Archive del 2021

Val di Mello classic – Grand Tour

lunedì, 25 Ottobre 2021

Ancora pochi giorni, poi le ombre torneranno a stendersi lunghe sul fondovalle. Tra i faggi che ormai inghiottono la luce d’autunno, si nascondono le strutture che custodiscono le prime vie della Val di Mello, pareti dove è nata una delle stagioni più intense e creative dell’arrampicata su granito in Italia.

Il Grand Tour classico è un viaggio tra quelle origini. Una combinazione di vie che attraversano tutti gli stili e le sfumature dell’arrampicata mellica, su un granito perfetto, ancora libero da spit.
Un percorso che permette di conoscere davvero la Valle, non solo con le mani e i piedi, ma con lo spirito giusto di chi si affida alla roccia, ai compagni e alla propria capacità di leggere la parete.

Un filo che unisce sei vie storiche —Stomaco peloso (1976), Alba del Nirvana (1976), Risposte di Bakunin (1978), la Crepa del Bamba (1978), o per chi preferisce un passo più lieve Tunnel diagonale (1976), Cunicolo Acuto (1975) e Mixomiceto (1977).

Un mosaico di nomi, epoche e intuizioni che raccontano il momento in cui la Val di Mello iniziò a parlare un linguaggio tutto suo — fatto di libertà, leggerezza e rispetto per la roccia.

Un invito con la curiosità di chi vuole ascoltare le voci della valle e i silenzi sospesi sopra i boschi.

Consenso informato

giovedì, 14 Ottobre 2021

Dichiaro/a di essere stato/a informato/a in modo comprensibile ed esauriente rispetto al fatto che:

– andare in montagna significa attraversare spazi densi di pericoli, non sempre noti e con rischi difficilmente valutabili, ma che anche una volta individuati non sono unicamente risolvibili attraverso abilità tecniche e attrezzature;

la consapevolezza che l’imprevedibilità è una condizione ineliminabile di questi ambienti suggerisce che non basta imparare a fare la cosa giusta in ogni circostanza.  Può sempre presentarsi una situazione che, per qualche fattore, anche piccolo, porterà a favorire il verificarsi di una circostanza imprevista;

la guida NON è il garante della sicurezza, ma il gestore del rischio;

l’itinerario può attraversare spazi non coperti da rete cellulare, l’assenza di segnale fa parte dell’esperienza, consapevolmente NON adottiamo sistemi di comunicazione satellitare d’emergenza, ma ci richiamiamo all’ intelligente cautela, al rispetto dei pericoli e pure al prepararsi agli imprevisti.

Invito al viaggio

venerdì, 8 Ottobre 2021

Abbiamo esplorato un mondo naturale mai prevedibile.

Abbiamo incontrato diversi dubbi e iniziato a comprendere quanto possono essere paralizzanti oppure vitali.

Ci siamo immersi nella bellezza di questi luoghi, fissandoli nella nostra memoria, senza la necessità di esibirli come trofei

Ecco alcune note dal campo..

L’invito al viaggio continua…per tutto  l’autunno e la primavera 2022.

Scrivetemi per saperne di più.

Requisiti: abitudine per diverse ore di cammino fuori dai sentieri, assoluta padronanza del passo, assenza di vertigini e capacità di muoversi in scioltezza su passi di I e II grado. Per le notti all’aria aperta servono spirito d’avventura, adattamento e spirito di squadra.

Il massimo dell’eccezionale? Beni o esperienze?

giovedì, 30 Settembre 2021

Non c’è oggetto o bene di consumo capace di resistere nel tempo.

Il deterioramento, la ruggine, nuove forme e perfezionamenti continui portano inevitabilmente ad abbandonare il vecchio per il nuovo.

Beni a volte assai costosi, ma sempre meno durevoli….

Poche cose durano nel tempo, ad esempio i ricordi di una salita in montagna.

Sono memorie indelebili, in grado d’esser tramandate,  assieme desiderio di tornare a percorrere creste e ghiacciai.

Cieli stellati, nuvole, rocce e imprevisti mantengono il ricordo, forse ancor più della vetta.

Così si conserva una memoria condivisa, fondata su un luogo reale, scandagliato con tutti i nostri sensi nel corso della scalata.

Perché dunque non rinunciare a un bene di consumo costoso e deperibile per qualcosa in grado di durare per sempre?

Pensateci e scrivetemi per un suggerimento di percorso, un regalo prezioso, un’esperienza che non si dimentica più.

Porsi domande

mercoledì, 15 Settembre 2021

Le nostre avventure in montagna sono solo frivolezze? O possono fornire intuizioni di cui possiamo aver bisogno per gestire le avversità del quotidiano?

Scalare è un ottimo fitness “adrenalinico” all’aperto? Oppure può orientare a sviluppare la capacità di prendersi cura di noi stessi, degli altri e dell’ambiente?

In montagna prendiamo continuamente decisioni in risposta alle possibili conseguenze dovute all’esposizione a luoghi intrisi di pericoli? Con consapevolezza o ci affidiamo al caos e al caso?

La consapevolezza di quel che accade dentro e attorno a noi sta alla base del processo decisionale?

Come facciamo a sapere se facciamo buone scelte anche se la giornata è andata bene? (Ci è andata di “culo” o se siamo stati bravi?)

Siamo sempre in grado di agire ispirati e con grazia o siamo più spesso mossi dall’arroganza basata sull’ego?

Può essere utile comprendere più a fondo le decisioni che prendiamo?

Arrampicata sulla Sentinella della vergine, Valmalenco SO

La consegna del silenzio

giovedì, 2 Settembre 2021

Quando si è in cima, la consegna del silenzio per qualche minuto è d’obbligo.

Anche se si è pochi metri di distanza, uniti ancora dalla corda, ognuno sceglie un posto e un modo che gli piace, si mette in ascolto, osserva ciò che lo circonda, tira il fiato, pensa a nulla o a tutto… forse inizia a chiedersi: cosa ho visto? Cosa ho scoperto? Come è stato?

Con grande piacere vi accompagnerò per vette solitarie, pareti nascoste, sentieri dimenticati, dove saremo quasi certi di trovare tempo e silenzio.

ph Vale

57934 passi attorno al Pizzo Tremoggia 3441m

domenica, 29 Agosto 2021

57934 passi. Ogni passo poggia su forme e superfici diverse, attraverso orizzonti minerali e vegetali sempre nuovi, sino ai ghiacciai e le vette meno percorse del Bernina Sud, dove non c’è spazio per essere sbrigativi nel guardare le cose.

Scavalchiamo le Alpi, senza cercare un luogo preciso. Poi pieghiamo verso il sole, oltre il secondo valico, sino al culmine della Sassa d’Entova 3329m per guardare lontano.

Migliaia di passi attraverso boschi, pascoli, fiori, pietraie, torrenti, cascate, laghi, neve, ghiaccio, crepacci, bédière, marmi, scisti, cristalli di calcite, dettagli e connessioni senza fine…

Ghiacciaio di Fellaria e la maledizione di Instagram

venerdì, 20 Agosto 2021

Dopo l’assalto alle “Maldive di Milano”della Val Verzasca, la balneazione permanente e coatta nelle pozze smeraldo della Val di Mello e l’assembramento perenne al lago di Braies, il nuovo Eldorado per i cacciatori di selfie è diventato il ghiacciaio di Fellaria in Valmalenco (SO).

A confronto con la maledizione di Instagram il climate change è solletico per gigante di ghiaccio.

Una processione perenne attraversa convulsa gli alti pascoli e morene per mettersi riva lago, sotto la grotta di ghiaccio, in attesa dei crolli, pronta ad alimentare la sterminata galleria d’esibizioni: selfie, posa sull’iceberg, posa yoga, posa in bici, barboncino in posa, torso nudo, piedi a bagno, corpo a bagno, quattro bracciate, immersione, aperitivi, brindisi, selfie in abito lungo, salto sull’iceberg, selfie con neonato, baci e abbracci…

Per non parlare di esibizioni “musicali” di vario genere che sfruttano il fondale di ghiaccio come mero scenario di assai dubbie emissioni sonore…

Per sensibilizzare i visitatori, informarli dei pericoli ed invitarli ad assumere comportamenti più consapevoli, il Servizio Glaciologico Lombardo ha predisposto dei chiari cartelli informativi lungo il tracciato. Le semplici note dissuasive, che invitano ad esempio a non avvicinarsi alla grotta interessata da continui crolli di ghiaccio, non hanno però ottenuto nessun effetto restrittivo.

Anzi, par di assistere ad una gara a chi colleziona l’immagine più spinta e sensazionale, in un turbine di spettacolarizzazione perenne. Insomma i cartelli sortiscono lo stesso effetto nullo delle etichette deterrenti sui pacchetti di sigarette.

Al pari della foto della trachea bucata o del polmone nero, le informazioni dei cartelli, non solo non solo non riescono a distogliere dal fumo, ma in fondo incoraggiano i fumatori ad accendersi una sigaretta o nel nostro caso a piazzarsi beati sotto i crolli di ghiaccio. Per fortuna ad oggi non sono capitati grossi guai, anche se si registrano diverse chiamate giornaliere al soccorso alpino per piccoli incidenti o smarrimenti…

Prima di arrivare a sconvenienti numeri chiusi, ticket, controlli o, peggio, recinzioni a delimitare il lago, sarebbe assai bello e utile iniziare a riflettere sul l’abusato termine “valorizzazione”.

Valorizzare significa prima di tutto conservare.

Non è possibile conservare spazi e natura così delicati con flussi di questo tipo.

Che fare dunque? Ristabilire ad esempio il semplice ostacolo naturale costituito dal torrente ablatore del Fellaria Ovest eliminando il ponte che lo scavalca.

Ma indietro non si torna! Dirà qualcuno…Pechè no? Perchè non avere il coraggio di ristabilire quel che era sino a pochi anni fa?

Ma è discriminatorio! Diranno altri….E’ naturale rispondo io, e nemmeno estremo, guadare un torrente di montagna richiede solo un minimo di consapevolezza, esperienza e prudenza. Così si ristabilirebbe un equilibrio nella frequentazione nell’ultimo tratto, senza peraltro inficiare la bellezza dell’esperienza del cammino che comunque andrebbe a raggiungere un’area periglaciale di grande fascino (come avveniva in precedenza).

Tutti dappertutto in montagna è un concetto insano.

A me piacerebbe un sacco immergermi negli abissi marini.

Ma non ne sono capace.

Mi accontento di metter la testa sotto il pelo dell’acqua…

photo credit MC

Traversata Glüschaint 3594m Sella 3511m

lunedì, 16 Agosto 2021

Il profilo delle vette della Valmalenco osservate da Sondrio mostra un’inconfondibile sella rocciosa che da il nome all’omonima accoppiata di vette: La Sella (occidentale 3584m e orientale 3564m).

Valmalenco vista da Sondrio, disegno di Alessandro Greppi 1873

Una lunga e aerea cavalcata consente di raggiungerle, partendo dal bivacco Colombo appollaiato sopra la Forcola Fex Scerscen, toccando in sequenza il Piz Glüschaint 3594m, La Sella, I Gemelli (occidentale 3500m e orientale3501m), il Pizzo Sella 3511, sino ad approdare al rifugio Marinelli…

Prime luci alla Forcola Alta 3396m

Una traversata dimenticata dove è fondamentale alleggerire lo zaino per concentrarsi sul prossimo passo, alla ricerca della via, tra creste, gendarmi, scivoli di neve e ghiaccio e crepi terminali…

Verso il Glüschaint

Un tour d’alpinismo classico dimenticato, reso più impegnativo d’un tempo dall’inesorabile regressione dei ghiacci, specie alla base delle torri di granodiorite, ma per questo non meno affascinante.

L’anfiteatro glaciale che conduce alle rocce della Sella occidentale
Discese le rocce rotte della Sella orientale si aprono i pendii glaciali che conducono ai Gemelli

Una lunga deviazione dall’ordinario, immersi in un tempo sospeso, tra montagne così belle che obbligano a fermarsi per riprendere fiato.

La mole del Roseg verso la calotta del Pizzo Sella
La traversata

Mappe della mente

mercoledì, 11 Agosto 2021

La mappa bidimensionale di una grande salita (relazione e disegno) va letta soprattutto dopo averla percorsa.

Solo così è possibile andare oltre la parziale informazione messa sulla carta per ottenere un’autentica mappa indelebile e personale dell’avventura in parete.

In tal modo nella nostra mente la carta diventa all’istante tridimensionale, ricca di ogni dettaglio e rilievo, dove oltre agli spazi e metri di granito percorsi si associano mille sensazioni, emozioni, dubbi, fatica e felicità di una grande scalata…

Nelle immagini: salita al Piz Badile 3308m spigolo Nord