Archive del 2012

Arrampicare alla Sirta

venerdì, 23 Marzo 2012

Con l’arrivo della primavera il sole finalmente raggiunge la base del versante orobico valtellinese e la storica palestra d’arrampicata della Sirta ritorna ad essere tra le preferite degli arrampicatori locali. Si tratta di un grande scoglio di ottima roccia granitoide che spunta proprio sopra il piccolo paesino di Forcola, arroccato sotto la montagna. Un bel laboratorio d’arrampicata e di allenamento, che non stanca mai e invita a tornare.Mic

 

Arcoglio Torre 2012

lunedì, 19 Marzo 2012

Vagare in montagna nella nebbia è un grande esercizio di modestia. Domenica 18 marzo, nonostante il vento sferzante e la visibilità ridotta a pochi metri, una squadra di appassionati skiatori ha raggiunto la vetta del Sasso Bianco a 2490m. A piccoli gruppi, con gli sci e pelli di foca o a piedi lungo le creste esposte a sud ormai prive di neve, tutti quanti sono sbucati in cima per vie diverse, suggerite dal proprio istinto e capacità d’orientamento tra le brume. Fedeli allo spirito del raduno, che non prevede tracciati battuti o segnalati, i partecipanti si sono presto adattati alle condizioni di whiteout totale affrontando la discesa verso Arcoglio come un lungo serpentone di sciatori sino al traguardo dei Piasci. Le nubi basse questa volta hanno suggerito di rinviare all’anno prossimo la discesa cronometrata. Una meritata polenta fumante ha accolto tutti i partecipanti al Rifugio Cometti ai Piasci, storico campo base degli sciatori di un tempo. I premi, sotto forma di bevande, sono stati immediatamente consumati sul posto! Grazie a tutti i partecipanti e agli amici supporter dell’iniziativa: Re-Iv per la realizzazione e stampa delle locandine, il bar Genzianella per l’ottimo rosso, il bar Barus per il marsalino tonificante consumato in vetta prima della discesa, la macelleria Cometti per il salame di testa, perfetto companatico per il pranzo e marmi Mauri per il trofeo ricordo donato al rifugio. Mic

foto di Luca Maspes Rampikino, presente in qualità di videomaker..

 

 

Arcoglio Torre al via

giovedì, 15 Marzo 2012

Pronti per la  seconda ri-edizione della storica gara di sci degli anni ’30. Nonostante le condizioni di innevamento ormai tardo-primaverili, forti del non-regolamento, che prevede semplicemente un punto di partenza  e uno di arrivo con discesa libera e creativa, senza percorso obbligato,  un gruppo di appassionati si ritroverà domenica 18 marzo alle 10.30 in vetta al Sasso Bianco 2490m. Dalla vetta inseguiremo i lembi di neve residua, ormai ben trasformata, nelle vallecole ombrose, oltrepassando il lac di caspÖcc, una vasta depressione che periodicamente si traforma in un lago effimero, sino all’alpe Arcoglio inferiore e poi, zigzagando tra i larici, giù sino ai Piasci.

 

Val Masino: Piede dell’elefante via Crazy horse – Sperone dello zen via Appigli fasulli.

lunedì, 12 Marzo 2012

La variabilità climatica degli ultimi tempi impone flessibilità ed adattamento continui. Ecco quindi che abbandonate temporaneamente le piccozze, in cordata con Alessandro abbiamo inaugurato la stagione su roccia con una combinazione di vie a torto ormai dimenticate. Crazy horse sale in placca lungo l’eccellente granito dell’unghione del piede dell’elefante, solcato da una grande vena aplitica obliqua. Appigli fasulli propone un’arrampicata varia, con una bella variante in fessura nel primo tiro, seguita da una magnifica e ripida placca a onde. Una combinazione di sei-sette lunghezze di bella e logica arrampicata. mic

Bimbi: prima volta sugli sci.

mercoledì, 22 Febbraio 2012

Prima regola, ai più piccoli serve immediatezza. Evitiamo se possibile estenuanti trasferimenti in quota con funivie affollate. Basta un brandello di prato, sulla porta di casa, senza ostacoli e poco pendente, che termina in piano. Qualche centimetro di soffice neve fresca che ricopre un fondo più compatto è la condizione ideale: è un tappeto di nuvole o zucchero filato dove il nostro bimbo può buttarsi senza paura. Per gioco si muovono i primi timidi passi, per poi passare a qualche breve scivolata, naturale e senza costrizioni, che si arresta da sè, per via della neve nuova che frena o perchè si è  raggiunto il tratto pianeggiante finale. I piccoli più energici iniziano anche la risalita, a piccoli passi, a scaletta o spina di pesce, imparando a gestire gli inevitabili incroci delle punte. Il babbo completa l’opera aiutando il bambino a riportarsi in alto, inventandosi con uno spezzone di cordino una sorta di skilift umano. Così facendo anche la risalita è un gioco attivo, con la ricerca continua dell’equilibrio sugli sci in situazioni sempre differenti, seggiovie e tapis roulant lasciamoli per le uscite successive! Mic

 

Cascata Merdarola – Val Masino

sabato, 11 Febbraio 2012

Solo quando l’acqua si fa ghiaccio si possono raggiungere arrampicando luoghi altrimenti inaccessibili. E’ il caso della Merdarola, classica ghiacciata del Masino, che si insinua tra pareti di granito a strapiombo. Nonostante le temperature polari, Alessando conferma la sua predisposizione all’arrampicata invernale, con una prima uscita condotta in scioltezza su un ghiaccio duro e sottile, conseguenza di una stagione anomala, con un inizio d’inverno troppo mite e asciutto. Mic

 

 

Stop eliski ed elialpinismo

mercoledì, 1 Febbraio 2012

Nel mio lavoro di geologo e di guida alpina utilizzo spesso l’elicottero. Questo straordinario mezzo volante ha enormemente alleviato le colossali fatiche dei montanari di un tempo e ha cambiato la vita di chi vive e lavora in montagna. Ricordo bene, a metà degli anni ‘70, quando il primo luccicante Alouette rosso, pilotato dal mitico Ueli Bärfuss, una sorta di barone rosso elvetico, raggiunse per la prima volta nella storia il rifugio Bignami in alta Valmalenco (allora gestito dai miei nonni) depositando a terra una grossa rete carica di ogni ben di dio. Da allora muli, cavalli e bipedi da soma andarono in pensione, così come le ardite squadre del soccorso alpino, ormai quasi completamente sostituite dall’eli-soccorso, una struttura perfezionata al punto da diventare una vera e propria task force d’eccellenza, capace di interventi rapidissimi anche nelle situazioni più difficili, e così efficace da far pensare che a volte sia meglio farsi male in montagna piuttosto che su una strada trafficata di fondovalle. Non va poi dimenticato l’aiuto che viene dall’alto in tutte le attività di controllo, sorveglianza e monitoraggio geologico e ambientale, e più in generale in tutti i lavori di messa in sicurezza dei versanti e di supporto all’agricoltura e zootecnia di montagna. Sull’onda dell’entusiasmo e della crescente disponibilità degli aeromobili, si è poi cominciato ad utilizzarli anche nelle attività turistiche-sportive-alpinistiche. Io stesso in passato vi ho fatto ricorso in più di un’occasione, soltanto nella mia attività professionale di guida, per raggiungere l’attacco di alcune vie d’arrampicata. Lo utilizzavo in sordina, con un solo cliente, quando l’elicottero era già di passaggio in zona per altri lavori, nei giorni feriali e per raggiungere pareti un po’ fuorimano, evitando con cura le salite più gettonate per non infastidire chi si era sudato un lungo avvicinamento dal fondovalle. Che male c’è, mi son sempre detto. Sto lavorando come tanti altri, non infrango nessuna regola, ho quindi pieno diritto di volare. Sono le feste d’alpeggio d’agosto con annesso elitrasporto di massa piuttosto che le benedizioni di croci e steli di vetta con mille rotazioni che realmente fan danno! Mi son cullato in questa finta convinzione per un po’, nella certezza che le vere attività impattanti e devastanti fossero ben altre: le cave che, imboccata la disastrosa via dell’industria e del mercato globale anziché quella dell’artigianato di pregio, fanno letteralmente a pezzi le nostre montagne; le attività speculative immobiliari, che consumano gli ultimi brandelli di suolo della mia valle; lo sfruttamento indiscriminato dei residui rivoli d’acqua a scopo di… lucro idroelettrico, simbolo ipocrita di energia pulita nonostante l’apporto infinitesimale al fabbisogno energetico del Paese; le pessime strade agrosilvopastorali che sono state costruite dappertutto, in realtà strade di servizio alle seconde case, mascherate da rotabili di supporto ad un’ormai inesistente attività d’alpeggio. Ora mi rendo conto di essermi sbagliato. Per poter sostenere con convinzione le proprie idee fino in fondo, alcuni comportamenti, seppur simbolici e non sostanziali, sono importanti. Per questo non credo sia più ammissibile salire su un elicottero per finalità alpinistiche o sportive. 
Le strade e le strutture impiantistiche esistenti lungo le Alpi sono già uno splendido aiuto per facilitare gli avvicinamenti; oltre esse, la sola energia da impiegare è quella dei nostri muscoli! Solo in questo modo potrò andar fiero nel sostenere che le montagne della Valmalenco e del Masino sono così belle e preziose perché agli occhi dei moderni frequentatori dei luoghi alti appaiono uguali a come le videro, 150 anni orsono, i viaggiatori inglesi inventori dell’alpinismo! Naturalmente sarò sempre grato al mezzo volante ogni qual volta dovrò monitorare una frana, approvvigionare un rifugio o svolgere qualsiasi attività a supporto della collettività e a tutela delle persone … Michele Comi guida alpina

 

 

Picco Glorioso – presentazione a Sondrio

venerdì, 27 Gennaio 2012

E’ stato bello venerdì scorso vedere una sala gremita all’anteprima della presentazione del programma di celebrazioni per il 150° della prima salita al Disgrazia. Assieme a Popi Miotti abbiamo ripercorso i motivi di una ricorrenza ricordando la storia della montagna più alta interamente in territorio lombardo. In prima fila alcune  tra le guide malenche emerite che hanno macinato nel corso di una vita innumerevoli passi lungo creste e pareti del Picco Glorioso: Ignazio Dell’Andrino, Edgardo Gazzi e Vittorio Cometti assieme al Bianco Lenatti, autore nel 1986 della prima, e ad oggi irripetuta, discesa con gli sci della nord. Mic