giorni del nostro soggiorno saliamo la dura Hearth of Stone al Fairview Dome, con un diedro di 5.12 mancato per un soffio da Artiglio Sommaruga e la lunga  e intimidente (con una corda sola e senza possibilità di calata) West Face del Capitan, dagli obbligatori duri e dalla relazione sommaria. Per non fare troppo tardi nelle ormai corte giornate autunnali, ho obbligato Lucumutiva a sporcare la sua impeccabile salita all free della via obbligandolo, sul tiro di 5.12, ad una onesta e più veloce mungitura di quei favolosi ed comodissimi attrezzi che rispondono al nome di friend. Siamo scesi dal Big Bros alla luce delle pile arrivando a casa in tempo  per la cena. Alla fin della fiera, quello che mi piace di questa storia è: da una parte la soddisfazione di aver contribuito a liberare il mostro, dall’altra il fatto che L’Andrin non è un “Simuladuu” termine usato in Valmalenco per definire un soggetto dedito  all’autoreferenzialità. Lui arrampica per il piacere di arrampicare e ha solo voglia di migliorarsi: il resto non gli interessa. Infine devo dire che accompagnarlo nei suoi deliri arrampicatori fa bene anche a me, perché tirare per tre settimane di fila le braccia nelle fessure yosemitiche mi ha veramente allenato. Mi sarebbe piaciuto un sacco impressionare qualche ignaro cliente su Oceano Irrazionale, il più bel 5.7  della Val di Mello. Peccato che la stagione sia ormai finita.

P.S Testadecazz Artiglio Sommaruga, in compagnia del suo inseparabile amico Gnerrone, l’estate scorsa ha scoperto in Piemonte una  falesia, incredibilmente vergine, piena di fessure dove ha aperto delle bellissime linee con tiri lunghi anche 40 metri e spit solo alle soste. Le “grada” con umiltà, attenendosi strettamente ai canoni “americani”, attirandosi così severi anatemi  e irritando non pochi top climber che hanno difficoltà a salire su “banalissimi” 5:10d. Provare per credere! Masescu