Il vasto sperone roccioso che sovrasta l’Alpe Ventina e i suoi rifugi (Porro-Gerli e Ventina), noto con il nome di Torrione Porro, è un bel pezzo di roccia dove sperimentare l’arrampicata a metà strada tra la palestra di fondovalle e le vie in ambiente, assai utile per abbinare la scalata fresca e panoramica con un ripasso delle tecniche di progressione e assicurazione in parete. Mic
Archive del 2013
Torrione Porro
giovedì, 25 Luglio 2013Pizzo Badile – Spigolo nord
giovedì, 18 Luglio 2013Grande giornatain cordata con il pimpante Giancarlo! Con un’arrampicata fluida e regolare, senza affanno, siamo in vetta alle 9.30, con una leggera brezza da nord a rinfrescare l’aria e il perfetto granito del Masino-Bregaglia sotto i piedi! In discesa, il versante sud del Badile è inondato di sole e a tratti ricoperto da cuscinetti multicolori di miosotide nano, androsace del vandelli e silene acaulis. Mic
Valdimello: Kundalini e Luna Nascente
mercoledì, 17 Luglio 2013Partenza con Decollo Verticale alla “Sea Harrier” per il giovane Francesco (17 anni) alla sua prima visita alla Val di Mello. Accompagnato da papà Gian, un sessantino con alle spalle un’ottima preparazione dolomitica e un avambraccio aggressivo allenato nella meravigliosa sala d’arrampicata di Verona, una delle più grandi d’Europa, Francesco ha prima salito in bellezza Kundalini e il giorno dopo, come nulla fosse Luna Nascente. Veloce nell’arrampicata ed intuitivo nelle manovre di corda, era alla sua prima esperienza su una via di più tiri: è stato un piacere arrampicare con lui tant’è che, se non fosse stato per la presenza di altre lentissime cordate, avremmo sbrigato l’arrampicata di questa meravigliosa via in poco più di due ore. A proposito: è stato bello darsi appuntamento al Bidet della Contessa, un posto dove non funzionano i cellulari, per cui ,come ai bei vecchi tempi, sedersi sul bordo della pozza ad aspettare per pochi minuti gli amici è stata l’occasione per gustare a fondo la bellezza del luogo immerso nella sua trionfale veste estiva. Masesku
Piz Cambrena 3604m, via Naso di ghiaccio e Piz Arlas 3467m – traversata
sabato, 13 Luglio 2013Il “Naso di Ghiaccio” al Cambrena, assieme ai tre speroni del Piz. Palù è una delle grandi classiche del bacino del Vadret da Pers. Oggi il “naso” è decisamente meno pronunciato di un tempo, ma con le giuste condizioni la salita lungo lo sperone sinuoso risulta tecnica e divertente e si conclude su la grande calotta di ghiaccio sommitale, proprio dirimpetto alla grande parete settentrionale del Palù. Carlo (classe 1935!) alla sua prima uscita in quota stagionale è subito entrato in sintonia con la parete, tanto da collegare in discesa la traversata lungo la cresta rocciosa del Piz d’Arlas realizzando un percorso ad anello vario e mai banale. Naturalmente non si è mai tolto il suo cappellaccio a tesa larga, modello Indiana Jones, testimone di mezzo secolo di avventure alpine! Mic
Valmalenco cool rock
mercoledì, 10 Luglio 2013Per sfuggire dalla calura di fondovalle e della pianura, le pareti grandi e piccole della Valmalenco sono uno splendido rifugio che ben si presta all’abbinata vacanza alpina + arrampicata. Con l’arrivo dell’estate le Guide Alpine della Valmalenco hanno completato una prima fase di restyling e creazione di nuovi itinerari sportivi presso la falesia dello Zoia, una delle più belle della Valtellina. Accanto alle numerose linee di grado 7 e 8 si sono aggiunti una trentina di vie nuove (in prevalenza tra 5c e 6c). Per l’occasione è stato realizzato un breve video che riassume le proposte verticali e turistiche estive della Valle:
Buone scalate! Michele Comi
LA ROCCIA
Serpentinite (o più comunemente serpentino) è il nome di una roccia metamorfica, risultato di una profonda e lunga trasformazione di rocce preesistenti (peridotiti). Potremmo definirla “bastarda” perché ha forme sinuose e non è facile da leggersi e per via del suo aspetto camaleontico. Osservata in frattura ha un colore verde cangiante, sovente accostato a nere macchie di magnetite o sottili filamenti di amianto, mentre in superficie colpisce per la sua mutevolezza: dal grigioverde, al grigioperla brillante, per passare al rosso in tutte le sue sfumature, toccando persino il giallo e il nero. La Valmalenco è il regno del serpentino come la Val Masino è quello del granito e in tutte le Alpi vi sono ben poche altre località dove è possibile arrampicare su questa roccia magnifica. La valle è tutta un mare di affioramenti, un caotico mare di strutture rossastre che emergono dal bosco, che sfilano sui pascoli oltre i duemila metri, che formano canyon, guglie, pilastri e che culminano in alto con i 3678 metri del Monte Disgrazia. Il serpentino è una grande roccia per arrampicare: appigli invisibili e ruvidi compaiono miracolosamente se solo sì è avuto il coraggio di avanzare sulla parete apparentemente liscia. Il sole del tramonto colora l’arrampicata con calde e fantastiche tonalità, tanto da rendere le pareti somiglianti alle note ed esotiche pareti australiane dei Mount Arapiles. Enormi pance rossastre striate di nero, lisce e luccicanti per l’azione modellante dei ghiacci, percorse da fessure e lame; placche rugosissime, a gocce d’acqua che, colore a parte, sembrano calcare; intrichi di rugosità e fessurine, sequenze incredibili di appigli e reglette, un terreno di gioco dove la tecnica e l’intelligenza arrampicatoria hanno il sopravvento sull’uso della forza. Le fessure sono un vero paradiso per nut e stopper e chi ama il gioco di salire creando, non troverà terreno migliore e più impegnativo per le sue meningi.
STORIA
Le pareti dell’alta Valmalenco di Campo Moro e della Val Poschiavina sono una vasta ed interessante area in quota per la pratica dell’arrampicata a tutti i livelli ed in tutte le sue forme. La quota media che si aggira attorno ai 2000 metri di altitudine e una straordinaria cornice ambientale d’alta montagna con i laghi artificiali di Campo Moro e Gera sono da anni un luogo privilegiato per gli arrampicatori in fuga dalla calura estiva dei fondovalle. I primi a cimentarsi su questi rossi muri di serpentino, furono, a partire dal 1970, le guide locali Angelo Parolini e Celso Nana, che con Roberto Dioli aprirono alcune vie destinate a diventare delle classiche, come il Diedro Flic e Floc al Toro Seduto in Val Poschiavina. Nei primi anni ‘80 giunsero i “Sassisti” che anche qui portarono la loro filosofia del gioco-arrampicata, con Giuseppe Miotti, Guido Merizzi e Lodovico Mottarella. Alcune delle loro salite rimangono un bell’esempio di estetica e di difficoltà. L’opera esplorativa proseguì negli anni seguenti fino agli anni ‘90 dove Walter Strada e C. scoprirono e salirono altre linee avventurose sulle strutture più remote, assieme a Michele Comi attivo sulle strutture prossime al Rifugio Bignami e all’Alpe Gembrè. Lo sviluppo dell’arrampicata sportiva portò in questo periodo, il primo 8a della zona superato da Daniele Pigoni, (Are you ready) sulla Parete della Diga. Parallelamente si sviluppa la chiodatura sistematica con ancoraggi fissi delle pareti più interessanti e facilmente raggiungibili come le falesie del Deposito Inerti e del rifugio Zoia, poi rivelatasi una delle più belle dell’intera Valtellina. I protagonisti di questa nuova fase furono le guide Massimo “Vigneron” Bruseghini e Augusto Rossi. Massimo liberò tutte le vie di alta difficoltà sulla parete dello Zoia e Augusto Rossi intraprese una grande e silente opera di chiodatura che continua ancor oggi. Dopo il 2001, Luca Maspes “Rampikino” e C. contemporaneamente alla guida Augusto Rossi, hanno completato l’attrezzatura di numerose vie alte fino a 350 metri, con chiodatura sistematica e rapide discese in doppia. Negli ultimi anni Gerry Miotti, Gino Notari, Matteo Maternini e Fabio Sertore hanno ampliato il terreno di gioco sportivo sulle pareti dello Zoia le cui pareti sono state oggetto di visite illustri, tra cui nel 2012 quella del fuoriclasse Ceco Adam Ondra che ha ripetuto le linee più belle della zona. Nel 2013 si è attivata, ad opera delle Guide Alpine della Valmalenco con il contributo dell’Unione dei Comuni lombarda della Valmalenco, la sistemazione delle aree d’arrampicata con sostituzione degli ancoraggi obsoleti e creazione di nuove vie. La prima fase di lavoro ha interessato le pareti dello Zoia con restyling completo e creazione di 26 nuove lunghezze. Le possibilità offerte da quest’area sono ben lungi dall’essere esaurite: le tante pareti nascoste è più lontane attendono ancora fantasiosi arrampicatori di domani.
FALESIA ZOIA, COME ARRIVARE
Da Sondrio indicazioni per Valmalenco e quindi Lanzada, Franscia e Campo Moro (32 Km strada asfaltata). Parking nei pressi del Ristoro Campo Moro, indi in pochi minuti a piedi al rifugio Zoia e alle pareti.
ISTRUZIONI PER L’USO
Si rammenta che le pareti, incluse quelle con protezioni fisse, non sono da considerare strutture sportive gestite e custodite. L’esposizione agli agenti naturali fa sì che la roccia e la chiodatura possono essere soggette ad un naturale deterioramento e modificazione. E’ buona norma attivare tutte le azioni di auto-protezione indispensabili per chi pratica attività in montagna e all’aperto. Eventuale tracciatura di nuove vie, loro localizzazione e difficoltà, devono essere segnalati al sito www.guidelapinevalmalenco.it Rispettate l’ambiente ed il silenzio circostanti e non abbandonate rifiuti.
Bernina overture
lunedì, 1 Luglio 2013Introduzione alla stagione alpinistica estiva con un Bernina d’altri tempi. La gran quantità di neve che ricopre creste e pareti sembra ingigantire gli spazi. Una sensazione amplificata dalla salita condotta in pressochè totale solitudine in cordata con Giulio, che conferma le doti di gran camminatore anche in alta quota! Con perfetto tempismo siamo saliti al rifugio Marinelli mentre la perturbazione andava scemando e ritrovati in quota senza alcuna traccia delle consuete carovane svizzere dirette in vetta. Mic
Masescu alla Leaning Tower
martedì, 18 Giugno 2013Tradizionali “Fanghi Yosemitici” primaverili a cavallo tra maggio e giugno nel fantastico Bivacco Sommaruga, a Yosemite West. Oltre a fare del duro fitness al seguito dell’agguerritissimo Andrin, che ormai può essere considerato un vero Local : 5.12 a vista, linkamento dei tiri sulle vie e scalate alla pari con i Big alla Hans Florine (il primatista del Nose), quest’anno ho avuto il piacere di portare a casa una piccola Big Wall. Complici i “Big Walzer” in erba: Piopompolo Harding e Chuck Chiccus Pratt, anch’essi ospiti della prestigiosa “Climbing Clinic Sommaruga”, mi sono portato a casa la West Face della Leaning Tower. Facile sulla carta, ma non banale nella pratica, necessita l’uso obbligatorio di un Leeper Cam hook, una lametta da usare in torsione e di un Hook, una sorta di artiglio, se non si vuole portare chiodi e martello, oltre ad alcuni passaggi su Copperhead, per fortuna gia in loco. E’ la via più strapiombante della valle, degna del più blasonato Shield, e il grande vuoto che si respira, più che scalare una parete, dà la sensazione di risalire una voragine. In ogni caso, bello il bivacchino alla Hawanee Ledge, dove ho dormito come un sasso. Masescu
L’O.S.T. 2013
domenica, 16 Giugno 2013Dal 10 al 12 giugno gli installatori ufficiali di SKY si sono ritrovati sulle montagne della Valmalenco per le consuete attività di formazione ed addestramento annuali. I partecipanti, circa 100 provenienti da tutta Italia, hanno svolto le fasi di lavoro, in aula e di addestramento sul campo, utilizzando alcune delle strutture della ski area Palù come la vecchia e gloriosa stazione di arrivo della Funivia al Bernina. A far da contorno alle attività, le montagne, uniche ed inimitabili oltre che ancora eccezionalmente innevate, dei gruppi Disgrazia, Bernina e Scalino. Il programma di formazione, denominato L’O.S.T., messo a punto da Ettore Togni, Michele Comi ed Erminio Sertorelli (Guide alpine e formatori per la sicurezza sul lavoro) con Debora Russi, (consulente nell’ambito della formazione), pone la Sicurezza come baricentro della professionalità lavorativa per le attività a rischio. L’Outdoor Safety Training è un addestramento sul campo che si prefigge di completare la formazione prettamente d’aula (informazione) rinforzando capacità e consapevolezza del lavorare in sicurezza con particolare riguardo per le attività in quota. Base delle operazioni il Best Western Hotel Tremoggia di Chiesa in Valmalenco.
4 giugno conferenza CAI Milano
lunedì, 3 Giugno 2013Pizzo Cassandra 3225m
lunedì, 27 Maggio 2013Partenza all’alba da Chiareggio. Sci calzati alla Porro per risalire il ghiacciaio del Ventina liscio come un’enorme tavola da biliardo bianca. Più in alto ancora tanta, tantissima neve e le condizioni totalmente invernali. Soffia un bel vento da nord e l’effetto windchill si fa sentire. Giulio e Alessandro sono in gran forma. Al Passo lasciamo gli sci e battiamo la traccia in cresta sino alla vetta, dall’aspetto quasi himalayano, evitando gli accumuli ed inseguendo i rari tratti di neve più portante e sicura. Mic































