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Conoscenza di prima mano

sabato, 16 Settembre 2017

Più aumenta la conoscenza, più si infittisce la quantità di elementi misteriosi che combinati assieme regolano le leggi della natura. Per questo è sempre azzardato dispensare certezze su come e quando muoversi in montagna. L’unica cosa indubitabile è che la conoscenza di prima mano richiede tempi lunghi, senza punti d’arrivo definitivi, insomma praticamente antitetici rispetto alle pretese senza respiro della vita moderna.

 

Programma arrampicata d’autunno – Riserva naturale Val di Mello

mercoledì, 13 Settembre 2017

Scalare senza salire in cima

venerdì, 1 Settembre 2017

Imparare la lingua dei gesti, cercando le strategie più efficaci per superare la parete con le proprie forze e guardare le cose da un punto più alto, sono un bel mezzo per accelerare la conoscenza di sé e dell’ambiente circostante. L’arrampicata su roccia è un ottimo “agente lievitante” nella relazione tra uomo e rischio.

Con l’arrampicata si sperimentano equilibri e recuperano i giochi di ragazzo, anche attraverso le sensazioni della pietra dura sotto le dita e l’odore della polvere della roccia che permangono a lungo. Un bel mezzo per acquistare familiarità con la variabilità dei contesti naturali. Tenere a bada la paura, gestendo i rischi, offre un’inaspettata ricchezza d’esperienze, di coscienza della vulnerabilità sempre di più addormentata.

 

Foto Isacco

Ritrovare il tempo

mercoledì, 30 Agosto 2017

Chissà perché i tempi dettati dall’efficienza del lavoro (e pure della scuola) debbono essere sempre di più trasportati in montagna.

Così ci priviamo della possibilità di ritrovare il tempo in uno degli ultimi spazi liberi a potata di mano, dove poter imparare dal muoversi in un luogo privo di certezze, con un processo senza fine, senza schemi e appassionarci cogliendo realtà, storie e sapori.

Meglio l’abbandono

sabato, 26 Agosto 2017

Perché non lasciamo in pace quel che resta delle case d’alpe abbandonate? Cessata ogni attività d’alpeggio, e quindi lo scopo per cui vennero costruite con sapienza, perché assistiamo a un’ostinata ricostruzione di case vacanza sopra i vecchi sedimi?

I denti della ruspa abbattono gli antichi muri a secco per far spazio al finto rustico contornato da staccionate e barbecue per grigliate con suino da discount. Perché le strade realizzate ad esclusivo uso agricolo debbono accogliere il transito motorizzato dei nuovi proprietari, vacanzieri del week end? Alla paccottiglia di nuove strutture, disconnesse e in conflitto con le forme dei luoghi, preferisco recinti di rovi, alberi che crescono tra i muri storti e fodere di muschio che ricoprono quel che resta dei tetti. Così le baite potranno tornare ad essere terra e roccia.

Meglio l’abbandono, che almeno preserva.

Bivacco

mercoledì, 16 Agosto 2017

Non serve allontanarsi troppo da casa per vedere luoghi diversi. A volte basta scegliere cammini inconsueti per fare in modo che spazi noti si mostrino sotto una nuova luce. Osservare la valle dal culmine di uno sperone roccioso, con centinaia di luci là in basso provenienti delle abitazioni aperte solo per pochi giorni d’agosto, attiva curiosità e stabilisce un contatto speciale con quel che ci sta attorno.

 

Sculture naturali

mercoledì, 9 Agosto 2017

Non è l’opera di un marmista, né di uno scultore, ma l’incredibile risultato dell’incessante lavorio del moto vorticoso dell’acqua nel corso dei secoli, con sabbia e ghiaia e ciottoli in sospensione, che ha agito come un tornio gigantesco.

Partendo da un piccolo invito o un punto debole della roccia il processo ha progressivamente innescato un’erosione circolare che ha moltiplicato esponenzialmente l’azione erosiva della massa liquida. Esplorare queste forme è una piccola ricerca di benessere, di immaginazione, che non necessita di nulla e ci ricorda che non c’è roccia che non abbia qualcosa da raccontare.

Rinuncia

venerdì, 4 Agosto 2017

Non sempre si arriva in cima. A volte capita di tornare sui propri passi, nel pieno della notte, alla luce della frontale. Quando non ci si sente in forma e le gambe non girano a dovere, trovare una via di fuga prima del punto di non ritorno aiuta a ripensare ad un diverso approccio alla salita e alle difficoltà.

 

Larici e fulmini

lunedì, 31 Luglio 2017

I tronchi contorti di due vecchi larici colorati dai licheni e bruciati dai fulmini aiutano a ricordare quanto siamo sbrigativi nell’osservare le cose e troppo spesso incapaci di  cogliere i mille particolari che consentono di trovare una reale intimità con i luoghi attraversati.

Equilibrio

lunedì, 24 Luglio 2017

L’equilibrio fisico e mentale indispensabile per salire verso l’alto e per proteggersi è sottile, a volte dinamico, impercettibile. Lo si coltiva negli anni, poco alla volta, ma non è mai permanente e va richiamato ad ogni passo.

Lo si ritrova e si perde rapidamente, a seconda di mille fattori concomitanti, spesso imprevedibili, ambientali, personali ed emotivi.

Quello preteso ad ogni costo non esiste, né esistono maestri infallibili o dispensatori automatici, al massimo possiamo agevolarne la ricerca e facilitare la percezione.