Archivi per la categoria ‘alpinismo’

Domande

domenica, 22 Maggio 2022

21 maggio, 2400m, esposizione Nord Ovest, calura del solleone….

L’inarrestabile fusione cancella la scarsa neve residua dell’inverno.

La stagione alpinistica in quota non è ancora cominciata, di questo passo terminerà assai presto? Con il rapido passaggio da neve “marcia” a ghiaccio “nero” e detriti?

Forse ci occorrono più lenti per guardare le cose?

Come possiamo continuare ad “abitare” le cime, ma non solo quelle, di fronte a questi stravolgimenti?

Anatomia della neve

lunedì, 7 Febbraio 2022

Normalmente in inverno sulla montagna o ci si muove con gli sci o si fa altro o si sta a casa.

La prolungata assenza di precipitazioni invita però ad una salita alpinistica in quota lungo un canale serrato tra le rocce. Un piccolo viaggio utile a scandagliare la neve ad ogni passo. Calpestiamo pietre, erbe secche, neve farinosa, croste di rigelo, sastrugi, placche ventate, brina di superficie e brina di profondità, la cui combinazione disegna una mappa della neve che cambia ad ogni metro.

Si passa in pochi istanti dall’appoggio sulle punte frontali dei ramponi al nuoto dentro una massa bianca inconsistente.

Salendo a piedi tracciamo indirettamente una continua stratigrafia del manto. Con le prossime nevicate, se mai arriveranno, tutto si farà assai complicato e i fragili lastroni sepolti probabilmente potranno cedere con gran facilità.

Quante cose non siamo in grado di vedere?

domenica, 19 Dicembre 2021

Questa foto scattata in un contesto tutt’altro che naturale, in centro a Milano, pochi giorni fa, racconta quante “cose” nascoste normalmente non siamo in grado di vedere.

Un piccolo indizio che racconta quel che sarà il nostro approccio alla montagna anche per l’anno che verrà, orientato all’ esplorazione, curiosità e ricerca, dove poter sperimentare rischi, imprevisti, errori e scoperte e pure nel tentar di notare quel che non si è mai visto prima..

In fondo è bello accorgersi di non conoscere quel che si pensa di sapere e che l’esplorazione critica apre ovunque, anche in luoghi assai familiari, sterminate ispirazioni e vie di salita.

Continueremo ad allenare soprattutto i “muscoli” percettivi, gli unici in grado di governare la complessità, per  migliorare i nostri sguardi e per far emergere nuove domande utili a svelare nuove connessioni.

Proveremo ancora a perderci, per far spazio all’inaspettato, per imparare a riconoscere ancor più queste montagne e forse un po’anche a curarle.

Porsi domande

mercoledì, 15 Settembre 2021

Le nostre avventure in montagna sono solo frivolezze? O possono fornire intuizioni di cui possiamo aver bisogno per gestire le avversità del quotidiano?

Scalare è un ottimo fitness “adrenalinico” all’aperto? Oppure può orientare a sviluppare la capacità di prendersi cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiente?

In montagna prendiamo continuamente decisioni in risposta alle possibili conseguenze dovute all’esposizione a luoghi intrisi di pericoli? Con consapevolezza o ci affidiamo al caos e al caso?

La consapevolezza di quel che accade dentro e attorno a noi sta alla base del processo decisionale?

Come facciamo a sapere se facciamo buone scelte anche se la giornata è andata bene? (Ci è andata di “culo” o se siamo stati bravi?)

Siamo sempre in grado di agire ispirati e con grazia o siamo più spesso mossi dall’arroganza basata sull’ego?

Può essere utile comprendere più a fondo le decisioni che prendiamo?

Arrampicata sulla Sentinella della vergine, Valmalenco SO

La consegna del silenzio

giovedì, 2 Settembre 2021

Quando si è in cima, la consegna del silenzio per qualche minuto è d’obbligo.

Anche se si è pochi metri di distanza, uniti ancora dalla corda, ognuno sceglie un posto e un modo che gli piace, si mette in ascolto, osserva ciò che lo circonda, tira il fiato, pensa a nulla o a tutto… forse inizia a chiedersi: cosa ho visto? Cosa ho scoperto? Come è stato?

Con grande piacere vi accompagnerò per vette solitarie, pareti nascoste, sentieri dimenticati, dove saremo quasi certi di trovare tempo e silenzio.

ph Vale

57934 passi attorno al Pizzo Tremoggia 3441m

domenica, 29 Agosto 2021

57934 passi. Ogni passo poggia su forme e superfici diverse, attraverso orizzonti minerali e vegetali sempre nuovi, sino ai ghiacciai e le vette meno percorse del Bernina Sud, dove non c’è spazio per essere sbrigativi nel guardare le cose.

Scavalchiamo le Alpi, senza cercare un luogo preciso. Poi pieghiamo verso il sole, oltre il secondo valico, sino al culmine della Sassa d’Entova 3329m per guardare lontano.

Migliaia di passi attraverso boschi, pascoli, fiori, pietraie, torrenti, cascate, laghi, neve, ghiaccio, crepacci, bédière, marmi, scisti, cristalli di calcite, dettagli e connessioni senza fine…

Traversata Glüschaint 3594m Sella 3511m

lunedì, 16 Agosto 2021

Il profilo delle vette della Valmalenco osservate da Sondrio mostra un’inconfondibile sella rocciosa che da il nome all’omonima accoppiata di vette: La Sella (occidentale 3584m e orientale 3564m).

Valmalenco vista da Sondrio, disegno di Alessandro Greppi 1873

Una lunga e aerea cavalcata consente di raggiungerle, partendo dal bivacco Colombo appollaiato sopra la Forcola Fex Scerscen, toccando in sequenza il Piz Glüschaint 3594m, La Sella, I Gemelli (occidentale 3500m e orientale3501m), il Pizzo Sella 3511, sino ad approdare al rifugio Marinelli…

Prime luci alla Forcola Alta 3396m

Una traversata dimenticata dove è fondamentale alleggerire lo zaino per concentrarsi sul prossimo passo, alla ricerca della via, tra creste, gendarmi, scivoli di neve e ghiaccio e crepi terminali…

Verso il Glüschaint

Un tour d’alpinismo classico dimenticato, reso più impegnativo d’un tempo dall’inesorabile regressione dei ghiacci, specie alla base delle torri di granodiorite, ma per questo non meno affascinante.

L’anfiteatro glaciale che conduce alle rocce della Sella occidentale
Discese le rocce rotte della Sella orientale si aprono i pendii glaciali che conducono ai Gemelli

Una lunga deviazione dall’ordinario, immersi in un tempo sospeso, tra montagne così belle che obbligano a fermarsi per riprendere fiato.

La mole del Roseg verso la calotta del Pizzo Sella
La traversata

Mappe della mente

mercoledì, 11 Agosto 2021

La mappa bidimensionale di una grande salita (relazione e disegno) va letta soprattutto dopo averla percorsa.

Solo così è possibile andare oltre la parziale informazione messa sulla carta per ottenere un’autentica mappa indelebile e personale dell’avventura in parete.

In tal modo nella nostra mente la carta diventa all’istante tridimensionale, ricca di ogni dettaglio e rilievo, dove oltre agli spazi e metri di granito percorsi si associano mille sensazioni, emozioni, dubbi, fatica e felicità di una grande scalata…

Nelle immagini: salita al Piz Badile 3308m spigolo Nord

Senza fronzoli

domenica, 8 Agosto 2021

Ascensioni principali nei Gruppi Bernina-Disgrazia-Scalino

Dalle Capanne Marinelli 2813m e Marco e Rosa 3609m
Pizzo Bernina 4050m
Pizzo Roseg 3963m
Traversata Scerscen 3971m Bernina 4050m
Cresta Guzza 3869m
Pizzo Argent 3945m
Pizzo Zupò 3996m
Pizzo Bellavista 3922m
Traversata Argent-Zupò-Bellavista
Giro delle Belleviste
Pizzo Palù 3906m
Pizzo Sella 3511m

Dai Rifugi Bignami 2401m, Carate 2636m
Sasso Moro 3108m
Cime di Musella 3068m
Cima di Caspoggio 3138m
Pizzo Varuna 3453m
Pizzo Palù 3906m

Dal Rifugio Longoni 2417m
Pizzo Tremogge 3442m
Traversata Entova 3331m, Malenco 3438m, Tremogge 3442m
Piz Gluschaint 3594m
Sassa di Fora 3366m

Dai Rifugi Porro 1960m e Ventina 1965m
Monte Disgrazia3678m per Cordamolla
Pizzo Cassandra 3226m
Punta Kennedy 3295m
Punta Kennedy per cresta Est
Pizzo Ventina 3261m
Torrione Porro 2432m
Dalla Capanna Ponti 2559m
Monte Disgrazia 3678m via Normale
Dai Rifugi Zoia 2021m, Cà Runcasc 2170m, Cristina 2087m
Pizzo Scalino 3323m
Dal Rifugio Del Grande Camerini 2580m
Cima Vazzeda 3301m
Traversata Vazzeda Cima di Rosso 3366m
Cima di Valbona 3033m via Gervasutti

Grandi Pareti
Pizzo Bernina cresta Biancograt


Passo di Gembrè 3232m

mercoledì, 4 Agosto 2021

Tempo di pioggia e salta fuori questa vecchia foto, scattata al termine di una salita esplorativa su un raro e assai lontano muro di granito fessurato, nei pressi dal misterioso valico che separa i bacini della Vedretta di Palù dalla Vedretta di Fellaria. Probabilmente il passo doveva essere un tempo più frequentato di quanto lo sia attualmente, dato che la mappa storica (1870) ne riporta la traccia di accesso, forse ricordo vecchie rotte per scavalcare le Alpi antecedenti la piccola era glaciale?