Abbassiamo il livello

27 Maggio 2018

Alzare il livello di difficoltà in arrampicata è probabilmente l’obiettivo principale di tanti praticanti e numerosi somministratori di corsi di vario tipo in seno a club alpini, guide, e associazioni sportive…

Per fare questo si insegna correttamente ad assicurare, a progredire, a volare, distinguere fix, spit, resine, chilonewton, piastrine gigi e freni tuber, destreggiarsi in nodologia e identificare al buio cordini dinamici precuciti da quelli in kevlar e dynema…

Percepire il baricentro, distinguere fasi statiche e dinamiche, favorire preensioni favorevoli, rilassare il diaframma, focalizzare schemi motori, gestire la progressione incrociata, in ambio, fare il triangolo, la sfalzata, la spaccata, la sostituzione e il vertice fisso!!

Tutto perfetto! Anche se a volte può capitare che la mole di informazioni da elaborare e l’ansia da prestazione, trasformino un piacevole momento di svago, sport, conoscenza e incontro con la natura, in un’attività non dissimile dal lavoro stressante da cui si desidera fuggire per qualche momento.

Abbassare il livello significa puntare ad esperienze meno dipendenti dal grado di difficoltà, mirando non solo a percorsi ben accessibili al proprio livello, ma che consentano soprattutto di essere messi a fuoco completamente, così da essere affrontati con maggiore autonomia e indipendenza.

Spuntare una sterminata checklist di tecniche e procedure non è sufficiente a tenere a bada la paura e a ragionare su come poter vivere bene entro un contesto verticale, soprattutto quando spingiamo unicamente sul superamento della difficoltà.

Per questo abbassare il livello non è da intendersi come una regressione, ma un invito a sperimentare il gioco, la scoperta di sé e dell’ambiente, con una scelta di obiettivi solo in apparenza più facili, che ci danno l’opportunità di vivere meglio quel contesto, tollerare e comprendere i rischi insiti in ogni attività condotta negli ambienti naturali e, alla fine, scalare con migliore efficacia e con meno fatica.

Viaggio in verticale e dettagli da distinguere

26 Maggio 2018

Viaggiare in verticale si fa interessante quando accanto agli appigli da decifrare riusciamo a fare nuovi incontri e a distinguere ogni particolare.

Nella foto: giglio rosso solitario cresce nelle poco ospitali fessure delle pareti di serpentinite lisciate dai ghiacciai in Val Lanterna, qui curiosamentea a tratti ricoperte da una patina carbonatica.

A piedi nudi nell’erba

15 Maggio 2018

Abbandonare le scarpe aiuta a pensare. I nostri piedi passano continuamente da scarpe a scarponi a pantofole e trovano libertà solo in pochi giorni di vacanza al mare.

Eppure camminare per qualche tratto a piedi nudi nell’erba è semplice, naturale e alla portata di tutti, anche se pare essere diventata un’esperienza rara. In fondo da un paio di milioni di anni l’uomo si è evoluto nel proprio ambiente naturale senza l’aiuto delle scarpe…

Mettere a fuoco l’attenzione su Luna Nascente

12 Maggio 2018

Solo quando mettiamo completamente a fuoco la nostra attenzione possiamo incontrare la roccia e gli ambienti che ci circondano.

Cercare un’intelligente sensibilità aiuta ad arrampicare su questo granito. O viceversa?

Bunker Vs Natura

2 Maggio 2018

Oggi 2 maggio 2018 si aprono le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo delle Guide Alpine Italiane.

Il mondo naturale e la sua integrità sono il fondamento del nostro lavoro.

Nei programmi dei 18 candidati leggo le seguenti parole:
legge: 29 volte
formazione: 21 volte
abusivismo: 18 volte
CAI: 17 volte
sviluppo: 15 volte
tecnica/tecniche: 11 volte
tutela/tutelare (categoria, professione etc): 11 volte
turismo: 8 volte
vigili del fuoco: 6 volte
federazioni: 5 volte
mercato: 3 volte
ambiente: 2 volte
naturali (calamità): 1 volta
natura: zero volte

 

Azioni inaspettate che restano vive nella memoria

1 Maggio 2018

Il ricordo di attività pianificate con cura svaniscono presto dalla memoria, al contrario di azioni spontanee, inaspettate, come attraversare il Mallero gonfio d’acqua del disgelo, camminando sopra grandi valanghe di primavera che hanno invaso lunghi tratti d’alveo.

Lasciarsi sorprendere

27 Aprile 2018

Prendersi il tempo, osservare, cogliere la profondità delle relazioni, risvegliare il corpo come recettore di sensi, lasciarsi sorprendere dalla bellezza, lasciarsi intrattenere dallo stupore. Quante cose insolite e sconosciute possiamo esplorare entro una piccolissima superficie di foresta, anche a due passi da casa? Dove rocce ed esseri viventi ricreano un’incredibile storia naturale in miniatura?

Ritrovare il tempo al Piz Palù

24 Aprile 2018

La bolla di calore in pochi giorni ha “divorato” gran parte della neve dell’inverno che sembrava non finire mai.

Saliamo con passo costante e cadenzato, dove la lentezza è compagna del silenzio.

Qui non esiste frenesia. La discesa tra i crepi richiede attenzione e più in basso la neve fradicia non consente spostamenti rapidi, solo delicati cambi di direzione…

 

Una scuola abbandonata racconta di più delle altre cose.

18 Aprile 2018

“In primavera gli animali escono dal letargo. Gli animali selvatici in genere si uniscono a formare delle coppie, costituiscono i nidi e così facendo si preparano a procreare nuovi esseri viventi”.

Una scuola abbandonata racconta di più delle altre cose.

E’ l’unica casa intonacata dell’antica frazione di Dagua, tra fienili, dimore di pietra, volte, piccoli balconi e massi coppellati. Finestre aperte, silenzio, banchi e sedie vuoti, lavori dei bimbi sparsi  a terra, una grande mappa dell’Europa al tempo della guerra fredda, riportano le storie degli ultimi alunni che hanno frequentato questa piccola scuola di montagna alla fine degli anni ’70, dove la maestra saliva a piedi in un’ora dal fondovalle.

Montagna bianca e meraviglia

15 Aprile 2018

Scivoliamo di fronte alla Becca di Luseney con un bianco allucinante dentro un perfetto “half pipe” naturale, che da quasi un senso di vertigine. Abbiamo calpestato e percorso: nevi ghiacciate, nevato, grossi accumuli di valanga, sino a neve satura d’acqua.

Vedere, sentire, assaporare questa montagna bianca non può che ampliare un gran senso di meraviglia.