Quale Guida 3

31 Marzo 2021

Salire in alto non solo è un bell’esercizio, che mette in moto muscoli e fiato, ma un’occasione per curare le fatiche che si racchiudono nei ruoli impegnativi del quotidiano.

Scalare una cima o attraversare un ghiacciaio significa prendere congedo e allentare la pressione dalle posizioni difficili da abbandonare.

In un mondo dove si afferma sempre di più la vistosa abbondanza di oggetti, gli spazi silenziosi e solitari delle montagne possono contribuire ad esaudire il desiderio di spogliarsi dagli obblighi, dalle apparenze.

Un confronto vivo, autentico e personale, sobrio nei mezzi e nelle intenzioni, tale da trasformare l’esperienza in natura in una sana abitudine, in una montagna che cura…

Vado e vedo

15 Marzo 2021

Sempre più spesso, con i miei compagni d’avventura sulla neve, sperimentiamo il percorso costruito passo dopo passo, senza mete prestabilite.

A partire da un’ispirazione, uno spazio da esplorare, ci lasciamo guidare dalla curiosità, dall’interpretazione dei versanti, dalla qualità della neve sino a comporre escursioni inaspettate.

Senza destinazioni precise, lasciamo campo libero all’intuizione, dosando impegno, fatica e difficoltà in base allo stato di forma mentale e fisica del momento.

L’imprevedibilità del tracciato si svela ad ogni istante, rafforzando attenzione e relazione con quel che ci circonda. E’ il trionfo dell’improvvisazione, intesa non come avanzare maldestro o a caso, ma prontezza a gestire e condividere l’inatteso, aggirare l’ostacolo, tornare sui propri passi o scovare la via d’uscita dopo aver imboccato un canale dallo sbocco incerto…

Sciatori di montagna

23 Febbraio 2021

Alte nubi, un alone solare, detto anche arco di ghiaccio, una traccia, presto spazzata dal vento…sono quel che appare alla sommità della nostra esplorazione d’inverno.

Si può dire d’esser sciatori di montagna quando si è felici di scivolare lungo un erto canale, con la neve che non è più fresca e nemmeno trasformata, non farina, né firn……ma che passa da ventata a crostosa e fradicia nel giro di poche curve o addirittura cambia sotto i piedi ad ogni piega.

Dal vedere al sapere

12 Febbraio 2021

Ciò che sfugge alla vista è spesso visibile in altro modo.

La giornata grigia non toglie la possibilità di incontrare un sacco di cose.

Neve ghiacciata, fumo che sa di larice, crosta di rigelo, neve ventata, neve polverosa, cornici, dorsi spazzati dal vento, brezza da sud ovest, orme di volpe al bordo della cornice, rhizocarpon geographicum che ci guida come un faro, micascisti e un grande cairn di marmi dolomitici nel punto più alto del nostro viaggio nella neve.

Vecchie dia

10 Febbraio 2021

Riordinare il vecchio archivio di diapositive è impossibile, scansionare con metodo e catalogare le foto dimenticate decisamente inarrivabile.

Non resta che pescare ogni tanto dal mucchio una vecchia pellicola e lasciarsi guidare da caso.

“Piramide umana” (8 maggio 2004 Melloblocco)

Il fuoriclasse e filiforme Dave Graham sulla schiena del peso massimo Tony Lamprecht intento a spazzolare gli appigli d’uscita del blocco M (8a+).

Quale altro “sport” consente un confronto alla pari tra un peso leggero e una montagna di muscoli?

Domande

8 Febbraio 2021

Il turismo d’avventura pre-confezionato è sinonimo di libertà? Le esperienze “adrenaliniche” sono in grado di soddisfare il desiderio d’emancipazione dalla quotidianità? Oppure il turismo d’avventura sta semplicemente servendo ciò che il “mercato” vuole?

Quanto realistiche o finte sono le connessioni umane che si realizzano nell’esperienza avventurosa?

Il raggiungimento dell’obiettivo è la nostra misura di successo?

La guida esaurisce il suo compito con il supporto nell’attraversare le avversità, fisiche o meno?

Zigzagare oltre le nubi

7 Febbraio 2021

Piccoli larici bonsai guidano il nostro zigzagare in salita.

Lo strato di nubi all’orizzonte pare il coperchio della sacca d’aria umida che ristagna più in basso. Oltrepassate le nuvole, compare una brezza leggera e la neve migliora.

L’ombra invernale perenne di questo canale non ne riduce l’abbaglio.

Da quassù il Disgrazia sembra una montagna sopra la montagna.

Lo sguardo dall’alto è spietato, la conurbazione lampante.

Burrasca

27 Gennaio 2021

Soffia un vento di burrasca sul filo di cresta.

Turbini di neve avvolgono le cime e lunghi pennacchi bianchi si allungano verso sud.

I cristalli spazzati via si depositano nei pendii e canali sottovento, prendono la forma di croste o spesse placche pesanti e fragili.

Mentre attraversiamo queste superfici irregolari, che cambiano di continuo, la presunzione d’essere maestri costituisce il miglior inganno.

Ci fermiamo prima del tratto più ripido e dopo aver saggiato l’ingresso del canale di discesa torniamo sui nostri passi.

Ritrovarsi ancora studenti in questa pratica è forse la migliore risorsa di cui disponiamo.

Sapore d’inverno

25 Gennaio 2021

Spazi liberi e situazioni autentiche, non esenti da conseguenze incombenti, possono aiutarci a migliorare le nostre capacità di decisione.

Ogni dettaglio si trasforma in un’opportunità d’apprendimento, ogni momento in un’occasione per comprendere la reale anima dei luoghi.

Si tratta, in definitiva, di un gioco ben più grande rispetto al distrarsi sulla neve.

Raro valore delle immagini

22 Gennaio 2021

Le immagini possono avere un raro valore, quando suscitano meraviglia e stupore attraverso l’incontro con la rappresentazione autentica dell’anima dei luoghi e quando  ci mostrano qual è o qual era il miglior sistema di registrazione ed elaborazione della geografia non falsificata della montagna.

Queste immagini consentono di recuperare un codice di comprensione, oggi completamente smarrito, delle infinite trame nascoste di un sistema complesso, di un intreccio tra spazi naturali e tracce dell’uomo sedimentate nei secoli sulle Alpi

E’ sorprendente perdersi negli archivi digitali e incontrare per caso l’interpretazione delle montagne di casa di Paolo Monti, maestro della fotografia italiana del ‘900.

Entusiasmante, per la possibilità di recuperare il senso dei luoghi, tra specificità e differenze.

Doloroso e sconfortante, per il brutale raffronto con la manomissione forzata del territorio, in continua oscillazione tra sfruttamento sfrenato e imbalsamazione museale, tra promozioni indifferenziate e rappresentazioni folkloristiche e finzioni delle tradizioni perdute.

Immagini anni ’50, conservate presso Civico Archivio Fotografico – Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche, Milano