Archivi per la categoria ‘alleniamo l’esperienza’

Anatomia della neve

lunedì, 7 Febbraio 2022

Normalmente in inverno sulla montagna o ci si muove con gli sci o si fa altro o si sta a casa.

La prolungata assenza di precipitazioni invita però ad una salita alpinistica in quota lungo un canale serrato tra le rocce. Un piccolo viaggio utile a scandagliare la neve ad ogni passo. Calpestiamo pietre, erbe secche, neve farinosa, croste di rigelo, sastrugi, placche ventate, brina di superficie e brina di profondità, la cui combinazione disegna una mappa della neve che cambia ad ogni metro.

Si passa in pochi istanti dall’appoggio sulle punte frontali dei ramponi al nuoto dentro una massa bianca inconsistente.

Salendo a piedi tracciamo indirettamente una continua stratigrafia del manto. Con le prossime nevicate, se mai arriveranno, tutto si farà assai complicato e i fragili lastroni sepolti probabilmente potranno cedere con gran facilità.

Geo ascensione esplorativa, note dal campo

martedì, 25 Gennaio 2022

Uno sperone di gneiss a forma di squalo o figura mascelluta emerge dalla montagna, è la porta d’ingresso agli spazi nascosti del Foppa.

La nostra esplorazione attraversa numerosi orizzonti vegetali, cambiano di continuo paesaggi, vedute ed incontri.

Percorrere un tracciato spianato da ogni ostacolo e ossessivamente segnalato significa seguire un sentiero incolore e muto.

Trovare la via che ricollega tratti di sentiero abbandonato rende invece interessante ogni sasso calpestato.

Qui occorre far di continuo piccole scelte, divagazioni, pause, azioni che rendono il percorso assai vivo e fanno dimenticare la noia e la fatica.

Nulla è certo, nemmeno quel che si incontra ad ogni passo e l’attenzione e direzione da prendere variano in base a ciò che ci incuriosisce in quel momento.

L’arrampicata dell’anno nuovo inizia in discesa.

martedì, 4 Gennaio 2022

L’arrampicata dell’anno nuovo inizia in discesa. Anche le vie più semplici trovano nuovi significati quando percorse non solo in salita. Abbandoniamo la consuetudine della calata, con le nostre forze esploriamo appigli ed appoggi e arrampichiamo in discesa. La roccia si espande, la cordata si rovescia, si allarga lo sguardo, si sperimentano nuove posture ed equilibri.

Quante cose non siamo in grado di vedere?

domenica, 19 Dicembre 2021

Questa foto scattata in un contesto tutt’altro che naturale, in centro a Milano, pochi giorni fa, racconta quante “cose” nascoste normalmente non siamo in grado di vedere.

Un piccolo indizio che racconta quel che sarà il nostro approccio alla montagna anche per l’anno che verrà, orientato all’ esplorazione, curiosità e ricerca, dove poter sperimentare rischi, imprevisti, errori e scoperte e pure nel tentar di notare quel che non si è mai visto prima..

In fondo è bello accorgersi di non conoscere quel che si pensa di sapere e che l’esplorazione critica apre ovunque, anche in luoghi assai familiari, sterminate ispirazioni e vie di salita.

Continueremo ad allenare soprattutto i “muscoli” percettivi, gli unici in grado di governare la complessità, per  migliorare i nostri sguardi e per far emergere nuove domande utili a svelare nuove connessioni.

Proveremo ancora a perderci, per far spazio all’inaspettato, per imparare a riconoscere ancor più queste montagne e forse un po’anche a curarle.

Invito al viaggio

venerdì, 8 Ottobre 2021

Abbiamo esplorato un mondo naturale mai prevedibile.

Abbiamo incontrato diversi dubbi e iniziato a comprendere quanto possono essere paralizzanti oppure vitali.

Ci siamo immersi nella bellezza di questi luoghi, fissandoli nella nostra memoria, senza la necessità di esibirli come trofei

Ecco alcune note dal campo..

L’invito al viaggio continua…per tutto  l’autunno e la primavera 2022.

Scrivetemi per saperne di più.

Requisiti: abitudine per diverse ore di cammino fuori dai sentieri, assoluta padronanza del passo, assenza di vertigini e capacità di muoversi in scioltezza su passi di I e II grado. Per le notti all’aria aperta servono spirito d’avventura, adattamento e spirito di squadra.

Il massimo dell’eccezionale? Beni o esperienze?

giovedì, 30 Settembre 2021

Non c’è oggetto o bene di consumo capace di resistere nel tempo.

Il deterioramento, la ruggine, nuove forme e perfezionamenti continui portano inevitabilmente ad abbandonare il vecchio per il nuovo.

Beni a volte assai costosi, ma sempre meno durevoli….

Poche cose durano nel tempo, ad esempio i ricordi di una salita in montagna.

Sono memorie indelebili, in grado d’esser tramandate,  assieme desiderio di tornare a percorrere creste e ghiacciai.

Cieli stellati, nuvole, rocce e imprevisti mantengono il ricordo, forse ancor più della vetta.

Così si conserva una memoria condivisa, fondata su un luogo reale, scandagliato con tutti i nostri sensi nel corso della scalata.

Perché dunque non rinunciare a un bene di consumo costoso e deperibile per qualcosa in grado di durare per sempre?

Pensateci e scrivetemi per un suggerimento di percorso, un regalo prezioso, un’esperienza che non si dimentica più.

Porsi domande

mercoledì, 15 Settembre 2021

Le nostre avventure in montagna sono solo frivolezze? O possono fornire intuizioni di cui possiamo aver bisogno per gestire le avversità del quotidiano?

Scalare è un ottimo fitness “adrenalinico” all’aperto? Oppure può orientare a sviluppare la capacità di prendersi cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiente?

In montagna prendiamo continuamente decisioni in risposta alle possibili conseguenze dovute all’esposizione a luoghi intrisi di pericoli? Con consapevolezza o ci affidiamo al caos e al caso?

La consapevolezza di quel che accade dentro e attorno a noi sta alla base del processo decisionale?

Come facciamo a sapere se facciamo buone scelte anche se la giornata è andata bene? (Ci è andata di “culo” o se siamo stati bravi?)

Siamo sempre in grado di agire ispirati e con grazia o siamo più spesso mossi dall’arroganza basata sull’ego?

Può essere utile comprendere più a fondo le decisioni che prendiamo?

Arrampicata sulla Sentinella della vergine, Valmalenco SO

La consegna del silenzio

giovedì, 2 Settembre 2021

Quando si è in cima, la consegna del silenzio per qualche minuto è d’obbligo.

Anche se si è pochi metri di distanza, uniti ancora dalla corda, ognuno sceglie un posto e un modo che gli piace, si mette in ascolto, osserva ciò che lo circonda, tira il fiato, pensa a nulla o a tutto… forse inizia a chiedersi: cosa ho visto? Cosa ho scoperto? Come è stato?

Con grande piacere vi accompagnerò per vette solitarie, pareti nascoste, sentieri dimenticati, dove saremo quasi certi di trovare tempo e silenzio.

ph Vale

Mappe della mente

mercoledì, 11 Agosto 2021

La mappa bidimensionale di una grande salita (relazione e disegno) va letta soprattutto dopo averla percorsa.

Solo così è possibile andare oltre la parziale informazione messa sulla carta per ottenere un’autentica mappa indelebile e personale dell’avventura in parete.

In tal modo nella nostra mente la carta diventa all’istante tridimensionale, ricca di ogni dettaglio e rilievo, dove oltre agli spazi e metri di granito percorsi si associano mille sensazioni, emozioni, dubbi, fatica e felicità di una grande scalata…

Nelle immagini: salita al Piz Badile 3308m spigolo Nord

Crast’Alva (Biancograt) Piz Bernina 4048m

sabato, 3 Luglio 2021

E’ l’ora delle cime e delle altezze.

Per diverse ore esiste solo la diorite ricoperta dalla neve nuova, mentre scaliamo avvolti da sbuffi di nuvole molti metri sopra il mare.

Sa fossimo catapultati quassù all’improvviso, tra il Pizzo Bianco 3993m e il Bernina 4048m, con queste condizioni, potremmo solo maledire queste rupi così inospitali, eppure lungo l’aerea cresta non c’è spazio per pensare a nulla se non al piede ramponato pronto a trovare la giusta presa.

Il lungo avvicinamento nella notte affina i sensi, focalizza l’attenzione ad ogni passo.

Nessun pensiero può essere rivolto all’esposizione, al vuoto, mentre la concentrazione mira alla risoluzione dei problemi d’equilibrio, di ricerca della via e del prossimo appiglio…