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Scalare nella nebbia

venerdì, 12 Agosto 2022

Quello che non si vede si immagina.

Lungo la via i chiodi appaiono all’improvviso, mentre siamo concentrati sul singolo movimento.

La nebbia da un senso di bianca protezione, colma l’abisso che ci circonda.

I colori non parlano, smettiamo di guardare, si ascolta, si respira, si scala.

Se ogni tanto filtra un raggio di sole ci si sente quasi impreparati.

Quello che appare è già successo?

“E’ l’incertezza che affascina, la nebbia rende le cose meravigliose.” O. Wilde

Nelle immagni: scalata nella nebbia lungo la via Molteni-Camporini (1935) al Pizzo Badile.

Radicamento

sabato, 30 Luglio 2022

Uno dei migliori momenti delle salite alpine è l’attesa della sera, seduti fuori dal rifugio, godendo del calar del sole, pregustando la scalata del mattino dopo…
In questi attimi vien naturale condividere con il compagno di cordata ciò che è davvero essenziale per la buona riuscita dell’ascensione ovvero il radicamento.
Radicarsi significa liberarsi da tutte le distrazioni collegate ad oggetti, materiali ed illusioni che, per abitudine o convenzione, ci portiamo quassù.
Ecco allora che iniziamo a mettere un piede avanti all’altro e con qualche semplice esercizio proviamo a percepire quanto è importante e salvifico tenere il passo saldo e fermo.
In fondo la nostra maggior protezione sta proprio qui, nel sentire e sentirsi ben poggiati, dai sentieri, alle rupi, ai pendii di neve e ghiaccio.
Capire in anticipo adesione e tenuta del passo è la miglior garanzia di buona riuscita della nostra salita.
Da un buon radicamento nascono indimenticabili avventure.

La capanna del Disgrazia

mercoledì, 27 Luglio 2022

Sulla capanna del Disgrazia di allora solo poche parole: la piccolissima e semplice baracca, costruite tra le rocce appena 5m sotto la e a sud della Punta Siber Gysi*, si chiamava capanna Maria e fu eretta nell’anno 1884 da ingegneri italiani che effettuavano misure topografiche sulla vicina vetta del Disgrazia. Il semplice assito misurava circa 3m di lunghezza e aveva una larghezza di meno di 2m.

Resti della capanna nei pressi della vetta

Verso monte era stato posto un tavolato di 4 posti. L’arredamento consisteva in 4 coperte, un fornelletto a spirito con un recipiente, 4 tazze, e qualche cucchiaio. Alla fine dei lavori topografici la capanna venne donata al C.A.I. La resistenza effimera alle intemperie di costruzioni poste a quell’altezza è dimostrata dal fatto che solo due anni dopo trovai la capanna distrutta.

Tracce del ricovero a picco sopra la valle di Preda Rossa

Christian Klucker Memorie di una guida alpina. La mia prima salita al Disgrazia agosto 1886. Ed Tararà 1999

*L’anticima ovest del Monte Disgrazia era un tempo così inutilmente denominata perchè un tale Siber Gysi vi si era dovuto arrestare senza poter raggiungere la vicina vetta.

Comunicare l’incertezza

giovedì, 21 Luglio 2022

Sfuggire all’insicurezza è insicurezza.

Montagna, alte temperature, ghiacciai, cambiamento…

Comunicare l’incertezza è assai complicato.

Occorre almeno ammettere e distinguere quello che si sa da quello che non è possibile conoscere…perché in questi ambienti solo l’incerto è certo.

“La sicurezza prima di tutto!” o “Prima di tutto la sicurezza”, sono slogan che circolano in queste giornate roventi che accompagnano i cambi di programma o rinunce a salite su neve e ghiaccio.

A volte conditi da metafore belliciste, come la “rinuncia alla conquista” o “guerriero che torna vivo  dalla battaglia buono per tornare a combattere”, queste uscite evidenziano la contraddizione nel voler essere sicuri entro ambienti la cui natura è la mutabile precarietà.

Anche quando le temperature torneranno entro limiti accettabili nulla sarà risolto, né di nuovo certo.

E poi non tutti i ghiacciai d’improvviso diventano off limits….

Muoversi al limite delle proprie competenze è il ruolo dell’interprete della montagna.

Cosa sono le nuvole?

mercoledì, 20 Luglio 2022

Incontri e visioni lungo lo Spigolo Nord del Badile, tra sfumature segrete e spettacoli del cielo.

Vapori all’alba
Sbuffi lungo l’infinito dorso di granito
Cuscini verso la sommità
Castelli di vapore e di roccia
Spiriti dell’aria?

Sensazioni e sfumature alla Corda Molla al Disgrazia

lunedì, 11 Luglio 2022

Una foglia d’acero trasportata dal vento sul ghiacciaio a 3100m

Una grande montagna vestita di pietra e di ghiaccio. Un cielo, uno spazio che pare infinito.

Una vecchia scatola di sardine.

Una corda, uno spuntone,

Una vetta, un riparo di latta.

Un’ala di farfalla persa tra le rocce della cima

Nebbie

Nubi

Una camera con vista

Una notte

Luci

Un corridoio tra i seracchi

Un dedalo di crepacci

Un’avventura.

Nuovi comportamenti

sabato, 11 Giugno 2022

Dopo una primavera rovente occorre muoversi anzitempo per le salite in quota. Salvo improbabili nevicate estive, con crollo delle temperature, fra poche settimane andar per ghiacciai potrebbe essere assai problematico…

Siamo resistenti ai cambiamenti, ma nuovi comportamenti nell’andar per monti sono necessari:  partenze notturne, inseguendo le ore più fresche della giornata, valutazione continua delle condizioni ambientali, disponibilità alla modifica di percorsi e programmi, alla rinuncia, alla fuga sulla solida roccia….

Piz Zupò 3996m e Piz Argent 3942m osservati dalla Crast’Agüzza 3869m

Domande

domenica, 22 Maggio 2022

21 maggio, 2400m, esposizione Nord Ovest, calura del solleone….

L’inarrestabile fusione cancella la scarsa neve residua dell’inverno.

La stagione alpinistica in quota non è ancora cominciata, di questo passo terminerà assai presto? Con il rapido passaggio da neve “marcia” a ghiaccio “nero” e detriti?

Forse ci occorrono più lenti per guardare le cose?

Come possiamo continuare ad “abitare” le cime, ma non solo quelle, di fronte a questi stravolgimenti?

Anatomia della neve

lunedì, 7 Febbraio 2022

Normalmente in inverno sulla montagna o ci si muove con gli sci o si fa altro o si sta a casa.

La prolungata assenza di precipitazioni invita però ad una salita alpinistica in quota lungo un canale serrato tra le rocce. Un piccolo viaggio utile a scandagliare la neve ad ogni passo. Calpestiamo pietre, erbe secche, neve farinosa, croste di rigelo, sastrugi, placche ventate, brina di superficie e brina di profondità, la cui combinazione disegna una mappa della neve che cambia ad ogni metro.

Si passa in pochi istanti dall’appoggio sulle punte frontali dei ramponi al nuoto dentro una massa bianca inconsistente.

Salendo a piedi tracciamo indirettamente una continua stratigrafia del manto. Con le prossime nevicate, se mai arriveranno, tutto si farà assai complicato e i fragili lastroni sepolti probabilmente potranno cedere con gran facilità.

Quante cose non siamo in grado di vedere?

domenica, 19 Dicembre 2021

Questa foto scattata in un contesto tutt’altro che naturale, in centro a Milano, pochi giorni fa, racconta quante “cose” nascoste normalmente non siamo in grado di vedere.

Un piccolo indizio che racconta quel che sarà il nostro approccio alla montagna anche per l’anno che verrà, orientato all’ esplorazione, curiosità e ricerca, dove poter sperimentare rischi, imprevisti, errori e scoperte e pure nel tentar di notare quel che non si è mai visto prima..

In fondo è bello accorgersi di non conoscere quel che si pensa di sapere e che l’esplorazione critica apre ovunque, anche in luoghi assai familiari, sterminate ispirazioni e vie di salita.

Continueremo ad allenare soprattutto i “muscoli” percettivi, gli unici in grado di governare la complessità, per  migliorare i nostri sguardi e per far emergere nuove domande utili a svelare nuove connessioni.

Proveremo ancora a perderci, per far spazio all’inaspettato, per imparare a riconoscere ancor più queste montagne e forse un po’anche a curarle.