Archive del 2013

Patabang

lunedì, 23 Settembre 2013

Per sfuggire all’assalto domenicale delle meravigliose classiche della Valle (Kundalini e Luna Nascente) la miglior soluzione è dedicarsi all’archeologia mellica. Certo occorre attivare un buon feeling con la placca ed affrontare il mare di roccia orientandosi con la giusta consapevolezza. Le due lunghezze oversize (80 metri cadauna) di Patabang, tecnicamente semplici ma totalmente sprotette,  rappresentano un condensato esemplare di arrampicata e natura in questa valle di granito! Mic


Pizzo Scalino 3323m

domenica, 15 Settembre 2013

Nei tempi andati era considerato di gran moda partir da Milano a bordo di una littorina sino a raggiungere Sondrio e da qui in tassì Chiesa Valmalenco per bersi un Campari seduti nel giardino dell’Hotel Amilcar, godendo del bel panorama offerto dal cono ottico che inquadra l’inconfondibile piramide del Pizzo Scalino. Oggi spesso accade che parte dei moderni e distratti frequentatori dell’alpe manco rivolgono lo sguardo alle vette. Per fortuna esistono ancora tanti appassionati che, oltre ad apprezzarne la vista, decidono di calpestare e percorrerne le creste. E’ il caso del giovane Alberto con il papà Andrea che hanno piacevolmente raggiunto la vetta del Pizzo in una tersa giornata di fine estate. Mic

Ma dove vivi? Paesaggio e identità del territorio

domenica, 15 Settembre 2013

Per riconoscere e re-imparare il linguaggio complesso del paesaggio.

Per essere consapevoli che rappresenta un bene comune e lascito ereditario troppo spesso calpestato;

perché ha un valore ed è motore di sviluppo sostenibile;

perché ogni comunità ha il paesaggio che si merita. Mic

Incontro pubblico con Luisa Bonesio – Docente di Estetica e di Geofilosofia del paesaggio Università di Pavia

Chiesa in Valmalenco TECA venerdì 27 settembre ore 21

Organizzazione Guide Alpine Valmalenco – Patrocinio Ecomuseo Valmalenco

 

Kundalini – Piz Palù – Piz Bernina

mercoledì, 11 Settembre 2013

Famiglia Pozzi in grande spolvero questa estate. Andrea e Claudia hanno salito in scioltezza la grande classica della Valdimello “Kundalini”, accusando solo un  po’ di maldipiedi verso i tiri finali. Breve considerazione: se la bella Claudia avesse scoperto l’arrampicata in giovane età, sarebbe stata una campionessa di questo sport, data la sua grande predisposizione e l’eleganza dei gesti. Le è andata bene però, a mio modesto avviso, laurearsi prima in Economia e fare una bella famiglia. Complimenti anche al “Vecio” Augusto che, quatto, quatto si è portato a casa l’abbinata Pizzi Palù-Bernina in due splendide giornate di Luglio, confermando una infallibile regola alpinistica: “chi meno parla alla fine va di più”. Poiché Augusto ha una bella barba tendente al rosso e si presenta proprio bene, chi ci incontrava pensava che dei due la guida fosse lui invece dell’infame Masescu.

Supramonte: discesa Codula Fuili

domenica, 8 Settembre 2013

Il temporale di poche ore fa ha  risvegliato i profumi della macchia. Lecci, ginepri, corbezzoli, cisto e rosmarino trovano casa sin sul fondo della codula che conduce al mare. E’ un percorso non difficile, un’ottima introduzione ai giochi d’acqua che ci attendono in spiaggia. Man mano la gola si restringe e con alcune calate si superano un paio di salti di roccia levigata di una ventina di metri. Oltre la valle si allarga un poco, sino a raggiungere le note pareti frequentate dai climbers e finalmente le acque blu cobalto del golfo di Orosei. Mic

Cervino 4478m per la cresta Sud – ovest o cresta del Leone

giovedì, 22 Agosto 2013

Il Cervino è senz’ombra di dubbio la montagna più conosciuta dai profani. Una fama che ha talmente valicato i confini dell’interesse alpinistico sino al punto da trasformare il villaggio ai suoi piedi in un concentrato di “non luoghi” alpestri. In cordata con il brillante Christian siamo partiti solitari direttamente dal basso alle 2 dal rifugio Duca degli Abruzzi all’ Oriondé, per essere in vetta alle 8.30. Così facendo abbiamo evitato la bolgia infernale alla capanna Carrel e i gli “imbottigliamenti” in parete, scostandoci un poco dalla maschera di pubblicità e retorica che ricopre la montagna, ritrovando una grande vetta ricca di storia. Mic

p.s. rientrati alla base a metà pomeriggio abbiamo incrociato il formidabile atleta catalano Kilian Jornet Burgada intento a stabilire il record di salita in velocità. Chissà se avrà fatto in tempo a leggere le iniziali di Carrel e Whimper (anni 1860 e 1861) incise sulla roccia nel corso dei tentativi alla vetta presso le Rocher des Ecritures?

Monte Disgrazia 3672m Corda Molla

lunedì, 12 Agosto 2013

Sabato 10 agosto 2013 ore 20.

Dall’anticima del Pizzo Ventina osservo le ombre appuntite proiettate sul ghiacciaio che esaltano le forme della Corda Molla, del tutto simili al dipinto più famoso di Buzzati che trasfigura il Duomo di Milano in un paesaggio fatto di crode esili e slanciate. Assieme a Giulio abbiamo raggiunto nel tardo pomeriggio uno dei migliori hotel d’alta quota che io conosca: il bivacco Oggioni. Dopo decenni di abbandono abbiamo deciso di risalire l’antico e più diretto percorso di accesso ai bacini glaciali superiori lungo il misterioso Canalone della Vergine scovando metro dopo metro la via, arrampicando tra le rocce levigate, cascatelle e piccole cenge. Ceniamo in completa solitudine all’aperto su un balcone di pietra a picco sul tormentato ghiacciaio del Disgrazia con la nord di fronte, splendidamente illuminata al calar del sole. L’indomani ci attende la meravigliosa Corda Molla, una delle più belle creste delle Alpi Centrali! Mic

Riscoperta dell’arrampicata intelligente.

lunedì, 5 Agosto 2013

Risveglio tonificante stamane!  In compagnia del vecio Popi Miotti dirigiamo per la consueta incursione estiva verso quel caotico mare minerale rappresentato dalle pareti dello Scerscen: una moltitudine di strutture che si alzano a partire dai 2400m (dal masso alla via lunga) affacciate su uno dei più bei balconi panoramici della Valmalenco. Meta della giornata il “Muro rosso” una vecchia salita di Popi, da annoverarsi tra le migliori performance del suo prolifico laboratorio d’avanguardia verticale di un tempo. Dopo pochi metri di salita, le forme sinuose e aggettanti di questo muro di serpentino confermano l’impegno e la complessità della salita (con poche  ripetizioni?), che richiede sapienza nel posizionamento delle protezioni veloci e un buon occhio per “navigare” lungo l’articolata parete piuttosto avara di buoni punti di riposo. Decisamente curiosa la seconda lunghezza, con un dislivello tra sosta e sosta di pochi metri, ma con uno sviluppo di una trentina a causa dell’andamento tortuoso obbligato, tra spigoli prominenti, piccoli strapiombi e grandi appigli spioventi. Qui inizia il festival del clean climbing, con la necessità di piazzare delle protezioni affidabili tempestando le rade fessure irregolari presenti con friend e stopper di ogni misura, da rinviare con attenzione, alternando le corde e allungando a dismisura i rinvii giocando così d’anticipo per ridurre gli inevitabili attriti. La ferraglia a tracolla penzolante e la coppia di corde che corre via tortuosa sotto le chiappe mi fanno tornare in mente le foto in bianco e nero dei mostri sacri Pete Livesey o Yvon Chouinard inventori e pionieri del clean climbing. Tanto è faticoso restare aggrappati mentre cerco di piazzare un piccolo stopper quanto è esaltante. Ogni metro conquistato non è solo puro sforzo ma un concentrato di arrampicata intelligente, fisica e mentale. La lunghezza successiva parte da una sosta appesi ad un sandwich di vecchi chiodi (rinforzati da un paio di friend) a forzare lo strapiombo fessurato e il successivo muro rosso (crux) leggermente strapiombante.
Ravanando prendo quota sopra lo strapiombo, pronto a gettare la spugna, mezzo convinto che la via non possa passare di lì, poi compare sotto il lichene, come un faro, il vecchio “cornier” del Popi di un quarto di secolo fa che mi indica la via e l’uscita verso l’alto.. Mic

ph Popi Miotti

Clean climbing Val Poschiavina

domenica, 4 Agosto 2013

“Ora che nulla resta più da conquistare, rimane la ricerca ambientale all’aria aperta, il piacere sereno di assaporare l’arrampicata delle brevi strutture rocciose, artisticamente fine a se stessa, lo spazio alla fantasia e la libertà di espressione”.

Dalla presentazione di Ermanno Sagliani alla guida Arrampicate Libere in alta Valmalenco – Gianfranco Comi, Celso Nana – CAI Valmalenco 1984. Mic

Val Poschiavina: Toro Seduto

lunedì, 29 Luglio 2013

Toro Seduto è il nome dell’ampio roccione alto un centinaio di metri che si alza sopra il placido torrente che scorre lungo la piana dell’Alpe Val Poschiavina. Un solido contrafforte di serpentino fatto di placche, diedri e fessure. L’esposizione a nord e a ovest rende il luogo particolarmente fresco anche nelle giornate più torride, luogo ideale per chi vuol fuggire dalle arroventate pareti di fondovalle. Mic