Arricchire l’insegnamento della montagna

9 Settembre 2018

Per arricchire l’insegnamento della montagna, del ghiaccio e i fenomeni che lo riguardano, non c’è nulla di meglio che offrire esperienze ed emozioni ad alta e positiva intensità. Mettere il piede sul ghiacciaio e intenderne il respiro, contornare i crepacci, osservare a distanza i crolli di ghiaccio dall’imponente seraccata pensile e assaggiare l’arrampicata su un tratto della fronte, sulle rive di un grande lago proglaciale, sono altra cosa rispetto allo studio su fotocopie sbiadite.

 

Saggezza nell’errore

6 Settembre 2018

Non uso sci di legno, scarponi di cuoio, corde di canapa e nemmeno l’ascia da ghiaccio, per fortuna sostituiti da splendidi oggetti che alleviano fatica e aumentano il mio grado di protezione.

Lo stesso vale per l’automobile.

Incoraggiare il recupero di alcune sensibilità che finiamo sempre di più per dimenticare o ignorare, non credo significhi demonizzare la tecnologia ma, al contrario, consente di coglierne appieno utilità e prestazioni.

Nessuno è infallibile e gli errori non possono essere sradicati, al massimo possiamo tentare di anticiparli attraverso la coscienza dei rischi e delle contingenze da metter in atto per affrontarli, possedendo ed attivando quindi una vigilanza spontanea.

Cercare di comprendere quel che accade in natura, scegliere un’opzione tra quelle disponibili e decidere in pochi istanti sono tutti elementi che non possiamo delegare in toto alla tecnologia, così come è impossibile non andare a schiantarsi se prendo una curva a 200 all’ora con l’auto intelligente.

Commettere errori è un fatto normale, anche tra i professionisti altamente istruiti, capaci ed addestrati. La formazione e l’esperienza non eliminano la disposizione a sbagliare, ma possono cambiare la natura degli errori commessi e aumentano la probabilità di riuscire ad attivare compensazioni di successo.

Ritratti

3 Settembre 2018

Bianco e nero, curve di livello, tratto forte, sfumo e tratteggio trasformano un foglio di carta in un incredibile ritratto di forme, rocce, torrenti e ghiacciai scomparsi.

Sul fondovalle riappaiono sentieri dimenticati e frazioni ora conglobate in una piastra urbana pressoché continua.

Carta IGM 1.50000 anno 1890

IGM 1.50000 anno 1890

“FORESTALI VERDI, CELSO CAROGNA”

28 Agosto 2018

Subito dopo l’alluvione del 1987, nel trambusto collegato con la ricostruzione dopo i danni arrecati dalla furia delle acque, una strada comparve al posto del vecchio sentiero di collegamento con l’Alpe Val Poschavina, in Valmalenco. Si racconta che un alpigiano dalla schiena dritta e il Corpo Forestale che denunciarono il blitz della ruspa e lo sconcio irreversibile, si ritrovarono quest’epiteto pennellato col minio su un grosso masso all’ingresso della Valle: “FORESTALI VERDI, CELSO CAROGNA”

La scritta venne poi cancellata, ma risulta ancora ben visibile la chiazza rossa che la rende non più decifrabile…

Leggo ora del progetto di “allargamento dell’esistente sentiero di collegamento dei pascoli dell’Alpe Poschiavina”, in pratica un prolungamento dell’accesso carrabile verso le alte praterie che, con un iter “tortuoso”, tra rifacimenti progettuali e bocciature da parte della Commissione del paesaggio, è giunto alla fase esecutiva.

Non serve ricordare che queste opere, pur animate delle più nobili intenzioni, si sono in passato rivelate come orride strade che hanno preso il posto dei sentieri preesistenti. Piste realizzate in fretta e furia dal ruspista, prive di qualsiasi attenzione e cura, senza aver considerato come i denti dell’escavatore in pochi attimi possono distruggere il lavoro fatto dalla natura nel corso di innumerevoli millenni.

Certamente l’iter di approvazione avrà tenuto conto della delicatezza dei luoghi, dove ogni azione incauta non può che essere irreversibile, ma troppe volte abbiamo visto come la mancanza di adeguate risorse abbia compromesso al ribasso l’analisi, il rilievo, la progettazione e l’esecuzione a regola d’arte.

Basteranno 43.937,71 euro (importo dei lavori) a impedire il sacrificio delle incredibili tracce di mulattiera selciata che si rinvengono lungo la prima balza oltre l’alpeggio? Segno probabile dell’importanza dell’antica carovaniera di collegamento con la Val Poschiavo? A contornare con perizia e sapienza zone umide tempestate d’eriofori e rocce montonate? A non tramutare porzioni di pasture pregiate in una striscia polverosa e invasiva?

Siamo certi che consentire l’avvicinamento con queste modalità dei mezzi motorizzati all’alpeggio e ai pascoli porti un reale beneficio per i luoghi e per chi vi abita?

Nel dubbio invito tutti i frequentatori di questo magnifico angolo della Valmalenco a vigilare sul corso dei lavori, osservare e fotografare ogni azione sospetta, ogni masso frantumato, ogni solco incauto lasciato nella terra.

Raccoglierò volentieri tutte le testimonianze fotografiche.

P.s. Nel 1987 dare del “verde” a qualcuno equivaleva ad un insulto, forse lo è ancora..?

Sfoltire i pensieri allo Spazzacaldera 2487m

28 Agosto 2018

Afferrare il granito magnifico dello Spazzacaldera aiuta a sfoltire i pensieri. Fessure, camini e spigoli si susseguono fino alla famosa guglia sommitale, sospesa sopra la Val Bregaglia, da affrontare ricercando il proprio centro di gravità.

Indizi per trovare la via

26 Agosto 2018

Più che consultare relazioni, tracce GPS, fotografie, discussioni su forum e APP di ultima generazione, risulta più comodo, immediato e utile riferirsi alla biografia e periodo dei primi salitori e seguire i solchi incisi sulla pietra, lasciati da generazioni di alpinisti, prima con gli scarponi chiodati, poi con i ramponi, un po’ come i segni lasciati sui gradini consunti dentro le chiese da chissà quante processioni di fedeli nel corso dei secoli…

Incidenti in montagna e negli ambienti naturali

26 Agosto 2018

Montagne sensa senso

26 Agosto 2018

“Ciao Michele come va ?
Pernottato ieri alla Marinelli con mio figlio di 8 anni . Esperienza sempre magnifica
Volevo chiederti : mio fratello vorrebbe salire sul Bianco dalla via normale francese . Cerca una guida. Tu saresti disponibile ad accompagnarlo (se le condizioni ambientali sono buone) Quanto potrebbe costare ? Grazie e buona serata”

“Bello! Tuo figlio conserverà il ricordo. Bravo.
Riguardo al Bianco ho rimosso dalle mie attività la sua frequentazione. soprattutto la normale francese. Troppa gente contamina l’esperienza, per me non ha più senso, cerco altre montagne, quasi sempre deserte o quasi. Grazie comunque!”

IGM Monte Disgrazia

23 Agosto 2018

La cresta ormai priva di neve rende ben visibile sin da lontano il vecchio pilastrino dell’Istituto Geografico Militare collocato in vetta nel 1935. Uno dei vertici trigonometrici di I ordine che i topografi, con i loro pesanti teodoliti, utilizzarono per  realizzare la rete geodetica nazionale.

Nuvole e luci al Mont Velan 3727m

18 Agosto 2018

Siamo soli su questa grande montagna, mentre a poche decine chilometri di distanza volano insulti, pugni e spintoni tra guide ed alpinisti.

Creste e ghiacciai ci avvolgono, non restano davanti a noi come degli oggetti. Per la prima volta percorro questa montagna, forse meno nota di altri giganti delle Pennine, ma non per questo meno interessante. Quel che osserviamo non si esaurisce nella sola parte visibile.

Grandi nuvole dai contorni netti e delimitati salgono da sud. Sembrano enormi torri, con la sommità a cavolfiore e la parte illuminata dal sole di un bianco smagliante, così dense che tra neve e le nubi pare generarsi una continuità, un passaggio che collega la cresta sommitale direttamente al cielo.