Bernina cresta Est, via Coaz

9 Agosto 2016

Siamo solo noi sul ghiacciaio durante l’avvicinamento da sud. Calma di vento e cielo stellato con pioggia di meteore accompagnano la nostra partenza notturna. La neve è liscia e portante, risaliamo la “spalla” portandoci verso il grande anfiteatro glaciale illuminato dal sole. Lo attraversiamo velocemente tenendoci al di sotto delle seraccate superiori e superata la crepaccia terminale afferriamo la cresta che con bella scalata porta direttamente in cima. E’ l’itinerario della prima ascensione assoluta alla vetta, ormai abbandonato da un secolo dopo la costruzione della capanna Marco e Rosa, ma che merita maggior considerazione, per l’ambiente grandioso e la piacevole arrampicata.

Pizzo Scalino 3323 m

7 Agosto 2016

Cima raggiunta per la prima volta da un gruppo di topografi lombardi nel 1830, certamente per via della sua elevazione, in posizione decentrata rispetto al gruppo del Bernina, con una vista completa e spettacolare sui monti che circondano la Valmalenco e oltre, sino al Monviso al Monte Rosa e all’Ortles.

Grossi banchi di nubi sfilano da Ovest e squarci di sole illuminano ad intermittenza la grande piramide di roccia che domina la vallata.

Val Sissone

6 Agosto 2016

E’ una delle tappe più interessanti dell’Alta via della Valmalenco, per l’ambiente grandioso e per l’interesse geomineralogico degli ambienti attraversati. E’ un percorso selvaggio, in parte su fondo sconnesso, che conduce al piccolo rifugio Del Grande Camerini, il miglior balcone panoramico di fronte alla nord del Disgrazia.

Tempo e silenzio in vetta al Bernina

5 Agosto 2016

Passo Ventina

5 Agosto 2016

Abbandoniamo il panoramico crinale della grande morena laterale destra del ghiacciaio del Ventina per risalire la pietraia che conduce dritta al passo. La traccia si mimetizza tra i macigni e gli sfasciumi smossi dalle valanghe di primavera. Il passo conduce alla lunare Val Sassersa, e ai suoi laghi turchese. Più in basso ritroviamo le distese d’erba di Pradaccio e attraverso boschi di pino silvestre rientriamo sino a fondovalle.

 

Ghiacciaio di Fellaria

4 Agosto 2016

Raggiungo il ghiacciaio inserendo il pilota automatico del ricordo sensoriale. Ogni roccia, morena e torrente di quest’angolo selvaggio della Valmalenco rappresentano una mappa della memoria assai familiare.

Alla base del roccione di gneiss rossastro che si alza sopra la grande morena della piccola età glaciale, sopra ad una cengia, ritrovo il solito grande cespuglio di genepy nascosto. Seguo i profumi delle pasture d’alta quota e poi quelli della flora alpina periglaciale sino a mettere il piede sul ghiacciaio. La seraccata scarica ad intervalli quasi regolari.

I miei compagni d’esperienza calzano felici i ramponi per la prima volta.

Muro dei misteri

1 Agosto 2016

E’ bello scalare al fresco, sopra il lago di Gera, lungo linee gradevolmente articolate e placche grigie decorate di giallo (Rhizocarpon geographicum)

 

Dal Diavolezza alla Marinelli, passando per il Bernina

29 Luglio 2016

Battiamo la traccia  nella neve pallottolare portata dalla tempesta di ieri sera. Siamo i primi a risalire la spalla del Bernina stamane. Con il sorgere del sole le nebbia si dissolve e l’aerea cresta sommitale è tutta per noi.

Brezza vivace sul Bernina

18 Luglio 2016

Le rocce che bordano il canale di Cresta Vento Guzza sono incrostate di ghiaccio, la brezza vivace da nord da un sapore quasi invernale alla salita. Nubi sfilacciate dal vento si rincorrono e si disperdono oltre il Bellavista, sopra il deserto bianco del plateau di Fellaria.

Un 4000 diverso, prendendosi il giusto tempo

12 Luglio 2016

Pizzo Bernina da Chiesa in Valmalenco

Forse è ancora possibile salire le montagne per il piacere di gustare il tempo che passa, scoprire i luoghi e incamminarsi in un viaggio verso l’alto.

Così ci si può immergere in mondo inesauribile di sensi, per far nascere la passione per la semplicità, osservando la fauna, le rocce e il susseguirsi degli orizzonti vegetali, godendo del sorgere del sole e condividendo la gioia del tramonto al bivacco assieme ai compagni di viaggio.

Partire dal fondovalle significa diluire l’esperienza in un tempo dilatato, non replicare l’esistenza inquieta e frettolosa della vita di tutti i giorni, accrescere la possibilità di ritrovare una miglior percezione delle cose e perché no ristabilire una scala di valori che le abitudini collettive tendono ad eliminare.

Giorno 1: Chiesa in Valmalenco 1000 m  – Alpe Musella 2021 m

Si supera il versante meridionale del Monte Motta, camminando tra pinete aromatiche, per poi risalire a mezzacosta la Val Lanterna, tra maggenghi, resti d’archeologia mineraria e una moltitudine di testimonianze di vita plurisecolare sulle Alpi, sino a raggiungere, per storiche mulattiere, il limite superiore del bosco e gli alpeggi, sostando al piccolo ed accogliente rifugio Mitta all’alpe Musella (foto Klaus Dell’Orto).

Giorno 2: Alpe Musella 2021 m – Bivacco Parravicini 3183 m

Risaliamo la selvaggia Val di Scerscen, con un avvicinamento inconsueto alla più alta cima delle Retiche. La prima parte del percorso si snoda nelle gole del torrente Scerscen che raccoglie le acque di fusione dei ghiacciai del Bernina; superati gli antichi sedimi dell’alpe Scerscen si accede ai circhi morenici superiori, costellati di colorate fioriture alpine, al cospetto della triade Roseg, Scerscen, Bernina. Attraverso un percorso avventuroso, lungo le rocce levigate appena abbandonate dal ghiacciaio, mettiamo il piede sulla vedretta per raggiungere il bivacco Parravicini, posto di fronte alla parete sud del Pizzo Roseg, su un cocuzzolo roccioso della bastionata che forma la sponda meridionale del ghiacciaio di Scerscen superiore.

Giorno 3: Bivacco Parravicini 3183 m – Pizzo Bernina 4050 m – alpe Musella 2021 m

Attraversata la vedretta puntiamo all’erto canale di Cresta Guzza che conduce al rifugio Marco e Rosa e a risalir la spalla nevosa sovrastante sino all’aerea cresta sommitale e alla vetta del Bernina 4050m. Rientriamo a valle, sostando al rifugio Marinelli Bombardieri 2813 m,  sino all’alpe Musella.

Giorno 4: alpe Musella 2021 m – Chiesa in Valmalenco 1000 m

Per un percorso alternativo, transitando dal lago Palù, ritorniamo a Chiesa.

Scrivetemi per saperne di più: info@mountlab.it