Toro Seduto è il nome dell’ampio roccione alto un centinaio di metri che si alza sopra il placido torrente che scorre lungo la piana dell’Alpe Val Poschiavina. Un solido contrafforte di serpentino fatto di placche, diedri e fessure. L’esposizione a nord e a ovest rende il luogo particolarmente fresco anche nelle giornate più torride, luogo ideale per chi vuol fuggire dalle arroventate pareti di fondovalle. Mic
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Val Poschiavina: Toro Seduto
lunedì, 29 Luglio 2013Valdimello: Kundalini e Luna Nascente
mercoledì, 17 Luglio 2013Partenza con Decollo Verticale alla “Sea Harrier” per il giovane Francesco (17 anni) alla sua prima visita alla Val di Mello. Accompagnato da papà Gian, un sessantino con alle spalle un’ottima preparazione dolomitica e un avambraccio aggressivo allenato nella meravigliosa sala d’arrampicata di Verona, una delle più grandi d’Europa, Francesco ha prima salito in bellezza Kundalini e il giorno dopo, come nulla fosse Luna Nascente. Veloce nell’arrampicata ed intuitivo nelle manovre di corda, era alla sua prima esperienza su una via di più tiri: è stato un piacere arrampicare con lui tant’è che, se non fosse stato per la presenza di altre lentissime cordate, avremmo sbrigato l’arrampicata di questa meravigliosa via in poco più di due ore. A proposito: è stato bello darsi appuntamento al Bidet della Contessa, un posto dove non funzionano i cellulari, per cui ,come ai bei vecchi tempi, sedersi sul bordo della pozza ad aspettare per pochi minuti gli amici è stata l’occasione per gustare a fondo la bellezza del luogo immerso nella sua trionfale veste estiva. Masesku
Valmalenco cool rock
mercoledì, 10 Luglio 2013Per sfuggire dalla calura di fondovalle e della pianura, le pareti grandi e piccole della Valmalenco sono uno splendido rifugio che ben si presta all’abbinata vacanza alpina + arrampicata. Con l’arrivo dell’estate le Guide Alpine della Valmalenco hanno completato una prima fase di restyling e creazione di nuovi itinerari sportivi presso la falesia dello Zoia, una delle più belle della Valtellina. Accanto alle numerose linee di grado 7 e 8 si sono aggiunti una trentina di vie nuove (in prevalenza tra 5c e 6c). Per l’occasione è stato realizzato un breve video che riassume le proposte verticali e turistiche estive della Valle:
Buone scalate! Michele Comi
LA ROCCIA
Serpentinite (o più comunemente serpentino) è il nome di una roccia metamorfica, risultato di una profonda e lunga trasformazione di rocce preesistenti (peridotiti). Potremmo definirla “bastarda” perché ha forme sinuose e non è facile da leggersi e per via del suo aspetto camaleontico. Osservata in frattura ha un colore verde cangiante, sovente accostato a nere macchie di magnetite o sottili filamenti di amianto, mentre in superficie colpisce per la sua mutevolezza: dal grigioverde, al grigioperla brillante, per passare al rosso in tutte le sue sfumature, toccando persino il giallo e il nero. La Valmalenco è il regno del serpentino come la Val Masino è quello del granito e in tutte le Alpi vi sono ben poche altre località dove è possibile arrampicare su questa roccia magnifica. La valle è tutta un mare di affioramenti, un caotico mare di strutture rossastre che emergono dal bosco, che sfilano sui pascoli oltre i duemila metri, che formano canyon, guglie, pilastri e che culminano in alto con i 3678 metri del Monte Disgrazia. Il serpentino è una grande roccia per arrampicare: appigli invisibili e ruvidi compaiono miracolosamente se solo sì è avuto il coraggio di avanzare sulla parete apparentemente liscia. Il sole del tramonto colora l’arrampicata con calde e fantastiche tonalità, tanto da rendere le pareti somiglianti alle note ed esotiche pareti australiane dei Mount Arapiles. Enormi pance rossastre striate di nero, lisce e luccicanti per l’azione modellante dei ghiacci, percorse da fessure e lame; placche rugosissime, a gocce d’acqua che, colore a parte, sembrano calcare; intrichi di rugosità e fessurine, sequenze incredibili di appigli e reglette, un terreno di gioco dove la tecnica e l’intelligenza arrampicatoria hanno il sopravvento sull’uso della forza. Le fessure sono un vero paradiso per nut e stopper e chi ama il gioco di salire creando, non troverà terreno migliore e più impegnativo per le sue meningi.
STORIA
Le pareti dell’alta Valmalenco di Campo Moro e della Val Poschiavina sono una vasta ed interessante area in quota per la pratica dell’arrampicata a tutti i livelli ed in tutte le sue forme. La quota media che si aggira attorno ai 2000 metri di altitudine e una straordinaria cornice ambientale d’alta montagna con i laghi artificiali di Campo Moro e Gera sono da anni un luogo privilegiato per gli arrampicatori in fuga dalla calura estiva dei fondovalle. I primi a cimentarsi su questi rossi muri di serpentino, furono, a partire dal 1970, le guide locali Angelo Parolini e Celso Nana, che con Roberto Dioli aprirono alcune vie destinate a diventare delle classiche, come il Diedro Flic e Floc al Toro Seduto in Val Poschiavina. Nei primi anni ‘80 giunsero i “Sassisti” che anche qui portarono la loro filosofia del gioco-arrampicata, con Giuseppe Miotti, Guido Merizzi e Lodovico Mottarella. Alcune delle loro salite rimangono un bell’esempio di estetica e di difficoltà. L’opera esplorativa proseguì negli anni seguenti fino agli anni ‘90 dove Walter Strada e C. scoprirono e salirono altre linee avventurose sulle strutture più remote, assieme a Michele Comi attivo sulle strutture prossime al Rifugio Bignami e all’Alpe Gembrè. Lo sviluppo dell’arrampicata sportiva portò in questo periodo, il primo 8a della zona superato da Daniele Pigoni, (Are you ready) sulla Parete della Diga. Parallelamente si sviluppa la chiodatura sistematica con ancoraggi fissi delle pareti più interessanti e facilmente raggiungibili come le falesie del Deposito Inerti e del rifugio Zoia, poi rivelatasi una delle più belle dell’intera Valtellina. I protagonisti di questa nuova fase furono le guide Massimo “Vigneron” Bruseghini e Augusto Rossi. Massimo liberò tutte le vie di alta difficoltà sulla parete dello Zoia e Augusto Rossi intraprese una grande e silente opera di chiodatura che continua ancor oggi. Dopo il 2001, Luca Maspes “Rampikino” e C. contemporaneamente alla guida Augusto Rossi, hanno completato l’attrezzatura di numerose vie alte fino a 350 metri, con chiodatura sistematica e rapide discese in doppia. Negli ultimi anni Gerry Miotti, Gino Notari, Matteo Maternini e Fabio Sertore hanno ampliato il terreno di gioco sportivo sulle pareti dello Zoia le cui pareti sono state oggetto di visite illustri, tra cui nel 2012 quella del fuoriclasse Ceco Adam Ondra che ha ripetuto le linee più belle della zona. Nel 2013 si è attivata, ad opera delle Guide Alpine della Valmalenco con il contributo dell’Unione dei Comuni lombarda della Valmalenco, la sistemazione delle aree d’arrampicata con sostituzione degli ancoraggi obsoleti e creazione di nuove vie. La prima fase di lavoro ha interessato le pareti dello Zoia con restyling completo e creazione di 26 nuove lunghezze. Le possibilità offerte da quest’area sono ben lungi dall’essere esaurite: le tante pareti nascoste è più lontane attendono ancora fantasiosi arrampicatori di domani.
FALESIA ZOIA, COME ARRIVARE
Da Sondrio indicazioni per Valmalenco e quindi Lanzada, Franscia e Campo Moro (32 Km strada asfaltata). Parking nei pressi del Ristoro Campo Moro, indi in pochi minuti a piedi al rifugio Zoia e alle pareti.
ISTRUZIONI PER L’USO
Si rammenta che le pareti, incluse quelle con protezioni fisse, non sono da considerare strutture sportive gestite e custodite. L’esposizione agli agenti naturali fa sì che la roccia e la chiodatura possono essere soggette ad un naturale deterioramento e modificazione. E’ buona norma attivare tutte le azioni di auto-protezione indispensabili per chi pratica attività in montagna e all’aperto. Eventuale tracciatura di nuove vie, loro localizzazione e difficoltà, devono essere segnalati al sito www.guidelapinevalmalenco.it Rispettate l’ambiente ed il silenzio circostanti e non abbandonate rifiuti.
Masescu alla Leaning Tower
martedì, 18 Giugno 2013Tradizionali “Fanghi Yosemitici” primaverili a cavallo tra maggio e giugno nel fantastico Bivacco Sommaruga, a Yosemite West. Oltre a fare del duro fitness al seguito dell’agguerritissimo Andrin, che ormai può essere considerato un vero Local : 5.12 a vista, linkamento dei tiri sulle vie e scalate alla pari con i Big alla Hans Florine (il primatista del Nose), quest’anno ho avuto il piacere di portare a casa una piccola Big Wall. Complici i “Big Walzer” in erba: Piopompolo Harding e Chuck Chiccus Pratt, anch’essi ospiti della prestigiosa “Climbing Clinic Sommaruga”, mi sono portato a casa la West Face della Leaning Tower. Facile sulla carta, ma non banale nella pratica, necessita l’uso obbligatorio di un Leeper Cam hook, una lametta da usare in torsione e di un Hook, una sorta di artiglio, se non si vuole portare chiodi e martello, oltre ad alcuni passaggi su Copperhead, per fortuna gia in loco. E’ la via più strapiombante della valle, degna del più blasonato Shield, e il grande vuoto che si respira, più che scalare una parete, dà la sensazione di risalire una voragine. In ogni caso, bello il bivacchino alla Hawanee Ledge, dove ho dormito come un sasso. Masescu
Val di Mello – Sarcofago: Cunicolo Acuto.
domenica, 12 Maggio 2013Decisamente inconsueta, la prima via della Val di Mello (1975) si insinua nelle viscere di granito superando lo stretto camino formato dall’enorme lama che borda il Sarcofago, una delle tante strutture melliche che invitano al più puro e divertente “gioco arrampicata”. Tre lunghezze singolari, tra fessure e camini, salite in cordata con Alessandro, accompagnati dal suono delle acque del torrente Qualido che scorre a pochi metri di distanza..Mic
Val di Mello: Stomaco peloso e Alba del Nirvana
lunedì, 6 Maggio 2013Partenza bruciante per Giulio, alla sua prima arrampicata in parete! Dopo una breve introduzione in palestra presso il Centro Polifunzionale della Montagna di Filorera, nell’attesa che le placche di granito asciugassero dopo le piogge di questa primavera monsonica, abbiamo affrontato la gran classica dello Stomaco, utile a prender confidenza con l’aderenza mellica e l’uso delle scarpette d’arrampicata a suola liscia. A seguire siam saliti oltre le chiome dei grandi faggi, al riparo del grande tetto che sovrasta il Trapezio d’Argento, seguendo la storica fessura obliqua dell’Alba del Nirvana: una delle prime vie tracciate nella Valle. Mic
Val di Mello: Trapezio d’argento – Stomaco peloso
venerdì, 26 Aprile 2013Per entrare in “sintonia con la placca” e l’arrampicata d’aderenza uno dei luoghi migliori è sicuramente il Trapezio d’Argento. Lo “Stomaco peloso”, oltre ad essere una delle prime vie storiche della Val di Mello, è una magnifica palestra per comprendere i trucchi del mestiere utili ad affrontare le lisce placche granitiche della Valle. Sì può iniziare con gradualità, traversando a pochi decimetri da terra per capire il limite di tenuta della mescola e la miglior posizione del corpo per rendere efficace l’effetto di spinta sui piedi. In successione si può prender quota, sino ad affrontare le linee più impegnative poste sul lato destro della struttura. Le difficoltà abbordabili, unite alla bellezza del sito, mai affollato e facilmente raggiungibile, ne fanno una meta interessante anche per il gioco arampicata da proporre ai più piccoli. Mic
Arrampicare in Sicilia
mercoledì, 28 Novembre 2012E’ quasi superfluo descrivere la forma e bellezza di queste rocce, da cogliere assolutamente fuori stagione e abbinare a bagni ancor tiepidi in calette deserte, passeggiate solitarie e altre delizie. Mic
“Quando niscì dalla trattoria s’era mangiato tre antipasti, un piatto di spaghetti ai ricci di mare bastevole per quattro persone e sei triglie di scoglio fritte al millimetro, eppure si sentiva lèggio lèggio pervaso da un benessere tale da stampargli un sorriso ebete sulla faccia.” Andrea Camilleri – La prima indagine di Montalbano.
Arrampicare a Isolaccia
martedì, 20 Novembre 2012Ampi spazi aperti e morfologia favorevole fanno di Bormio e dintorni una meta abituale per sciatori, scialpinisti e bikers di ogni tipo. L’arrampicata trova certamente migliore e più vasto terreno d’azione nelle vicine valli di Malenco e Masino. Qualche bella parete di dolomia merita però una visita anche perchè rappresenta l’unica possibilità in Valtellina per scalare su rocce carbonatiche. E’ il caso delle ripide e solari pareti di dolomia che sovrastano l’abitato di Isolaccia. Un bel laboratorio d’allenamento per chi è abituato alle adagiate placche granitiche e desidera mettersi alla prova con un’arrampicata decisamente più muscolare e di difficile interpretazione per l’inusuale orientamento e disposizione di appigli e appoggi. Mic
Valmalenco: falesia del Ciafer
venerdì, 9 Novembre 2012Bella parete di mezza quota, affacciata sullo sbocco della forra del torrente Lanterna, praticamente di fronte alla spumeggiante cascata degli Zombie (una chicca in versione gelata invernale). Da cogliersi in queste giornate autunnali per via dell’ottima esposizione al sole che la rende sin troppo calda l’estate. Vi sono una dozzina di lunghezze di corda, tra il 5b e 7a, lunghe circa 30m (consigliata corda da 70m). La patina di carbonato biancastro che ricopre a tratti la roccia di serpetinite sottostante, probabile effetto della percolazione delle acque, rende l’arrampicata insolita, a tratti del tutto simile all’arrampicata su calcare. Mic





























