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Celebrazioni 150 Picco Glorioso – rievocazione alpinistica

martedì, 21 Agosto 2012

E’ mezzanotte quando in compagnia di Norbert Parolini e Andrea Salvetti, giovani promettenti alpinisti valligiani, muoviamo i primi passi lungo la deserta strada acciottolata nel centro di Chiesa, proprio innanzi all’edificio che ospitava nel 1862 l’albergo Olivo, dove partirono la notte del 20 agosto i primi esploratori alpinisti inglesi. La lunga risalita della valle del Mallero, in direzione Chiareggio, si fa sentire, soprattutto per la disabitudine al trasporto dello zaino affardellato direttamente dal fondovalle. Il suono e il soffio refrigerante del torrente ci accompagna per l’intera nottata. A tratti percorriamo quel che resta dell’antica cavallera del Muretto. Chiareggio, immerso nel silenzio della notte, conserva inalterato il fascino del villaggio alpino, nonostante l’invasione di automobili parcheggiate un po’ ovunque. Lungo la val Sissone, meta prediletta dai cercatori di minerali, il piede si posa su migliaia di pietre diverse per natura e colore: serpentine, graniti, marmi, anfiboliti.. Attraversato quel che resta del ghiacciaio, messo a dura prova dalle abnormi temperature di questa estate, alle 8 siamo al passo di Mello. Qui la comitiva inglese, sfruttando la diversa estensione dei ghiacci si portò ben più in alto sino ad attaccare la cresta sommitale del Monte Pioda 3431m. Noi proseguiamo lungo la frastagliata cresta rocciosa settentrionale con qualche bel passo d’arrampicata sino al quinto grado. Raggiunta la cima del Pioda, massima elevazione conquistata nel corso del primo tentativo, la tentazione di procedere sino in vetta al Disgrazia è troppo forte. Lasciamo zaino ed equipaggiamento alla sella, là dove i graniti cedono il passo alle rosse rocce di serpentino e proseguiamo leggeri, cavalcando i gendarmi incisi da innumerevoli passaggi dalle punte dei ramponi degli alpinisti. Non c’è più traccia di neve né di ghiaccio. Alle 12.30 siamo in vetta. mic

note: dislivello 2900m circa; sviluppo complessivo sino a Preda Rossa 25 km circa

 

 

Bernina cresta Biancograt e traversata Piz Palù

giovedì, 9 Agosto 2012

Per chi predilige l’alta quota è una combinazione di salite Prestigiose che ha pochi eguali. In due giorni si abbina la più ambita salita in cresta del gruppo con la panoramica ed estetica traversata delle vette del Piz Palù. Giancarlo, grande appassionato dal passo sicuro e dalla capacità polmonare degna di Fausto Coppi, si è rivelato un brillante compagno di cordata! Mic

 

Grandi traversate: Scerscen – Bernina

venerdì, 27 Luglio 2012

E’ ancora notte quando metto piede sul ghiacciaio e mi lego con l’inossidabile Alberto. Sembra impossibile che da qui a poche ore saremo in cima a quella grande muraglia, apparentemente irraggiungibile, di cui si intravede in lontananza la sagoma scura. Attraversiamo il vasto plateau del ghiacciaio di Scerscen superiore in completa solitudine. A parte la drastica riduzione degli apparati glaciali, il Bernina-sud è rimasto come ai tempi dei primi esploratori alpinisti: una vera terra di confine fatta di ghiaccio, canaloni, creste e pareti. Tolte le 3-4 vie normali, comunque poco frequentate, le grandi vie del massiccio meridionale sono un autentico viaggio lontano anni luce dalle processioni in quota dei quattromila. Il Monte Rosso di Scerscen 3971m (ora Monte Scerscen) s’innalza con una vasta parete rocciosa trapezoidale di 700m, solcata da tre rampe inclinate. Quella superiore nasconde un erto canale nevoso, percorso nel lontano 1879 da Paul Güssfeld assieme ad Hans Grass nel corso della prima ascensione della montagna da sud. Il canale, nonostante le condizioni ben diverse da quelle di fine ‘800, è ancora percorribile e consente di portarsi rapidamente in quota, sino a raggiungere la cresta sommitale, poco distante dalla fotogenica e inconfondibile elevazione quotata 3875, meglio nota come Schneehaube (Cappuccio di neve) e da lì in breve alla vetta principale. La successiva traversata in direzione Bernina, infida e complicata, è un concentrato di alpinismo con la A maiuscola: esilissime creste, cornici di neve aggettanti, pinnacoli e torrioni di rocce rotte che precipitano a picco sui due lati. Non un caso se un intenditore come Chris Bonington così si espresse a proposito della traversata Scerscen-Bernina: “La nostra via era stata superata nel 1886 e non presentava difficoltà tecniche, ma un pendio uniforme a 55° sul Piz Scerscen, un’affilatissima cresta rocciosa, ricca di gendarmi, da cui una via di fuga sarebbe stata problematica. In breve la salita richiese un impegno che manca in molte vie moderne di roccia nel massiccio del Monte Bianco”. Michele Comi

Pizzo Cengalo – Spigolo Vinci

lunedì, 23 Luglio 2012

Attenzione: colpo da maestro con stoccata di fioretto per il Dott. Clara (Sandrino per le donne) che, appena prima della partenza per le vacanze, ha colto con tempismo il prestigioso “Spigolo Vinci” al Pizzo Cengalo. Scalata solitaria su roccia bellissima nella splendida cornice della Val Porcellizzo in una giornata che è andata via via migliorando nonostante le previsioni un filino dubbiose. Una vera opera d’arte, pensando al primo salitore ( il mitico esploratore Alfonso Vinci), la placchettina iniziale della “Schiena di Mulo”, uno dei più bei tiri del Masino, così come i primi severi metri del diedro nero: un bel “sestone” old style. Ad allietare la salita una bella scorazzata in elicottero fino alla base della via con recupero pomeridiano per una veloce merenda nella bella cornice dei Bagni Masino. Un bel modo di iniziare le ferie che “Sandrino per le donne” si appresta a trascorrere su un favoloso veliero di 25 metri tra i marosi del Mare Egeo. Masescu

150 Monte Disgrazia: ecco il programma

mercoledì, 20 Giugno 2012

Scarica qui il depliant-locandina

Piz Palù + Piz Bernina

mercoledì, 21 Settembre 2011

Continua a soffiare il piacevole venticello femminile su questa stagione che sta per finire (rima!). Camilla è il prototipo della bellezza scandinava: alta, bionda, sportiva, tutte le Guide Alpine farebbero la corsa pur di accompagnarla in cima a qualsiasi montagna. Grande sciatrice, amante della corsa e sollevatrice di pesi, è costantemente nella splendida forma che le ha permesso di raggiungere, in due limpide giornate di metà settembre, le vette dei Pizzi Palù e Bernina. Stimolata dai mitici e un po’ terrifici racconti di suo marito Paolo, che ha scalato il Pizzo Bernina lo scorso anno con l’amico Giuseppe, zitta zitta Camilla ha voluto dimostrare che anche il gentil sesso ha le carte in regola per le avventure più impegnative. Veloce, silenziosa e commovente nell’eseguire all’istante ogni suggerimento dell’ortica Masescu, questo bel fiorellino svedese è entrata nel magico mondo dell’alta quota con la tranquillità e lo stile di una veterana, pur essendo alla sua primissima esperienza alpina. Infine, l’enorme emozione che ha provato sulla vetta del Bernina é riuscita a scalfire, per un attimo, anche il cuore cinico e rude dell’infame Masescu. Bellezza, sensibilità, “fluent english” e perfetta conoscenza della lingua italiana (idiomi lombardi compresi), hanno rappresentato una bellissima e piacevole compagnia per la chiusura della stagione in alta quota. Masescu Chi vuole arrampicare con me non tergiversi, chiami al 347/3205499

 

Camera con vista

lunedì, 19 Settembre 2011

Salita di fine estate al Bernina in cordata con Roberto, giovane alpinista pavese ben preparato. Questa volta siamo saliti direttamente alla Marco e Rosa dal fondovalle: una lunga cavalcata di sette ore. Una volta lassù, al tramonto, vi consiglio una visita alla vecchia e minuscola Capanna appollaiata sul bordo delle rocce. Costruita ormai 100 anni fa è ancora ben solida, con le nere travature in larice indurite come la pietra dall’aria rarefatta dei 4000. Al suo interno, dalla piccola finestra in legno, lo sguardo spazia senza confini verso sud ovest a precipizio sul sottostante ghiacciaio di Scerscen superiore. Mic

 

Pizzo Badile 3308m: Spigolo Nord – Nordkante

lunedì, 12 Settembre 2011

Ogni momento trascorso in alta montagna merita di essere ricordato. Ripercorrere con la mente gli spazi aperti, la pietra e il ghiaccio è un toccasana dello spirito, specie dopo una salita come quella di sabato in cordata con il formidabile Arch. Carlo Crippa classe 1935. Da oltre mezzo secolo Carlo aspirava all’ascesa dello Spigolo Nord, da quando, ancora ragazzo, saltellava lungo i picchi del Masino in cordata con Giulio Fiorelli, la celebre guida di S. Martino, con il quale aprì nell’ottobre del 1954 una nuova via allo spigolo nord-est della Sfinge poi divenuta una classica (la Fiorelli). Con la stessa energia ed entusiasmo, Carlo ha stupito le numerose cordate in parete mostrando un’eleganza e leggerezza nell’arrampicata fuori dal comune. Quattr’ore e mezzo dopo aver attaccato siamo arrivati in vetta, felici, tra le nebbie. Mic

 

Bernina – Biancograt

lunedì, 5 Settembre 2011

Due sono le grandi tradizioni di Lecco: “ tiraa el ferr” (lavorare il ferro) e andare in montagna. La prima ha origini nell’industria ottocentesca delle ferriere, mentre la seconda trova la sua culla nella Grigna e nella sua grande Scuola Alpinistica, di cui cito solo il capostipite: Riccardo Cassin. Il Poli, un cinquantino dal carattere tollerante, vive entrambe le tradizioni: come professione fa il venditore di ferro, mentre passa la gran parte del suo tempo libero a sciare (ottimo discesista) con la moglie Elena (bellissimi occhi blu) e i tre figli maschi, oppure ad andare in montagna. Tra i festeggiamenti del suo cinquantesimo compleanno ha voluto togliersi lo sfizio di salire la Biancograt al Bernina, così, col “pasìn de vaca straca” (passetto della vacca stanca), lento ma inesorabile, domenica 28 agosto abbiamo raggiunto la vetta del Bernina distanziando di svariate parasanghe una lunga serie di cordate “Monturate”*, di gente apparentemente più gagliarda di noi. Avendo perso la possibilità di rientrare al Diavolezza per la funivia causa sosta obbligata in Marco e Rosa (Chez Biancò), ci siamo sciroppati l’interminabile discesa fino alla stazione del Morterasch, giungendovi provati, ma ancora vivi, verso le otto di sera. Una bella sgamellata alla quale, né io né il Poli, eravamo più abituati! Masescu 347-3205499

*Monturato/i: neologismo che definisce gli alpinisti abbigliati dalla pur ottima ma triste casa di abbigliamento” Montura”

 

Monte Disgrazia, Anticima orientale 3483m – Via nuova

mercoledì, 24 Agosto 2011

La comitiva degli aspiranti primi salitori al Disgrazia, composta dagli inglesi Edward Shirley Kennedy, Leslie Stephen e Thomas Cox con la guida svizzera Melchior Anderegg, giunse in Valmalenco nel lontano agosto 1862 e si dedicò immediatamente all’osservazione preventiva della montagna dalla cima del Sasso Nero 2921m, che fronteggia il massiccio. L’astuto Melchior escluse da subito un attacco frontale, direttamente da Chiesa Valmalenco, per l’erta presenza di pareti e pinnacoli di rocce rosse allora giudicate invincibili. Fu così che optarono per l’aggiramento lungo la Val di Chiareggio che li condusse ad un passo dalla vetta, poi raggiunta nel corso di un secondo tentativo dall’adiacente Val Masino: percorso confermatosi come il più semplice e diretto alla vetta. Dopo la prima salita la montagna è stata percorsa in ogni suo anfratto, tranne un solitario sperone collocato là dove gli inglesi preferirono non avventurarsi per via della complessità della montagna. In quest’angolo remoto, domenica 21 agosto, in cordata con gli amici Popi Miotti, Luca Maspes e Stefano Mogavero, abbiamo scovato una linea di ampio respiro, di stampo classico, che supera il bel pilastro che fiancheggia il tormentato ghiacciaio di Cassandra. L’idea dell’ascensione è nata preparando il volume illustrativo sul Monte Disgrazia, che sarà una delle diverse iniziative studiate per celebrare il 150° anniversario della prima salita. Nel nome, “Via del 149°”, si è voluto appunto ricordare che da ora inizia il conto alla rovescia….Mic

Scheda tecnica: dislivello di 680 m per uno sviluppo di circa 800 m. In genere la scalata si è svolta su roccia da buona a ottima con difficoltà massime attorno al VII-.