Archive del 2022

Bipedi o quadrupedi?

domenica, 14 Agosto 2022

Siamo bipedi o quadrupedi? Di fronte al dilagare dell’utilizzo in cammino, non sempre giustificato, dei bastoncini da trekking la risposta pare scontata..

Eppure sta nella nostra natura muoverci su due sole “zampe”.

Salvo per supplire a problemi articolari o per gestire discese interminabili con zaini pesanti, l’uso dei bastoncini è sovente superfluo e in tanti casi addirittura controproducente.

Usati male, a casaccio, portati semplicemente a spasso, sono solo elementi di distrazione, che ci distolgono dall’attenzione, ci allontanano dall’equilibrio e dalla naturale percezione dell’appoggio.

Il fastidio di riporli nello zaino li rende d’intralcio nei tratti dove occorrono braccia e mani, per equilibrarsi, aggrapparsi e aiutarsi…

Darli in mano a bambini e ragazzi è diseducativo e inutile.

Scalare nella nebbia

venerdì, 12 Agosto 2022

Quello che non si vede si immagina.

Lungo la via i chiodi appaiono all’improvviso, mentre siamo concentrati sul singolo movimento.

La nebbia da un senso di bianca protezione, colma l’abisso che ci circonda.

I colori non parlano, smettiamo di guardare, si ascolta, si respira, si scala.

Se ogni tanto filtra un raggio di sole ci si sente quasi impreparati.

Quello che appare è già successo?

“E’ l’incertezza che affascina, la nebbia rende le cose meravigliose.” O. Wilde

Nelle immagni: scalata nella nebbia lungo la via Molteni-Camporini (1935) al Pizzo Badile.

Radicamento

sabato, 30 Luglio 2022

Uno dei migliori momenti delle salite alpine è l’attesa della sera, seduti fuori dal rifugio, godendo del calar del sole, pregustando la scalata del mattino dopo…
In questi attimi vien naturale condividere con il compagno di cordata ciò che è davvero essenziale per la buona riuscita dell’ascensione ovvero il radicamento.
Radicarsi significa liberarsi da tutte le distrazioni collegate ad oggetti, materiali ed illusioni che, per abitudine o convenzione, ci portiamo quassù.
Ecco allora che iniziamo a mettere un piede avanti all’altro e con qualche semplice esercizio proviamo a percepire quanto è importante e salvifico tenere il passo saldo e fermo.
In fondo la nostra maggior protezione sta proprio qui, nel sentire e sentirsi ben poggiati, dai sentieri, alle rupi, ai pendii di neve e ghiaccio.
Capire in anticipo adesione e tenuta del passo è la miglior garanzia di buona riuscita della nostra salita.
Da un buon radicamento nascono indimenticabili avventure.

La capanna del Disgrazia

mercoledì, 27 Luglio 2022

Sulla capanna del Disgrazia di allora solo poche parole: la piccolissima e semplice baracca, costruite tra le rocce appena 5m sotto la e a sud della Punta Siber Gysi*, si chiamava capanna Maria e fu eretta nell’anno 1884 da ingegneri italiani che effettuavano misure topografiche sulla vicina vetta del Disgrazia. Il semplice assito misurava circa 3m di lunghezza e aveva una larghezza di meno di 2m.

Resti della capanna nei pressi della vetta

Verso monte era stato posto un tavolato di 4 posti. L’arredamento consisteva in 4 coperte, un fornelletto a spirito con un recipiente, 4 tazze, e qualche cucchiaio. Alla fine dei lavori topografici la capanna venne donata al C.A.I. La resistenza effimera alle intemperie di costruzioni poste a quell’altezza è dimostrata dal fatto che solo due anni dopo trovai la capanna distrutta.

Tracce del ricovero a picco sopra la valle di Preda Rossa

Christian Klucker Memorie di una guida alpina. La mia prima salita al Disgrazia agosto 1886. Ed Tararà 1999

*L’anticima ovest del Monte Disgrazia era un tempo così inutilmente denominata perchè un tale Siber Gysi vi si era dovuto arrestare senza poter raggiungere la vicina vetta.

Comunicare l’incertezza

giovedì, 21 Luglio 2022

Sfuggire all’insicurezza è insicurezza.

Montagna, alte temperature, ghiacciai, cambiamento…

Comunicare l’incertezza è assai complicato.

Occorre almeno ammettere e distinguere quello che si sa da quello che non è possibile conoscere…perché in questi ambienti solo l’incerto è certo.

“La sicurezza prima di tutto!” o “Prima di tutto la sicurezza”, sono slogan che circolano in queste giornate roventi che accompagnano i cambi di programma o rinunce a salite su neve e ghiaccio.

A volte conditi da metafore belliciste, come la “rinuncia alla conquista” o “guerriero che torna vivo  dalla battaglia buono per tornare a combattere”, queste uscite evidenziano la contraddizione nel voler essere sicuri entro ambienti la cui natura è la mutabile precarietà.

Anche quando le temperature torneranno entro limiti accettabili nulla sarà risolto, né di nuovo certo.

E poi non tutti i ghiacciai d’improvviso diventano off limits….

Muoversi al limite delle proprie competenze è il ruolo dell’interprete della montagna.

Cosa sono le nuvole?

mercoledì, 20 Luglio 2022

Incontri e visioni lungo lo Spigolo Nord del Badile, tra sfumature segrete e spettacoli del cielo.

Vapori all’alba
Sbuffi lungo l’infinito dorso di granito
Cuscini verso la sommità
Castelli di vapore e di roccia
Spiriti dell’aria?

Sensazioni e sfumature alla Corda Molla al Disgrazia

lunedì, 11 Luglio 2022

Una foglia d’acero trasportata dal vento sul ghiacciaio a 3100m

Una grande montagna vestita di pietra e di ghiaccio. Un cielo, uno spazio che pare infinito.

Una vecchia scatola di sardine.

Una corda, uno spuntone,

Una vetta, un riparo di latta.

Un’ala di farfalla persa tra le rocce della cima

Nebbie

Nubi

Una camera con vista

Una notte

Luci

Un corridoio tra i seracchi

Un dedalo di crepacci

Un’avventura.

Gallo delle Alpi

martedì, 28 Giugno 2022

Gallo delle Alpi, per due volte ha messo in fuga la poiana.

Esploriamo quel che è disponibile, focalizzati sul presente e sull’esistente…valle sospesa, rocce, pascoli, guadi, fiori, forme, marmitte…

E ancora… laghi, fessure, libellule…cardi ed eriofori…  

Troviamo anche un po’ di tempo per scalare.

Evitare il ponte al ghiacciaio di Fellaria

venerdì, 24 Giugno 2022

Di fronte all’assalto al ghiacciaio di Fellaria, la semplice eliminazione del ponte sul torrente ablatore consentirebbe il recupero dell’ostacolo naturale e quindi di un accesso sensato.

Pensieri ed azioni irrealizzabili…

Lasciamolo dunque…..per conservare il miglior ricordo della nostra visita al ghiacciaio troviamo assai più interessante ignorarlo bellamente per affrontare il guado poco più a monte.

Scrutare l’abisso

mercoledì, 22 Giugno 2022

Scalare il Bernina nel giorno del solstizio d’estate è un’esplosione di luce. Felicitazioni! Potremmo eccedere con foto luccicanti, volti umani compiaciuti, gaudenti, autocentrati…

L’unica immagine che, forse, val la pena di mostrare è invece quella ripresa all’alba del ghiacciaio sofferente di Scerscen superiore.

Unico modo per scrutare l’abisso. Anno dopo anno migliaia di passi calpestano per la prima volta rocce e detriti liberati e movimentati dai ghiacci ad un ritmo sempre più impressionante, rocce che non hanno mai visto la suola di uno scarpone.

Eppure non si rallenta.