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La grande frana della Val Pola

giovedì, 7 Gennaio 2016

Dall’Alpe Zandilla il sentiero piega verso sud, tra boschi radi e distese di rododendri che spuntano dalla poca neve caduta nei giorni scorsi, con la superficie ricoperta da grossi cristalli di brina di superficie. Superiamo alcuni ruscelli gelati, seguendo i camminamenti dei selvatici, con fresche tracce di lepre bianca e ungulati, spingendoci verso il coronamento della frana. Ad un tratto il sole illumina il bosco e dopo pochi passi si apre la grande voragine che sovrasta la valle dell’Adda, posta mille metri più in basso. Risaliamo per intero il bordo della nicchia superiore, stupendoci di fronte alla tenacia di un vecchio pino mugo, sospeso e sporgente sul bordo dell’abisso, aggrappato solo con parte delle radici alle rocce. Dall’alto, dalla panoramica zona di vertice, osserviamo l’area di distacco, l’estesa superficie di scivolamento e il caos di scisti, gneiss e depositi che precipitarono in pochi istanti il 28 luglio 1987 alle 7.23 del mattino, con volumi imponenti (33 milioni di metri cubi) e causarono un impatto sul lago creatosi nei giorni precedenti a seguito di una piena, tale da innescare un’onda di fango e pietre che risalì la valle fino all’abitato di Aquilone e provocò la morte di 27 persone.

Note

Tempo di percorrenza 4/5 ore, difficoltà variabili a seconda della stagione e condizioni di innevamento.

Destinatari: escursionisti curiosi, studiosi e appassionati di scienze della Terra e chiunque desideri toccare con mano un fenomeno geologico imponente.

Approfondimento geologico

Cima di Vazzeda 3297m, Cima di Rosso 3369m – traversata

lunedì, 2 Agosto 2010

Anfibolite, gneiss, granito, marmo, scisto e grandi sciami di filoni aplitici e metasomatici si alternano sotto le punte degli scarponi. Non ho mai scalato su tante rocce diverse in un sol giorno! Con l’inossidabile Alberto abbiamo fatto una traversata insolita, panoramica e selvaggia, con un ampio percorso ad anello dal Rif. Del Grande, con discesa per il bacino glaciale del Forno e rientro dall’omonimo passo sino a Chiareggio. La prima salita del Vazzeda, con la traversata verso la Cima di Rosso, fu compiuta dalla grande Guida della Bregaglia Christian Klucker nel 1882 con il bizzarro cliente russo Anton Von Rydzewski e la seconda Guida, l’ampezzano Mansueto Barbaria. Racconta Klucker nelle sue memorie: “Il percorso di questa cresta fu per me una gita meravigliosamente bella…..la varietà dei tipi di roccia che costituiscono questo monte, merita osservazione e costituisce meraviglia…”. Molti anni dopo, nel 1918, lo stesso Klucker accompagnò nella traversata il celebre geologo Prof. Rudolf Staub, uno dei fondatori della moderna geologia alpina: “Impiegammo molto più tempo par la salita perché il geologo con il suo martello persegue scopi diversi dal cacciatore di record….Il forte Thoni (il portatore) ebbe molte pietre da portare, ma si comportò assai bene nonostante il pesante carico. Al punto più basso della cresta tra le due cime ci furono lunghi esami della roccia e annotazioni sulle carte….”.

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